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venerdì 17 novembre 2023

Brasile, primo produttore di soia

L'Amazzonia, già, all'Amazzonia come fonte di aumento della CO2 (anidride carbonica) ci abbiamo mai pensato? Eppure tra Brasilia, Rio De Janeiro e Sao Paolo si stanno bruciando ettari ed ettari di foresta, necessaria a far respirare l'ambiente, per far fronte sapete a che cosa? A spianate di coltivazioni di soia, di cui il Paese è diventato in questi ultimi tempi il maggiore produttore. La soia, come molti di voi sapranno già, è un legume, cioè contiene proteine come i fagioli e le lenticchie. E può quindi sostituire carne e pesce nei Paesi in cui la gente è povera e non sa come sfamarsi in modo corretto. La soia si presenta come una fava verde. E in molti Paesi del mondo entra a buon diritto nella dieta vegetariana o anche vegana (cioè di chi non consuma nemmeno uova, latte, formaggi), anche sotto forma di polpette. E il Brasile, che ne è diventato, come dicevamo, il maggior produttore, surclassando nientemeno che gli Usa, fiutato l'affare non si fa scrupolo di far sparire intere distese di foreste che potrebbero invece far respirare un pianeta già affannato dalla crisi climatica (il climate change di cui si parla molto sugli organi di stampa che sarebbe l'aumento delle temperature oltre un limite che finirà per rendere aride e infruttuose molta parte delle terre emerse).

giovedì 21 gennaio 2021

Biologico e latifondi

Il biologico è entrato nella dieta di tantissime persone. E anche i viticoltori ci stanno pensando. I due Paesi al mondo maggiori coltivatori senza pesticidi sono Australia e Brasile. Seguono gli Usa. Ma anche da noi interi terreni una volta coltivati a mais per il bestiame si sono convertiti in mini appezzamenti di cibo biologico che rende meno ma non inquina. Il fatto è che poi per arrivare sulle nostre tavole, devono passare per le forche caudine della grande distribuzione, che compra a poco e vende a più. Così gli sforzi fatti sul campo non vengono adeguatamente remunerati. E poi non si parla più di latifondi, ma nella realtà esistono ancora in tutto il mondo. Grandi ed estesi terreni in mano a pochi. Si vedano a questo proposito gli articoli dedicati da Italia Oggi, il quotidiano economico finanziario che ha al suo interno, il mercoledì, un inserto dedicato all'Agricoltura

lunedì 19 ottobre 2020

Cambiamento climatico, globalizzazione, diete insane e pandemia: indietro non si torna, saranno i presupposti di un’economia verde?

 Questo giugno Coldiretti e Siga (Società italiana di genetica agraria) hanno firmato un accordo per impiegare meno chimica e agro farmaci in agricoltura, con risvolti positivi sulla sostenibilità ambientale, economica  e sociale. Diventerà l’Italia, dove questo lavoro è già ampiamente informatizzato e meccanizzato, la capofila della “rivoluzione verde”? Inquinamento, deforestazione, riscaldamento globale, scioglimento dei ghiacci e diete insostenibili pesano sugli ecosistemi. E le pandemie proliferano su queste condizioni.

Secondo un rapporto sui ghiacci della Groenlandia, il primo agosto 2019 agosto se ne sono sciolti nell’ oceano più di 12 mld di tons. E altri 4 mln se ne stanno sciogliendo dall’Antartide. Si alzano così i livelli dei mari (il Mar Mediterraneo potrebbe arrivare a Rimini), scompaiono larghi tratti di costa, laghi e fiumi diventano salati. Intanto il Brasile, fino a Ecuador e Paraguay è in preda alle fiamme.

Le aringhe sono in fuga dal sud del Baltico mentre a Colonia (Germania) si coltivano ulivi e i vigneti arrivano anche all’estremo nord, a Postdam. Da noi questa è stata un’annata scarsa per grano e orzo, e un calo di nocciole e castagne, mentre è stata ottima per vino e mele. Ma la siccità di quest’inverno e le gelate primaverili al Sud hanno penalizzato la raccolta delle primizie orticole. E si è venduta anche poca frutta estiva, come albicocche, pere e pesche, per le quali la scarsa offerta e i prezzi mediamente più elevati del periodo hanno portato a preferire prodotti di importazione. Intanto il caldo ostinato di metà settembre ha anticipato il raccolto di cime di rapa, cachi e coste.

Oggi, oltre ai pannelli solari e alle contestatissime pale eoliche, si ricava energia pulita anche dai sottoprodotti dell’ agricoltura come vinacce e siero del latte, sterzando verso la  sua completa de carbonizzazione  Un modo intelligente di rendere l’agricoltura intelligente. Ma esempi di colture virtuose esistono anche nell’Estremo Oriente. A Odawara, a Ovest di Tokyio, un piccolo allevamento di polli naturale, chiamato “Syunkasyuutou” (primavera, estate, autunno, inverno) è un’ attività ecosostenibile in combinazione con altre,  delle quali utilizza gli scarti veg come mangime o per coprire il pavimento del pollaio che produce poi letame dalle feci delle galline che ritornano ai campi agricoli come compost. A monte, trasformare così i mangimi permette di essere indipendenti dalle oscillazioni dei prezzi dovute ai tassi di cambio. E, a valle, essere vicini alla città, di consegnare ai centri distributivi senza rischio di rompere il guscio delle uova.