"diario sul cibo per chi non crede che il cibo sia cultura ma nutrimento e garantirlo a tutti sarebbe già un bel passo avanti...esistono 'il pane e le rose'…assicuriamo il pane a tutti perché tutti possano avere anche le rose…"
lunedì 29 novembre 2021
Miscellanea prenatalizia
martedì 16 novembre 2021
Dopo il Prosek, continuano le disavventure del Prosecco
mercoledì 15 settembre 2021
Prosecco o Prosek?
La questione del prosecco e del Prosek che ha impegnato in questi giorni vari giornalisti, che si occupano di agricoltura e no, secondo me andrebbe ulteriormente approfondita. Intanto che di prosecco, vino bianco spumantizzato secondo metodo champenois, se ne vendano 500 milioni di bottiglie -d'accordo, in tutto il mondo - è un dato che andrebbe verificato attentamente. Essendo poi un vino bianco è meno pregiato dei vini rossi, tipo l'Amarone. E secondo me è poco possibile. Poi, per quanto riguarda il Prosek, questo è un vino dolce croato tipo malvasia, che non ha nulla a che fare con lo spumante. Che ci sia una questione di attribuzione della Doc è indubbio, ma è successo ai tempi anche con il Tocai, vino bianco che venne attribuito agli Ungheresi e il nostro Tocai dovette chiamarsi Friulano. Ma nessuno se ne ricorda più.
mercoledì 14 ottobre 2020
Prosecco Doc Rosé millesimato in arrivo alle prossime Feste
In partenza sul mercato italiano il primo di questo mese e su quello internazionale a novembre, il Prosecco Rosé millesimato potrà fare la differenze nei consumi dei vini spumanti delle prossime festività. Le tipologie ammesse sono extra brut e dry. Da sempre una nicchia, destinata ad un pubblico femminile e giovanile, con la riforma del disciplinare della Doc del Prosecco spumante sarà consentita la produzione di una nuova etichetta collettiva. Come dizione ufficiale unica si parlerà di Prosecco Doc Rosé millesimato. E sarà consentito un massimo di uvaggio di Pinot nero del 10-15%. Cosa che non farà piacere alle tre Docg del Prosecco Conegliano, Valdobbiadene, Asolo, escluse da questa tipologia e ancorate ancora saldamente alla vinificazione tradizionale in bianco della glera - il vitigno presente anche in Friuli Venezia Giulia - in percentuale altissima se non in purezza. Da un’indagine OSVE CESVE 2020, (Osservatorio e Consumi Vini Effervescenti diretto da Giampietro Comolli), già oggi circolano nel mondo 20/23 mln di bottiglie di Spumante Rosé, proveniente dall’area del Prosecco Doc, distribuito soprattutto negli Usa ma senza denominazione, anche da grandi case spumantistiche con sede in Spagna e Germania. La scelta della Doc potrebbe sanare una situazione di Vsq ampliando la gamma di etichette made in Italy soprattutto sui mercati esteri principali. In Italia le bollicine rosé hanno sempre avuto canali mirati, specializzati, soprattutto catering e ristorazione. E solo da qualche anno i dati sono più “spalmati” su tutte le categorie di consumatori e i canali off premise compatibilmente con le restrizioni dovute al Covid. Ma sul lungo periodo si prevede una crescita consistente. All’estero con l’acquisizione del marchio Doc Rosé si può sfruttare bene l’occasione individuando il prezzo giusto al consumo (la qualità è già indiscussa) e la consolidazione di un trend di volumi già in ascesa.