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lunedì 27 dicembre 2021

Un regalo per gli animali in gabbia

Grazie alle campagne di CIWF e alla generosità dei loro sostenitori, sono stati ottenuti risultati importantissimi per gli animali e la loro salute: un vero regalo di Natale. Oggi molte aziende a livello globale sono impegnate ad adottare standard più alti di benessere animale e perciò oltre 2mila miliardi di essi possono avere una vita migliore. Le gabbie di batteria sono ormai vietate in tutta l’Unione Europea e nel Regno Unito e si è ad un passo da rendere l’allevamento in gabbia per scrofe, conigli, galline, quaglie, vitelli, anatre e oche proibito per legge in tutta la Ue. Davvero un Buon Natale ed un sereno Anno Nuovo per tutti gli animali che vivano in pace fino al momento necessario del loro macello, e che sia il meno cruento possibile.

venerdì 8 ottobre 2021

Pnnr, rendersi indipendenti, in agricoltura, da gas e carbon fossile

Una parte del Pnnr, Piano nazionale di ripresa e resilienza, è dedicato espressamente alla rivoluzione verde e alla transizione ecologica.” L’Italia - si legge sul web -  è particolarmente vulnerabile ai cambiamenti climatici e, in particolare, all’aumento delle ondate di calore e delle siccità./…/ Secondo le stime dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), nel 2017 il 12,6 per cento della popolazione viveva in aree classificate ad elevata pericolosità di frana o soggette ad alluvioni, con un complessivo peggioramento rispetto al 2015. Dopo una forte discesa tra il 2008 e il 2014, le emissioni pro capite di gas clima-alteranti in Italia, espresse in tonnellate di CO2 equivalente, sono rimaste sostanzialmente inalterate fino al 2019.”/…/ “Dietro la difficoltà dell’economia italiana di tenere il passo con gli altri paesi avanzati europei e di correggere i suoi squilibri sociali ed ambientali, c’è l’andamento della produttività, molto più lento in Italia che nel resto d’Europa.”/…/ “L’Unione Europea ha risposto alla crisi pandemica con il Next Generation EU (NGEU). “Le sei Missioni del Piano sono: digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute.” La svolta più importante, in agricoltura, consiste nel rendersi indipendenti dal carbon fossile, per l'inquinamento che produce si paga un tributo, e che rende le terre, l’acqua e l’aria saturi di CO2, anidride carbonica. E di dipendere meno da metano, petrolio, e gas per le spese energetiche. Il prezzo del gas, in particolare, che ci arriva dalla Russia, è molto aumentato rendendo sempre più difficile per il settore agricolo produrre fertilizzanti competitivi. Per questo il ministro Cingolani ha già detto che per il futuro bisognerà rivolgersi anche ad altre pipeline. 

venerdì 17 settembre 2021

Spunta un aceto balsamico sloveno

Il Consorzio di Tutela dell'Aceto Balsamico di Modena fa sapere che la Slovenia si prepara a perpetrare un nuovo scippo di una nostra denominazione di origine protetta, quella dell'aceto balsamico per l'appunto. Ma, come scrive La Stampa, la Ue si sta interessando ai casi sia del Prosek sia del balsamico facendo sapere dal suo segretario all'agricoltura che ci si muoverà a tutela dell'origine "originale". 

martedì 8 giugno 2021

Inutile infliggere sofferenze agli animali

Emilia Romagna e Abruzzo sono le prime due Regioni a pronunciarsi contro l’allevamento degli animali in gabbia. E anche l’Unione Europea si sta orientando in questo senso. Una bella soddisfazione per CIWF, Compassion in Word Farming, che da anni si batte contro le inutili sofferenze inflitte agli animali da macello. D’altra parte, l’Emilia è la sede dell’Efsa, l’Agenzia europea per la salute alimentare. E si sa che gli allevamenti nelle gabbie oltre a causare enormi sofferenze a miliardi di animali, aggrava la disuguaglianza alimentare sottraendo cereali e altre preziose risorse a quanti ne avrebbero bisogno; toglie terra agli agricoltori nei Paesi in via di sviluppo per coltivare mangimi per gli animali dei Paesi ricchi; contribuisce per il 14,5% alle emissioni totali di gas serra globali e consuma l’8% di tutta l’acqua del pianeta; può favorire la proliferazione e diffusione di virus e batteri zoonotici causa di epidemie e pandemie come quella che stiamo vivendo. Noi per parte nostra possiamo unirci alla battaglia sottoscrivendo il 5 per mille al numero del volontariato 91373260370. 

giovedì 21 gennaio 2021

Mangeremo presto insetti?

