pianetacibo e non solo
"diario sul cibo per chi non crede che il cibo sia cultura ma nutrimento e garantirlo a tutti sarebbe già un bel passo avanti...esistono 'il pane e le rose'…assicuriamo il pane a tutti perché tutti possano avere anche le rose…"
lunedì 13 aprile 2026
Crema di spinaci
Come tutti voi che fate la spesa, avrete letto sulla confezione di un pacco di spinaci freschi una ricetta appetitosa degli stessi. Si tratta, senza nemmeno bollirli prima, di farli cuocere in una padella con un filo d’olio e un cucchiaio di acqua. Si passano poi nel frullatore fino ad ottenerne una crema. Ma io salto questo passaggio, tanto vengono buoni lo stesso. Una volta cotti vi si versano sopra uova in camicia, parmigiano o grana padano e sale. Ma la crema può fare da base in modo ottimo al resto.
Tra Cristianesimo e Cattolicesimo
E va bene che la storia si ripete una volta come tragedia e la seconda come farsa. Ma accorgersi solo dopo sedici anni che siamo entrati in un nuovo millennio vuol dire essersi addormentata, come la principessina delle fiabe, nel Duemila ed essersi risvegliata solo nel Duemila e ventisei. Con tutto il carico di esperienze, vita vissuta e anche molto sognata, di una ragazza che dovrebbe essere già una donna. E così con questa poche parole chiudiamo subito un capitolo che non avrebbe dovuto essere nemmeno aperto. I sogni finiscono all’alba come recita l’autore di un libro che io ho sicuramente letto ma non riconosco più. Ma è certo che se abbiamo passato tutta la vita ad adoperarci a evitare il male, questo ci aggredisce dalle parti da cui non ci aspettavamo. Come accade oggi alla striscia di Gaza. Strano però che oggi nessuno ci abbia avvertito mettendo in scena un’opera che già ai tempi spiegava tutto: “Aspettando Godot”. Andate a vederla ragazzini di oggi che aggredite la gente senza un motivo. Chiaro che vi sentiate lost in time, in space and mining nell’epoca dei social dopo la pandemia. Comunque sappiate che “non si può passare una vita aspettando Godot”. Ma nemmeno ammazzando la gente che passa per strada. D’ altronde c’era anche chi ha scritto “Avevo vent’anni e non permetterò mai a nessuno di dire che quella è l’età più bella vita”. Aden Arabia, quando non c’era abbastanza terra, né concimi, tranne il letame, nè trattori ma solo i cavalli (per questo quando inventarono l'automobile i suoi pistoni li chiamarono cavalli, HP) né acqua a sufficienza. I primi del secolo scorso. Come e quando questa situazione si sia completamente ribaltata è anche conseguenza della pandemia. Ma non solo. Adesso, come ogni buon conoscitore della Bibbia sa il Qlibet recita che è vanità tutto e solo vanità. Ma in Europa la Bibbia non la leggiamo tutta. Roba da catechisti. E c’è certamente una differenza tra Cristianesimo e Cattolicesimo. Per questo adesso abbiamo un Papa americano. E non inglese come ho scritto qualche tempo addietro. Sbagliando certamente ma non di tanto. Trump intanto una volta fa e una disfa. Come Penelope aspettando Ulisse nell’Odissea. Non vorrei essere nei panni di Telemaco.
martedì 7 aprile 2026
Calcio e plastica, due business per ricchi
E così abbiamo passato le vacanze pasquali che non ce ne siamo nemmeno accorti. Con molta sole al Nord e molta pioggia al Sud. Come nelle fiabe della regina cattiva che vuole essere la più bella. Come in quella che pulisce la casa senza sapere che le spetterà una vita da regina. La Warner Bros se ne è acquisiti tutti i diritti e poco spazio è rimasto per chi non aveva a casa nemmeno Netflix. Abbiamo così dato ampio spazio a chi veniva dal Sud con il suo carico di diritti televisivi e il calcio, come altre cose malate della nostra bella nazione, è diventata dallo sport più bello del mondo che era un business per ricchi. Adesso torniamo con la preoccupazione di come e dove fare la spesa, con un'inflazione galoppante. I più avveduti cercano di far capire che anche l'acqua è tutto un business per ricchi e dietro il vestito della plastica c'è un bel niente. Ossia acqua che si può benissimo prendere dal rubinetto.
