martedì 1 aprile 2025

Altan o Pimpa?

Dopo aver lavorato una vita nel settore del marketing, non vorrei smentirmi tutta in una volta, come da questi ultimi post avete potuto leggere. Ma il marketing è davvero un'idrovora che pesca e sugge dove può. Anche nel mio umile paesino di poche anime è riuscito a far rivoluzionare un'intera generazione di giovani che non sapendo dove sbattere la testa la sbattono letteralmente contro il muro. I pretesti sono tanti, una semplice litigata tra giovani, scuderie armate di fanatici dello sport, oramai non solo più del calcio ma di ogni sport, giovani e meno giovani che si sono poco adattati al ritorno alla vita normale post pandemia. E mi ci metto anch'io ... che non so nemmeno se mi convenga o no iscrivermi a X o a Instagram. Insomma la pandemia ci ha rovinato la vita e pazienza se ora dobbiamo rendere conto non solo a chi nel guidare ci diceva di stare attenti a chi ci stava davanti. Il pericolo come al solito viene dal dietro. Come ci insegnava il buon Altan che comunque faceva anche sognare schiere di bambini dietro la sua Pimpa.

Bere analcolico, un marketing aggressivo

Ah, il marketing, gioia e dolore di un'intera, anzi due, generazione di studenti e studendati sempre che ce ne siano di studentati con i prezzi degli affitti che corrono di questi tempi.Il mercato di succhi di frutta e nettari, per esempio, poggia le sue basi su un ampliamento della categoria a tipologie merceologiche similari. Perché le bevande a base frutta, addizionate di fibre, latte e anche estratti vegetali e integratori, appartengono ormai all’area dell’alimentazione salutistica e comunque al più largo ambito del bere analcolico, da poco proposto anche nei ristoranti. Dove si possono consumare anche salutari centrifughe. Occupandosi di bevande a base di frutta, meglio sarebbe parlare di mercato del bere analcolico, perché è un segmento del beverage fortemente condizionato dall’innovazione che ha portato sugli scaffali dei supermercati e dietro il bancone del bar una vasta gamma di bibite diverse: dai più tradizionali succhi alle spremute, dai frullati agli “smoothies”(frutta con latte), dai nettari alle bevande frutta funzionali, dai concentrati ad altre bevande a base succo. Il mercato è ormai maturo, ma io l’ho scoperto solo quando per una terribile emicrania di cui soffro, ho capito di potere bere a mezzogiorno, al posto del tradizionale pasto solo uno di questi succhi, senza che la testa ne risenta. Meglio di tutto un succo di arancia gialla o rossa. E già che ci siamo dirò, senza tema di vedermi crollare addosso un intero segmento del marketing odierno, quello appunto dei succhi di frutta, che meglio ancora è una spremuta di succo di arancia naturale.

Un' azienda di Balsmico ha lanciato le bustine monodose in epoca di pandemia

Certo che al di là di ogni consideraioni moralistica si voglia fare, il marketing non lo ferma proprio nessuno. Per esempio, per farne so solo uno tra i tanti, l’azienda di Venturini Baldini ha lanciato in concomitanza con la più grande sventura ci sia caduta addosso a memoria d'uomo, se si eccettua in Italia la valanga d'acqua delle Dolomiti, prontamente riasciugata a carico delle popolazioni del luogo, la pandemia, le monodosi del condimento di Modena, l'aceto balsamico. Le mini-taglie - hanno detto i responsabili dell'azienda- sono la scelta giusta in questo momento, quando anche nella ristorazione è richiesta la massima attenzione e sicurezza, per rispettare le norme anti Covid. Ecco quindi le monodosi di aceto balsamico di Modena IGP, proposte da Acetaia di Canossa dell’azienda Venturini Baldini, storica Tenuta nel cuore della provincia di Reggio Emilia. Piccole ed eleganti, le bustine di plastica firmate sembrano una carta di credito che riproduce la creatività originale dei prodotti dell’azienda; basta piegarla nel mezzo per dosare – senza sprechi – un prodotto raffinato, della tradizione: 6 ml di aceto Balsamico per sublimare il gusto di secondi piatti e insalate o qualsiasi altra pietanza e dessert. Niente da dire, ma privilegiare, per esempio, in tempi tanto tristi, la ricerca scientifica per vaccinare bene vaccinare tutti non sarebbe stato meglio? ...

