"diario sul cibo per chi non crede che il cibo sia cultura ma nutrimento e garantirlo a tutti sarebbe già un bel passo avanti...esistono 'il pane e le rose'…assicuriamo il pane a tutti perché tutti possano avere anche le rose…"
mercoledì 29 aprile 2026
Cibo, attenti ai falsi Dop
Pareva funzionare bene per un Paese piccolo e dalle produzioni artigianali come il nostro. Pmi si chiamavano, Piccole e medie imprese ed era stato anche coniato uno slogan apposta per loro: “Piccolo è bello”. Poi grandi e continui controlli alle frontiere doganali ne hanno smascherato l’inconsistenza. I Nas, Nuclei antisofisticazioni, hanno sollevato il velo su un sistema basato sull’acquisto di merce dall’Estero spacciata per italiana Dop solo perché l’ultimo pezzo della filiera produttiva si svolge in Italia. Prosciutti e formaggi, per esempio, possono essere salati (ultimo passaggio della filiera produttiva) in Italia ma provenire da Paesi esteri. E non possiamo sapere da quali perché in etichetta riportano una dicitura fuorviante come “prodotto in ambito europeo”. Difficile governare un Paese, come il nostro, che conta più di 300 tipi di formaggio”, (come disse dei suoi latticini il Generale De Gaulle). E adesso siamo in una posizione di stallo. Nessuno vuole ritirare i suoi container carichi di merce sofisticata alle frontiere. E intanto i consumatori pagano prezzi alla follia per prodotti che di origine italiana non hanno nulla. I Cinesi, che fino ad un certo punto si sono creduti sostituibili a noi Italiani aprendo punti di smercio al dettaglio lungo la Penisola, nelle contraffazioni hanno dovuto gettare la spugna. E questo anche perché prodotti finti italiani non convincono il consumatore avvertito e disposto a pagare qualcosa in più per avere la qualità, la provincialità e la regionalità. Ma non tutti possono farlo. Sappiamo come l’Italia sia un Paese spaccato in due da un forte gap tra ricchezza e povertà.
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