martedì 12 maggio 2026

Il mondo del food tra contrafffazioni e tossine alimentari

Oltre a Yaka, di cui vi ho parlato, oltre alla contraffazione alimentare, di cui vi ho già parlato e ne parlano un pò tutti, ci sono anche i prodotti ritirati dagli scaffali perchè aggrediti da tossine alimentari. E' tutto un mondo che gira intorno alle nostre tavole imbandite di ogni ben d'Iddio che fanno gola a contraffatori e falsari. Il nostro giornalismo di inchiesta, che conta valide e celebri firme, forse dovrebbe fare un passo avanti e dichiarare nome e cognome chi sono i furbi del quartierino del food. Intanto in supermercatini di periferia che preparano amche pranzi pronti secondo un calendario giornaliero compaiono le prime torte salate che sono un must have in primavera, nell'attesa dei piatti freddi estivi. Oggi ho visto su uno di questi banchi una torta alla scarola che però non aveva un'aspetto troppo invitante. Si tratta come al solito di pasta sfoglia da riempire con verdure. Internet, come potete vedere, strabocca di queste ricette e non ne aggiungerò altre. Dirò solo, come tutti voi sapete, che sono una valida alternativa alla solita pasta come primo piatto. Torta pasqualina, con verdure e uova sode, in testa.

lunedì 4 maggio 2026

Yaka, l'app dei salumi contraffatti

Se avete tempo fatevi un giro su Yaka, un’app che pubblicizza, naturalmente per vendere, prodotti alimentari. Pur non essendovi autorizzata né dall’Oms (Organizzazione mondiale della Sanità), né dall’Efsa, il suo corrispettivo europeo con base in Italia a Parma. A livello mondiale conta già 80 milioni di utenti e ben 8 in Italia. Sorvolando sul metodo di allevamento degli animali da cui si producono i cibi in questione, che è un capitolo a parte che stringe il cuore, ci si può focalizzare sul gusto e sulle etichette. Niente Nutriscore, un tempo approvato dall’Unione Europea come metodo per contare il contenuto di grassi, sale e zucchero, un conta calorie che ha molti adepti tra i diabetici e i celiaci. E naturalmente niente denominazioni di origine. Nessuno le rilascerebbe per una mortadella variata in centomila modi ma in nessun modo bolognese. (Ricordate il film con Sophia Loren che non poteva passare la dogana con una mortadella vera italiana nella valigia?) E nemmeno per altri affettati più o meno comuni, ma tutti entrati a far parte non da anni ma da secoli nella dieta italiana. Ora, come si sa, il problema è qualità o quantità? Ma non solo, qui entrano in gioco anche aspetti non banali come la percezione del sapore e le eventuali tradizioni gastronomiche di un Paese come il nostro che ne è ricco. Tutto il mondo vuole visitare l’Italia, e va bene, ma mangiarsene un pezzo taroccato proprio no.

mercoledì 29 aprile 2026

Cibo, attenti ai falsi Dop

Pareva funzionare bene per un Paese piccolo e dalle produzioni artigianali come il nostro. Pmi si chiamavano, Piccole e medie imprese ed era stato anche coniato uno slogan apposta per loro: “Piccolo è bello”. Poi grandi e continui controlli alle frontiere doganali ne hanno smascherato l’inconsistenza. I Nas, Nuclei antisofisticazioni, hanno sollevato il velo su un sistema basato sull’acquisto di merce dall’Estero spacciata per italiana Dop solo perché l’ultimo pezzo della filiera produttiva si svolge in Italia. Prosciutti e formaggi, per esempio, possono essere salati (ultimo passaggio della filiera produttiva) in Italia ma provenire da Paesi esteri. E non possiamo sapere da quali perché in etichetta riportano una dicitura fuorviante come “prodotto in ambito europeo”. Difficile governare un Paese, come il nostro, che conta più di 300 tipi di formaggio”, (come disse dei suoi latticini il Generale De Gaulle). E adesso siamo in una posizione di stallo. Nessuno vuole ritirare i suoi container carichi di merce sofisticata alle frontiere. E intanto i consumatori pagano prezzi alla follia per prodotti che di origine italiana non hanno nulla. I Cinesi, che fino ad un certo punto si sono creduti sostituibili a noi Italiani aprendo punti di smercio al dettaglio lungo la Penisola, nelle contraffazioni hanno dovuto gettare la spugna. E questo anche perché prodotti finti italiani non convincono il consumatore avvertito e disposto a pagare qualcosa in più per avere la qualità, la provincialità e la regionalità. Ma non tutti possono farlo. Sappiamo come l’Italia sia un Paese spaccato in due da un forte gap tra ricchezza e povertà.

