Saranno contente le mie amiche di CIWF (Compassion in Wordl Farming).Un allevatore tedesco, di nome Ernst Hermann Meier, ha avuto la bella idea di crescere i suoi bovini liberi, assicurando così loro una vita serena. Quando arriva il momento li lascia morire nei campi dove hanno pascolato, a Balingen. Ma per l’Unione Europea è fuorilegge e per questo da anni si batte contro le norme imposte. Tanto che ha addirittura inventato lo Schlachthof, un macello mobile che si sposta per i campi e dove la mucca prima di essere uccisa viene anestetizzata e poi portata al macello centrale. Ma la procedura aggira le norme. Sarà riconosciuta dalla Ue, si chiede Italia Oggi, il quotidiano economico finanziario, che ha riportato in questi giorni la notizia?
"diario sul cibo per chi non crede che il cibo sia cultura ma nutrimento e garantirlo a tutti sarebbe già un bel passo avanti...esistono 'il pane e le rose'…assicuriamo il pane a tutti perché tutti possano avere anche le rose…"
giovedì 28 ottobre 2021
domenica 17 ottobre 2021
Il benessere animale
Questa mattina ho sentito un interessante programma alla radio Rai Radio Tre circa il benessere animale. Ora essendo io una storica e avendo invitato più volte dalle mie pagine a interessarsi di questo problema come mi suggerivano le attiviste di CIWF (Compassion in Wordl Farming), per dire basta all’allevamento e al trasporto degli animali da alimentazione in gabbie anguste e “disumane”, vorrei fare qualche precisazione. Intanto la radio ha fatto presente, e io da storica avrei dovuto saperlo, che il primo difensore dei diritti degli animali in età moderna è stato il dittatore Hitler, mentre mandava gli uomini nelle camere a gas. E che in seguito questo tema è stato molto sentito soprattutto dai teorici e pratici delle filosofie orientali, come il buddismo, e io non mi sento ovviamente né dell’una ma nemmeno dell’altra schiera. Gli animali vanno allevati, e macellati, nel rispetto di condizioni di non sofferenza, ma non possono venire considerati alla stregua degli esseri umani. E vanno, ovviamente, consumati per il benessere delle nostre diete alimentari, che non devono essere private dei carboidrati (pane, pasta, riso), e delle vitamine dell’ortofrutta, ma nemmeno delle proteine (pesce, carne, salumi, formaggi). Anche perché se no vedremmo nelle nostre strade, (come in India dove la vacca è sacra), delle carcasse di mucche dilaniate dalle iene e dalle aquile. Quanto a vegani e vegetariani, che in Italia sono in crescita, dovremmo far loro presente queste cose appena dette. Mi ha stupito anche settimana scorsa leggere un’intervista di Luigi Chiarello, caposervizio di Agricoltura Oggi di Italia Oggi, cui saltuariamente io collaboro, a un altro esponente mai da me sentito nominare della Casaleggio Associati, quelli di Grillo e del M5S, per intenderci, il quale ha detto chiaramente come il suo mandato sia quello di far seguire alle persone dei modelli di sana alimentazione. Insomma, il piatto è ricco e tutti ci si ficcano.
giovedì 7 ottobre 2021
Gas climalteranti e zoonosi: sapremo combattere la pandemia?
Malnutrizione, surriscaldamento da metano rilasciato nell’aria anche dagli animali da allevamento sono i pericoli che la pandemia contribuisce ad acuire. Ma un’adeguata pratica di coltivazioni intelligenti, un modo più corretto di cibarsi e di fare la raccolta differenziata, potrebbero cambiare il modo di produrre e fornire energia. Ecco alcuni esempi di come l’agricoltura digitale e la lavorazione dei suoi sottoprodotti costituiscano una sterzata all’indietro del mondo verso cui stiamo andando, con il surriscaldamento globale, la plastica in ogni dove e il nuovo virus, con corredo di no vax. Un altro mondo è possibile riducendo il consumo di carne, cibandosi moderatamente e combattendo la denutrizione in larghe plaghe del Terzo Mondo. Gas climalteranti, diete sbagliate e zoonosi. La plastica che ci circonda, il surriscaldamento globale, la de carbonizzazione che va a rilento, cicloni e uragani al Sud dell’equatore, temperature massime mai registrate ai Poli, pandemie da zoonosi. L’antropocene presenta il conto come mai, se non durante la Prima Guerra Mondiale che fece 50 milioni di morti per un’influenza, la spagnola. Adesso ci risiamo con il virus e diete climalteranti. Come ne usciremo? Le fonti utilizzate per questo testo sono: enea.it (ente nazionale per l’energia e per l’ambiente), Istat, articoli di Repubblica e Corriere della Sera online, Asia Angaroni, PEFC (gestione sostenibile delle foreste), treccani.it, Slavoi Zizek, Virus, Ponte alle Grazie, Salani, Milano, 2020, Accademia dei