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mercoledì 2 novembre 2022

Boom di prenotazioni vacanziere nell'ottobrata, la Nutella batte Facebook e Musk compra Twitter

Ai più attenti, non sarà sfuggita una notizia "bomba" degli ultimi giorni. La Ferrero di Alba con la sua crema spalmabile alla nocciola batte il fatturato di Mark Zuckberg, creatore di Facebook. Sono notizie che fanno bene alla nostra economia, negli ultimi tempi in affanno causa Covid. Ma che ha saputo risollevarsi anche da questo con il boom di prenotazioni per le vacanze e anche per questo ultimo ponte di ottobre, complice il gran caldo fuori stagione. Ma siccome ogni medaglia ha il suo rovescio, invito a riflettere sulle conseguenze del caldo anomalo sulla vita del nostro pianeta: siccità, innalzamento dei mari con conseguente salinità e infertilità dei suoli.Ma da più parti si insiste a ribadire che la nostra economia si sta riprendendo alla grande. Intanto il multimiliardario Elon Musk si appresta a comprare Twitter con le conseguenze che si possono immaginare sulla nostra privacy che quando entra nelle mani di una persona così importante e potente non è più sicura.

giovedì 30 dicembre 2021

Felice Anno Nuovo

Parafrasando un verso della poetessa Alda Merini, per Natale avrei dovuto augurarvi una Festa senza regali ma con realizzati tutti i vostri ideali. Per Capodanno, troppo facile augurare un 2022 senza Covid.Per me, farei a meno anche dei tanti virologi che imperversano nei talk show. Diteci per favore una parola sola e che sia quella, per davvero. In molti durante i due anni della pandemia hanno approfittato per scrivere un libro. Per parte mia, mi limito a leggerne. Anche perché ho chi mi porta la spesa a casa e una coperta calda.Quanto alle ricette per il Capodanno, che mi ero ripromessa di darvi, lascerei perdere, visto che ci sono una vagonata di blog che ne danno e anche più originali e gustose delle mie. Questo mio diario in rete era partito tanti anni fa con l'intento di fare, parafrasando il celebre filosofo Emmanuel Kant che ha scritto una critica della ragion pura e una critica della ragion pratica, una critica della ragione alimentare. Ma poi le vicissitudini della vita mi hanno portato a scrivere ricette, cosa che altri fanno molto meglio di me. Mi prendo quindi sei mesi sabbatici, di sospensione della mia attività, aspettando che da qui all'estate mi vengano in mente idee migliori. A tutti voi che mi seguite, un Buon Anno prossimo, davvero senza l'incubo del Covid.

martedì 28 dicembre 2021

Un Natale povero

Coldiretti fa sapere che quest'anno ben in pochi (1 su 5) hanno ricevuto regali di Natale. La platea della povertà di è allargata a causa del Covid. E si è dovuto ricorrere a banchetti per le vie e le piazze dove donare dei pacchi con beni di prima necessità agli indigenti. Persone che non hanno mai avuto un lavoro o che hanno dovuto lasciarlo dopo la pandemia. I pacchi contenevano pasta, olio, grana padano, parmigiano reggiano, passate di pomodoro. Un gran lavoro che ha coinvolto molti volontari. Certo, un regalo così pochi se lo aspettavano. Prodotti del territorio, molto spesso. Ma anche quelli che si trovano normalmente al supermercato e che oggi hanno raggiunto prezzi proibitivi. L'inflazione è tornata a livelli molto alti e le spese le fanno non solo i nuovi poveri ma anche coloro che la terra la lavorano, non vedendosi adeguatamente compensati da chi i prodotti li distribuisce.

venerdì 3 dicembre 2021

La ricetta dello zabaione

E adesso che siamo tutti a casa forzatamente causa Covid, la mattina abbiamo per esempio il tempo di prepararci il vecchio caro zabaione della nonna.Ecco come si fa. Sbattete con forza un tuorlo d'uovo con 100 g di zucchero fino ad ottenere un composto morbido, omogeneo e chiaro. Al quale aggiungere l'albume tirato a neve e qualche goccia di caffè o meglio ancora di marsala.

