pianetacibo e non solo
"diario sul cibo per chi non crede che il cibo sia cultura ma nutrimento e garantirlo a tutti sarebbe già un bel passo avanti...esistono 'il pane e le rose'…assicuriamo il pane a tutti perché tutti possano avere anche le rose…"
giovedì 21 maggio 2026
Garattini: l'alcol in ogni caso fà male
Secondo le indicazioni di Silvio Garattini dell'Istituto dei Tumori di Milano, diventare vecchi e malandati si può evitare. Con una dieta che rispetti i dettami della piramide alimentare. Ora ripresa da molti leoni da tastiera con la riproposizione del modello 5,4,3,2,1 (vedi un altro recente mio post). Ed evitando l'alcol. Anche se ne siamo i maggiori esportatori e da molti agricoltori della vite e dagli enologi la cosa vien vista male. Ma tra poco i vini e la birra dealcolati potrebbero essere una valida alternativa. L'esperto consiglia poi un consumo moderato di carne rossa e l'alternativa sempre preferibile di carni bianche e di frutta e verdura di stagione. Anche se io di carni bianche ne farei volentieri a meno avendo visto come sono trattati i polli di batteria.
mercoledì 20 maggio 2026
La chimica nel piatto
Forse non tutti sono a conoscenza della chimica che hanno nel piatto tutte le volte che mangiano pasta, riso e anche i derivati dei latticini, dei salumi e la soia. Ne hanno parlato questa settiamana a Rai3 in un reportage di Sabrina Giannini. Sul banco degli imputati il glifosato. Potente antigrittogrammico capace di sgominare intere colonie di api. Che sono le prime sentinelle dello stato di salute dell'ambiente. E di conseguenza dell'agricoltura. Il glifosato dovrebbe essere stato vietato in tutte le nazioni del nostro continente. In realtà invece è ancora ampiamente utilizzato. E provoca seri danni alla salute di chi inconsapevolmente se ne ciba. Come tutti noi che non abbiamo il potere di incidere sulle decisioni di chi ci comanda.
La spesa 5,4,3,2,1
Ne parlano tutte le newsletter in Internet. E forse lo sapete già. Ma da un blog che parla di cibo non potevo esimermi di parlarne anch'io. E' la spesa 5,4,3,2,1. Che consente di velocizzare gli acquisti, risparmiare e avere sempre in dispensa tutto l'occorrente per non trovarvi impreparati in cucina. Senza buttare nulla, o poco. Allora vediamo. Si parte dai 5 tipi di frutta e verdura di stagione. 4 di carboidrati (pane e derivati);3 di proteine ( legumi , carne,pesce, uova, latticini); 2 di insaccati e 1 di sfizi (tipo uno snack e una bevanda a alla frutta o una crema spalmabile).
La nuova ortofrutta estiva
Tenetevi ben saldi perchè faremo un giro negli ipermercati e supermercati alla ricerca non solo della convenienza. Visto che ormai i prezzi sono saliti del 5% e in certi casi anche del 10%. Ma delle novità. E sì perché la frutta estiva non è più quella di una volta. Le pesche nettarine della Romagna sono diventate in versione snack, merendina, da portare con sè e consumare anche quando si esce. Stessa cosa vale per il melone. Mentre l'anguria diventa mini quadrata e rotonda. Per ottenere la quale si mettono nel campo delle scatole di cartone appunto rotonde e quadrate dove vi crescerà dentro. Per dire la verità questa non è una novità vera e propria. L'avevo già comperata io una ventina di anni fa. E mangiandola mi ero procurata un bel mal di stomaco. Ma si sa, anche l'agricoltura è piegata al diktat tra tradizione e innovazione.
