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martedì 7 novembre 2023

Pasta, rincari sulla semola da importazione

E sempre dalla newsletter del Club Papillon apprendo che da metà novembre ci saranno rincari sul grano che viene importato in Italia destinato alla produzione della pasta. Si parla dunque maggiori controlli sul grano duro, che infatti sulla pasta sono arrivati a costare fino al 25% e fino al 28% in più sul frumento duro. Sul tema però Ettore Prandini, presidente della Coldiretti, obietta che: “gli acquisti di pasta che utilizza solo semola nazionale sono cresciuti in valore del 13% nel primo semestre del 2023”.

lunedì 13 giugno 2022

Carovita e guerra

I giornali di oggi, 13 corrente mese, con le notizie puntualmente raccolte dal notiziario del Club Papillon, fanno il punto su quanto ci costano la siccità e i cambiamenti climatici, da cui inutilmente ci hanno messi in guardia i climatologi Mario Tozzi e Luca Mercalli. Crescono i prezzi di verdura (che oltre ad essere più cara è anche meno buona),pane e pasta, salumi e carne. Se la passa male anche l’olio di Gallipoli, sul quale si faceva il prezzo nell’Ottocento alla Borsa di Inghilterra. Le albicocche che sanno di carta e le ciliegie che sono troppo piccole, i due frutti di questa stagione, costano tanto perché i consumatori le vogliono grandi (i duroni) e questi si fanno pagare. A pesare anche la crisi dell’idroelettrico al quale concorre la secca del Po. Così manca all’appello il riso e in Piemonte, per il caldo, arrivano le arachidi. Ma l’inflazione questa volta colpisce anche l’America con un +8,6%. E colossi come Heinz, McDonald’s e Campbell annunciano rincari. La stessa McDonald’s che se ne è andata dalla Russia, ha lasciato il campo libero ad una sua versione nazionalizzata che si chiama “Buono e basta” (in Piemonte c’è un M*Bun che significa solo buono con il panino fatto di carne fassona). E questo ci fa capire, oltre alle incursioni russe in fabbriche chimiche e dell’acciaio ucraine, che non potranno più produrre né esportare, come la guerra tra Russia ed Ucraina si giochi sul campo dell’economia e della crisi alimentare. Chi scappa per venire da noi non ha più niente da mangiare e niente da vendere. Così anche la Nato molla il colpo. Anche se il via libera dato alle navi cariche di cereali da Odessa ha fatto uscire dal porto il mais per l’alimentazione animale.

giovedì 18 novembre 2021

Etichetta Nutriscore

Una parte dell'Unione Europea, quella per intenderci che paga le tasse nei paradisi fiscali,vuole imporre a tutti noi Paesi aderenti l'etichetta a semaforo per i prodotti alimentari: il cosidetto Nutriscore. Rosso per gli alimenti con molti grassi, arancione con meno, verde con pochi. Senza tenere conto però delle proprietà nutritive degli stessi e delle loro modalità di consumo. Chiaro che una fetta di parmigiano reggiano contiene molto grasso, ma non se ne mangia mica a palate. Così dicasi per il grana padano, piuttosto che per il prosciutto crudo di Parma o il San Daniele del Friuli. E' una questione di corretta alimentazione. E la nostra dieta, quella mediterranea, che privilegia l'ortofrutta, il pane, la pasta, il pesce e il formaggio e poca carne, magari bianca, è più che corretta. Il Nutriscore non fa che mettere nell'angolo le nostre produzioni migliori a favore delle patatine fritte (quelle sì che sono da semaforo rosso).

giovedì 4 novembre 2021

Post pandemia: siamo più poveri?

