venerdì 16 ottobre 2020

Zuppe autunnali

A proposito di comfort food, ci si può ingegnare nelle zuppe, come quella di cavolo nero, di cipolle, di zucca. La zucca fu portata in Europa dalle Americhe e ce ne sono di tantissime varietà dalle più variegate forme. I soldati romani in battaglia se le portavano in spalla scavate e riempite di viveri di cui cibarsi dopo o prima della pugna. Da qui il detto, "avere sale in zucca", perché le vivande così trasportate avevano anche il sale come condimento, il famoso garum dei latini, colata di alici o di altro pesce con sale e aceto o vino. La zuppa di cavolo nero si fa semplicemente come una minestra di verdure, anche surgelate se non avete tempo di mondarle e lavarle e tagliarle, con aggiunta del cavolo verza o del cavolo nero, di origine toscana. E si serve nei piatti sopra una fetta di pane senza sale leggermente abbrustolito. La zuppa di cipolle è un classico della cucina francese: si tagliano gli ortaggi in questione a fette sottili e si cucinano in un soffritto di scalogno, olio e burro. Quando le cipolle sono dorate si aggiunge acqua e latte e si ultima la cottura, salando. Si serve anche questa zuppa in un piatto fondo su cui avrete adagiato delle fette di pane dorato. La zuppa di zucca richiede lo stesso procedimento ma è un po' più difficoltosa perché se non trovate la zucca tagliata in pezzettini, mondarla e ridurla in tocchetti può essere difficile e pesante. Comunque si cuociono i pezzettini che si trovano facilmente al supermercato nel brodo fino ad ottenere una consistenza cremosa e si passa nel passaverdura. Anche qui l'ultimo passaggio può essere quello di versare la zuppa sul pane.         

Carne di Fassona piemontese cruda

Procuratevi un'hamburger di carne di fassona piemontese. Condite e mescolate con olio, limone, sale, senape e un rosso d'uovo. Mescolate e portate in tavola con contorno di scaglie di tartufo bianco d'Alba. Ottimo anche se i fautori del comfort food diranno che non è una ricetta abbastanza calda per questi primi freddi. Ma non mi faccio condizionare dalle mode. La carne trita cruda è buona e basta. 

giovedì 15 ottobre 2020

Penne al salmone, carne alla rucola, tagliatelle ai piselli e hamburger all’uovo

In omaggio alla mia gioventù, rispolvero 4 ricette che con tutta l’innovazione che c’è stata in questi ultimi tempi sono andate nel dimenticatoio. Potenza dell’oblio, ah se servisse anche per la vita …

Pennette panna e salmone.

Le pennette panna e salmone erano un classico degli anni Ottanta.

Ingredienti per 4 persone:

500 g di penne

25 g di burro

250 g di salmone affumicato

2 dl di panna da cucina

Sale grosso e fine qb

Preparazione:

Fate cuocere in acqua bollente salata la pasta. A parte, in una padella capiente, sciogliete il burro, passatevi il salmone tagliato a scaglie e coprite con la panna da cucina dopo aver salato. Finite con una spruzzata di prezzemolo.

Carpaccio rucola e grana.

Il carpaccio era un classico degli anni Novanta ed è una carne di manzo tagliata a fette molto sottili.

Ingredienti per4 persone:

400 g di carne di manzo

50 g di rucola

50 g di grana padano a scaglie

Olio di oliva extravergine

Preparazione:

La preparazione è molto semplice e consiste nel tagliare la carne a fette molto sottili sopra la quale adagiare la rucola lavata e asciugata e il grana padano a scaglie. Finire con un filo di olio di oliva extravergine.

Fettuccine paglia e fieno allo speck e piselli.

Le fettuccine erano un classico degli inizi del Duemila.

Ingredienti per 4 persone:

4 cesti di fettuccine alternate tra bianche e verdi

100 g di speck

300 g di piselli sbucciati, ma vanno bene anche quelli surgelati

30 g di cipolla tritata

40 g di burro

1 dado da brodo

1 filo di olio di oliva extravergine

Preparazione:

In una casseruola preparate un soffritto con olio, burro e cipolla. Quando questa sarà appassita, aggiungetevi lo speck e fatelo soffriggere senza bruciarlo. Aggiungete da ultimo i piselli, sgusciati e lavati se freschi,  e ancora surgelati se da frigo. Mettervi un dado da brodo e poca acqua in modo da non bruciare. Giunto a cottura il sugo così preparato, in una casseruola alta e capace fate cuocere per 4-6 minuti le fettuccine in acqua bollente salata. Scolate, condite e servite.