sabato 4 aprile 2026
Con tutte quelle bollicine
Dopo aver mondializzato gli acquisti e le esportazioni di spumante. E dopo aver ingaggiato una lotta con lo champagne per il predominio mondiale delle bollicine, si fa marcia indietro. Le parole d'ordine rapporto qualità - prezzo non reggono più alla sfida della globalizzazione. Troppi gli attori in campo e prezzi che una volta rialzati non scendono più. Da noi la sfida poi è non solo nazionale e globale, ma addirittura regionale. Così tra un bicchiere di moscato d'Asti, uno di Prosecco di Bolzano e uno di Marsala del Sud, la concorrenza si fa in casa. Inutile ribadire come ho già fatto in queste pagine che i Paesi dei Brics (Brasile, India, Cina, Sudamerica) non avrebbero retto. La concorrenza ora si fa sulla remigrazione. Gli stranieri che tornano a casa. Tra una coppa e un flute si decidono battaglie letteralmente campali sul predominio di una o l'altra Docg (denominazione controllata e garantita) per assicurarne il valore in termini di volumi venduti e di fatturato riscosso. Facile, in tempi di recessione come i nostri, decidere chi vincerà.
venerdì 3 aprile 2026
Dallo scaffale alla spazzatura
Ci sono molte Uova di cioccolato in vendita ma anche molte nella spazzatura. E' un circolo vizioso nato dalla nostra bulimia di consumi. Si acquistano ma poi si buttano. Come per altre molti altri prodotti, soprattutto del food. Ma nei mari della Goletta Blu si trovano anche ricaritori per telefoni. Passati i tempi ormai lontani in cui il comico Beppe Grillo ci diceva che nei piatti avremmo trovato uno spazzolino da denti usato. Ma fu ostracizzato dalla Tv di stato per una battuta (e il socialista onesto? Manca) nei tempi in cui cui Manca era un politico. Adesso siamo tutti a caccia del prodotto migliore che c'è e poi ne mangiamo poco. E questo è un altro circolo vizioso dovuto all'anoressia dei consumi (meno mangio, meglio sto).
Pasqua tra terra e cielo
Arrivata primavera con la Pasqua davanti a noi cresce il desiderio della gita fuoriporta del Lunedì dell'Angelo. Ma si può anche stare a casa coltivando il proprio giardino. Per esempio io avevo sul balcone una pianta risultato di una fioritura eseguita nel seguente modo. Uno o più gusci d'uovo tagliati a metà. E riempiti a metà di terriccio da giardino. Sopra un velo di cotone idrofilo e dei semini di peperone. Una breve innaffiatura. Esposizione al sole e voilà in pochi giorni erano cresciuti i peperoni che ho anche mangiato passandoli brevemente in una padella con dell'olio. Altra soddisfazione dei miei balconi un uccellino che aveva fatto il nido nelle mie piante e le uova cui aveva dato vita si erano schiuse e ve ne erano usciti tre neonati. Che apettavano con il becco aperto i vermetti che portavano a turno i loro genitori. Una volta cresciuti sono volati via verso il Sud. Gli uccelli sono tra i più fedeli e prolifici animaletti del mondo e se ne trovano dappertutto.
giovedì 2 aprile 2026
Cucina italiana patrimonio dell'Umanità
E così abbiamo ricevuto dall’Osce la denominazione cucina italiana patrimonio dell’umanità. Bene, allora bisognerà mettersi presto al lavoro per creare un logo che la rappresenti, come fu fatto ai tempi per quella europea. Certo trovare un fotografo e un grafico capaci di mettere insieme le nostre molteplici qualità gastronomiche non sarà una cosa semplice. Tenendo in considerazione non solo gli orti e i loro prodotti che hanno una filiera lunga dalla terra alla tavola. Ma anche le innumerevoli ricette cui danno luogo agricoltura e allevamento. Avete presente la fotografa della pubblicità della gastronomia toscana che mette insieme in un solo scatto la finocchiona (non un finocchio ma un insaccato celebre da quelle parti), l’olio (una prelibatezza di quelle terre) e il pane senza sale? Ecco bisognerebbe fare così ma è un bel rompicapo. Ogni nostra Regione ha almeno quattro o cinque tipi di pane e ancor più di pizze e cinque o più tipi di dolci per le festività. Per non parlare della cura con cui vengono confezionati i piatti di tutti i giorni. “La Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene” potrebbe essere un valido aiuto nella ricerca delle ricette e della loro esecuzione. L’autore Pellegrino Artusi partiva infatti dalla corrispondenza con le massaie di tutta Italia, per confezionare infine un ricettario tutto suo completo di piatti per i dì di festa e per la cucina per stomachi deboli. Ci fu un tempo in cui Francia e Italia rivaleggiarono per decidere quale fosse, tra le due, la gastronomia migliore. Ma la carbonara con la panna per favore no.
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