Tutelato dalla denominazione di origine, il Prosecco e Prosek proviene dalla stessa località che si trova poco a ovest di Trieste ed è solo da qui che parte l’unico collegamento storicamente confermato. Lo afferma il presidente del Veneto, Luca Zaia rendendo noti i risultati di una ricerca storica che dovrebbe chiudere una volta per tutte il dibattito nato attorno alla legittimità o meno da parte della Croazia di una richiesta all’Unione Europea di protezione della menzione “Prosek” riferita a un vino locale.
"diario sul cibo per chi non crede che il cibo sia cultura ma nutrimento e garantirlo a tutti sarebbe già un bel passo avanti...esistono 'il pane e le rose'…assicuriamo il pane a tutti perché tutti possano avere anche le rose…"
martedì 2 novembre 2021
giovedì 28 ottobre 2021
Bovini liberi e dalla morte senza sofferenza
Saranno contente le mie amiche di CIWF (Compassion in Wordl Farming).Un allevatore tedesco, di nome Ernst Hermann Meier, ha avuto la bella idea di crescere i suoi bovini liberi, assicurando così loro una vita serena. Quando arriva il momento li lascia morire nei campi dove hanno pascolato, a Balingen. Ma per l’Unione Europea è fuorilegge e per questo da anni si batte contro le norme imposte. Tanto che ha addirittura inventato lo Schlachthof, un macello mobile che si sposta per i campi e dove la mucca prima di essere uccisa viene anestetizzata e poi portata al macello centrale. Ma la procedura aggira le norme. Sarà riconosciuta dalla Ue, si chiede Italia Oggi, il quotidiano economico finanziario, che ha riportato in questi giorni la notizia?
martedì 27 luglio 2021
Caro Parmigiano, lascia liberi i tuoi animali
Abolire la stabulazione fissa e lasciare liberi gli animali di pascolare nei campi. E’ giunto il momento per CIWF di chiedere un cambio di registro ai produttori di Parmigiano Reggiano. Nel 2021 abbiamo già assistito all'inizio di una rivoluzione: l'Unione europea si è impegnata a vietare l'uso delle gabbie negli allevamenti entro il 2027. Gli scarsi livelli di benessere animale nella produzione alimentare non sono più scusabili. I tempi sono maturi perché il Consorzio del Parmigiano proceda più rapidamente, assumendosi le proprie responsabilità e adottando standard più rigorosi di benessere animale all'altezza dei tempi.
giovedì 31 dicembre 2020
Una riflessione sul cambiamento climatico e le risorse idriche che scarseggiano
Domani sarà il primo giorno del nuovo Anno che auguro sereno a tutti quelli che mi hanno fatto gli auguri via mail e anche ai miei lettori. Un anno, soprattutto, che porti via la minaccia della pandemia, con tutta la popolazione vaccinata entro l'estate (e pochi e isolati no vax). Lascio indietro il più che pessimo 2020 con le considerazioni che vi propongo in questo post, anche in considerazione del fatto che come blogger mi sono sempre proposta quale critica della (in)civiltà dei consumi e come fautrice di un modo più equilibrato di lasciare la nostra impronta sul pianeta che ci ospita (e che adesso non ce la fa più).
Il surriscaldamento globale, con le conseguenze sul meteo, come l’aumento di CO2, il buco nell’ozono e la tropicalizzazione del clima, ha effetti nefasti non solo per l’aria che respiriamo e sulle specie viventi, ma anche sulla nostra principale fonte di sostentamento: la terra.
In questo quadro
è cosa nota la corsa alla de carbonizzazione dell’energia. Che in Italia si
prevedeva avvenire entro il 2025, poi il 2030 e adesso il 2050. Così la
terza rivoluzione industriale è affidata al New Green Deal. Che parte dalla consapevolezza dei Paesi a
vocazione agricola ed esportatrice. Come il nostro. Che con la sua grande
biodiversità, con il primato nel biologico, seconda solo agli Usa, e con le sue
oltre 200 Dop e Igp nei prodotti alimentari, può fare la differenza nell’
Unione Europea.
Al cui
interno, con lo scambio di conoscenze
anche in campo energetico, si è arrivati a produrre energia alternativa. Proveniente
da fonti rinnovabili non fossili: “energia eolica, solare, aerotermica,
geotermica, idrotermica, oceanica, idraulica, biomassa, gas di discarica, gas
residuati dai processi di depurazione e biogas”, come si legge sul sito www.enea.it. Anche se non tutta di
questa è pulita: gas di discarica e gas residuati dai processi di depurazione,
per esempio, sono la nuova frontiera delle ecomafie.
In base a teorie ormai largamente condivise, verificate
con metodo sperimentale, la temperatura sul nostro pianeta si sta alzando di
qualche grado di troppo. Per esempio in Australia e in Siberia, quest’ultima
simbolo, quando se ne deportavano gli oppositori di Stalin, di temperature più
che ampiamente sotto lo zero, e che adesso stanno letteralmente bruciando.
Si alzano così i livelli dei mari, scompaiono larghi
tratti di costa, laghi e fiumi diventano salati. Il Mediterraneo, culla della
nostra civiltà, esonda. Sarà arrivato il momento di prefigurare un “nuovo
comunismo della solidarietà”, invocato dal filosofo cristiano ateo come me,
Slavoj Zizek in Virus, Ponte alle
Grazie, 28 pp., 3.99 euro, e-book, 2020, dettato anche dalla necessità di
combattere il Covid-19? Esempi di conversione ad un’economia verde già
esistono.