Georgofili, Accademia Barilla, Siga, CIWF (Compassion in World Farming), Sabrina Giannini “La rivoluzione nel piatto”, Elena Liotta e Massimo Clementi “La rivolta della natura”, Paolo Massobrio e Carlo Gatti, Il Golosario, Carlo Petrini, Slow Food, Salone del gusto, Gambero Rosso, Italia Oggi, Luca Mercalli, Mario Tozzi. E’ appena finita questo settembre la Cop 6 dell’Onu a Ginevra con alcune indicazioni importanti su come si sta alterando il clima sul pianeta con la distruzione di intere coltivazioni e l’innalzamento della CO2 nell’aria, che se non verrà contenuta entro il 2100 stravolgerà la vita sul nostro pianeta. Si sono già alzate temperature e livello dei mari. Con i migranti lasciati andare, il Mediterraneo, il mare nostrum, sta diventando un cimitero a cielo aperto. La de carbonizzazione dell’energia, conditio sine qua non l’aria diventerà irrespirabile, va a incredibile rilento. Non abbiamo vaccini a sufficienza, almeno non per tutto il Terzo Mondo, per battere il virus. Il surriscaldamento globale e la tropicalizzazione del clima, ha effetti nefasti per l’aria che respiriamo e per le specie viventi, e sulle nostre principali fonti di sostentamento: la terra, sempre meno fertile, e l’acqua, sempre più inquinata. Ultimamente è stato calcolato che le “cose”, gli oggetti, di cui ci serviamo nella nostra vita hanno superato il numero degli esseri viventi: gli oggetti di plastica, e i mozziconi di sigaretta, che non si deteriorano mai ma dai quali si potrebbero ricavare manici di ombrello e montature di occhiali, sono dappertutto e contribuiscono a rendere le terre sempre più aride e inquinate. In campo di rinnovabili si è arrivati a produrre energia alternativa da molte fonti non fossili e mentre si stanno sperimentando soluzioni intelligenti per un’agricoltura più sana, dimentichiamo, o piuttosto fingiamo di dimenticare che i prodotti che portiamo in tavola sono raccolti dagli “ultimi della terra”: gli immigrati sfruttati, “invisibili” e sottopagati come i rider che consegnano a casa. Cooperative agricole del terzo settore, più conosciute come ong, si stanno attrezzando per offrire sempre più referenze, ma anch’esse hanno subito uno stop causa lockdown, potendo solo consegnare a domicilio. Ha vinto così lo strapotere di Amazon, - che si è imposto come unico referente di tutta una serie di acquisti, non solo tecnologici ma anche alimentari, medicinali da banco e cosmetici, - e che adesso fa il bello e cattivo tempo sotto la nuvola della pandemia. Il surriscaldamento climatico, da molti all’inizio negato o sottovalutato, ma adesso evidente a tutti, con lo scioglimento dei ghiacci inizia a far paura. Secondo un “allarmante rapporto sui ghiacci della Groenlandia” se ne sono sciolti nell’ oceano più di 12 miliardi di tonnellate nella sola giornata del primo agosto 2019. Nel frattempo in Siberia, dove con l’Urss si mandavano i dissidenti a morire ai lavori forzati in un clima da sotto zero, adesso le temperature raggiungono i 40 gradi. Si è imposto così l’avvio di una terza rivoluzione industriale, affidata in Europa al New Green Deal, che ci porti fuori dalla dipendenza energetica dal carbone con le sue emissioni nocive. Cooperative agricole del terzo settore, più conosciute come ong, si stanno attrezzando per offrire sempre più referenze, ma anch’esse hanno subito uno stop causa lockdown, potendo solo consegnare a domicilio. Nemico numero uno è adesso il carbon fossile, non solo quello fornito dalle miniere, ma anche lo shale gas derivato dal petrolio. E la malnutrizione. Il fast food, oltre che contribuire alla malnutrizione di intere generazioni e popolazioni, come ricorda Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, la filosofia del mangiare lento, buono, sano, giusto, in contrapposizione al fast food. Oggi che sulla terra siamo 12 miliardi di persone, troppe soffrono di malattie incurabili e malformazioni a causa delle diete sbagliate e della sottonutrizione. Un problema che ha come epicentro anche le guerre “sbagliate” che gli Usa nel tempo hanno innescato contro il Vietnam, i curdi e gli afghani, nel tentativo vano di portarvi la democrazia e di disinnescare la “bomba” musulmana. Cosa è successo è sotto gli occhi di tutti. Quello della carne, nonostante l’aumento di vegani e vegetariani nel nostro Paese negli ultimi 10 anni (+7%), è un comparto che frutta 35 miliardi di euro (Italia Oggi, 2020/6/19/). Si stima che in Italia si mangino 19 kg di carne rossa pro capite all’anno (dati Istat). E ciò nonostante le campagne contro gli antibiotici somministrati agli animali durante la loro crescita, per accelerarne