"diario sul cibo per chi non crede che il cibo sia cultura ma nutrimento e garantirlo a tutti sarebbe già un bel passo avanti...esistono 'il pane e le rose'…assicuriamo il pane a tutti perché tutti possano avere anche le rose…"
lunedì 13 novembre 2023
Poca carne e pesce ma i panettoni costano carissimi
giovedì 5 novembre 2020
La lotta contro il gas serra si sposta a lotta contro la pandemia e per assicurare il cibo per tutti
Il legame tra cibo e cambiamento climatico è tornato, con il Covid, prepotentemente nell’agenda di chi si occupa di riscaldamento globale che, se non fermato con azioni drastiche, porterà un miliardo di persone a rimanere senza acqua e due miliardi a soffrire la fame, se non a morire per la pandemia, e la produzione di mais, riso e grano crollerebbe del 2% ogni 10 anni. Già ora, per via dello sfruttamento intensivo delle monoculture, prevalentemente votate alla produzione di mangime per animali, scompaiono interi campi di grano per la nutriente pasta, fatta eccezione per gli intolleranti al glutine. Il consumo settimanale di prodotti non sostenibili comporta una produzione di gas serra pari a 37 kgCO2eq, mentre con una dieta sana siamo a 14 kg CO2eq. Uno studio condotto da Slow Food con Indaco2 dell’Università di Siena ha analizzato l’impatto di singoli alimenti, dalle mele al latte, dalla carne al formaggio. Prendendo ad esempio le uova, si calcola che il risparmio realizzato da un allevamento all’aperto che rispetta ambiente e animali, rispetto a uno industriale, corrisponde al risparmio delle emissioni di un auto che percorre 30.200 km. “La produzione di cibo, - dicono a Slow Food, il cui slogan è cibo buono pulito e giusto - è responsabile di un quinto dei gas serra, mentre la produzione di mangimi occupa il 40% della produzione agricola mondiale. Da sempre sosteniamo e condividiamo i tre pilastri della Fao per il progetto #FameZero: contrastare lo spreco di cibo che ogni anno raggiunge 1,3 milioni di tonnellate nel mondo; favorire un approccio integrato in agricoltura: l’agroecologia che si basa sul rispetto delle biodiversità e sull’interazione tra colture, allevamento e suolo. Terzo elemento, alla base dell’attività di Slow Food: seguire una dieta sana e sostenibile.” Proprio a questo proposito Slow Food ha condotto una ricerca con Indaco2 (spin off dell’Università di Siena) analizzando l’impatto di una dieta sana e sostenibile con una che non lo è. Il risultato è che quest’ultima genera quasi il triplo dei gas serra. “Un anno di buone abitudini – conclude Carlin Petrini, portavoce di Slow Food – ci farebbe risparmiare CO2 pari alle emissioni di un auto che percorre 3.300 km”. Chi nel Sud del Mondo, vive allevando capre, pecore e cammelli, è stato colpito, causa il cambiamento climatico, da siccità e inondazioni e trovare l’acqua per gli animali è la più grande sfida che deve affrontare. Soprattutto adesso che spostarsi con la pandemia, originatasi proprio in quei luoghi, è più difficile che mai. Ma se nel Terzo Mondo c’è chi fatica a vivere decentemente, chi ha fatto fortuna negli Usa emigrando dall’Italia ai primi del secolo, come Lidia Bastianich, la cuoca adesso di fama internazionale, oggi pensa a come preparare cibo per i bambini meno fortunati. “Ho studiato e ho visto che gli ingredienti esistono – ha detto -. Preparerò una minestra per tutti loro.”
lunedì 19 ottobre 2020
Fake sul Covid e pesca insostenibile
I Nas hanno fermato nel vercellese una donna che aveva dichiarato di aver trovato una dieta contro il CoVid19. Vitamina C, carboidrati, pane e pasta integrali, frutta e verdura, come per una comune influenza. Inoltre bere molto per idratarsi. E non dimenticare il giusto apporto di proteine dato dalla carne. (Ma si può? Questa è una dieta normale che tutti noi seguiamo nella nostra alimentazione quotidiana e non può certo aver alcun effetto benefico contro un virus tanto potente). Intanto si segnalano anche casi di vendita nelle farmacie di integratori contro il coronavirus. Mentre sul fronte delle grandi Fiere internazionali, che attraggono molti visitatori stranieri che potrebbero non voler venire in Italia perché infetta, si segnala che Vinitaly non è stata rimandata, e Prowein che si doveva svolgere a Dusserdolf in Germania il 15 marzo è rimandata a data da destinarsi.
Leggo
poi sul Fatto Quotidiano, e qui riporto, un interessante articolo sulla pesca
nel nostro Paese: quella illecita, a strascico, sta svuotando i nostri mari, ma
non è una novità. Vale circa 23,5 mld di dollari nel mondo. Secondo la Fao,
infatti, il 33% di questi viene
sfruttato oltre le soglie di sostenibilità. Sul tema interviene anche
l’Onu che chiede ai singoli Paesi di mettere fine alla cattura illegale, ma
solo entro il 2030.
E ci sono un sacco di altri impegni, a livello europeo, che attendono la scadenza del 2030, se non del 2035, come la completa de carbonizzazione dell’energia. Certo anche l’energia elettrica, con cui si stanno costruendo nuove automobili, dipende dal petrolio, ma bisogna vedere se questo si estragga ancora dal sottosuolo come si faceva non più tardi del Novecento, mettendo a rischio molte vite umane.