Sareste disposti a mangiare insetti? Presto forse lo faremo. Infatti l'Efsa, l'Agenzia Europea per la sicurezza alimentare con sede a Parma ha già dato il via libera al consumo della tarma della pasta, la farfallina gialla. Le larve del verme della farina gialla (Tenebrio molitor larva) potranno, leggo sulla newsletter online del Corriere della Sera, essere mangiati come snack oppure diventare l’ingrediente di preparati per pasta, biscotti e barrette proteiche. Si attende ora però l'avvallo dell'Unione Europea. Ma ci si pensava già quando l'hinterland milanese fu sede dell'Expo 2015, dedicato appunto al cibo, energia per la vita. Un'intero padiglione fu dedicato agli insetti e non fu uno dei meno visitati. La notizia appare bizzarra, ma se si pensa che sulla terra siamo già 7,7 miliardi da sfamare ed entro il 2025 saremo 15, cioè il doppio, e se si considera il fenomeno del land grabbing, di cui ho già parlato su queste pagine, e cioè dell'affitto di porzioni di terra da coltivare da parte delle nazioni più ricche a danno di quelle più povere del pianeta, qualcosa per sfamarci tutti dovremmo pure inventare. E c'è anche chi afferma che, superata una certa diffidenza, gli insetti sono molto gustosi.   

mercoledì 25 novembre 2020

Una Pac (Politica agricola comune) in/sos/tenibile

Lo so, vi ho portato fuori strada con i miei post sulle ricette con la coppa o con la mortadella. Ma se gli animali vivessero e morissero sereni, da parte nostra non ci sarebbe nulla di male a mangiarli. Sono buoni e sono fonte di proteine, essenziali per lo sviluppo armonico dell'organismo finché non sfocia in un colesterolo troppo alto. Ma il fatto è che anch'io combatto contro un sistema per fare solo profitto di allevamenti intensivi e con antibiotici per far sviluppare presto gli animali che fa male alla terra, agli animali e agli uomini. Per questo mi chiedo, insieme a CIWF, che fine hanno fatto i principi del New Green Deal e della strategia Farm to Fork? Nel quasi totale silenzio della stampa, solo pochi giorni fa il Parlamento UE ha votato la PAC (Politica Agricola Comune), che andrà nuovamente a finanziare gli allevamenti intensivi, notoriamente crudeli per gli animali, inSOStenibili per l'ambiente e dannosi per la salute umana. Il Covid 19 è un segnale evidente dell'urgenza di invertire la rotta e rivedere radicalmente il nostro rapporto con gli animali e la natura. Eppure le istituzioni europee hanno ceduto di nuovo alle pressioni della grande industria, sostenendo un modello produttivo per larga parte responsabile di questo disastro globale. CIWF, Compassion in Word Farm, insieme ad altre ONG nazionali e internazionali, ha già scritto una lettera alla Presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen per chiedere che questa decisione  venga immediatamente respinta. Altre azioni verranno poi intraprese per responsabilizzare autorità e opinione pubblica.

mercoledì 27 aprile 2016

L'Italia è ancora un posto al sole?

Ma noi in Italia, mangiamo bene o mangiamo male? Il nostro pomodoro in scatola, che poi va a finire sulla pizza e al ristorante, è italiano o cinese? Le arance sono al 100% siciliane o anche queste provengono dalla Cina? E l’olio extravergine proviene dalla Riviera Ligure e dal lago di Garda e dalla Puglia o dalla Tunisia e dalla Spagna? Il glifosato, pesante erbicida chimico usato ancora nelle campagne, è presente nel grano con cui si fa la pasta, che tra l’altro non è solo di produzione italiana, ma anch’esso importato (l’Aidepi, Associazione industrie pastarie e dolciarie si difende dicendo che non è vero, basta leggere le etichette). Giusto, le etichette, su quanti e quali prodotti sono obbligatorie (lo impone la Ue) e su quanti no? Il latte, dopo la soppressione delle quote, è ancora in produzione eccedente e se ne deve buttare, mentre una mozzarella su due non sarebbe italiana? Le nostre strutture ricettive sono ancora concorrenziali o soffriamo di carenti infrastrutture? Le OTA, on line travel agency, hanno fatto una concorrenza sleale alle strutture turistiche con la parity rate ( se una struttura turistica ha un suo sito non può vendere le camere a un prezzo inferiore a quello proposto su un sito di prenotazioni come booking o airbnb)? I nostri borghi, molti dei quali martoriati dal terremoto, sono rinati o versano ancora in cattive condizioni? Le coste più belle, sono appannaggio di figure dal dubbio conto con la giustizia in fatto di tasse, o possono venire visitate anche da chi troppi soldi non ne ha? In definitiva, se la qualità, anche quella in tavola, con gli chef a una, due o tre stelle, si paga, fin troppo, la classe media che chance ha di stare al passo?