lunedì 27 aprile 2026

L'Italia tra gerundio e futuro

Vi è poi un problema tutto italiano che è l'adeguamento delle normative alla situazione attuale. La quale situazione è quella di un Paese spaccato in due non solo dalla dorsale appenninica. Ma, come stanno discutendo adesso tutti gli organi di informazione, dal valore della sua produttività. La produttività misura quanto prodotto, apppunto, viene realizzato in un'ora di lavoro e quanto quindi moltiplicando questo valore.. E come sempre noi restiamo in bilico tra le ore effettivamente lavorate e quanto destinate ai vari settori dell'economia, agricoltura, commercio e servizi. E in Italia si resta quanto a questo problema, sospesi tra il gerundio e il futuro anteriore. Tutto si sta facendo, tutto si andrà a fare. Intanto nulla si fà. Quanto all'agricoltura il terreno non è più solcato dagli aratri, quanto dagli ultimi arrivati, i migranti. Che lavorano per un pugno di orzo, di miglio o del più proteico grano, ma sempre di un pugno si tratta. Così la produttività si azzera, i nostri figli emigrano a loro volta e il Paese inesorabilmente arretra e invecchia. Chi sapeva che il Tavoliere delle Puglie era la nostra riserva di grano. Sì lo sapevamo. Ma adesso che tutto è rovesciato torna adesso ad essere la Pianura Padana, bonificata da chi? Indovinato?

Il costo della vita. E' uguale per tutti?

Quanto costa un’insalata preconfezionata? E quanto invece una venduta dal banco apposito ma da incartare e pesare per portarla a casa? Dipende. Adesso i sacchetti sono biodegradabili per una migliore filiera del recupero casalingo e questi costano. Poi ce n’è una in particolare, il broccoletto romanesco, che riprende nella sua struttura, fateci caso, gli organigrammi governativi. Infatti vi è una punta al suo apice e poi tanti sottostanti peduncoli che ne vengono fuori come un albero di Natale. Che sarebbero i gangli vitali di una democrazia che funziona. Peccato che la nostra non funzioni più e si sia trasformata gradatamente ma inesorabilmente in una autocrazia. E il costo della vita intanto aumenta. Adesso ne parlano alla televisione e tanti di voi costretti a casa dall’età che avanza e gli acciacchi che aumentano lo stanno ascoltando. Il problema maggiore è il costo dei fertilizzanti. Senza i quali la terra non dà i suoi frutti. E noi, intendo come fanno anche alcuni esponenti della maggioranza del governo, non ci facciamo caso. Salvo poi lamentarci al mercato.

giovedì 23 aprile 2026

Inflazione alle stelle

Di inflazione o già ampiamente parlato, ma qui si raggiungono i massimi. Ortofrutta, melanzane, financo patate hanno subito rincari oltre il +5,5%. Ma se pagassimo tutti le tasse?

Ricettina con insalta di stagione

Oggi l'insalata mista è già pronta in vendita nell'apposito frigorifero del supermercato. Spesso anche già lavata. Ma se osservate bene il cellophane dentro cui è inserita troverete delle ricettine gourmet facili e gustose. Io preferisco quella con insalatina orientale, carote julienne, pinoli, succo d'arancia, olio di semi di arachide, sale e zucchero. Et voilà, il contorno è servito.

