Scrivevo dieci anni fa di come ci hanno tolto il gusto del cibo, proponendoci prodotti caseari senza lattosio, pasta senza glutine, birra senza alcool e così via. In pratica colpevolizzandoci per ogni scelta alimentare che non fosse politically correct. Oggi è vero, le famiglie sono cambiate, ma non è un buon motivo per proporci le ultime trovate di un certo signor A., produttore di primi e secondo piatti pronti tutti in linea con il nuovo che avanza, si sarebbe detto una volta. Adesso siamo arrivati fino al paradosso di cracker, snack, pasta e ogni altra goduria di questo tipo, senza olio di palma. Va bene, i palmeti arrivano dall'altra parte del mondo e forse faremmo bene a non accodarci al loro saccheggio. Ma per ben alimentarci basterebbe acquistare prodotti freschi di stagione (e in Italia si sa quanti ne abbiamo), insieme ad un certo numero di prodotti inscatolati, ma sempre italiani (penso alla pasta del tavoliere delle Puglie) e non per forza no questo e no quello.
"diario sul cibo per chi non crede che il cibo sia cultura ma nutrimento e garantirlo a tutti sarebbe già un bel passo avanti...esistono 'il pane e le rose'…assicuriamo il pane a tutti perché tutti possano avere anche le rose…"
venerdì 29 ottobre 2021
venerdì 26 febbraio 2021
Poche birre e molti croissant. E il mito del virus secondo Baricco
Con la pandemia crolla il mercato della birra, il cui fatturato, nei pub e, a monte, nelle aziende birrarie, è calato nel 2020 di circa il 12%. Chiaro, con le restrizioni imposte dal governo causa Covid 19 alle uscite serali non ci sono più i ragazzi che escono la sera per farsi una birretta. Lo possono fare a mezzogiorno, direte voi, ma non è la stessa cosa. Intanto i bar vengono presi d'assalto dai vecchietti all'ora della prima colazione: sembra proprio che fare a meno di cappuccino e brioche non sia possibile. Neanche in nome di meno contagi, meno tamponi, meno positivi e finalmente una boccata d'ossigeno per le corsie degli ospedali impegnati nella lotta al virus. Il virus, si legge "In quel che stavamo aspettando", un libricino uscito adesso di Alessandro Baricco, è una creazione mitologica, come sapeva bene l'intellighenzia omerica: con una lotta, mettiamo: la guerra di Troia, si crea un mito e con un'altra lotta, il ritorno a casa di Ulisse, lo si distrugge. In tutto questo, vietatissimo superare le colonne d'Ercole, come fece una volta sola in vita sua per una crociera l'astronoma Margherita Hack, toscana di nascita ma triestina d'adozione. Una Trieste culla di culture, dove impiantò un Osservatorio astronomico rinomato ancora oggi in tutto il mondo e dove operò anche il fisico Carlo Rubbia. Anche l'amore, conclude Baricco nell'ultimo dei 33 frammenti sulle creazioni mitologiche, è una creatura mitica, e chi ha molto amato, passato il virus, saprà.
mercoledì 9 dicembre 2020
Prezzi al rialzo per il cibo
In questi tempi di lockdown gli italiani hanno speso di più generi alimentari, cibo e bevande. Soprattutto pasta e ortofrutta. Secondo una ricerca Enpaia e Censis la spesa domestica alimentare è crescita del 2,3% con il traino di alcuni prodotti: pasta (+12%), riso (+16%), birra (+16,2%). E sono tornati alla ribalta i piccoli negozi di prossimità, con il + 31%. Per i ristoranti si è registrato invece un crollo del 40%. Tutto questo induce alcuni a pensare che il governo non abbia fatto abbastanza o si sia mosso in modo sbagliato. Ma una pandemia è una pandemia e, al netto di quanto ci dicono i virologi che spuntano da ogni dove, non si scappa. Piuttosto dovremmo considerare il fatto che i generi alimentari sono molto cresciuti di prezzo e la grande distribuzione se ne è forse approfittata. E che i ristoranti non hanno forse guadagnato abbastanza negli anni addietro, senza in tanti casi fatturare, da non poter adesso far fronte per un po', con quello che hanno incassato prima, a questa catastrofe?

