martedì 3 novembre 2026

Pirateria informatica e scaffali vuoti

Che il pirataggio informatico sia sempre dietro l'angolo è un dato di fatto. L'Internet è diventato un mondo in cui molti tramano nell'ombra. Ma che hackerassero anche i sistemi della catena del freddo di iper e supermercati è una novità. E' accaduto soprattutto in Sicilia. Dove in breve si sono svuotati gli scaffali. Anche dei beni di prima necessità.

Al contadino non far sapere...

Ed eccoci che siamo nel pieno della stagione dei cachi. C'è a chi piacciono normali e chi preferisce i cachi mela. Ma soprattutto delle pere. Ed ecco che è facile allestire un pranzo dietetico o una cenetta veloce. Con Willliams, Abate, Coscia e Ruggine e ... formaggio. Che sia l'Emmenthal della Val di Non o l'Asiago delle Dolomiti, il caciocavallo podolico o il pecorino romano, il loro abbinamento è da sempre ritenuto un plus delle merende sull'aia.

Le castagne tra passato e povertà odierna

Le castagne sono di questo periodo. Le avete già mangiate? Io sì, bollite e arrostite. Se vi fermate nei chioschi delle grandi città vi costano un occhio della testa. Farle in casa è più semplice bollirle,le ballotte. Una volta la loro farina era considerata una valida alternativa al pane. Anche perché non c'era altro. Tutto quello che una volta era necessario adesso diventa surplus da persone danarose. Peccato perché in Italia ora ci sono 4,5 milioni di persone che vivono sotto la soglia della povertà. E tra queste molti bimbi. Che non possono nemmeno avere il dolce di questi frutti della terra.

Il Risiko tra Occidente e Oriente

Avete mai giocato a Risiko? Penso proprio di sì. Allora vi sarete anche resi conto di come è fatta una carta geografica o un mappamondo, che in scale diverse sono uguali. Il mio ex suocero, perché sono una divorziata non sposata, una volta, ma si tratta di millenni fa, mi disse: “Con la Franza o con la Spagna purché se magna.” Certo non mi era simpatico, ma capisco cosa voleva dire. Anche perché rileggendo la quarta di copertina di un libro di un editore Laterza che mi accompagnò negli anni della mia formazione universitaria, si dice in altre brevi parole cosa sono gli italiani. Un popolo che dopo anni di aspre battaglie si riscopre Pulcinella. Bravate a parte, il succo del discorso è che ci diamo una pacca sulla spalla e ripartiamo. Verso nuove e mirabolanti avventure. Bene, ci risiamo. Le moltitudini in piazza di questi giorni sarebbero opera di un musulmano, un certo Tahir. E’ così iniziata la caccia al turco e si sono smosse le acque del Giordano. Non vi fa paura? Stallatiti e Stallagmiti a parte, io che vengo da quelle parti capisco perché è necessario stare dalla parte degli Ucraini, ultimo baluardo a difesa della discesa dai ghiacciai russi. Che si riversano su di noi ma lasciano intatta la Cina che oramai è una potenza e ci inonda dei suoi prodotti a basso costo e di scarsa qualità. Linea d’Ombra, ma ve ne avevo già parlato nel 2019 in piena era Covid, è un associazione di volontariato che a Trieste offre il suo aiuto a chi passa dalla sua stazione ferroviaria che è anche il punto di incontro di bulgari e serbo bosniaci. Si tratta di aiuti come cure mediche, indumenti puliti, cibo e socialità. Ecco, è quello che dovremmo fare anche noi prestando il nostro aiuto a chi si trova sulla linea di confine con il magnate russo.

Come mangiare (bene)