Ruderi al Sud, la nuova tendenza del Salone del mobile

Dopo la settimana della moda, abbiamo adesso, alla Fiera di Rho (Mi) il Salone del mobile e dell’arredamento. Posto che siamo un Paese non di tantissime grandi industrie, se si eccettuano le acciaierie, le quali peraltro, insieme all’automotive, muovono il mondo da quando abbiamo abbandonato i carretti a cavallo e gli asinelli. Quanto piuttosto di piccoli ma valentissimi artigiani. Così anche una mostra come questa è importante. A me piaceva seguirla quando la commentava alla televisione un critico d’arte secondo me molto valente: Philippe Daverio. Ma con l’inizio del nuovo Millennio sono venuti meno un mucchio di punti di riferimento per chi come me oltre che di cibo si occupa anche di cinema e cultura. Le varie installazioni che costellano il Salone interessano quest’anno anche le periferie urbane del nostro terzo mondo. Oltre naturalmente il nuovo quartiere di Porta Nuova che si è sviluppato in città tramite un sistema chiamato gentrificazione. Ossia il progressivo espellere fuori dal perimetro esterno della città i grattacieli che l’avevano da sempre contraddistinta. E così ci sono tre grattacieli, lo Storto, il Dritto e il Curvo di Citylife che delimitano il Parco verticale dai cui piani escono piante a profusione. Gli interni riproducono lo sfarzo di questi interni con sedute, lampadari, luminarie, divani, sedie, tavolate, cucine, salotti, living room tavole di notevole fattura e design. Ma la vera novità è che la compravendita degli immobili dove verranno collocati questi manufatti si è spostata al Sud. In Calabria e Sicilia segnatamente dove una blogger vende a chi la segue sul web dei veri e propri ruderi. Se ne vendono molti a Macerata.

mercoledì 22 aprile 2026

Cucina patrimonio dell'Umanità

E così con le elezioni per il referendum abbiamo capito da che parte sta Meloni. Le casette per i profughi che venivano dal mare altro non erano che sabbia negli occhi di chi aveva fatto di tutto per non tornare a casa propria con un pugno di mosche in mano. Non funziona anche perché la nostra bella Penisola è un braccio teso a chi viene da Oriente. Ma Marco Polo sapeva da dove partiva e dove si sarebbe arenato. Aveva poche cose nel suo zaino della sopravvivenza, ma la bussola sì, quella ce l’aveva E proprio zac, in quel punto in cui le belle speranze confondono le acque salmastre con quelle limpide che vengono dal Nord, non si capisce perché Meloni abbia preferito rifiutare il braccio teso di chi le chiedeva di restare a galla. Un brutto segnale per chi crede nella democrazia e rifiuta i metodi della dittatura. O autocrazia. Si perché le dittature sono rimasugli di un passato mica tanto lontano, un secolo, al quale bisogna aggiungere gli ultimi 26 anni nei quali abbiamo avuto un Papa di larghe vedute. E con la sua dipartita è sfumata l’ultima ancora di salvezza della democrazia. Adesso ce ne sono di deboli, autoreferenziali, rivolte solo a se stesse. In una parola autocrazie. Si capisce allora perché dietro alle spalle di Bergoglio che aveva scelto per sé il nome di Francesco, il Dio dei poverelli, ci fosse ancora chi di poveri non ne vuole proprio sentire parlare. Se si considerano a mò di esemplificazione le risposte date da intervistati come nei sondaggi di opinione, si capisce che moltissime persone non hanno nessuna intenzione di fare qualcosa per gli altri, dal caffè sospeso (se ne paga il bevuto e si lascia l’equivalente per chi verrà dopo), alle varie forme di volontariato (riportare a casa, se si può chiamare casa una casa di riposo, una vecchietta che si è persa per strada), ai gruppi di acquisto solidale (comprare per tanti a prezzi vantaggiosi e poi redistribuire), (fare i clown per bambini in ospedale per una chemioterapia), alle Banche del tempo (Bdt): tu spendi un’ora del tuo tempo per insegnarmi il cinese e io ti cucio l’orlo dei pantaloni. Tutto calcolato solo ed esclusivamente in ore. E anche questo no, non va bene. Sì perché in tanti si sorreggono da soli le proprie spalle e del prossimo ne fanno volentieri a meno. Il Vangelo recita: Ama il prossimo tuo come te stesso. E se amassimo noi stessi come amiamo gli altri (Zizek)? Lo so è un altro controsenso. Ma è la contraddizione che muove il mondo (Hegel). E se non ci credi siedi sulla riva del fiume e aspetta. Il tuo nemico prima o poi arriva (Mao). Intanto i nostri nemici sembrano non essersi accorti che erigere a Patrimonio Unesco immateriale dell’Umanità la cucina italiana, presa così in toto è un altro bel problema. Perché ogni Regione ha le sue specialità particolari e non solo per le Feste comandate. Riassumerle sotto un solo cielo può far venire giù una valanga.