lunedì 29 novembre 2021

Miscellanea prenatalizia

Manca un mese ma mancherà anche tanto altro. Causa Covid questo Natale si presenta magro. Vi parrà strano ma sono pochi, per esempio, i vetri, (il vetro soffiato è una specialità della penisola di Burano nella laguna veneta) per gli spiriti (spumanti e superalcolici) e ne soffrirà anche il vino italiano (meno il Prosecco che ha ripreso la sua corsa verso i mercati internazionali). Mancano canditi, burro e finanche la carta per il panettone. In compenso potremo consolarci con latti vegetali alternativi al latte vaccino la cui produzione e distribuzione è in crescita (ma perché poi che il latte vaccino intero è così buono: va beh, ci sono gli intolleranti ...) e con i fritti, finalmente sdoganati da eminenti dietologi e se ne parla oggi sui giornali. Sarebbero digestivi, depurativi e diuretici. Ma est modus in rebus. Andateci comunque piano. Non si sa inoltre cosa sia questa variante omicron, di cui illustri giornaliste televisive imbastiscono trasmissioni intere non basandosi su dati epidemiologi ma sulla vexata quaestio del perché dopo la variante delta, secondo l'alfabeto del greco antico, il virus debba chiamarsi omicron, che ne è la penultima lettera prima dell'omega, e non gamma, che viene dopo la delta. Molto, davvero molto interessante, con le centinaia di migliaia di persone che lottano tra la vita e la morte per soffocamento. Ma gli epidemiologi, tranne quello dell'Ospedale Sacco di Milano, di cui mi si scuserà ma adesso mi sfugge il nome, ci stanno e discettano anche loro (che poi tutti questi epidemiologi da televisione hanno una fondazione e io mi chiedo chissà perché? Cosa sono queste fondazioni? Da chi ricevono denaro? Come lo impiegano?). Ultima, finalmente buona, notizia: la crescita della raccolta viveri per il Banco Alimentare. Siamo un Paese di persone molto anziane, con pochi nuovi nati, che vivono in condizioni disagiate in casette di montagna a rischio geologico (pensate all'Appennino) spesso sole senza nessuno che le aiuti nelle faccende di tutti i giorni. Avere delle persone che portano loro delle cassette di alimenti raccolte fuori dai supermercati e un sorriso è un modo per dire e ricevere: Buon Natale. Anche a voi che mi leggete.

giovedì 18 novembre 2021

Covid e vaccini

Il Covid lascia dietro di sé una scia infinita di mali. Intanto la paura di prenderselo e la necessità di una vaccinazione che si preannuncia permanente (da farsi tutti gli anni, come quella per la normale influenza). Poi la paura di venire infettati da quei fuori di testa che dicono che il Covid non esiste e manifestano contro il vaccino in piazza, come è capitato nei giorni scorsi proprio nella mia amata città dove sono nata, Trieste (non ho parole ...). Infine, last but not least, la non disponibilità del vaccino per i Paesi del Sud del mondo, dove i bambini muoiono. Due secoli fa, quando inventarono il vaccino contro la poliomelite, Sabin e Pasteur lo resero gratuito a tutte le nazioni del mondo. Salvando centinaia di migliaia di vite. Un tempo, quando c'era Mao, si diceva: La Cina è vicina. Adesso con l'accordo fatto da XiIngPin con Biden lo è davvero. E da quella parte del mondo non arriverà nessun aiuto.

mercoledì 17 novembre 2021

Il secondo Natale con il Covid

Ci stiamo avvicinando a Natale e già ci si chiede quali e quante saranno le restrizioni Covid. I virologi dicono la loro sul fatidico cenone, e scatta l’incubo del numero dei commensali alla stessa tavola. Si accende il dibattito sui farvi partecipare anche gli anziani. E gli esperti nella maggior parte dei casi predicano prudenza suggerendo al massimo 6-8 persone allo stesso desco, un utilizzo consapevole delle mascherine e attenzione nei contatti tra bambini non vaccinati e persone fragili. Solo Massimo Bassetti, ha da eccepire: “Non ci sono limitazioni su quanti stare a tavola: eventuali restrizioni come il lockdown dovranno valere solo per i non vaccinati”.

giovedì 22 aprile 2021

Cheese, le forme del latte

Città di Bra (Cn) e Slow Food confermano lo svolgimento dell’evento e ne annunciano le date: dal 17 al 20 settembre. Il programma sarà disponibile da luglio.

Cheese, il più grande evento internazionale dedicato ai formaggi a latte crudo e alle forme del latte, si svolgerà, nonostante il Covid e nel rispetto di tutte le norme di sicurezza, dal 17 al 20 settembre.

Ad annunciare ufficialmente le date della tredicesima edizione sono gli organizzatori, la Città di Bra e Slow Food, che hanno deciso di dare un segnale di ottimismo e di ripartenza a tutti i soggetti legati a questo evento e a ciò che esso rappresenta. Innanzitutto il mondo del formaggio di qualità, che come ogni due anni si riunirà nella cittadina piemontese, il territorio che da sempre ospita la manifestazione, ma anche i settori della ristorazione e dell’ospitalità alberghiera, tra quelli più duramente colpiti dalla crisi innescata dalla pandemia.

