pianetacibo e non solo
"diario sul cibo per chi non crede che il cibo sia cultura ma nutrimento e garantirlo a tutti sarebbe già un bel passo avanti...esistono 'il pane e le rose'…assicuriamo il pane a tutti perché tutti possano avere anche le rose…"
lunedì 20 aprile 2026
Ricettina con i piselli
I piselli sono ottimi appena colti, ma con il metodo della surgelazione se ne trovano altrettanto buoni. Una volta scongelati si possono bollire in acqua salata per 8-9 minuti o secondo il grado di cottura desiderato. Gli chef consigliano poi di passarli in acqua ghiacciata ma io non ho capito perché e salto questo passaggio. In una padella antiaderente si può scaldare un pò di burro o olio secondo il gradimento e una cipolla tritata. Nel soffritto aggiungo una manciata di prosciutto cotto tagliato a dadini e ultimo la cottura. Questa base poi può essere utile per condire la pasta o anche fare un risotto.
Il centro o la fine del mondo?
Di questi tempi avrete sentito da più parti che bisogna, dopo una caduta, rialzarsi. C’è anche chi pensa che ci sia un momento in cui due vite si sfiorano senza sapere chi sono. Ed è proprio in quel lasso di tempo difficile ma non impossibile da quantificare che si può sfiorare la migliore ma anche la peggiore delle tempeste perfette. Ho cercato di farmi capire ma invano. Sono attaccata a questa gamba che non mi dà pace fin da quando ho cercato di capire cosa mi girava intorno. Però forse un modo per uscirne c’è. Se mi date una mano a trovarlo. Per me era mio padre che non avrebbe mai saputo o potuto mandarmi a mare. Nemmeno nelle peggiore delle ipotesi. Eppure mi è sembrato passo falso cresca una pianta. Può essere, ma queste sono credenze che riguardano l’altra parte del mondo, quello che oggi si chiama della remigration. Ossia dei neri che tornano a prendersi quello che era loro fin dai tempi di Einstein, che non sono poi così lontani. Un secolo, o poco più. Oggi quello che Hoppeneimer si affrettò a descrivere come un grave sbaglio della storia ci attacca da tutte le parti, nord, sud, est, ovest. Con i ghiacci che si spaccano da una parte del mondo e le dune di sabbia dall’altra. Con un Papa americano che predica la fine di tutte le guerre ma è un seguace di Sant'Agostino di Ippona. Bisogna proprio pensare che l’Europa in mezzo sia stata troppo fragile. E in mezzo all’Europa c’è una piccola Italia alla deriva.
mercoledì 15 aprile 2026
Geopolitica e inflazione
E non ditemi che non lo sapevo che attori importanti stavano per entrare sulla scena. La Cina che giocava sul doppiopesismo della Russia che si inorgogliva di essere stata la prima ad aprire i lager. E tutti gli staterelli che si è portata dietro. Così siamo alle prese con il doppio Stretto di Hormutz, uno che insiste sul riarmo nucleare dell’Iran, la vecchia Persia e l’altro sull’Egitto. L’Europa non ha giocato bene le sue carte a partire dalla difesa dell’Ucraina che altro non voleva che entrare a farvi parte. Così è saltato il banco e l'inflazione morde. E non ci potremo più vantare del nostro made in Italy perché la maggior parte dei prodotti di cui andiamo fieri venivano dall’Emisfero Sud del Pianeta. Esclusa l’India che è un Continente a sé. E poi dovremo vedercela anche con lo sminamento di quelle due aree. Chi non ha trepidato per il ritorno delle nostre truppe dal Giappone ha fatto molto male …
lunedì 13 aprile 2026
Crema di spinaci
Come tutti voi che fate la spesa, avrete letto sulla confezione di un pacco di spinaci freschi una ricetta appetitosa degli stessi. Si tratta, senza nemmeno bollirli prima, di farli cuocere in una padella con un filo d’olio e un cucchiaio di acqua. Si passano poi nel frullatore fino ad ottenerne una crema. Ma io salto questo passaggio, tanto vengono buoni lo stesso. Una volta cotti vi si versano sopra uova in camicia, parmigiano o grana padano e sale. Ma la crema può fare da base in modo ottimo al resto.
