"diario sul cibo per chi non crede che il cibo sia cultura ma nutrimento e garantirlo a tutti sarebbe già un bel passo avanti...esistono 'il pane e le rose'…assicuriamo il pane a tutti perché tutti possano avere anche le rose…"
martedì 22 agosto 2023
CIWF, la nuova pandemia (attesa in autunno) viene anche mangiando
mercoledì 1 giugno 2022
Scuola, lavoro, sanità da privilegiare rispetto al vino
giovedì 25 febbraio 2021
780 mln di euro di indennizzi per i rider
In tempo di pandemia, sempre più consumatori si sono rivolti ad aziende di consegna a domicilio dei più svariati articoli, dai domestici, agli elettronici, agli alimentari, alla cosmetica, ai farmaci da banco. Ma questa abitudine, se da un lato ha favorito lo restare a casa di persone che non intendevano rischiare di prendersi il virus, ha creato il fenomeno, vergognoso è dir poco, dei rider. Questi sono i fattorini per la consegna a casa dotati di motorini ma anche della sola bicicletta, che non soltanto fanno un lavoro oltremodo faticoso e sottopagato, ma in certi contesti, come le megalopoli e le città metropolitane, rischiano la vita per un incidente con le automobili. Adesso però qualcosa si è mosso e le ditte che se ne servono sono state condannate a pagare 780 milioni di euro di indennizzi.
giovedì 31 dicembre 2020
Una riflessione sul cambiamento climatico e le risorse idriche che scarseggiano
Domani sarà il primo giorno del nuovo Anno che auguro sereno a tutti quelli che mi hanno fatto gli auguri via mail e anche ai miei lettori. Un anno, soprattutto, che porti via la minaccia della pandemia, con tutta la popolazione vaccinata entro l'estate (e pochi e isolati no vax). Lascio indietro il più che pessimo 2020 con le considerazioni che vi propongo in questo post, anche in considerazione del fatto che come blogger mi sono sempre proposta quale critica della (in)civiltà dei consumi e come fautrice di un modo più equilibrato di lasciare la nostra impronta sul pianeta che ci ospita (e che adesso non ce la fa più).
Il surriscaldamento globale, con le conseguenze sul meteo, come l’aumento di CO2, il buco nell’ozono e la tropicalizzazione del clima, ha effetti nefasti non solo per l’aria che respiriamo e sulle specie viventi, ma anche sulla nostra principale fonte di sostentamento: la terra.
In questo quadro
è cosa nota la corsa alla de carbonizzazione dell’energia. Che in Italia si
prevedeva avvenire entro il 2025, poi il 2030 e adesso il 2050. Così la
terza rivoluzione industriale è affidata al New Green Deal. Che parte dalla consapevolezza dei Paesi a
vocazione agricola ed esportatrice. Come il nostro. Che con la sua grande
biodiversità, con il primato nel biologico, seconda solo agli Usa, e con le sue
oltre 200 Dop e Igp nei prodotti alimentari, può fare la differenza nell’
Unione Europea.
Al cui
interno, con lo scambio di conoscenze
anche in campo energetico, si è arrivati a produrre energia alternativa. Proveniente
da fonti rinnovabili non fossili: “energia eolica, solare, aerotermica,
geotermica, idrotermica, oceanica, idraulica, biomassa, gas di discarica, gas
residuati dai processi di depurazione e biogas”, come si legge sul sito www.enea.it. Anche se non tutta di
questa è pulita: gas di discarica e gas residuati dai processi di depurazione,
per esempio, sono la nuova frontiera delle ecomafie.
In base a teorie ormai largamente condivise, verificate
con metodo sperimentale, la temperatura sul nostro pianeta si sta alzando di
qualche grado di troppo. Per esempio in Australia e in Siberia, quest’ultima
simbolo, quando se ne deportavano gli oppositori di Stalin, di temperature più
che ampiamente sotto lo zero, e che adesso stanno letteralmente bruciando.
Si alzano così i livelli dei mari, scompaiono larghi
tratti di costa, laghi e fiumi diventano salati. Il Mediterraneo, culla della
nostra civiltà, esonda. Sarà arrivato il momento di prefigurare un “nuovo
comunismo della solidarietà”, invocato dal filosofo cristiano ateo come me,
Slavoj Zizek in Virus, Ponte alle
Grazie, 28 pp., 3.99 euro, e-book, 2020, dettato anche dalla necessità di
combattere il Covid-19? Esempi di conversione ad un’economia verde già
esistono.