lunedì 20 aprile 2026

Ricettina con i piselli

I piselli sono ottimi appena colti, ma con il metodo della surgelazione se ne trovano altrettanto buoni. Una volta scongelati si possono bollire in acqua salata per 8-9 minuti o secondo il grado di cottura desiderato. Gli chef consigliano poi di passarli in acqua ghiacciata ma io non ho capito perché e salto questo passaggio. In una padella antiaderente si può scaldare un pò di burro o olio secondo il gradimento e una cipolla tritata. Nel soffritto aggiungo una manciata di prosciutto cotto tagliato a dadini e ultimo la cottura. Questa base poi può essere utile per condire la pasta o anche fare un risotto.

Il centro o la fine del mondo?

Di questi tempi avrete sentito da più parti che bisogna, dopo una caduta, rialzarsi. C’è anche chi pensa che ci sia un momento in cui due vite si sfiorano senza sapere chi sono. Ed è proprio in quel lasso di tempo difficile ma non impossibile da quantificare che si può sfiorare la migliore ma anche la peggiore delle tempeste perfette. Ho cercato di farmi capire ma invano. Sono attaccata a questa gamba che non mi dà pace fin da quando ho cercato di capire cosa mi girava intorno. Però forse un modo per uscirne c’è. Se mi date una mano a trovarlo. Per me era mio padre che non avrebbe mai saputo o potuto mandarmi a mare. Nemmeno nelle peggiore delle ipotesi. Eppure mi è sembrato passo falso cresca una pianta. Può essere, ma queste sono credenze che riguardano l’altra parte del mondo, quello che oggi si chiama della remigration. Ossia dei neri che tornano a prendersi quello che era loro fin dai tempi di Einstein, che non sono poi così lontani. Un secolo, o poco più. Oggi quello che Hoppeneimer si affrettò a descrivere come un grave sbaglio della storia ci attacca da tutte le parti, nord, sud, est, ovest. Con i ghiacci che si spaccano da una parte del mondo e le dune di sabbia dall’altra. Con un Papa americano che predica la fine di tutte le guerre ma è un seguace di Sant'Agostino di Ippona. Bisogna proprio pensare che l’Europa in mezzo sia stata troppo fragile. E in mezzo all’Europa c’è una piccola Italia alla deriva.

mercoledì 15 aprile 2026

Geopolitica e inflazione

E non ditemi che non lo sapevo che attori importanti stavano per entrare sulla scena. La Cina che giocava sul doppiopesismo della Russia che si inorgogliva di essere stata la prima ad aprire i lager. E tutti gli staterelli che si è portata dietro. Così siamo alle prese con il doppio Stretto di Hormutz, uno che insiste sul riarmo nucleare dell’Iran, la vecchia Persia e l’altro sull’Egitto. L’Europa non ha giocato bene le sue carte a partire dalla difesa dell’Ucraina che altro non voleva che entrare a farvi parte. Così è saltato il banco e l'inflazione morde. E non ci potremo più vantare del nostro made in Italy perché la maggior parte dei prodotti di cui andiamo fieri venivano dall’Emisfero Sud del Pianeta. Esclusa l’India che è un Continente a sé. E poi dovremo vedercela anche con lo sminamento di quelle due aree. Chi non ha trepidato per il ritorno delle nostre truppe dal Giappone ha fatto molto male …

lunedì 13 aprile 2026

Crema di spinaci

Come tutti voi che fate la spesa, avrete letto sulla confezione di un pacco di spinaci freschi una ricetta appetitosa degli stessi. Si tratta, senza nemmeno bollirli prima, di farli cuocere in una padella con un filo d’olio e un cucchiaio di acqua. Si passano poi nel frullatore fino ad ottenerne una crema. Ma io salto questo passaggio, tanto vengono buoni lo stesso. Una volta cotti vi si versano sopra uova in camicia, parmigiano o grana padano e sale. Ma la crema può fare da base in modo ottimo al resto.

