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giovedì 2 maggio 2024

Dal Sigep le novità sul gelato artigianale

Osservatorio Sigep presenta anche quest'anno le tendenze del gelato artigianale per la prossima estate. La prima novità è il gelato nei coni e coppette alla carota, mandarino e limone di Eugenio Morrone maestro gelatiere a Roma, un evidente richiamo alle vittorie del giovane Sinner nei tornei di tennis. Cioccolato bianco e sparagi, erbe aromatiche, poco zucchero e tiramisu le altre novità. Il comparto è in crescita del +16% in generale e del +12% nelle città d'arte, prese d'assalto in questo ultimo lasso di tempo dai turisti stranieri. I maggiori Paesi europei, Italia, Spagna, Germania, Francia, Regno Unito segnano un aumento del +4,4% secondo dati Crest-Circana. Il nostroa Paese è il primo per produzione e consumo con il 28% delle porzioni servite sul totale europeo. Secondo Giancarlo Timballo, presidente di Fiapet di Udine, si lavora sui prodotti locali e sul territorio. Tra le sue proposte il gelato al lampone e rosmarino. Secondo Domenico Belmonte, maestro gelatiere di Santa Maria di Castellabate tornano i grandi clasici come la crema ma c'è anche un boom della frutta esotica tra cui mango e frutto della passione. I gusti classici come torroncino, vaniglia e cioccolato comunque resistono anche se la tendenza è quella di ridurre il contenuto di grassi e di zucchero.

martedì 16 novembre 2021

Peste suina, anche da qui parte lo Spillover

ll Commissario europeo alla Salute e alla sicurezza alimentare accolga le richieste dell’Italia e della Sardegna sulla modifica delle attuali regole Ue riguardanti la Psa (peste suina) nell’Isola, autorizzando la commercializzazione dei suini e dei loro prodotti. Anche se è difficile sostenere tali asserzioni in un momento, come questo, di Spillover, cioè di passaggio di malattie, come il virus contro il quale stiamo adesso combattendo, dagli animali agli uomini.

martedì 26 ottobre 2021

Ricetta della torta di zucca gialla

Questa ricetta è tratta dalla Scienza in cucina e l'Arte di mangiar bene di Pellegrino Artusi, manuale pratico per famiglie pubblicato nel 1911 da colui il quale per primo dalla sua Romagna unificò le varie ricette regionali di tutta Italia in un unico volume, con l'aiuto delle tante casalinghe e uomini amanti della buona cucina con cui intrattenne un fitto epistolario di cose di gastronomia. E naturalmente anche per averle assaggiate lui stesso in giro per l'Italia. Il libro che ne uscì e che venne quindi dato alla stampe dopo una tale mole di lavoro conteneva 790, di ricette, più una ricca appendice di cucina per gli stomachi deboli, che noi oggi non ci sogniamo nemmeno di avvicinare, essendo, per i nostri gusti e il nostro stile di vita, una cucina fin troppo ricca e "pesante". La torta di zucca gialla è la numero 640. E si fa appunto questo mese, e a novembre, che la zucca si trova dall'ortolano. Servono così 1 kg di zucca, 100 g di mandorle dolci, 100 g di zucchero, 30 g di burro, 30 g di pangrattato, mezzo litro di latte, 3 uova, una presa di sale, odore di cannella in polvere. Sbucciate la zucca, pulitela dai filamenti superficiali e grattatela sopra un canovaccio. Prendete le quattro punte di quest'ultimo per raccoglierla insieme e strizzatela in modo da togliere buona parte dell'acquosità che contiene. Il chilo si ridurrà a circa 300 g. Mettetela allora a bollire nell'acqua fino a cottura che si può ottenere dai 25 ai 40 minuti, secondo la qualità della zucca. Pestate intanto le mandorle già sgusciate, insieme con lo zucchero in un mortaio, riducendole finissime, e quando la zucca è cotta uniteci tutti gli ingredienti meno le uova, che aggiungerete quando il composto è diaccio (freddo) dopo averle frullate. Mescolate bene e versate il composto in uno stampo da budino che avrete prima unto con il burro cosparso di pangrattato. Cuocetelo in forno (l'Artusi non indica per quanto tempo e a che temperatura, ma io che ho provato la ricetta direi che va bene a 150°C per mezz'ora)  e servitelo freddo. Può bastare per sei o sette persone.    