Come quelli,
oltre ai pannelli solari e le contestatissime pale eoliche, dei sottoprodotti dell’
agricoltura. Mentre l’azienda del
pomodoro Mutti, per esempio, ha inaugurato nei mesi scorsi la sua Instafactory, un impianto
mobile di lavorazione sui campi del prodotto che lo coglie nell’istante esatto
della sua maturazione.
Mentre però si stanno sperimentando tutte queste soluzioni intelligenti per
un’agricoltura più sana, si dimentica, o si fa finta di dimenticare che i
prodotti che portiamo in tavola sono raccolti dagli “ultimi della terra”.
Immigrati che vivono in condizioni insostenibili e vengono pagati pochissimo,
mentre il frutto del loro sudatissimo e non riconosciuto a livello sindacale
lavoro, ma solo dalle leggi del caporalato, viene rivenduto nella grande
distribuzione organizzata e dall'e commerce, da cui adesso siamo dipendenti perché il cibo è
l’unico acquisto essenziale che ci fa uscire di casa anche con la pandemia, a prezzi molto più
alti del costo. Il ricavato va a rimpinguare le loro casse e mette poveri
contro poveri. Cioè gli immigrati sottopagati contro i pensionati che si possono permettere
solo prodotti sottocosto.
.
martedì 27 ottobre 2020
La pandemia, e non il pandoro, di questo Natale
Anche quest’anno arriva Natale con la novità, già da circa 20 anni ormai, del Black Friday, il “venerdì nero” degli acquisti, in cui si compra tutto a prezzi scontati, anche e sopratutto online a causa della pandemia, con Amazon, saldamente radicato in Italia anche se paga le tasse in Irlanda o in Olanda. L’usanza arriva dagli Usa, come il resto, anche Halloween del primo novembre ( che per chi non lo sapesse vuol dire Tutti i Santi celebrati con la zucca intagliata e con il “dolcetto o scherzetto” dei bambini che bussano alle porte di casa per avere dei dolci pena uno scherzo).
Sperando di non importare dagli Usa anche la liberalizzazione
delle licenze per le armi, anche se si sa che abbiamo una centrale nucleare a
Ghedi (Brescia) e F35 pronti al decollo, voluti dall’allora socialistissimo
Craxi. Ma tornando al Black Friday l’ecommerce, cui si rivolgono sempre di più i consumatori chiusi in casa dalla pandemia, vive adesso un momento di
rivolta. I suoi lavoratori sono in sciopero proprio in questi giorni. Si sa
infatti che gli addetti di colossi come Amazon e la cinese Airbnb sono
sottoposti a ritmi di lavoro stressanti e che la fortuna di cui godono queste
istituzioni si deve al profilo dei consumatori stilata (per una vendita taylor
made, tagliata su misura) dal giovane Zuckeberg, l’inventore dei Facebook, che paga anch’esso le
tasse nei paradisi fiscali, e conosce tutti i nostri dati e le nostre preferenze raccolte da
tutti i social (Instagram, Twitter etc. che sono venuti dopo).
Così i governi stanno pensando adesso a istituire una
web tax. Il mondo sta diventando una
pentola a pressione pronta ad esplodere e noi parliamo di pentole ai fornelli
tutti i giorni, su tutti i giornali, le riviste e le tv. Una moda peggio del
gossip cui mi sono dovuta adeguare anch’io con il mio blog, pena non aver
nessun lettore. Allora, dopo questa divagazione, con il prossimo post vi darò
dei suggerimenti per la tavola e i cibi natalizi. Viviamo in un mondo non post
moderno ma ipermoderno, ma dobbiamo ricordarci che tutto deriva comunque dalla
terra senza la quale non avremmo i prodotti di cui ci cibiamo. Con buona pace
di Oscar Farinetti, l’inventore di Eataly, che ha creato i templi delle nostre
più svariate leccornie dop, doc e igp (in Italia, uno a Milano nell’ex sede di
Expo 2015 dedicata proprio al tema dell’alimentazione e l’altro a Bologna,
Fico: Fabbrica italiana contadini) nei quali però una famiglia media a farci la
spesa non ce la fa. Difatti ci vanno i ricchi di altri Paesi (cinesi
soprattutto) che si vogliono portar via qualche souvenir.
E questo fino a ieri: oggi sono in piazza con tutta
la loro rabbia gli “ultimi” toccati dalla pandemia, un frutto della bulimia di
acquisti di questi anni cui si somma la perdita di lavoro dovuta alla
sostituzione, in molti campi, dei robot agli umani. Buon Natale J