giovedì 11 giugno 2026

La carne dalle cellule staminali

Tra poco mangeremo hamburger fatto con carne di cellule staminali, prodotto dall’azienda Beyond Meat che sta interessando i grandi investitori, dai fondi Blackrock a Bill Gates, e sarà distribuito dalla catena bolognese Welldone. Naturalmente la Coldiretti protesta per i capi di bestiame che non si venderanno più causa questa concorrenza. Sempre dalla stessa parte nascono i Pastafariani, per ora 300 adepti della pasta con 8 condimenti in Italia. Ma anche Pietro Leemann, l’unico ristorante vegano di Milano con il riconoscimento Michelin, che spiega che così rispetta gli animali: “Siamo quello che mangiamo” (Feurbach), con il cibo possiamo migliorarci.” Senza tanta carne sembrano poi anche coloro che pensano che le noci stimolino la creatività, i formaggi favoriscano il relax, il cioccolato faccia sorridere e le mele agevolino la concentrazione. Bene, ammettiamo pure che questi nutrienti abbiano tali proprietà, ma una dieta senza carne è una dieta che sconvolge l’intero sistema alimentare e della natura. Riflettiamoci un attimo. Senza latte e senza formaggio, come fanno i vegani, in Italia in aumento ma adesso un po’ meno (crescono di più i vegetariani), le mammelle delle vacche e degli ovini restano piene e gli animali ne soffrono. Senza carne, quel che resta di questi animali dopo il loro sfruttamento per il latte, perirebbe senza nessuno scopo. La carne resta comunque il maggiore apporto di proteine, che sono necessarie all’organismo per crescere e restare sano. Basti pensare, come fanno a Slow Food, che la malnutrizione, mancanza di latte per i bambini e di carne per quelli più cresciuti, in Africa e nel Sudamerica è la maggiore causa di mortalità. Ma tutto ciò si scontra, non dimentichiamolo, contro gli interessi delle multinazionali, della chimica e della farmaceutica in primis. Da quando poi gli assistenti sociali si sono dovuti confrontare con la famiglia della casa nel bosco, le magagne sono uscite tutte. Guai ad accettare il loro stile di vita che si scontra apertamente con quello che viene elegantemente proposto dagli assistenti sociali come un modus vivendi fuori dal comune.