Hamburger all’uovo

Questa è una preparazione semplice quanto sofisticata. Si tratta di macinare carne di manzo fassona o acquistare un hamburger già macinato e in sottovuoto e cuocervi sopra un uovo all’occhio o in camicia. L’uovo in camicia è un uovo all’occhio passato nell’acqua in modo che vi si formi sopra una pellicina bianca.

 

 

 

mercoledì 14 ottobre 2020

Prosecco Doc Rosé millesimato in arrivo alle prossime Feste

 In partenza sul mercato italiano il primo di questo mese e su quello internazionale a novembre, il Prosecco Rosé millesimato potrà fare la differenze nei consumi dei vini spumanti delle prossime festività. Le tipologie ammesse sono extra brut  e dry. Da sempre una nicchia, destinata ad un pubblico femminile e giovanile, con la riforma del disciplinare della Doc del Prosecco spumante sarà consentita la produzione di una nuova etichetta collettiva. Come dizione ufficiale unica si parlerà di Prosecco Doc Rosé millesimato. E sarà consentito un massimo di uvaggio di  Pinot nero del 10-15%. Cosa che non farà piacere alle tre Docg del Prosecco Conegliano, Valdobbiadene, Asolo, escluse da questa tipologia e ancorate ancora saldamente alla vinificazione tradizionale in bianco della glera - il vitigno presente anche in Friuli Venezia Giulia - in percentuale altissima se non in purezza. Da un’indagine OSVE CESVE 2020, (Osservatorio e Consumi Vini Effervescenti diretto da Giampietro Comolli), già oggi circolano nel mondo 20/23 mln di bottiglie di Spumante Rosé, proveniente dall’area del Prosecco Doc, distribuito soprattutto negli Usa ma senza denominazione, anche da grandi case spumantistiche con sede in Spagna e Germania. La scelta della Doc potrebbe sanare una situazione di Vsq ampliando la gamma di etichette made in Italy soprattutto sui mercati esteri principali. In Italia le bollicine rosé hanno sempre avuto canali mirati, specializzati, soprattutto catering e ristorazione. E solo da qualche anno i dati sono più “spalmati” su tutte le categorie di consumatori e i canali off premise compatibilmente con le restrizioni dovute al Covid. Ma sul lungo periodo si prevede una crescita consistente. All’estero con l’acquisizione del marchio Doc Rosé si può sfruttare bene l’occasione individuando il prezzo giusto al consumo (la qualità è già indiscussa) e la consolidazione di un trend di volumi già in ascesa. 

martedì 13 ottobre 2020

Senza lattosio, da nicchia a trend di consumo

I prodotti free from, hanno trovato in questi ultimi tempi generale gradimento da parte dei consumatori. Anche da quelli senza particolari problemi di salute come la celiachia, ovvero l’ intolleranza al glutine contenuto nei prodotti proteici derivati dal grano, e altre intolleranze alimentari che rimandano alla presenza del latte in ciò di cui ci si ciba. Sabelli Group di Ascoli Piceno è un produttore di prodotti caseari  che ci spiega come si fa a delattosare un formaggio. Perché, dicono i suoi responsabili, confortati dalla nutrizionista Deborah Orlando, la tolleranza dello zucchero presente nel latte, il lattosio – uno zucchero bisaccaride -  può essere più o meno grave –: si va dalla mancanza dell’enzima utile a digerirlo all’attenzione a un regime alimentare che abbia lo stesso sapore, ma con una maggiore digeribilità.”  Nel 2019 il trend di questi prodottisi è attestato sul ­+ 1,9% (Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy) e i risultati di una indagine condotta da italiani.coop in collaborazione con Nomisma prevedono un aumento dell’acquisto di prodotti senza lattosio pari al +13% nel 2020. Il Gruppo Sabelli ha lanciato la linea senza lattosio già nel 2016 con le mozzarelle, per poi estendere la produzione anche alle burratine, mozzarelline e stracciatelle, tutti prodotti realizzati con il latte proveniente principalmente dalla zona del Gran Sasso e dei Monti Sibillini. Il procedimento per delattosare il latte è quello enzimatico: al latte viene aggiunta la lattasi nelle vasche di coagulazione per la formazione della cagliata e la sua azione dura fino al termine del processo della sua maturazione, per circa 7 ore. Con questo procedimento, si ottengono  prodotti con una presenza di lattosio dello 0,01 per cento, fino a 10 volte inferiore ai limiti stabiliti dalla legge. “Eletti Prodotto dell’Anno” per la loro categoria sia nel 2018 che nel 2019 da oltre 12mila consumatori attraverso la più importante ricerca sull’innovazione in Italia svolta dall’istituto indipendente IRI, sono state le mozzarelle in busta nel 2019, mentre l’anno precedente il gruppo marchigiano si era aggiudicato il premio per la linea di burrate.