Gli italiani, post pandemia, con il numero più alto di vaccinati in Europa e con il green pass per entrare a consumare nell' horeca, hotel, bar ristoranti, agriturismi, si sentono più poveri. E come dar loro torto? Tutte le commodity alimentari (pasta, riso, pane, farina, fette biscottate, latte, e adesso anche polli e uova). Nonché le produzioni più pregiate quali parmigiano, grana, prosciuto crudo di Parma, prosciutto crudo San Daniele di Trieste, per non parlare del vino che oltre ai costi in cantina edeve fare i conti con il sughero, quello vero, dei tappi, il vetro, quello scuro che lo protegge, e la carta delle etichette (anch'essa fa la differenza tra una bottiglia e l'altra), sono rincarati. Causa non solo le crescenti strozzature a livello logistico, cioè quello dei trasporti nei container da un mare ed un oceano all'altro. Ma anche di come hanno rincarato i loro prodotti sullo scaffale le insegne della Gdo (grande distribuzione organizzata: per citare le prime insegne che ci vengono in mente nell'ordine di importanza: Conad, Selex, Coop, Esselunga). Fare la spesa adesso è uno slalom tra un'offerta e l'altra e stare attenti a quanto pesa un dato articolo rispetto al suo prezzo. L'ultima notizia, ma ve l'avevo già segnalata, è che aumenta anche il panettone e che il Paese verdeoro, il Brasile, ha iniziato a produrlo, facendoci concorrenza nell'ambito dell'italian sounding,: i prodotti tricolori spacciati per provenienti dall'Italia e che in realtà non lo sono. Pare che il loro giro di affari sia stimabile in oltre 400 mln di euro. Così adesso, soprattutto le famiglie numerose e gli anziani soli, sono ridotti a casa a preparare da mangiare con il poco che hanno e che possono acquistare. Ma poi si va all'Ortomercato della Stazione Centrale di Milano e ci si trova in un tourbillon di persone vestite all'ultimissima moda che acquistano prodotti esclusivi e che si siedono al ristorante non proprio a buon mercato. Insomma la solita Italia divisa in due: fino ad ora tra Nord e Sud, e adesso, indifferentemente dal punto di vista geografico, tra chi può permettersi qualcosa in più e chi no. Anche se ci sarebbe un modo per risparmiare: riciclare vecchi oggetti facendoli diventare nuove cose utili. L'online serve anche a questo e ci viene incontro con numerose app all'uopo. Anche se si deve stare attenti al fenomeno del pishing, truffe in rete.

venerdì 29 ottobre 2021

Il cibo politically correct

Scrivevo dieci anni fa di come ci hanno tolto il gusto del cibo, proponendoci prodotti caseari senza lattosio, pasta senza glutine, birra senza alcool e così via. In pratica colpevolizzandoci per ogni scelta alimentare che non fosse politically correct. Oggi è vero, le famiglie sono cambiate, ma non è un buon motivo per proporci le ultime trovate di un certo signor A., produttore di primi e secondo piatti pronti tutti in linea con il nuovo che avanza, si sarebbe detto una volta. Adesso siamo arrivati fino al paradosso di cracker, snack, pasta e ogni altra goduria di questo tipo, senza olio di palma. Va bene, i palmeti arrivano dall'altra parte del mondo e forse faremmo bene a non accodarci al loro saccheggio. Ma per ben alimentarci basterebbe acquistare prodotti freschi di stagione (e in Italia si sa quanti ne abbiamo), insieme ad un certo numero di prodotti inscatolati, ma sempre italiani (penso alla pasta del tavoliere delle Puglie) e non per forza no questo e no quello. 

mercoledì 9 dicembre 2020

Prezzi al rialzo per il cibo

In questi tempi di lockdown gli italiani hanno speso di più generi alimentari, cibo e bevande. Soprattutto pasta e ortofrutta. Secondo una ricerca Enpaia e Censis la spesa domestica alimentare è  crescita del 2,3% con il traino di alcuni prodotti: pasta (+12%), riso (+16%), birra (+16,2%). E sono tornati alla ribalta i piccoli negozi di prossimità, con il + 31%. Per i ristoranti si è registrato invece un crollo del 40%. Tutto questo induce alcuni a pensare che il governo non abbia fatto abbastanza o si sia mosso in modo sbagliato. Ma una pandemia è una pandemia e, al netto di quanto ci dicono i virologi che spuntano da ogni dove, non si scappa. Piuttosto dovremmo considerare il fatto che i generi alimentari sono molto cresciuti di prezzo e la grande distribuzione se ne è forse approfittata. E che i ristoranti non hanno forse guadagnato abbastanza negli anni addietro, senza in tanti casi fatturare, da non poter adesso far fronte per un po', con quello che hanno incassato prima, a questa catastrofe?  