Intervista ad Annamaria Pisapia, Direttrice di CIWF (Compassion in World Farming) Italia Onlus, che da anni si batte per la protezione degli animali allevati a fini alimentari. D) Scriveva in tempi non sospetti Michael Pollan ne Il dilemma dell’onnivoro: “la vita breve e infelice di un manzo ingrassato a furia di mais in un allevamento intensivo rappresenta il trionfo supremo della logica industriale rispetto a quella evolutiva.” E io vorrei aggiungere: lo Spillover, passaggio di una grave malattia infettiva da animale a uomo, rappresenta la fine della nostra evoluzione. E’ ormai noto che l’agricoltura e l’allevamento intensivi siano fra le cause dello Spillover. Quest’ultimo in realtà è solo una degli impatti devastanti dell’allevamento intensivo, che impoverisce il suolo, inquina l’acqua e l’aria e contribuisce alla perdita di biodiversità. Di fatto, ci stiamo mangiando la possibilità di produrre cibo per noi e per le prossime generazioni. Un cambio di rotta è urgente e necessario. D) Dal vostro punto di vista, abbiamo passato il segno? Tutto quello che avete fatto per mettere in guardia l’uomo di non trattare gli animali da “bestie” è stato fatto invano? O siete riuscite a mettere a segno qualche successo? E’ vero, quella che stiamo vivendo è una vera e propria emergenza, che richiede azioni urgenti. Eppure la sensibilità globale sugli argomenti che riguardano il benessere degli animali e la sostenibilità è in continuo aumento. Ne sono la testimonianza gli 1,4 milioni di firme di cittadini europei che hanno firmato la Iniziativa dei Cittadini Europei End The Cage. A seguito di questa nostra imponente campagna la Commissione Europea si è impegnata ad approvare una legge che vieti l’uso delle gabbie in Europa entro il 2027. D) Dopo il G20 tenutosi a Roma sotto la regia di Mario Draghi, la Cop26 ha riunito quasi tutti i Paesi del mondo per dire basta ai gas serra e alla deforestazione che fanno aumentare la temperatura del globo terracqueo con conseguenze disastrose, come l’innalzamento dei mari e l’infertilità di larghe plaghe del mondo non sviluppato. Ma anche di quello occidentale per il quale un 1,5 grado in più di temperatura scatenerebbe una catena infinita di eventi disastrosi. Non ultimo l’estrema virulenza del Sars Cov2 (siamo già alla quarta variante e alla necessità della vaccinazione permanente). Per questo si impone la riduzione del consumo di carne, soprattutto nei paesi ricchi del pianeta. E questa è una necessità dimostrata dalla scienza. Infatti sappiamo che se il consumo di prodotti di origine animale continuerà con gli aumenti attuali, le sole emissioni provenienti da questa produzione impediranno di mantenere il riscaldamento globale sotto 1,5 gradi. D) Cosa mi dite rispetto alla strategia Farm toFork? La strategia Farm to Fork ha il potenziale di diventare uno strumento potente per avviare la transizione a sistemi alimentari più sostenibili. La sua conversione in legge è ancora in fieri. Noi stiamo monitorando le attività politiche facendo pressione attraverso le nostre campagne affinché i suoi obiettivi (dalla fattoria alla tavola) restino i più ambiziosi possibili.

Hallowen e le sue zucche

Tanto per non farci mancare nulla noi abbiamo anche importato dall'America la festa di Hallowen. Che sarebbe tradotto alla lettera, Tutti i Santi. Festa che si celebra il primo novembre seguita dalla commemorazione dei morti, il due. Una festa di importazione americana di cui potremmo benissimo fare a meno e nella quale ci si deve travestire da mostri e intagliare le zucche. Così agghindati i bambini suonano alle porte chiedendo "dolcetto o scherzetto". I genitori si muniscono così di caramelle e preparano piatti come i cannelloni al ragù e zucca. Niente da dire se non che il dolce e il salato insieme non è esattamente, come direbbero gli inglesi, my cup of tea. Meglio allora del pesce in carpione. Condito con zucchero e aceto preferibilmente di mele. O ripiegare su una semplice zuppa di zucca tagliata grossolanamente, cotta nel brodo con un addensante tipo farina di manioca e passata nel frullatore. Servita calda con crostini, ma li vendono anche al supermercato, fatti in casa con il pane vecchio ripassato nell’olio.

La Lombardia e i suoi trattori

La Lombardia, ma per quanto riguarda il nostro discorso, tutto il Lombardo Veneto, è terra non solo industriale ma anche agricola. Anzi la più agricola, con il Po che la attraversa, d’Italia. Oltre ad essere la sua locomotiva per piccole, medie e grandi industrie, della manifattura, della ristorazione e dei servizi. Ci abito ma non ci avevo ancora fatto caso dei trattori che la attraversano. Ma infine ho visto, dall’altra parte della via sulla quale camminavo, alcune macchine riverse su un terrapieno. E l’autotrasporto passarci in mezzo. Strano no? Viene da chiedersi chi paga. Anche perché gli agricoltori, sia quelli diretti, sia i contoterzisti, dovrebbero essere assicurati. Ma si sa come fanno le assicurazioni, non meno delle banche, che lucrano sugli extraprofitti. Insomma dietro un campo di grano (o di mais, a seconda delle rotazioni) biologici che dirti non so, succedono delle cose che voi umani non credereste mai.