martedì 12 ottobre 2021

Una vendemmia buona

Quest'anno la vendemmia è più bassa in quantità (44.500 ettolitri), ma migliore in qualità. E nei punti vendita già si assiste a una carrellata di offerte di etichette sugli scaffali. L'Italia è il maggior produttore di vino in Europa, insieme e Francia e Spagna e le sue bottiglie varcano i confini nazionali contribuendo ad irrobustire il nostro export di prodotti agroalimentari. Anche la Cina, grande estimatrice dell'Italia sotto tutti gli aspetti, dalla lingua, all'arte, alla cultura, si beve a piene mani la nostra produzione enologica. E non occorre nemmeno nominare il Chiantishire, come terra di mezzo di grandi vini, dove hanno preso casa tante stelle internazionali del mondo della musica.  Siamo i migliori, e diciamocelo per una volta. 

mercoledì 6 ottobre 2021

Vino biologico

L'Italia è prima in Europa nel vino biologico, seguita da Spagna e Francia. All'inizio certuni nutrivano dubbi sulla bontà dei vini ottenuti con questo metodo, ma poi si sono ricreduti. Il vino biologico è esente dai parassiti della vite (in particolare la filossera), anche senza usare il ramato e il glifosato, quest'ultimo sostenuto dalle campagne delle principali industrie chimiche, tra cui Bayern e Syngenta. Ma un vino senza chimica rende migliori i nostri campi, facendo rivivere anche orti e alveari.

lunedì 26 aprile 2021

Dalla parte degli animali

L'Italia è tra i primi Paesi al mondo per l'economia circolare. Dove si intende riciclo e riuso di carta, plastica, alluminio. E un pensare sostenibile per la produzione. Dove si intende la filosofia delle aziende agroalimentari di coltivare nel rispetto della natura, biologicamente e sostenibilmente, senza gravare eccessivamente sugli animali e sulla natura. Da queste pagine mi sono fatta più volte sostenitrice della campagna di CIWF (Compassion in Word Farming), dove si intende difendere gli interessi degli animali in gabbia a non essere più seviziati. In questi mesi, con la dichiarazione dei redditi, tutti noi abbiamo l'occasione di unirci a questa voce destinando il 5 per mille a questa associazione, inserendo il numero di codice fiscale 91373260370. 

martedì 9 marzo 2021

I dati Eurostat sulle imprese agricole

L’ Eurostat, l’istituto di statistica a livello europeo, fornisce ogni anno un quadro del valore della produzione delle attività agricole. Nel 2020, l’ annus horribilis del Covid, registra in Italia un -11,2% per valore della produzione delle attività agricole connesse (agriturismi e fattorie didattiche). Mentre la Germania si è fermata invece ad un -3,8%. Il nostro è stato anche il più basso valore aggiunto per ULA (Unità di Lavoro Annue) pari a 29,1 mila euro. In sostanza, il nostro Paese registra complessivamente il più alto valore aggiunto (differenza fra ricavi e costi), ma impiega, per ottenere tale risultato, un numero di ULA talmente alto (visto che le nostre imprese agricole sono tantissime, quindi piccole) da offrire a ciascuna un reddito lordo bassissimo. Dunque, i nostri agricoltori producono complessivamente molto, e soprattutto meglio (più favorevole è la differenza fra ricavi e costi), ma ricevono (imprese e relativi dipendenti) un compenso al proprio lavoro nettamente inferiore.

 

mercoledì 22 aprile 2020

La giornata della Terra

Oggi è la Giornata della Terra, Earth Day, ma paradossalmente è anche il momento in cui l'abbiamo rovinata di più. E' vero, dopo la siccità, sono bastati due giorni di (moderata) pioggia a far rinverdire i campi. Ma questo non basta. E' l'intero nostro modo di vivere che è cambiato e cambierà per sempre. E' corsa nei supermercati a scegliere il prodotto migliore per sanificare la casa, sia esso anche vodka o grappa (visto il loro alto contenuto alcolico). Ma è diverso da come lo si fa se si abiti in Italia, Cina o Germania. Dopo un ventennio di Berlusconi in Italia, dopo l'aver rialzato la testa dei contadini poveri in Estremo Oriente per avere anche loro uno straccio di educazione in Cina, dopo la riunificazione operata da Angela Merkel tra DDR e Germania Occidentale, nessuno vuole più rinunciare ai suoi diritti. E' rimasto solo il Papa, con le sue encicliche, a ricordarci come il modo di guardare alle nostre risorse e di consumarle non sia illimitato. Dobbiamo imparare a essere più umili, meno superbi e invidiosi (questi Dante li mette in attesa in Purgatorio). E ricordare di come in Africa il colera o l'ebola non perdonano, mancando lì l'acqua e quel minimo di igiene che  adesso stiamo imparando anche noi a mettere in pratica anche senza essere in quelle estreme condizioni. Anche per non essere presi per untori (come nella peste del Seicento raccontata da Alessandro Manzoni). La Terra ce lo sta dicendo, non c'è più tanto posto per tutti. Né da mangiare per tutti. I prezzi dei generi alimentari rincarano e solo chi ha fatto la formichina invece che la cicala in tempi migliori (leggere le favole di Esopo) può alimentarsi.
La madre Terra (Geo o Cerere) ci sta presentando il conto e non farà certo sconti a nessuno.   

mercoledì 9 dicembre 2015

Alimentazione e salute: carne, è davvero pericolosa?