Come quelli,
oltre ai pannelli solari e le contestatissime pale eoliche, dei sottoprodotti dell’
agricoltura. Mentre l’azienda del
pomodoro Mutti, per esempio, ha inaugurato nei mesi scorsi la sua Instafactory, un impianto
mobile di lavorazione sui campi del prodotto che lo coglie nell’istante esatto
della sua maturazione.
Mentre però si stanno sperimentando tutte queste soluzioni intelligenti per
un’agricoltura più sana, si dimentica, o si fa finta di dimenticare che i
prodotti che portiamo in tavola sono raccolti dagli “ultimi della terra”.
Immigrati che vivono in condizioni insostenibili e vengono pagati pochissimo,
mentre il frutto del loro sudatissimo e non riconosciuto a livello sindacale
lavoro, ma solo dalle leggi del caporalato, viene rivenduto nella grande
distribuzione organizzata e dall'e commerce, da cui adesso siamo dipendenti perché il cibo è
l’unico acquisto essenziale che ci fa uscire di casa anche con la pandemia, a prezzi molto più
alti del costo. Il ricavato va a rimpinguare le loro casse e mette poveri
contro poveri. Cioè gli immigrati sottopagati contro i pensionati che si possono permettere
solo prodotti sottocosto.
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lunedì 19 ottobre 2020
Cambiamento climatico e risorse idriche che scarseggiano
Il surriscaldamento globale, con le conseguenze sul meteo, come l’aumento di CO2, il buco nell’ozono e la tropicalizzazione del clima, ha effetti nefasti non solo per l’aria che respiriamo e sulle specie viventi, ma anche sulla nostra principale fonte di sostentamento.
In questo quadro è cosa nota la corsa alla
de carbonizzazione dell’energia. Che in Italia si prevedeva avvenire entro il
2025, poi il 2030 e adesso il 2050. Così
la terza
rivoluzione industriale è affidata al New
Green Deal. Che parte dalla consapevolezza dei Paesi a vocazione agricola
ed esportatrice. Come il nostro. Che con la sua grande biodiversità, con il
primato nel biologico, seconda solo agli Usa, e con le sue oltre 200 Dop e Igp
nei prodotti alimentari, può fare la differenza nell’ Unione Europea.
Al cui interno, con lo scambio di conoscenze anche in campo energetico, si è
arrivati a produrre energia alternativa. Proveniente da fonti rinnovabili non
fossili: “energia eolica, solare, aerotermica, geotermica, idrotermica,
oceanica, idraulica, biomassa, gas di discarica, gas residuati dai processi di
depurazione e biogas”, come si legge su www.enea.it. Anche se non tutta
di questa è pulita: gas di discarica e gas residuati dai processi di
depurazione, per esempio, sono la nuova frontiera delle ecomafie.
In base a teorie ormai
largamente condivise, verificate con metodo sperimentale, la temperatura sul
nostro pianeta si sta alzando di qualche grado di troppo. Per esempio in Australia
e in Siberia, quest’ultima simbolo, quando se ne deportavano gli oppositori di
Stalin, di temperature più che ampiamente sotto lo zero, e che adesso stanno
letteralmente bruciando.
Si alzano così i livelli
dei mari, scompaiono larghi tratti di costa, laghi e fiumi diventano salati. Sarà
arrivato il momento di prefigurare un
“nuovo comunismo della solidarietà”, invocato dal filosofo Slavoj Zizek in Virus, Ponte alle Grazie, 28 pp., 3.99
euro, e-book, 2020, dettato anche dalla necessità di combattere il Covid-19? Esempi di conversione
ad un’economia verde già esistono.
Come quelli, oltre ai pannelli solari
e le contestatissime pale eoliche, dei sottoprodotti dell’ agricoltura, come vinacce e siero del latte. Mentre
l’azienda del pomodoro Mutti ha inaugurato in questi giorni la sua
Instafactory, un impianto mobile di lavorazione sui campi del prodotto che lo
coglie nell’istante esatto della sua maturazione.
Mentre però si stanno
sperimentando tutte queste soluzioni intelligenti per un’agricoltura più sana,
si dimentica, o si fa finta di dimenticare che i prodotti che portiamo in
tavola sono raccolti dagli “ultimi della terra”. Immigrati che vivono in
condizioni insostenibili e vengono pagati pochissimo, mentre il frutto del loro
sudatissimo e non riconosciuto a livello sindacale lavoro, ma solo dalle leggi del
caporalato, viene rivenduto nella grande distribuzione organizzata, da cui
adesso siamo dipendenti perché il cibo è l’unico acquisto essenziale che ci fa
uscire di casa anche con la pandemia, a
prezzi molto più alti del costo. Il ricavato va a rimpinguare le loro casse e
mette poveri contro poveri. Cioè gli immigrati contro i pensionati e i cassaintegrati che si
possono permettere solo prodotti sottocosto.
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lunedì 29 giugno 2015
Formaggi, li mangeremo senza latte?
Ma adesso che tra poco dovremmo essere invasi dai prodotti americani, secondo gli accordi TTip, cosa ne sarà di tutte le regole che l'Unione Europea aveva emesso per proteggere il consumatore?