Comunità che accoglie, realtà da vivere, luogo di relazione e crescita. Questo vuole essere nelle parole del sindaco di Bra Gianni Fogliato la manifestazione: facendo conoscere i prodotti portati qui da tutto il mondo e contribuendo a dare il necessario ossigeno alle attività locali e al comparto turistico. E Daniele Buttignol, direttore generale di Slow Food Italia rimarca come pastori e casari sono tra le categorie, insieme alle altre del mondo agricolo, che più hanno sofferto la crisi: la natura infatti non si è mai fermata e gli animali hanno continuato a produrre latte. Ma è sfumato un importante sbocco di mercato con la chiusura delle attività di ristorazione e le restrizioni imposte a mercati e fiere. Nonostante ciò non mancheranno quest’anno i grandi classici: il Mercato dei formaggi e la Via degli Affinatori, punto di riferimento per appassionati e buyer, le conferenze di approfondimento e i momenti ludici per famiglie e bambini. 

La rassegna è anche conferenze e  incontri informali, con cuochi, negozianti, tecnici e accademici, italiani e stranieri. Dalla prima edizione del 1997 a oggi sono state tante le battaglie condotte, dalla difesa del latte crudo al no ai formaggi fatti con il latte in polvere, dai focus sulle normative e sulle politiche Europee, all’analisi delle storture del mercato del latte (che schiaccia i piccoli e omologa la produzione). Nel 2019 si era arrivati alla consapevolezza di aver fatto breccia tra i produttori presenti e l’opinione pubblica sull’importanza della produzione naturale, non solo di formaggi, ma anche di salumi e pani, vini e birre. Naturale è possibile: si possono allevare gli animali al pascolo e produrre formaggi a latte crudo senza aggiungere fermenti selezionati.

Due anni fa la vivevamo, dicono gli organizzatori, come un’idea non nostalgica, ma innovativa e strategica per il futuro del cibo e il suo legame con il territorio. Oggi, con le nuove consapevolezze che ci lascia in eredità la pandemia di Covid-19, la vediamo come una necessità, un imperativo: difendere strenuamente la biodiversità.


Credit: Alessandro Vargiu
 

mercoledì 31 marzo 2021

L'uovo pasquale con la sorpresa del Covid

A parte la classica colomba, di cui abbiamo già parlato, questa sembra la Pasqua dell'uovo di cioccolato. Al latte o fondente, con sorpresa per le più piccine o per gli ometti, spopolano sugli scaffali della distribuzione dove sono in vendita già da un po'. La Ferrero di Alba è al top delle preferenze, avendo inventato quella specie di calendario dell'avvento pasquale che sono i miniovetti rivestiti all'interno di cioccolato bianco, con piccolissime sorprese da scoprire giorno per giorno. Un altro modo di festeggiare questa ricorrenza è preparare uova sode e colorarle con colorazioni alimentari. Ma l'Italia, si sa, è la patria delle Regioni e ogni anche piccola provincia ha le sue tradizioni alimentari in materia di ricorrenze. Qui non possiamo ricordarle ovviamente tutte, ma ci permettiamo di dire che la regionalizzazione della spesa sanitaria, con l'abolizione del titolo V della nostra Costituzione, è anch'essa responsabile del baratro in cui siamo caduti con il Covid. 

martedì 9 marzo 2021

I dati Eurostat sulle imprese agricole

L’ Eurostat, l’istituto di statistica a livello europeo, fornisce ogni anno un quadro del valore della produzione delle attività agricole. Nel 2020, l’ annus horribilis del Covid, registra in Italia un -11,2% per valore della produzione delle attività agricole connesse (agriturismi e fattorie didattiche). Mentre la Germania si è fermata invece ad un -3,8%. Il nostro è stato anche il più basso valore aggiunto per ULA (Unità di Lavoro Annue) pari a 29,1 mila euro. In sostanza, il nostro Paese registra complessivamente il più alto valore aggiunto (differenza fra ricavi e costi), ma impiega, per ottenere tale risultato, un numero di ULA talmente alto (visto che le nostre imprese agricole sono tantissime, quindi piccole) da offrire a ciascuna un reddito lordo bassissimo. Dunque, i nostri agricoltori producono complessivamente molto, e soprattutto meglio (più favorevole è la differenza fra ricavi e costi), ma ricevono (imprese e relativi dipendenti) un compenso al proprio lavoro nettamente inferiore.