Finita la pandemia si apre la lotta contro il gas serra

La lotta contro il gas serra si sposta a lotta contro la pandemia e per assicurare il cibo per tutti. Già anni fa mi ero interessara di queste interrelazioni tra pandemia e gas serra. Il legame tra cibo e cambiamento climatico è tornato, con il Covid, prepotentemente nell’agenda di chi si occupa di riscaldamento globale che, se non fermato con azioni drastiche, porterà un miliardo di persone a rimanere senza acqua e due miliardi a soffrire la fame, se non a morire per la pandemia, e la produzione di mais, riso e grano crollerebbe del 2% ogni 10 anni. Già ora, per via dello sfruttamento intensivo delle monoculture, prevalentemente votate alla produzione di mangime per animali, scompaiono interi campi di grano per la nutriente pasta, fatta eccezione per gli intolleranti al glutine. Il consumo settimanale di prodotti non sostenibili comporta una produzione di gas serra pari a 37 kgCO2eq, mentre con una dieta sana siamo a 14 kg CO2eq. Uno studio condotto da Slow Food con Indaco2 dell’Università di Siena ha analizzato l’impatto di singoli alimenti, dalle mele al latte, dalla carne al formaggio. Prendendo ad esempio le uova, si calcola che il risparmio realizzato da un allevamento all’aperto che rispetta ambiente e animali, rispetto a uno industriale, corrisponde al risparmio delle emissioni di un auto che percorre 30.200 km. “La produzione di cibo, - dicono a Slow Food, il cui slogan è cibo buono pulito e giusto - è responsabile di un quinto dei gas serra, mentre la produzione di mangimi occupa il 40% della produzione agricola mondiale. Da sempre sosteniamo e condividiamo i tre pilastri della Fao per il progetto #FameZero: contrastare lo spreco di cibo che ogni anno raggiunge 1,3 milioni di tonnellate nel mondo; favorire un approccio integrato in agricoltura: l’agroecologia che si basa sul rispetto delle biodiversità e sull’interazione tra colture, allevamento e suolo. Terzo elemento, alla base dell’attività di Slow Food: seguire una dieta sana e sostenibile.” Proprio a questo proposito Slow Food ha condotto una ricerca con Indaco2 (spin off dell’Università di Siena) analizzando l’impatto di una dieta sana e sostenibile con una che non lo è. Il risultato è che quest’ultima genera quasi il triplo dei gas serra. “Un anno di buone abitudini – conclude Carlin Petrini, portavoce di Slow Food – ci farebbe risparmiare CO2 pari alle emissioni di un auto che percorre 3.300 km”. Chi nel Sud del Mondo, vive allevando capre, pecore e cammelli, è stato colpito, causa il cambiamento climatico, da siccità e inondazioni e trovare l’acqua per gli animali è la più grande sfida che deve affrontare. Soprattutto adesso che spostarsi con la pandemia, originatasi proprio in quei luoghi, è più difficile che mai. Ma se nel Terzo Mondo c’è chi fatica a vivere decentemente, chi ha fatto fortuna negli Usa emigrando dall’Italia ai primi del secolo, come Lidia Bastianich, la cuoca adesso di fama internazionale, oggi pensa a come preparare cibo per i bambini meno fortunati. “Ho studiato e ho visto che gli ingredienti esistono – ha detto -. Preparerò una minestra per tutti."