Tra Cristianesimo e Cattolicesimo

E va bene che la storia si ripete una volta come tragedia e la seconda come farsa. Ma accorgersi solo dopo sedici anni che siamo entrati in un nuovo millennio vuol dire essersi addormentata, come la principessina delle fiabe, nel Duemila ed essersi risvegliata solo nel Duemila e ventisei. Con tutto il carico di esperienze, vita vissuta e anche molto sognata, di una ragazza che dovrebbe essere già una donna. E così con questa poche parole chiudiamo subito un capitolo che non avrebbe dovuto essere nemmeno aperto. I sogni finiscono all’alba come recita l’autore di un libro che io ho sicuramente letto ma non riconosco più. Ma è certo che se abbiamo passato tutta la vita ad adoperarci a evitare il male, questo ci aggredisce dalle parti da cui non ci aspettavamo. Come accade oggi alla striscia di Gaza. Strano però che oggi nessuno ci abbia avvertito mettendo in scena un’opera che già ai tempi spiegava tutto: “Aspettando Godot”. Andate a vederla ragazzini di oggi che aggredite la gente senza un motivo. Chiaro che vi sentiate lost in time, in space and mining nell’epoca dei social dopo la pandemia. Comunque sappiate che “non si può passare una vita aspettando Godot”. Ma nemmeno ammazzando la gente che passa per strada. D’ altronde c’era anche chi ha scritto “Avevo vent’anni e non permetterò mai a nessuno di dire che quella è l’età più bella vita”. Aden Arabia, quando non c’era abbastanza terra, né concimi, tranne il letame, nè trattori ma solo i cavalli (per questo quando inventarono l'automobile i suoi pistoni li chiamarono cavalli, HP) né acqua a sufficienza. I primi del secolo scorso. Come e quando questa situazione si sia completamente ribaltata è anche conseguenza della pandemia. Ma non solo. Adesso, come ogni buon conoscitore della Bibbia sa il Qlibet recita che è vanità tutto e solo vanità. Ma in Europa la Bibbia non la leggiamo tutta. Roba da catechisti. E c’è certamente una differenza tra Cristianesimo e Cattolicesimo. Per questo adesso abbiamo un Papa americano. E non inglese come ho scritto qualche tempo addietro. Sbagliando certamente ma non di tanto. Trump intanto una volta fa e una disfa. Come Penelope aspettando Ulisse nell’Odissea. Non vorrei essere nei panni di Telemaco.

martedì 7 aprile 2026

Calcio e plastica, due business per ricchi

E così abbiamo passato le vacanze pasquali che non ce ne siamo nemmeno accorti. Con molta sole al Nord e molta pioggia al Sud. Come nelle fiabe della regina cattiva che vuole essere la più bella. Come in quella che pulisce la casa senza sapere che le spetterà una vita da regina. La Warner Bros se ne è acquisiti tutti i diritti e poco spazio è rimasto per chi non aveva a casa nemmeno Netflix. Abbiamo così dato ampio spazio a chi veniva dal Sud con il suo carico di diritti televisivi e il calcio, come altre cose malate della nostra bella nazione, è diventata dallo sport più bello del mondo che era un business per ricchi. Adesso torniamo con la preoccupazione di come e dove fare la spesa, con un'inflazione galoppante. I più avveduti cercano di far capire che anche l'acqua è tutto un business per ricchi e dietro il vestito della plastica c'è un bel niente. Ossia acqua che si può benissimo prendere dal rubinetto.

