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martedì 5 ottobre 2021

Secondo dati Agrinsieme sull'odierna campagna delle nocciole, questa è in forte calo (da 48mila a 45mila tons) causa gli andamenti climatici sfavorevoli e l'attacco della cimice asiatica e della cimice della nocciola. La Turchia, ma questa non è una novità, se non per il fatto che è già passata dalle 665mila tons alle 700mila, è molto più produttiva di noi. Nonostante ciò la redditività delle nostre imprese non è in diminuzione, perché cresce l'interesse dei consumatori, interessati ad un frutto secco che avrebbe numerose proprietà nutritive e si spalma anche sul pane nella versione dei preparati Nutella e creme Novi, Lindor, Domori, Streglio, Galup ecc.. Così gli investimenti aumentano, allargando la platea delle regioni interessate alla coltivazione come Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Calabria.

venerdì 23 ottobre 2020

Metà novembre, la settimana del Roero

6 regioni, 250 ristoranti, 57 produttori. Per combattere la difficoltà del momento, da 13 al 22 novembre il Consorzio di Tutela Roero coinvolge i pubblici esercizi di tutta Italia.

“Una scelta coraggiosa, forse controcorrente, necessaria però per sostenere l’economia italiana.” Con questa frase Francesco Monchiero, presidente del Consorzio di Tutela Roero, presenta l’edizione 2020 della Roero Wine Week, appuntamento nazionale, in programma dal 13 al 22 novembre in tutta Italia.

 “ L’evento ha l’obiettivo di fornire a ristoranti, enoteche e wine bar un elemento di appeal in più, ovvero la possibilità di offrire al calice il vino Roero Docg Bianco e Rosso e di ospitare una cena con il produttore, per permettere ai propri clienti di incontrare i sapori di questo vino.”

Un’iniziativa che è piaciuta ai pubblici esercizi, tanto che in poco tempo si è arrivati al numero record di 250 aderenti nelle regioni Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio (guarda caso le aree più colpite dal Covid19, che forse non vogliono arrendervisi o forse sono un po’ incoscienti, ndr).

Se in tutta Italia si parlerà di Roero, il cuore della manifestazione sarà comunque il territorio piemontese. La settimana, infatti, si svolgerà in corrispondenza della Fiera Internazionale del Tartufo d’Alba e, nei locali aderenti nei comuni della denominazione, saranno organizzate cene con il produttore, dove, nel menù, sarà inserito un piatto con il Tartufo Bianco d'Alba.

  


martedì 7 maggio 2019

Come combattere gli sprechi di cibo


Gli sprechi alimentari sono un problema e non da oggi. Solo in Lombardia, la locomotiva d’Italia, rappresentano il 12% dei rifiuti urbani. A livello mondiale, dove 2 miliardi di persone sono sovrappeso e 850 milioni denutrite, colpa un modello agroalimentare che ha aggravato il riscaldamento globale, l’80% del cibo acquistato non viene utilizzato mentre – soprattutto tuberi, frutta e verdura – sarebbe ancora utilizzabile. I consigli per non sprecare sono sempre gli stessi: preparare una lista della spesa prima di recarsi in un mercato o supermercato, rivolgersi ai G.A.S., gruppi di acquisto solidale (che raccolgono gli ordini di più famiglie nel vicinato e poi recapitano quanto serve a casa), ordinare la spesa online, disporre gli alimenti nella dispensa in ordine di scadenza e cucinare con gli avanzi. Per esempio dei finocchi, che sono un’ottima verdura, andrebbe riservato il cuore per lessarli e condirli con olio extravergine di oliva e sale, oppure per metterli in forno, una volta cotti, con besciamella e una spolverata di formaggio grana. E invece le foglie esterne più dure e i filamenti all’esterno, che di solito si buttano, cuocerli in pentola con le carote tagliate a rondelle, e un fondo di olio e aglio tritato.

martedì 19 maggio 2015

Latte: necessario o nocivo?

In pochi anni i produttori di latte italiani hanno pagato mezzo miliardo di euro di multe all’Unione Europea per lo sforamento delle quote produttive. Adesso il regime delle quote latte è finito, ma restano ancora da pagare 40 mld di multe.
La fine dei sussidi rischia di mettere in ginocchio un intero settore e il Ministero delle politiche agricole e forestali ha stanziato 108 mln di euro in tre anni per aiutare i produttori che però prendono solo 35 cent al litro.
La Lombardia è il maggiore produttore di latte in Italia. Ma molto latte proviene anche dall’estero, senza controlli sulla qualità e senza nemmeno che lo si sappia. Finisce infatti nei cartoni a lunga conservazione UHT dove non è obbligatoria l’etichetta di origine. Qual è dunque il latte che beviamo? Da dove proviene? Fa male o fa bene? Per questo il Ministero sta lanciando la campagna “Latte italiano 100%”, un logo facoltativo che permetterà ai produttori di distinguersi per qualità.
Nell’infanzia è l’unico nutrimento. I neonati bevono solo latte. Quello materno, consigliato, contiene molte vitamine tra cui l’essenziale vitamina D. A quello in polvere, che tra l’altro costa moltissimo, si ricorre solo in casi estremi nonostante la grande pubblicità gli avesse fatto negli anni Ottanta una multinazionale dell’alimentare.
Secondo alcuni in età adulta farebbe male. Ma perché? Che sia poco digeribile e possa far insorgere la pancreatite, è certo, ma c’è anche quello senza lattosio. Allora?
L’opinione di alcuni esponenti della medicina alternativa è che per l’assunzione di calcio contro l’osteoporosi (la progressiva decalcificazione delle ossa) sarebbe meglio prediligere frutta e verdura, cereali, noci  e frutta secca in genere, che ne contengono la stessa quantità senza le controindicazioni dei grassi saturi di latte (soprattutto UHT) e latticini (sarebbero meglio i formaggi di latte di capra) che possono favorire l’aumento di colesterolo e le patologie connesse. Ma come si diceva un tempo “est modus in rebus”: non è detto che il latte possa essere così nocivo se lo si assume in minime quantità, come lo fa la maggior parte degli italiani bevendolo solo con il cappuccino del mattino. E poi secondo la medicina ufficiale, molte delle malattie che si possono contrarre durante la vita dipendono non solo dall’alimentazione ma dalle caratteristiche individuali. Quindi le generalizzazioni della medicina alternativa sono da prendere con le molle. Oltre a questo oggi molte affermazioni a favore di una o l’altra dieta dipendono dalla comunicazione online su internet o dai comunicati stampa e in quanto tali sono poco controllate dagli organismi preposti, anche se sugli effetti del latte sarebbe d’accordo anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Ma sono tutti elementi da verificare. I vegani in Italia sono il 7,1% della popolazione e purtroppo si ammalano anche loro.