martedì 14 maggio 2019

Conad acquista Auchan Retail Italia


Mentre i supermercati francesi cambiano volto diventando sempre più punti di ristorazione,  in Italia Conad ha siglato un accordo per l’acquisizione di 1.600 punti di vendita della catena Auchan Retail Italia. Un’operazione che anche Coldiretti, tramite le parole del suo presidente Ettore Prandini, ha accolto positivamente, definendola “Una storica inversione di tendenza in un settore vitale per la valorizzazione del made in Italy agroalimentare, dopo che lo shopping straniero ha portato all’estero tre dei nostri marchi storici su quattro”. E questo anche se il sovranismo alimentare non esiste, perché le nostre scorte d’olio sono già terminate a maggio e per la pasta dobbiamo importare grano duro dal’estero dato che da soli compriamo solo il 70% del fabbisogno.

giovedì 9 maggio 2019

La dieta della prova costume

Le raccomandazioni su come nutrirsi in maniera corretta, sono sempre le stesse.  Ma siccome adesso siamo vicini alla "prova costume" è ora di ripetere come seguire una dieta corretta, che faccia dimagrire, ma anche allontanare lo spettro dell'obesità, che tanti danni porta alla salute. I nutrizionisti anglosassoni, in accordo con i nostri, suggeriscono 5 o più porzioni di verdura e frutta, 3-4 di carboidrati (pasta, riso, pane, patate); 2-3 di alimenti proteici (legumi, pesce, uova, carni); 2-3 di latticini (latte, formaggi, yogurt). Ovviamente alternandoli in giorni diversi perché questa è una quantità di cibo notevole e soprattutto per chi lavora e mangia fuori a pranzo è difficile seguire questi "comandamenti". Quindi cominciamo la giornata con una colazione robusta: caffellatte con biscotti, succo di frutta preparato a casa, yogurt e fiocchi di avena. Portiamoci al lavoro come rompi digiuno una barretta ai cereali e a pranzo al risto bar scegliamo alimenti semplici, come un petto di pollo alla griglia con insalata. Un frutto può essere la merenda pomeridiana (adesso li mettono anche nelle macchinette automatiche) e la sera un piatto di riso con olio e formaggio grana e verdura cotta o cruda a volontà.

venerdì 25 gennaio 2019

Calano i consumi alimentari


Secondo dati Ismea, l’ Istituto di ricerca per i mercati agricoli, raccolti monitorando la Grande distribuzione organizzata (iper+ super+ superette) l’andamento degli acquisti alimentari il terzo trimestre del 2018 è calato, rispetto allo stesso periodo del 2017, allo 0,6%. Diminuiscono soprattutto i prodotti “maturi” (pasta -1,8% e farine -4,7% a volume) a vantaggio dei fuori pasto (+2,7%) e dei piatti pronti (+2,2%). La crescita della spesa rallenta nel 2018 rispetto agli incrementi tendenziali del +3,2% del 2017 sul 2016 e del + 1,4% del primo trimestre 2017 e del +0,9% del primo trimestre 2018. Con questi dati la tendenza è della chiusura in pareggio a fine anno.  La preoccupazione dei consumatori di mangiare sano e genuino cede di fronte al poco tempo per cucinare in casa. Si propende perciò verso piatti iper processati in cui la lista degli ingredienti comprende anche prodotti dei quali si dice di voler fare a meno. “ Il salutismo – commenta Ismea – è stato ridotto ad un claim (dicesi claim frase pubblicitaria con cui si lancia o si riposiziona un prodotto) che annuncia addizione o assenza di un solo ingrediente.”

lunedì 7 dicembre 2015

Prima della Scala: ricette vegane per la cena se non andate al Marchesino


Ricette vegane con la pasta senza glutine

Pasta coi funghi

Ricetta autunnale  vegetariana.

Oltre alla pasta

1 cipolla

Aglio

Prezzemolo

Olio,

 sale

Tagliare la cipolla e farla saltare nell’olio. Aggiungere i funghi puliti e tagliati e l’aglio e il prezzemolo tritati. Farli cuocere aggiungendo, se serve, dell’acqua. Condire la pasta aggiungendo il tamari.

 

Questa è una ricetta per la cena di magro della vigilia di Natale.

Pasta con alici e olive

Ingredienti :

Alici o sardine sotto sale

 olive verdi

aglio

prezzemolo

 olio evo

Riscaldare un po’ d’olio e farvi rosolare gli ingredienti sminuzzati. Far cuocere la pasta e condirla appena scolata rigirandola nella stessa padella dove si è cotto il sugo.