Il lancio a Cuneo delle Fassonerie doc

La carne. Fa bene, fa male? Le opinioni sono contrastanti, ma intanto cresce (il 7% degli italiani) il popolo vegano, neanche vegetariano, quello che fa a meno anche di uova e formaggi, per intenderci. Ma la salute ci guadagna davvero? Oppure, al netto di pesticidi e di farine animali con le quali si nutrirebbero gran parte delle nostre mucche invece di mandarle al pascolo, la Dieta mediterranea che raccomanda di mangiare carne due volte la settimana e pesce una, con abbondanti contorni di verdura e di frutta a fine pasto, non sarebbe la soluzione migliore? Dietisti e nutrizionisti sono concordi: d’altronde l’Italia, che si ciba in gran parte così, e il Giappone, la cui alimentazione è basata su riso, vegetali e pesce al vapore, sono i Paesi più longevi al mondo. Insomma le proteine nelle quali ci sono parti di acido desossiribonucleico non possono mancare in una dieta sana soprattutto dopo lo svezzamento per i più piccoli.

D’altra parte è anche vero che le farine animali date in pasto alle vacche e ai manzi hanno fatto scoppiare anni addietro il caso “mucca pazza”, che ha imposto l’origine della carne in etichetta - quella di mucca pazza proveniva dall’Inghilterra - per riscoprire l’allevamento al pascolo e la carni più buone. Tra queste un posto d’onore spetta alla carne di razza piemontese, la celebre Fassona.  Questo autunno durante “I Sapori della Carne”, Salone gastronomico dedicato proprio a queste bestie, sono state lanciate le Fassonerie, nella zona di Cuneo (località Ronchi), una specie di indicazione di origine protetta dell’allevamento. E subito i partecipanti si sono sfidati in un’originale sfida tra le migliori battute al coltello, condotta dal critico enogastronomico Paolo Massobrio.

martedì 12 maggio 2015

Expo, ancora un giro "virtuale"


Abbiamo tante persone disperate, i migranti, che bussano alle nostre porte, non facciamo di meglio che metterle nei campi di accoglienza e negli alberghi scatenando una guerra tra poveri (gli italiani che gli alberghetti per fare le vacanze li vorrebbero per loro) e noi pensiamo al “Parco dei divertimenti” di Expo? Va beh, mettiamola così, forse come è nelle intenzioni della Carta di Milano, usciranno indicazioni anche per come sfamare i poveri del Sud del Mondo. I due padiglioni più grandi sono quelli dell’Italia e della Cina, ma quest’ultimo ha giochi di luci che vale la pena di vedere solo la sera. Ci sono poi dei padiglioni al secondo piano che non sono ancora accessibili.  Per quanto riguarda il costo, il caffè si trova  a 1 euro ma anche a 3 euro. Un panino e una birra 15 euro. Secondo il caporedattore di Identità Golose: “per spendere poco c’è  il cibo coreano e una buonissima pizza bio. Ma ci sono ben 150 ristoranti, quindi l’offerta è vasta, anche per l’alta cucina, con chef anche stranieri per cui un grande riassunto dei gusti del mondo, anche se  a caro prezzo.” Secondo l’istituto di ricerca Ipsos gli italiani hanno capito cos’è l’Expo e sono fiduciosi. Alcuni però pensano che una volta pagato il biglietto si entri e si mangi gratis. E sanno anche poco di quanto vi troveranno dentro. I due momenti di picco di presenze saranno tra giugno e settembre. Adesso la mattina è pieno di scolari, di gite scolastiche. Poi c’è il popolo dei foodies, gli appassionati di cibo, e le famiglie. Ma cosa  c’è dentro e cosa ci si può vedere è ancora un po’un mistero anche se ho seguito, senza esserci ancora stata, tutte le fasi della sua “costruzione” e ho cercato di scriverne in queste pagine. Si imparano però tante cose come per esempio, nel padiglione della Mongolia, che l’olio di palma non è nocivo ma ha delle proprietà addirittura salutari.