Tra Cristianesimo e Cattolicesimo
E va bene che la storia si ripete una volta come tragedia e la seconda come farsa. Ma accorgersi solo dopo sedici anni che siamo entrati in un nuovo millennio vuol dire essersi addormentata, come la principessina delle fiabe, nel Duemila ed essersi risvegliata solo nel Duemila e ventisei. Con tutto il carico di esperienze, vita vissuta e anche molto sognata, di una ragazza che dovrebbe essere già una donna. E così con questa poche parole chiudiamo subito un capitolo che non avrebbe dovuto essere nemmeno aperto. I sogni finiscono all’alba come recita l’autore di un libro che io ho sicuramente letto ma non riconosco più. Ma è certo che se abbiamo passato tutta la vita ad adoperarci a evitare il male, questo ci aggredisce dalle parti da cui non ci aspettavamo. Come accade oggi alla striscia di Gaza. Strano però che oggi nessuno ci abbia avvertito mettendo in scena un’opera che già ai tempi spiegava tutto: “Aspettando Godot”. Andate a vederla ragazzini di oggi che aggredite la gente senza un motivo. Chiaro che vi sentiate lost in time, in space and mining nell’epoca dei social dopo la pandemia. Comunque sappiate che “non si può passare una vita aspettando Godot”. Ma nemmeno ammazzando la gente che passa per strada. D’ altronde c’era anche chi ha scritto “Avevo vent’anni e non permetterò mai a nessuno di dire che quella è l’età più bella vita”. Aden Arabia, quando non c’era abbastanza terra, né concimi, tranne il letame, nè trattori ma solo i cavalli (per questo quando inventarono l'automobile i suoi pistoni li chiamarono cavalli, HP) né acqua a sufficienza. I primi del secolo scorso. Come e quando questa situazione si sia completamente ribaltata è anche conseguenza della pandemia. Ma non solo. Adesso, come ogni buon conoscitore della Bibbia sa il Qlibet recita che è vanità tutto e solo vanità. Ma in Europa la Bibbia non la leggiamo tutta. Roba da catechisti. E c’è certamente una differenza tra Cristianesimo e Cattolicesimo. Per questo adesso abbiamo un Papa americano. E non inglese come ho scritto qualche tempo addietro. Sbagliando certamente ma non di tanto. Trump intanto una volta fa e una disfa. Come Penelope aspettando Ulisse nell’Odissea. Non vorrei essere nei panni di Telemaco.
martedì 7 aprile 2026
Calcio e plastica, due business per ricchi
E così abbiamo passato le vacanze pasquali che non ce ne siamo nemmeno accorti. Con molta sole al Nord e molta pioggia al Sud. Come nelle fiabe della regina cattiva che vuole essere la più bella. Come in quella che pulisce la casa senza sapere che le spetterà una vita da regina. La Warner Bros se ne è acquisiti tutti i diritti e poco spazio è rimasto per chi non aveva a casa nemmeno Netflix. Abbiamo così dato ampio spazio a chi veniva dal Sud con il suo carico di diritti televisivi e il calcio, come altre cose malate della nostra bella nazione, è diventata dallo sport più bello del mondo che era un business per ricchi. Adesso torniamo con la preoccupazione di come e dove fare la spesa, con un'inflazione galoppante. I più avveduti cercano di far capire che anche l'acqua è tutto un business per ricchi e dietro il vestito della plastica c'è un bel niente. Ossia acqua che si può benissimo prendere dal rubinetto.
sabato 4 aprile 2026
Con tutte quelle bollicine
Dopo aver mondializzato gli acquisti e le esportazioni di spumante. E dopo aver ingaggiato una lotta con lo champagne per il predominio mondiale delle bollicine, si fa marcia indietro. Le parole d'ordine rapporto qualità - prezzo non reggono più alla sfida della globalizzazione. Troppi gli attori in campo e prezzi che una volta rialzati non scendono più. Da noi la sfida poi è non solo nazionale e globale, ma addirittura regionale. Così tra un bicchiere di moscato d'Asti, uno di Prosecco di Bolzano e uno di Marsala del Sud, la concorrenza si fa in casa. Inutile ribadire come ho già fatto in queste pagine che i Paesi dei Brics (Brasile, India, Cina, Sudamerica) non avrebbero retto. La concorrenza ora si fa sulla remigrazione. Gli stranieri che tornano a casa. Tra una coppa e un flute si decidono battaglie letteralmente campali sul predominio di una o l'altra Docg (denominazione controllata e garantita) per assicurarne il valore in termini di volumi venduti e di fatturato riscosso. Facile, in tempi di recessione come i nostri, decidere chi vincerà.
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