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mercoledì 8 maggio 2019

Ricette con il pesce


Lo ha reso noto l’Ismea, l’Istituto di monitoraggio dei mercati agricoli, e lo ha ripreso La Repubblica: il consumo di pesce in Italia è in calo (per quello fresco del 2,7%). E anche per quello surgelato ad eccezione dei preparati, tipo bastoncini, acquistati prevalentemente in ipermercati e discount. E la situazione è preoccupante per un Paese come il nostro disteso nel Mediterraneo. Anche se ci sono delle eccezioni per prodotti ad alto contenuto di servizio e di moda come per salmone, orate, merluzzi e pesce spada. Dal punto di vista economico e ambientale non andrebbero però dimenticati alici e triglie. Le alici, per esempio sono ottime “cotte” nell’olio e limone e poi stese su una fetta di pane imburrato. Le triglie sono uno degli ingredienti principali della zuppa o brodetto o cacciucco, insieme a pomodoro, gamberi e scampi. Il merluzzo una volta dissalato può essere tagliato a tocchi, infarinato e fritto nell’olio e poi passato in una salsa di pomodoro e servito con la polenta.

lunedì 18 febbraio 2019

Latte sardo: non ancora trovato un accordo


E’ iniziata lunedì una tregua sulla guerra del latte sardo, con l’intervento delle istituzioni. Le quali hanno attivato tre tavoli di trattative: mercoledì 20 febbraio, quello a Bruxelles alla presenza del premier Conte per vedere se va in porto l’accordo sul prezzo tra pastori e controparti seduti l’ altro ieri in Regione alla presenza del Presidente, Francesco Pigliaru, dell’assessore all’agricoltura, Pier Luigi Caria, e del ministro delle politiche agricole e forestali e del turismo Gian Marco Centinaio. Martedì poi  l’incontro con le banche, alla presenza dell’assessore alla programmazione Raffaele Paci, il quale ha detto che i 72 centesimi offerti dai trasformatori a partire dai 60 di oggi  è solo un punto di partenza.

I rappresentanti di Regione e governo si sono detti disponibili “ad aggiungere altre importanti risorse per permettere di svuotare i magazzini dando un segnale forte ai mercati.” Senza formaggi da vendere il prezzo salirebbe alle stelle e gli alibi di chi non vuol sentire le ragioni dei pastori scomparirebbero. “La proposta fatta dagli industriali sul litro del latte in acconto è di 72 centesimi, gli allevatori rilanciano a 85. Sul piatto 50 mln di euro per levare dal mercato il prodotto, eliminando le eccedenze, e permettere  una risalita del prezzo del pecorino Romano e così del latte in poco tempo.” 15 mln dalla Regione, 10 mln il Banco di Sardegna, 10 dal Mipaaft e 15 il Viminale.

A supporto del lavoro fatto, Caria ha anche diffuso un patto di filiera su cui da mesi si stanno confrontando  gli operatori e i rappresentanti del sistema. Con i 12 articoli approvati da tutti i partecipanti si danno risposte nuove per la stabilizzazione del medio e lungo periodo della filiera: le imprese di trasformazione cooperative e private si impegnano a riconoscere il latte come fondamentale e di pagarlo a un prezzo non inferiore a  quello che sarà stabilito dal tavolo, non meno di 72 centesimi Iva compresa, con un minimo contrattuale per quello conferito sino al 30 marzo 2019.

Questo come acconto per il conferimento del prodotto, e un saldo ancorato ad una griglia che dovrebbe far salire il prezzo a quanto chiesto dai pastori, 1 euro. Le imprese di trasformazione, si impegnano a comunicare entro il 31 gennaio la quantità di latte da inserire nel monte regionale destinato ad altre produzioni (vendita tal quale, polvere, formaggi molli). Il volume dovrà essere di almeno 30 mln di litri. Oilos, l’Organismo inteprofessionale latte ovino sardo composto da 25 soggetti con sede nell’associazione regionale allevatori (Aras Sardegna), che si è costituito con la firma del ministro Centinaio, si impegna a definire le strategie di gestione del monte latte che le imprese di trasformazione dovranno accettare.