sabato 4 aprile 2026

Con tutte quelle bollicine

Dopo aver mondializzato gli acquisti e le esportazioni di spumante. E dopo aver ingaggiato una lotta con lo champagne per il predominio mondiale delle bollicine, si fa marcia indietro. Le parole d'ordine rapporto qualità - prezzo non reggono più alla sfida della globalizzazione. Troppi gli attori in campo e prezzi che una volta rialzati non scendono più. Da noi la sfida poi è non solo nazionale e globale, ma addirittura regionale. Così tra un bicchiere di moscato d'Asti, uno di Prosecco di Bolzano e uno di Marsala del Sud, la concorrenza si fa in casa. Inutile ribadire come ho già fatto in queste pagine che i Paesi dei Brics (Brasile, India, Cina, Sudamerica) non avrebbero retto. La concorrenza ora si fa sulla remigrazione. Gli stranieri che tornano a casa. Tra una coppa e un flute si decidono battaglie letteralmente campali sul predominio di una o l'altra Docg (denominazione controllata e garantita) per assicurarne il valore in termini di volumi venduti e di fatturato riscosso. Facile, in tempi di recessione come i nostri, decidere chi vincerà.

venerdì 3 aprile 2026

Dallo scaffale alla spazzatura

Ci sono molte Uova di cioccolato in vendita ma anche molte nella spazzatura. E' un circolo vizioso nato dalla nostra bulimia di consumi. Si acquistano ma poi si buttano. Come per altre molti altri prodotti, soprattutto del food. Ma nei mari della Goletta Blu si trovano anche ricaritori per telefoni. Passati i tempi ormai lontani in cui il comico Beppe Grillo ci diceva che nei piatti avremmo trovato uno spazzolino da denti usato. Ma fu ostracizzato dalla Tv di stato per una battuta (e il socialista onesto? Manca) nei tempi in cui cui Manca era un politico. Adesso siamo tutti a caccia del prodotto migliore che c'è e poi ne mangiamo poco. E questo è un altro circolo vizioso dovuto all'anoressia dei consumi (meno mangio, meglio sto).

Pasqua tra terra e cielo

Arrivata primavera con la Pasqua davanti a noi cresce il desiderio della gita fuoriporta del Lunedì dell'Angelo. Ma si può anche stare a casa coltivando il proprio giardino. Per esempio io avevo sul balcone una pianta risultato di una fioritura eseguita nel seguente modo. Uno o più gusci d'uovo tagliati a metà. E riempiti a metà di terriccio da giardino. Sopra un velo di cotone idrofilo e dei semini di peperone. Una breve innaffiatura. Esposizione al sole e voilà in pochi giorni erano cresciuti i peperoni che ho anche mangiato passandoli brevemente in una padella con dell'olio. Altra soddisfazione dei miei balconi un uccellino che aveva fatto il nido nelle mie piante e le uova cui aveva dato vita si erano schiuse e ve ne erano usciti tre neonati. Che apettavano con il becco aperto i vermetti che portavano a turno i loro genitori. Una volta cresciuti sono volati via verso il Sud. Gli uccelli sono tra i più fedeli e prolifici animaletti del mondo e se ne trovano dappertutto.

giovedì 2 aprile 2026

Cucina italiana patrimonio dell'Umanità

E così abbiamo ricevuto dall’Osce la denominazione cucina italiana patrimonio dell’umanità. Bene, allora bisognerà mettersi presto al lavoro per creare un logo che la rappresenti, come fu fatto ai tempi per quella europea. Certo trovare un fotografo e un grafico capaci di mettere insieme le nostre molteplici qualità gastronomiche non sarà una cosa semplice. Tenendo in considerazione non solo gli orti e i loro prodotti che hanno una filiera lunga dalla terra alla tavola. Ma anche le innumerevoli ricette cui danno luogo agricoltura e allevamento. Avete presente la fotografa della pubblicità della gastronomia toscana che mette insieme in un solo scatto la finocchiona (non un finocchio ma un insaccato celebre da quelle parti), l’olio (una prelibatezza di quelle terre) e il pane senza sale? Ecco bisognerebbe fare così ma è un bel rompicapo. Ogni nostra Regione ha almeno quattro o cinque tipi di pane e ancor più di pizze e cinque o più tipi di dolci per le festività. Per non parlare della cura con cui vengono confezionati i piatti di tutti i giorni. “La Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene” potrebbe essere un valido aiuto nella ricerca delle ricette e della loro esecuzione. L’autore Pellegrino Artusi partiva infatti dalla corrispondenza con le massaie di tutta Italia, per confezionare infine un ricettario tutto suo completo di piatti per i dì di festa e per la cucina per stomachi deboli. Ci fu un tempo in cui Francia e Italia rivaleggiarono per decidere quale fosse, tra le due, la gastronomia migliore. Ma la carbonara con la panna per favore no.

martedì 31 marzo 2026

Godot, arriverai mai?

