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venerdì 8 ottobre 2021

Pnnr, rendersi indipendenti, in agricoltura, da gas e carbon fossile

Una parte del Pnnr, Piano nazionale di ripresa e resilienza, è dedicato espressamente alla rivoluzione verde e alla transizione ecologica.” L’Italia - si legge sul web -  è particolarmente vulnerabile ai cambiamenti climatici e, in particolare, all’aumento delle ondate di calore e delle siccità./…/ Secondo le stime dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), nel 2017 il 12,6 per cento della popolazione viveva in aree classificate ad elevata pericolosità di frana o soggette ad alluvioni, con un complessivo peggioramento rispetto al 2015. Dopo una forte discesa tra il 2008 e il 2014, le emissioni pro capite di gas clima-alteranti in Italia, espresse in tonnellate di CO2 equivalente, sono rimaste sostanzialmente inalterate fino al 2019.”/…/ “Dietro la difficoltà dell’economia italiana di tenere il passo con gli altri paesi avanzati europei e di correggere i suoi squilibri sociali ed ambientali, c’è l’andamento della produttività, molto più lento in Italia che nel resto d’Europa.”/…/ “L’Unione Europea ha risposto alla crisi pandemica con il Next Generation EU (NGEU). “Le sei Missioni del Piano sono: digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute.” La svolta più importante, in agricoltura, consiste nel rendersi indipendenti dal carbon fossile, per l'inquinamento che produce si paga un tributo, e che rende le terre, l’acqua e l’aria saturi di CO2, anidride carbonica. E di dipendere meno da metano, petrolio, e gas per le spese energetiche. Il prezzo del gas, in particolare, che ci arriva dalla Russia, è molto aumentato rendendo sempre più difficile per il settore agricolo produrre fertilizzanti competitivi. Per questo il ministro Cingolani ha già detto che per il futuro bisognerà rivolgersi anche ad altre pipeline. 

lunedì 19 ottobre 2020

Cambiamento climatico, globalizzazione, diete insane e pandemia: indietro non si torna, saranno i presupposti di un’economia verde?

 Questo giugno Coldiretti e Siga (Società italiana di genetica agraria) hanno firmato un accordo per impiegare meno chimica e agro farmaci in agricoltura, con risvolti positivi sulla sostenibilità ambientale, economica  e sociale. Diventerà l’Italia, dove questo lavoro è già ampiamente informatizzato e meccanizzato, la capofila della “rivoluzione verde”? Inquinamento, deforestazione, riscaldamento globale, scioglimento dei ghiacci e diete insostenibili pesano sugli ecosistemi. E le pandemie proliferano su queste condizioni.

Secondo un rapporto sui ghiacci della Groenlandia, il primo agosto 2019 agosto se ne sono sciolti nell’ oceano più di 12 mld di tons. E altri 4 mln se ne stanno sciogliendo dall’Antartide. Si alzano così i livelli dei mari (il Mar Mediterraneo potrebbe arrivare a Rimini), scompaiono larghi tratti di costa, laghi e fiumi diventano salati. Intanto il Brasile, fino a Ecuador e Paraguay è in preda alle fiamme.

Le aringhe sono in fuga dal sud del Baltico mentre a Colonia (Germania) si coltivano ulivi e i vigneti arrivano anche all’estremo nord, a Postdam. Da noi questa è stata un’annata scarsa per grano e orzo, e un calo di nocciole e castagne, mentre è stata ottima per vino e mele. Ma la siccità di quest’inverno e le gelate primaverili al Sud hanno penalizzato la raccolta delle primizie orticole. E si è venduta anche poca frutta estiva, come albicocche, pere e pesche, per le quali la scarsa offerta e i prezzi mediamente più elevati del periodo hanno portato a preferire prodotti di importazione. Intanto il caldo ostinato di metà settembre ha anticipato il raccolto di cime di rapa, cachi e coste.

Oggi, oltre ai pannelli solari e alle contestatissime pale eoliche, si ricava energia pulita anche dai sottoprodotti dell’ agricoltura come vinacce e siero del latte, sterzando verso la  sua completa de carbonizzazione  Un modo intelligente di rendere l’agricoltura intelligente. Ma esempi di colture virtuose esistono anche nell’Estremo Oriente. A Odawara, a Ovest di Tokyio, un piccolo allevamento di polli naturale, chiamato “Syunkasyuutou” (primavera, estate, autunno, inverno) è un’ attività ecosostenibile in combinazione con altre,  delle quali utilizza gli scarti veg come mangime o per coprire il pavimento del pollaio che produce poi letame dalle feci delle galline che ritornano ai campi agricoli come compost. A monte, trasformare così i mangimi permette di essere indipendenti dalle oscillazioni dei prezzi dovute ai tassi di cambio. E, a valle, essere vicini alla città, di consegnare ai centri distributivi senza rischio di rompere il guscio delle uova.