martedì 12 maggio 2026
Il mondo del food tra contraffazioni e tossine alimentari
Oltre a Yaka, di cui vi ho parlato, oltre alla contraffazione alimentare, di cui vi ho già parlato e ne parlano un pò tutti, ci sono anche i prodotti ritirati dagli scaffali perchè aggrediti da tossine alimentari. E' tutto un mondo che gira intorno alle nostre tavole imbandite di ogni ben d'Iddio che fanno gola a contraffatori e falsari. Il nostro giornalismo di inchiesta, che conta valide e celebri firme, forse dovrebbe fare un passo avanti e dichiarare nome e cognome chi sono i furbi del quartierino del food. Intanto in supermercatini di periferia che preparano amche pranzi pronti secondo un calendario giornaliero compaiono le prime torte salate che sono un must have in primavera, nell'attesa dei piatti freddi estivi. Oggi ho visto su uno di questi banchi una torta alla scarola che però non aveva un'aspetto troppo invitante. Si tratta come al solito di pasta sfoglia da riempire con verdure. Internet, come potete vedere, strabocca di queste ricette e non ne aggiungerò altre. Dirò solo, come tutti voi sapete, che sono una valida alternativa alla solita pasta come primo piatto. Torta pasqualina, con verdure e uova sode, in testa.
lunedì 4 maggio 2026
Yaka, l'app dei salumi contraffatti
Se avete tempo fatevi un giro su Yaka, un’app che pubblicizza, naturalmente per vendere, prodotti alimentari. Pur non essendovi autorizzata né dall’Oms (Organizzazione mondiale della Sanità), né dall’Efsa, il suo corrispettivo europeo con base in Italia a Parma. A livello mondiale conta già 80 milioni di utenti e ben 8 in Italia. Sorvolando sul metodo di allevamento degli animali da cui si producono i cibi in questione, che è un capitolo a parte che stringe il cuore, ci si può focalizzare sul gusto e sulle etichette. Niente Nutriscore, un tempo approvato dall’Unione Europea come metodo per contare il contenuto di grassi, sale e zucchero, un conta calorie che ha molti adepti tra i diabetici e i celiaci. E naturalmente niente denominazioni di origine. Nessuno le rilascerebbe per una mortadella variata in centomila modi ma in nessun modo bolognese. (Ricordate il film con Sophia Loren che non poteva passare la dogana con una mortadella vera italiana nella valigia?) E nemmeno per altri affettati più o meno comuni, ma tutti entrati a far parte non da anni ma da secoli nella dieta italiana. Ora, come si sa, il problema è qualità o quantità? Ma non solo, qui entrano in gioco anche aspetti non banali come la percezione del sapore e le eventuali tradizioni gastronomiche di un Paese come il nostro che ne è ricco. Tutto il mondo vuole visitare l’Italia, e va bene, ma mangiarsene un pezzo taroccato proprio no.
mercoledì 29 aprile 2026
Cibo, attenti ai falsi Dop
Pareva funzionare bene per un Paese piccolo e dalle produzioni artigianali come il nostro. Pmi si chiamavano, Piccole e medie imprese ed era stato anche coniato uno slogan apposta per loro: “Piccolo è bello”. Poi grandi e continui controlli alle frontiere doganali ne hanno smascherato l’inconsistenza. I Nas, Nuclei antisofisticazioni, hanno sollevato il velo su un sistema basato sull’acquisto di merce dall’Estero spacciata per italiana Dop solo perché l’ultimo pezzo della filiera produttiva si svolge in Italia. Prosciutti e formaggi, per esempio, possono essere salati (ultimo passaggio della filiera produttiva) in Italia ma provenire da Paesi esteri. E non possiamo sapere da quali perché in etichetta riportano una dicitura fuorviante come “prodotto in ambito europeo”. Difficile governare un Paese, come il nostro, che conta più di 300 tipi di formaggio”, (come disse dei suoi latticini il Generale De Gaulle). E adesso siamo in una posizione di stallo. Nessuno vuole ritirare i suoi container carichi di merce sofisticata alle frontiere. E intanto i consumatori pagano prezzi alla follia per prodotti che di origine italiana non hanno nulla. I Cinesi, che fino ad un certo punto si sono creduti sostituibili a noi Italiani aprendo punti di smercio al dettaglio lungo la Penisola, nelle contraffazioni hanno dovuto gettare la spugna. E questo anche perché prodotti finti italiani non convincono il consumatore avvertito e disposto a pagare qualcosa in più per avere la qualità, la provincialità e la regionalità. Ma non tutti possono farlo. Sappiamo come l’Italia sia un Paese spaccato in due da un forte gap tra ricchezza e povertà.
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