"diario sul cibo per chi non crede che il cibo sia cultura ma nutrimento e garantirlo a tutti sarebbe già un bel passo avanti...esistono 'il pane e le rose'…assicuriamo il pane a tutti perché tutti possano avere anche le rose…"
martedì 31 marzo 2026
Asparago, una delizia, ma quanta acqua ci costi?
Il Consorzio (produttori associati dell’Asparago Verde di Altedo (Bo) IGP (Indicazione geografica protetta),in collaborazione con CSO (Centro servizi ortofrutticoli) Italy, da decenni intraprende azioni volte a far conoscere le potenzialità del prodotto sia dal punto di vista produttivo che commerciale. In particolare già dal 2003, e cioè quando non vi era l’attuale governo che ha incassato il premio di queste promozioni attive sull’intero territorio nazionale anche di tanti altri prodotti della terra e della gastronomia ad essi legate con il riconoscimento a valore mondiale della cucina tipica italiana come patrimonio dell’umanità, i suoi consumi interni erano in netta crescita.“La produzione dell’asparago interessa molte regioni italiane ma esiste un riconoscimento della qualità legato alla forte vocazione del territorio, che vede l’Emilia-Romagna, insieme al Veneto, ai primi posti. La produzione di asparago in Italia è molto concentrata sulla tipologia verde che peraltro era stato in anni migliori in crescita. Mentre più a Nord abbiamo asparagiaie del prodotto bianco, molto pregiato, e quindi anche più caro, ottimo anche con la maionese. Così da decenni assistiamo all’ aggiornamento delle varietà e aspetti legati al confezionamento e alla presentazione del prodotto. Una gestione razionale dell’uso dell’acqua, molto importante oggi che abbiamo a che fare con il climate change, è importante. Non solo per abbassare il costo della manodopera. E su questo ci sarebbe da ridire visto che già gli operai, sia in agricoltura – settore primario – sia nell’industria – settore secondario – sia nel terziario - servizi per l’ ambiente e la persona - sono pagati una nullità e in molti emigrano. Sia per prolungare la vita dell’asparagiaia. Importante è anche l’innovazione varietale. Ma solo il 40% delle famiglie italiane acquistavano ai tempi asparago, con un consumo medio annuo di 2,3 kg. E gli spazi di miglioramento auspicati ai tempi, anche in relazione alle esportazioni, si riducono oggi causa inflazione e crisi economica. O stagflazione, come dicono quelli che parlano meglio. Altri preferiscono dire che tutto va bene. Che la parola crisi, in greco, contiene entrambi gli elementi, caduta e risalita. O resilienza, come dicono quelli che parlano bene. Resta il fatto che le asparagiaie hanno bisogno di molta acqua. E tanta ne viene attualmente dispersa.
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