E va bene che la storia si ripete prima come tragedia e dopo come farsa.E va bene che la storia si ripete una volta come tragedia e la seconda come farsa. Ma accorgersi solo dopo ventisei anni che siamo entrati in un nuovo millennio vuol dire essersi addormentata, come la principessina delle fiabe, nel Duemila ed essersi risvegliata solo nel Duemila e ventisei. Con tutto il carico di esperienze, vita vissuta e anche molto sognata, di una ragazza che dovrebbe essere già una donna. Certo con una madre che si sente sempre e comunque la Reginetta della Festa, cui tutto è dovuto senza avere in cambio nemmeno la carezza della buonanotte, rimane l’amaro in bocca anche quando si tenta di aiutarla. E così con questa poche parole chiudiamo subito un capitolo che non avrebbe dovuto essere nemmeno iniziato. I sogni finiscono all’alba come recita l’autore di un libro che io ho sicuramente letto ma non riconosco più. Ma è certo che se abbiamo passato tutta la vita ad adoperarci a evitare il male, questo ci aggredisce dalle parti da cui non ci aspettavamo. Come accade oggi alla striscia di Gaza. Strano però che oggi nessuno ci avverte mettendo in scena un’opera che già ai tempi spiegava tutto: “Aspettando Godot”. Andate a vederla ragazzini di oggi che aggredite la gente senza un motivo. Chiaro che vi sentiate lost in time, in space and mining nell’epoca dei social dopo la pandemia. Comunque sappiate che “non si può passare una vita aspettando Godot”. Ma nemmeno ammazzando la gente che passa per strada.

Asparago, una delizia, ma quanta acqua ci costi?

Il Consorzio (produttori associati dell’Asparago Verde di Altedo (Bo) IGP (Indicazione geografica protetta),in collaborazione con CSO (Centro servizi ortofrutticoli) Italy, da decenni intraprende azioni volte a far conoscere le potenzialità del prodotto sia dal punto di vista produttivo che commerciale. In particolare già dal 2003, e cioè quando non vi era l’attuale governo che ha incassato il premio di queste promozioni attive sull’intero territorio nazionale anche di tanti altri prodotti della terra e della gastronomia ad essi legate con il riconoscimento a valore mondiale della cucina tipica italiana come patrimonio dell’umanità, i suoi consumi interni erano in netta crescita.“La produzione dell’asparago interessa molte regioni italiane ma esiste un riconoscimento della qualità legato alla forte vocazione del territorio, che vede l’Emilia-Romagna, insieme al Veneto, ai primi posti. La produzione di asparago in Italia è molto concentrata sulla tipologia verde che peraltro era stato in anni migliori in crescita. Mentre più a Nord abbiamo asparagiaie del prodotto bianco, molto pregiato, e quindi anche più caro, ottimo anche con la maionese. Così da decenni assistiamo all’ aggiornamento delle varietà e aspetti legati al confezionamento e alla presentazione del prodotto. Una gestione razionale dell’uso dell’acqua, molto importante oggi che abbiamo a che fare con il climate change, è importante. Non solo per abbassare il costo della manodopera. E su questo ci sarebbe da ridire visto che già gli operai, sia in agricoltura – settore primario – sia nell’industria – settore secondario – sia nel terziario - servizi per l’ ambiente e la persona - sono pagati una nullità e in molti emigrano. Sia per prolungare la vita dell’asparagiaia. Importante è anche l’innovazione varietale. Ma solo il 40% delle famiglie italiane acquistavano ai tempi asparago, con un consumo medio annuo di 2,3 kg. E gli spazi di miglioramento auspicati ai tempi, anche in relazione alle esportazioni, si riducono oggi causa inflazione e crisi economica. O stagflazione, come dicono quelli che parlano meglio. Altri preferiscono dire che tutto va bene. Che la parola crisi, in greco, contiene entrambi gli elementi, caduta e risalita. O resilienza, come dicono quelli che parlano bene. Resta il fatto che le asparagiaie hanno bisogno di molta acqua. E tanta ne viene attualmente dispersa.

venerdì 27 marzo 2026

Cucina italiana, patrimonio dell' Umanità o di Cl?