artificialmente lo sviluppo. E contro le condizioni del loro trasporto su gomma, treno e nave (container), stipati su gabbie in condizioni che definire precarie e insalubri, metodi contro cui lotta CIWF (Compassion in Word Farming) è poco. L’industria non si arrende: già arrivata sulle tavole italiane la carne sintetica. Un capitale di 22 mln di dollari. Ecco quanto messo sul piatto da un cospicuo numero di investitori, da Bill Gates di Microsoft al fondatore della Virgin Richard Branson- per la clean meat, la carne prodotta in laboratorio. Il progetto è della start up californiana Memphis Meat. Ma il 97% degli italiani, anche vegani e vegetariani, è contrario. Tra l’altro non è nemmeno detto che produrre la carne sintetica comporti meno impiego di acqua e meno inquinamento di quella degli animali. Mentre in Germania, dove adesso si piantano le viti per il clima divenuto molto più mite causa surriscaldamento globale, hanno deciso di bandire la carne dalle mense delle scuole. Prediligendo una dieta più sana fatta soprattutto di frutta e verdura. Da noi invece è stato eclatante, anni fa, il caso di Milano Ristorazione che aveva invitato le famiglie a portarsi il pranzo da casa, con evidente penalizzazione dei bambini più poveri che da casa non avevano da portarsi quasi nulla. Ma la malnutrizione non è solo avere poco da mangiare. Anche le diete del mondo occidentale, basate su un eccesso di carne, zucchero, sale, alcol e e grassi sono nocive, con il loro portato di pressione alta, colesterolo, malattie cardiache. Dobbiamo quindi rivolgerci alla piramide alimentare che raccomanda il consumo di 5 porzioni di frutta e verdura al giorno – e questo anche se negli ultimi tempi è stato notato come la frutta e la verdura che mangiamo è sempre la stessa, mentre ce ne sarebbero molte più varietà - di pesce tre volte la settimana e poi salendo verso il vertice, uova, formaggio e carne, meglio se di pollo o di tacchino. L’agricoltura negli ultimi due secoli ha fatto passi da gigante: uno per tutti, le seminatrici meccaniche, che erano conosciute già nel ‘500 e sono entrate in funzione stabilmente nell’800. Adesso siamo già entrati nell’era di agricoltura 4.0, con il lavoro della terra dei contadini del Primo Mondo quasi totalmente meccanizzato e informatizzato. L'agricoltura smart sarà un grande deterrente a comportamenti sbagliati e riuscirà a vincere questa battaglia?
mercoledì 6 ottobre 2021
L'italian sounding non si può istituzionalizzare
L’italian sounding, cioè i nomi italianizzati attribuiti a prodotti stranieri, ci costa 44 mld di euro. Ed è un fenomeno che secondo le parole raccolte dal ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli da Italia Oggi: “Non si può istituzionalizzare”, ribadendo così il "no" del Governo alla registrazione della menzione Prosek croato tra i vini a denominazione tutelati dalla Ue. Queste parole sono state pronunciate a margine del tavolo del settore vitivinicolo che ha affrontato anche il rischio di esclusione dei nostri vini dai fondi di promozione previsti dalla nuova riforma Ue dei prodotti agricoli, il piano di promozione istituzionale del vino italiano nel mondo e lo standard value. Presente al tavolo anche il sottosegretario Gian Marco Centinaio che, sempre su Italia Oggi, è intervenuto anche su enoturismo e grano. “Metteremo fondi a disposizione - ha detto - Occorre partire dalle filiere più legate al turismo agroalimentare, il vino e l’olio. Poi andremo sul resto e se ci fossero i fondi interverremo anche sui distretti del cibo”. E a proposito di denominazione italiane scippateci dal governo croato c’è anche sul tavolo la questione aceto balsamico di Modena.
giovedì 21 gennaio 2021
Biologico e latifondi
Il biologico è entrato nella dieta di tantissime persone. E anche i viticoltori ci stanno pensando. I due Paesi al mondo maggiori coltivatori senza pesticidi sono Australia e Brasile. Seguono gli Usa. Ma anche da noi interi terreni una volta coltivati a mais per il bestiame si sono convertiti in mini appezzamenti di cibo biologico che rende meno ma non inquina. Il fatto è che poi per arrivare sulle nostre tavole, devono passare per le forche caudine della grande distribuzione, che compra a poco e vende a più. Così gli sforzi fatti sul campo non vengono adeguatamente remunerati. E poi non si parla più di latifondi, ma nella realtà esistono ancora in tutto il mondo. Grandi ed estesi terreni in mano a pochi. Si vedano a questo proposito gli articoli dedicati da Italia Oggi, il quotidiano economico finanziario che ha al suo interno, il mercoledì, un inserto dedicato all'Agricoltura.