martedì 25 marzo 2025

Prima e dopo il Covid

Dunque, cosa abbiamo imparato dopo il Covid? A parte che stare isolati e alieni dalle relazioni con gli altri è deleterio per tutti? Per me la storia si era fermata già prima. Non mi ero mai soffermata abbastanza, per esempio, sul significato della locuzione latina ex falso quodlibet. Che significa come da un enunciato contradditorio possano derivare enunciati similmente contradditori. E che il pensiero di un’altra persona è per l’appunto solo il suo pensiero o il suo punto di vista. Ma quando questo pensiero è quello di tua madre tutto il mondo che ti eri costruita intorno crolla miseramente. Ho letto sul librino di una signora che abita nel mio stesso paese e che si è molto impegnata nel sociale malgrado la sua infermità, il morbo di Parkinsons, una riflessione su cosa sia una madre. Secondo lei la madre è un grembo che ti ha accolto e accudito contro ogni avversità molto dopo la gravidanza e che ti condurrà per mano fino a quando non sarà lei ad avere bisogno di te. Come una bambina piccola che muove i primi passi. Ecco a me è capitato così. Il giorno del risveglio dall’isolamento, o lockdown come l’hanno voluto chiamare con il solito inutile inglesismo, mi sono ritrovata a tu per tu con una madre molto anziana che faceva le bizze come una bambina. E mi sono dovuta mettere nei panni di una madre come io non ho avuto la fortuna o la sorte di essere. Ma le avversità non vengono per caso. Stamattina, ascoltando la rassegna stampa radiofonica, ho avuto la ventura di sentire un’interruzione della trasmissione, non so quanto voluta o per caso, che parlava del Talmud come di un libro dalle migliaia e migliaia di pagine e di sfaccettature che abbraccia tutta la storia umana, non solo quella dell’Oriente scoperto tra l’altro da Marco Polo, un navigatore veneto. E mi sono così risvegliata dal mio particolare lockdown che è quello di essere diventata una prozia molto avanti negli anni senza averne i segni del tempo. “I nonni non sanno nel loro pensiero distinguere nei sogni il falso dal vero.” (Francesco Guccini). I nonni o i bimbi? Adesso la differenza mi sfugge, ma non deve essere molto importante. Dal Covid ho imparato che esistono le spie, che gli orsi bianchi sfuggono dalle banchise come fossero orsi bruni, solo capovolti. E vaglielo a dire a loro che la terra è tonda ed esiste la forza di gravità. Concludo questo post con la considerazione che potrei essere già nonna, ma non per questo non ho avuto la mia particolare sindrome di Stendhal, se non sapete cosa è guardate su Internet, quando ero ancora molto piccola e stavo salendo le scale della Torre di Pisa. Genova, Venezia, Pisa o Amalfi? Fate un po’ voi. Per me è Livorno dove i quattro incatenati che guardano verso i quattro punti cardinali sono l’incarnazione della schiavitù che il nostro fiero popolo ha patito troppe volte. E adesso caliamoci anche la carta di Ventotene.

lunedì 24 marzo 2025

La Cina nazionalista si rifà il look con l'elettrico

La Cina ha vinto la partita delle energie rinnovabili. Confronta il reportage di ieri sera di Riccardo Iacona su RaiTre. Non solo auto elettriche ed energia rinnovabile con pannelli solari e pale eoliche. Ma un sistema complesso che comprende anche l'AI, l'Intelligenza artificiale. Ma sono i numeri a far venire il capogiro. Migliaia di miliardi spesi in Ricerca e Sviluppo, la decisa volontà attraverso un sistema complesso, a fare di Shenzen e Hong Kong le capitali internazionali dell'aria pulita. Vi avevo già parlato fa questo blog anni fa della questione dei dazi doganali che avrebbe fatto del colosso cinese un colosso ancora più grosso. E dei dazi che vanno adesso a detrimento di Trump.Tanto è vero che i colloqui per la questione della guerra in Ucraina si fanno adesso in Qatar, che è un emirato arabo.

venerdì 21 marzo 2025

Trump ha già perso, previsione di Cassandra

Forse la mia povera colf ucraina non c'entra nulla col malfunzionamento del mio computer. Resta il fatto che gli Ucraini non vogliono cedere un milllimetro della loro avanzata contro i Turchi a Ovest e l'Europa la Cina e la Russia all'Est. Intanto Trump ha già disatteso la sua volontà di potere. Le Cassandre lo avevano predetto. A Est dell'Europa del Manifesto di Ventotene, redatto nel 1941, quando non si era ancora usciti da una guerra di Trent'anni nel Vecchio Continente, per restare nell'ambito dell'alimentazione, si allevavano delle ottime galline ovaiole che davano uova bianchissime e dal tuorlo giallissimo. Ora Trump di questo non sa nulla e mal gliene incoglie. Perché il biologico è l'unica agricoltura in crescita. E segnatamente, per le uova, prevede un sistema di certificazione molto sofisticato basato sulle lettere sul guscio che idicano rispettivamente la nazione da cui provengono, il metodo di allevamento (a terra, biologico o al chiuso) la data di raccolta e quella di scadenza. Sant'Antonio da Padova è il loro protettore e bisognerà anche capire perché è assunto al cielo come protettore di tutti i diseredati. Insomma Sant'Antonio è nostro e Trump può anche fermare il traffico internazionale degli aerei in tutti gli aeroporti. Ma non può toglierci quella mano santa. Nemmeno il democratico Obama era riuscito nell'intento di mettere uno stop alla condanna a morte tramite affogamento dei nemici che avevano fatto crollare le Torri Gemelle, figuriamoci cosa potrà fare mai un Trump che si vanta di avere accanto donne bellissime con tutto ciò che ne consegue. Ma non può vincere, nonostante tutte le Meloni del mondo, perché Sant'Antonio da Padova e le uova migliori del mondo ce li abbiamo noi e solo noi.