 

Pasta gratinata vegana

Questa è una pasta vegana che può sostituire le lasagne al forno.

2 cipolle

2 carote

Aglio

Olive nere

Bietole

Spinaci

Scarola

Farina integrale senza glutine

Sale

Olio evo

Tagliare le olive e saltarle nell’olio di oliva finché sono ben cotte. Aggiungere le olive nere snocciolate. Preparare una besciamella con 4 cucchiai di farina tostata in un po’ d’olio, quando è scurita aggiungerci una tazza d’acqua e il sale e fare cuocere 10 minuti. Fare cuocere la pasta e scolarla. Ungere una teglia, mettere la pasta e le verdure a strati e sopra il formaggio grattugiato e la besciamella. Gratinare al forno per mezz’ora a 180 gradi.

 

Insalata di spaghetti alla milanese

Tagliare gli spaghetti finemente dopo averli cotti e raffreddati. Mescolarci dei piccoli piselli cotti, fette di carote, pezzi di pomodoro crudo, fette di cetrioli e incorporare delicatamente olio di oliva, succo di limone, tamari, cipolla tagliata e un po’ di maionese (facoltativa). Questo piatto viene bene anche con pasta corta di grano senza glutine saraceno.

Ricetta degli avanzi

Se avanza della pasta cotta, fatela asciugare in un tovagliolo di carta e versatela in una padella con l’olio bollente. Fare friggere finché diventa croccante. Scolate l’olio e condite con il sale. Un’altra variante è mescolare la pasta avanzata con uno o due uova e procedere come per fare una frittata.      

giovedì 19 novembre 2015

Gluten Free Expo 2: i prodotti per i celiaci


Il Gluten Free Expo, dicono gli organizzatori, è un’esposizione particolarmente ricca, di espositori, di visitatori e merceologicamente completa: si va dalle materie prime, ai semilavorati, alle attrezzature, ai cibi, alle bevande, per il retail, l’industria e il food service. Un mercato interessante in virtù di tutti quei consumatori che hanno dimostrato negli ultimi tempi intolleranza al glutine, manifestando diverse patologie correlate. QqQuetsPer tutti costoro il “gluten free” costituisce una valida, anzi l’unica alternativa, per non dover rinunciare a troppe cose buone a tavola. Oltre ai prodotti dolciari, di panificazione, snack, alla pasta e alla pizza, prodotti dai vari molini, esistono anche birre con riso, sorgo e mais, altre deglutinizzate con enzimi, oppure anche aranciate, limonate e cole senza glutine. Il Gluten Free Expo conta ormai 163 espositori in mostra, per un totale di oltre 200 marchi, e molti sono i buyers internazionali, a dimostrazione di quanto questo mercato sia cresciuto negli ultimi anni. Il punto è stato fatto in un Convegno di Largo Consumo, rivista di marketing, che se ne è occupata in relazione a industria, retail e ristorazione. Intanto sono stati già premiati i tre migliori pizzaioli, tra i 24 in gara, del Campionato Europeo Pizza senza Glutine, organizzato da Pizza e Pasta. 1° Classificato: Gianfranco Simonetti, Pizza Man, Firenze;-2° Classificato: Sara Palmieri, Antica Osteria Nusco, Nusco (AV); -3° Classificato: Annamaria Marconi, Pizzeria Nashville, Roma.


A battenti ormai chiusi, il bilancio di quest’anno del Gluten Free Expo è particolarmente positivo (+57% di spazio espositivo), per l’interesse che le campagne stampa e di chi si occupa di salute hanno saputo suscitare in un campo molto prolifico come quello della dieta correlata alla salute. Già all’inizio della storia della medicina, Galeno invitava a curarsi con il cibo. E oggi lo slogan è tanto più valido in quanto l’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, è attenzionata su più fronti alimentari che possono nuocere all’organismo (vedi il caso della carne rossa che sarebbe cancerogena). Adottare un regime alimentare come quello del "senza glutine", ma anche senza sale e senza zucchero, per altre patologie, sono tendenze che si vanno affermando di pari passo con gli allarmi riguardo il modo di cibarsi dell'Occidente ricco e delle sue complicanze.