 





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lunedì 12 ottobre 2020

Giusti Wine, una cantina ecologica

Ripopolamento faunistico e cura dell’ambiente sono oggi al top degli interventi in agricoltura per molte zone vocate. E' di questi giorni infatti anche la notizia che non salvaguardare l'ambiente e non tutelare i boschi, oltre alla proliferazione delle plastiche in ogni angolo del globo, porta vicino alle case ospiti indesiderati, come i cinghiali. Perciò c'è chi si dedica alla cura intensiva del proprio fazzoletto di terra. Tenere puliti gli argini del fiume, utilizzare dieci caprette per il taglio dell’erba, eliminando trattori e falciatrici, scegliere l’agricoltura biologica nei 110 ha di proprietà, attraverso un processo di riconversione iniziato quest’anno, rinvigorire i 15 ha di boschi, capaci di sottrarre ogni anno 137 tons di anidride carbonica e riemettere ossigeno nell’aria, attraverso il ripopolamento degli animali. Queste ed altre, per esempio, le iniziative di Ermengildo Giusti a Nervesa della Battaglia (TV), un imprenditore italo canadese che ha deciso di tornare nella sua terra con un ampio progetto: “rendere ancora più bello – dice – un ambiente straordinario.” E valorizzarlo anche dal punto di vista turistico. Consentendo tra l’altro il  restauro dell’Abbazia di Sant’Eustachio (XI secolo) che versava in uno stato di abbandono. L’opera certamente principale è la realizzazione della cantina ipogea, il cui tetto riproduce l’andamento delle colline della tenuta Ava, edificio integrato nel paesaggio e progettato per ridurre la dispersione termica risparmiando energia nella refrigerazione dei locali. Inaugurata il luglio di quest’anno, la nuova cantina Giusti Wine si sviluppa su 5 piani che si spingono fino a 8 metri sotto terra. La sua struttura ricorda l’andamento delle colline del Montello e gode dell’impareggiabile vista dell’Abbazia. L’insieme è diventato così un luogo ideale per il turismo agrituristico o anche per una  sosta di degustazione dei vini.  Vini che si avvalgono dell'opera di un'enologa di vaglia: Graziana Grassini, per la prima volta all'opera nell'area del Prosecco.






martedì 6 ottobre 2020

Il de.calogo per attuare le de.co

Da Vicenza è partita il 5 ottobre c.m. un’iniziativa che farebbe piacere al suo promotore di un tempo, il giornalista e scrittore appassionato di “cose buone” Luigi Veronelli. E’ nato infatti il Comitato Nazionale per le Denominazioni comunali secondo i principi del fondatore. A promuoverlo un gruppo di esperti del settore agroalimentare che hanno redatto e firmato un decalogo per aiutare i Comuni ad  applicare correttamente e sviluppare quello che a buon diritto si può chiamare marketing territoriale. Le de.co sono infatti ciò che merita salvare e valorizzare, fra i prodotti, ma anche fra le ricette, di un dato Comune, per tutelare le tradizioni di un borgo, ossia di una comunità, e per consegnarlo alle generazioni future. Dopo la firma del Manifesto, coloro che l’hanno promosso attendono ora l’adesione da parte dei sindaci dei vari Comuni d’Italia, ma anche di altre personalità del mondo politico, economico e culturale per favorire la valorizzazione e quindi la salvaguardia di questa straordinaria ricchezza agroalimentare del nostro Paese, declinata in migliaia di esempi, molto spesso virtuosi e forse talvolta dimenticati, in quel vortice di industrializzazione forzata in tutte le parti del mondo che è stata, ed è ancora, la globalizzazione.