Il Consorzio di tutela del pecorino Romano si impegna ad approvare le modifiche al disciplinare secondo lo schema licenziato il 30 novembre 2010. Le imprese di trasformazione si impegnano ad approvare all’interno degli organi del consorzio di tutela, un incremento delle contribuzioni aggiuntive. Il sistema prevede già che l’acconto sia anticipato al conferimento, nei mesi di gennaio e febbraio. Il saldo viene pagato al termine della campagna, intorno a novembre ed è in quel momento che il prezzo diventa definitivo. In sostanza, se già ai primi dell’anno il prezzo è basso, lo sarà anche a saldo, a meno di impennate nel mercato dei prodotti ovini derivati. Per alcuni dei quali, come il pecorino Romano, è notizia, ma non confermata, che possa essere stato in questi mesi prodotto utilizzando latte straniero.
Esiste comunque di certo il pecorino sounding, con forme prodotte nel Wisconsin e anche oltralpe dalla Lactalis. Pastori, trasformatori privati e cooperative, per un totale di 300 mln di litri di latte a stagione e oltre 10mila aziende con le famiglie e l’indotto decideranno insieme. Almeno questo è l’auspicio dei politici, mentre gli allevatori si dimostrano contrari (uno è anche salito su un traliccio della luce per protesta) e chiedono ancora tempo per rivedere i patti. Anzi, prevale proprio l’idea di non dare il via libera alla firma dell’accordo. Secondo Coldiretti  “l’acconto iniziale di 72 centesimi al litro è motivo di insoddisfazione perché si trova sotto i costi variabili medi di produzione certificati dal recente studio Ismea elaborato per fare luce sulla crisi del settore.

venerdì 25 gennaio 2019

Calano i consumi alimentari


Secondo dati Ismea, l’ Istituto di ricerca per i mercati agricoli, raccolti monitorando la Grande distribuzione organizzata (iper+ super+ superette) l’andamento degli acquisti alimentari il terzo trimestre del 2018 è calato, rispetto allo stesso periodo del 2017, allo 0,6%. Diminuiscono soprattutto i prodotti “maturi” (pasta -1,8% e farine -4,7% a volume) a vantaggio dei fuori pasto (+2,7%) e dei piatti pronti (+2,2%). La crescita della spesa rallenta nel 2018 rispetto agli incrementi tendenziali del +3,2% del 2017 sul 2016 e del + 1,4% del primo trimestre 2017 e del +0,9% del primo trimestre 2018. Con questi dati la tendenza è della chiusura in pareggio a fine anno.  La preoccupazione dei consumatori di mangiare sano e genuino cede di fronte al poco tempo per cucinare in casa. Si propende perciò verso piatti iper processati in cui la lista degli ingredienti comprende anche prodotti dei quali si dice di voler fare a meno. “ Il salutismo – commenta Ismea – è stato ridotto ad un claim (dicesi claim frase pubblicitaria con cui si lancia o si riposiziona un prodotto) che annuncia addizione o assenza di un solo ingrediente.”

martedì 22 marzo 2016

Braccia tornate all'agricoltura


L’agricoltura italiana torna a essere redditizia, oggi più di ieri, grazie a costi di produzione calmierati, in particolare per la riduzione delle quotazioni dei prodotti energetici. Secondo il rapporto AgrOsserva, l’istituto di ricerca di Ismea e Unioncamere, l’Italia registra un aumento di 8,7 punti percentuali di reddito agricolo rispetto all’anno precedente. Che cresce anche rispetto alla media europea. Bene quindi redditività, ma anche valore aggiunto (+3,8%), occupazione e ed export (36,8 mld di euro, +7,3%). Ma non solo, e dai e dai, a parlare sempre di cucina e di nuovi prodotti dell’orto per i ristoranti, aumentano le nuove imprese nel settore agricolo, che rappresentano il 9% del totale delle nuove attività avviate in Italia. E crescono anche gli occupati (+4,7%). Molti dei quali donne (4 donne su 10 nuovi) e giovani sotto i 30 anni che hanno riscoperto questo settore apportandovi l’esperienza di famiglia ma  rendendolo sempre più tecnologico e “pulito”.