giovedì 23 aprile 2026

Ruderi al Sud, la nuova tendenza del Salone del mobile

Dopo la settimana della moda, abbiamo adesso, alla Fiera di Rho (Mi) il Salone del mobile e dell’arredamento. Posto che siamo un Paese non di tantissime grandi industrie, se si eccettuano le acciaierie, le quali peraltro, insieme all’automotive, muovono il mondo da quando abbiamo abbandonato i carretti a cavallo e gli asinelli. Quanto piuttosto di piccoli ma valentissimi artigiani. Così anche una mostra come questa è importante. A me piaceva seguirla quando la commentava alla televisione un critico d’arte secondo me molto valente: Philippe Daverio. Ma con l’inizio del nuovo Millennio sono venuti meno un mucchio di punti di riferimento per chi come me oltre che di cibo si occupa anche di cinema e cultura. Le varie installazioni che costellano il Salone interessano quest’anno anche le periferie urbane del nostro terzo mondo. Oltre naturalmente il nuovo quartiere di Porta Nuova che si è sviluppato in città tramite un sistema chiamato gentrificazione. Ossia il progressivo espellere fuori dal perimetro esterno della città i grattacieli che l’avevano da sempre contraddistinta. E così ci sono tre grattacieli, lo Storto, il Dritto e il Curvo di Citylife che delimitano il Parco verticale dai cui piani escono piante a profusione. Gli interni riproducono lo sfarzo di questi interni con sedute, lampadari, luminarie, divani, sedie, tavolate, cucine, salotti, living room tavole di notevole fattura e design. Ma la vera novità è che la compravendita degli immobili dove verranno collocati questi manufatti si è spostata al Sud. In Calabria e Sicilia segnatamente dove una blogger vende a chi la segue sul web dei veri e propri ruderi. Se ne vendono molti a Macerata.

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