E così con il governo attualmente in carica, abbiamo ottenuto ciò che si chiedeva da tempo. L'intera cucina italiana patrimonio dell'Umanità. Un successo, più che della destra storica partitica, di Cl, Comunione e Liberazione. Che ha come referente il Papa. Una volta si diceva, "Niente sesso, siamo Inglesi". Adesso gli Inglesi salgono al soglio papale e mostrano di entrambi il vero volto. Una destra che si preoccupa più che dell'apparenza che della sostanza e ha i suoi begli scheletri nell'armadio. Tutto il mondo fa il suo salto nelle cattedrali migliori che abbiamo qui da noi. E la Meloni incassa il suo bel biglietto da visita per presentarsi a Trump. Il quale mena i suoi fendenti a destra e a manca. Intanto il Giubileo è stato come una grande edizione dei congressi di Cl. E mentre i giovanissimi si impegnano nella tutela ambientale, altri fanno i loro tour gastronomici ed entrano in lizza con la Francia per ambire ad un posto di rilievo nel mondo dell'alimentazione. E intanto nella striscia di Gaza muoiono i bambini e la gente volge lo sguardo altrove.

Pasqua, primo assaggio di vacanze

Da Natale a Pasqua ho fatto un salto da gigante. Infatti i miei lettori non mi avranno trovato più. Avevo però avvertito che mi sarei presa qualche mese sabbatico (da shabat in ebraico e musulmano e che è un saluto traducibile da noi come ciao passando per il greco che è l'origine della nostra civiltà). E adesso siamo alla vigilia della Domenica delle Palme, appena finiranno le domeniche dell'avvento. In molti viaggeranno provando specialità di cucina esotiche ma chi resta a casa non potrà forse nemmeno avvicinarsi a Uova di cioccolato e colombe. Con l'inflazione galoppante si allarga la forbice tra chi può permettersi di tutto e chi deve fare a meno anche di quel poco che prima aveva. Dal 497 D.C. al 1492, anno della scoperta dell'America, ma sarebbe meglio dire Americhe, visto che Trump ci fà vedere come tratti i suoi vicini di casa, non esisteva poi in Europa nemmeno il cacao, gli avocado e neanche il pomodoro. Poi per deliziarci di dolci cme la colomba, il presnitz, titole e pinza (questi ultimi della tradizione dell'Italia dell'Est). Bisognerà aspettare la scoperta del lievito madre con cui si rinnova ad ogni passata in forno la pasta di cui sono fatti. Canditi e mandorle nelle colombe, torroni, torroncini e datteri a fine pasto, sono tipici della tradizione meridionale. Bisogna quindi mettere in conto anche i costi di trasporto dalle città di frontiera alle metropoli interne e ai piccoli borghi di cui è disseminata la nostra Penisola. Per tanti si dovrà pertanto ripiegare su soluzioni alternative. Io ve ne propongo due. Patate al pomodoro. Sbucciate e lavate le patate. Asciugatele bene e tagliatele a spicchi. Lavatele e asciugatele una seconda volta. In una padella antiaderente soffrigete le cipolle in olio di oliva extravergine o di semi di arachide come siete abituati. Una volta imbiondite le cipolle aggiungetevi le patate, un pò di zafferano e girate fino a quasi cottura delle patate. Prima della cottura aggiungete dei filetti di pomodori pelati e girate fino a fine cottura. Salate a piacere. Insalata di zucchine crude. Lavate e togliete le estremità di tre zucchine di media grandezza di colore verde chiaro. Asciugatele e tagliatele a fettine sottili con una mandolina. Ponetele in una ciotola e conditele con olio, limone, sale, foglioline di basilico e di menta. Per sapere come spostarvi La domencica di Pasqua e il Lunedì dell'Angelo affidatevi al meteo o anche ad un vecchio adagio che recita, dalle mie parti, "se piove sulle palme non piove sugli uovi". E viceversa. Buona Pasqua a tutti.