 

giovedì 24 dicembre 2020

Menu per le Feste facili e leggeri

Ormai abbiamo tutti poco tempo per stare in cucina ed è anche difficile che le ricette si tramandino di nonni in nipoti. Così furoreggiano i blog di consigli gastronomici. Io mi limito a considerare che questo Natale tanto difficile causa Covid, con tante famiglie che hanno perso i propri cari non sia proprio il caso di festeggiare. Quindi avrò con me solo due persone e soltanto per un veloce tè con panettone e tiramisù il pomeriggio del 25. Per il resto mi limiterò, la sera della vigilia, a qualche tartina con gamberetti e gelatina e insalata russa (il tutto già pronto), e una spaghettata con aglio, olio e acciughe sottolio con secondo di formaggio gorgonzola e noci. Più la per me classica fetta di pandoro che preferisco al panettone. Come si vede una cena vegetariana che mette d'accordo tutti. A pranzo il giorno dopo consiglio un lesso di pollo con maionese, mostarda e senape. E di primo il brodo con tortellini ripieni di carne. Non vegetariano o vegano ma leggero. Come frutta secca, le noci, che secondo alcuni farebbero bene al cervello (avete mai notato come un gheriglio di noce assomigli alla struttura del nostro cervello?). La sera di Capodanno riciclerò tutti questi avanzi e il primo dell'anno mi limiterò al cotechino con lenticchie (le lenticchie secondo me vanno cotte in poco olio con un soffritto di cipolla, carota e sedano, senza pomodoro e sale qb.). Il tutto innaffiato con spumante dolce perché il dolce va con dolce e non con i vari brut, sec, demi sec etc. Buone Feste e un Anno Nuovo da vaccinati e sereni. 

giovedì 5 novembre 2020

La lotta contro il gas serra si sposta a lotta contro la pandemia e per assicurare il cibo per tutti

Il legame tra cibo e cambiamento climatico è tornato, con il Covid, prepotentemente nell’agenda di chi si occupa di riscaldamento globale che, se non fermato con azioni drastiche, porterà un miliardo di persone a rimanere senza acqua e due miliardi a soffrire la fame, se non a morire per la pandemia, e la produzione di mais, riso e grano crollerebbe del 2% ogni 10 anni. Già ora, per via dello sfruttamento intensivo delle monoculture, prevalentemente votate alla produzione di mangime per animali, scompaiono interi campi di grano per la nutriente pasta, fatta eccezione per gli intolleranti al glutine. Il consumo settimanale di prodotti non sostenibili comporta una produzione di gas serra pari a 37 kgCO2eq, mentre con una dieta sana siamo a 14 kg CO2eq. Uno studio condotto da Slow Food con Indaco2 dell’Università di Siena ha analizzato l’impatto di singoli alimenti, dalle mele al latte, dalla carne al formaggio. Prendendo ad esempio le uova, si calcola che il risparmio realizzato da un allevamento all’aperto che rispetta ambiente e animali, rispetto a uno industriale, corrisponde al risparmio delle emissioni di un auto che percorre 30.200 km. “La produzione di cibo, - dicono a Slow Food, il cui slogan è cibo buono pulito e giusto - è responsabile di un quinto dei gas serra, mentre la produzione di mangimi occupa il 40% della produzione agricola mondiale. Da sempre sosteniamo e condividiamo i tre pilastri della Fao per il progetto #FameZero: contrastare lo spreco di cibo che ogni anno raggiunge 1,3 milioni di tonnellate nel mondo; favorire un approccio integrato in agricoltura: l’agroecologia che si basa sul rispetto delle biodiversità e sull’interazione tra colture, allevamento e suolo. Terzo elemento, alla base dell’attività di Slow Food: seguire una dieta sana e sostenibile.” Proprio a questo proposito Slow Food ha condotto una ricerca con Indaco2 (spin off dell’Università di Siena) analizzando l’impatto di una dieta sana e sostenibile con una che non lo è. Il risultato è che quest’ultima genera quasi il triplo dei gas serra.  “Un anno di buone abitudini – conclude Carlin Petrini, portavoce di Slow Food – ci farebbe risparmiare CO2 pari alle emissioni di un auto che percorre 3.300 km”. Chi nel Sud del Mondo, vive allevando capre, pecore e cammelli, è stato colpito, causa il cambiamento climatico, da siccità e inondazioni e trovare l’acqua per gli animali è la più grande sfida che deve affrontare. Soprattutto adesso che spostarsi con la pandemia, originatasi proprio in quei luoghi, è più difficile che mai. Ma se nel Terzo Mondo c’è chi fatica a vivere decentemente, chi ha fatto fortuna negli Usa emigrando dall’Italia ai primi del secolo, come Lidia Bastianich, la cuoca adesso di fama internazionale, oggi pensa a come preparare cibo per i bambini meno fortunati. “Ho studiato e ho visto che gli ingredienti esistono – ha detto -. Preparerò una minestra per tutti loro.”