"diario sul cibo per chi non crede che il cibo sia cultura ma nutrimento e garantirlo a tutti sarebbe già un bel passo avanti...esistono 'il pane e le rose'…assicuriamo il pane a tutti perché tutti possano avere anche le rose…"
venerdì 19 novembre 2021
Intervista sul benessere animale ad Annamaria Pisapia di CIWF
martedì 26 ottobre 2021
La lobby dell’agrifood contro la tutela de benessere animale
Il CIWF, Compassion in World Farming, che si batte da tempo per la tutela del benessere animale, ha scoperto che CopaCogeca, la più importante organizzazione protettrice degli interessi degli allevatori e agricoltori a livello europeo, ha speso, solo nel 2019, ben 1,7 milioni di euro per influenzare la Commissione Europea. Report scientifici commissionati per sostenere le proprie teorie, campagne finalizzate a convincere i decisori politici dell’impossibilità di mettere in atto un modello davvero green, circolare e rispettoso della vita e dell’allevamento degli animali da alimentazione umana, secondo la strategia Farm to Fork, pressione continua sugli europarlamentari: così i lobbisti dell’industria intensiva stanno tentando di ostacolare gli obiettivi di sostenibilità della Commissione per salvaguardare il proprio profitto. Perché un'etichettatura trasparente sull’origine e sul metodo di produzione, la riduzione dell’uso di pesticidi e antibiotici nell’allevamento del 50% entro il 2030, o il riferimento al rischio di zoonosi (trasmissione di malattie da animale a uomo) che l'allevamento intensivo comporta - tutti importanti obiettivi facenti parte della strategia Ue - fanno paura a chi sostiene l'attuale modello di produzione alimentare. Un modello che ha avuto il pregio di consentire fino ad ora alti standard di vita alle popolazioni occidentali e del Nord del Mondo, ma che oggi non regge all’urto di nuove popolazioni che si affacciano al benessere, come la Cina e altre nazioni dell’Est e del Sud.
mercoledì 20 ottobre 2021
Le traversìe e i costi del made in Italy alimentare
Ora, che il made in Italy alimentare, che vale il
25% del Pil (prodotto interno lordo) nazionale, sia la maggiore economia del
Belpaese è cosa risaputa. Ma quanto valgano le imitazioni (il cosiddetto, tra
gli addetti ai lavori, italian sounding),
prodotte altrove nel mondo, tipo il parmesan
e altri congeneri, che sembra si aggirino sui 44 mld di euro, è cosa da
chiarire. Altrimenti si perde ciò che abbiamo di più prezioso e che anche l’Europa
ostacola con proposte tipo il Nutriscore. Ne ha parlato, come hanno fatto sapere Paolo
Massobrio e Marco Gatti nella loro Notizia del Giorno del Club Papillon da loro
fondato, Andrea Zaghi su Avvenire. Il
quale ha scritto anche come la filiera Farm
to Fork (dal prodotto alla tavola) sia difficile da sostenere. Per i forti
rincari delle materie prime, i costi di trasporto (vedi le recenti proteste
degli addetti nei porti italiani di questi giorni contro il green pass) e della burocrazia. Vi
sarete accorti anche voi come oggi l’ortofrutta, e non solo, costi di più del
livello che aveva raggiunto prepandemia. Una pera singola, per fare un solo
esempio, e neanche delle migliori, costa 1 euro, cioè 2.000 delle vecchie lire.
Finiamo così per fare la spesa a pezzi, come facevano una volta i Paesi del
Nord, che i nostri orti non li hanno, e non a chilo. Alcuni settori, come quelli
del vino (svoltosi in presenza quest’anno il Vinitaly di Verona, con tutte le cautele necessarie, mascherine e distanziamento),
si stanno riprendendo, ma la strada è ancora tutta in salita.
mercoledì 25 novembre 2020
Una Pac (Politica agricola comune) in/sos/tenibile
Lo so, vi ho portato fuori strada con i miei post sulle ricette con la coppa o con la mortadella. Ma se gli animali vivessero e morissero sereni, da parte nostra non ci sarebbe nulla di male a mangiarli. Sono buoni e sono fonte di proteine, essenziali per lo sviluppo armonico dell'organismo finché non sfocia in un colesterolo troppo alto. Ma il fatto è che anch'io combatto contro un sistema per fare solo profitto di allevamenti intensivi e con antibiotici per far sviluppare presto gli animali che fa male alla terra, agli animali e agli uomini. Per questo mi chiedo, insieme a CIWF, che fine hanno fatto i principi del New Green Deal e della strategia Farm to Fork? Nel quasi totale silenzio della stampa, solo pochi giorni fa il Parlamento UE ha votato la PAC (Politica Agricola Comune), che andrà nuovamente a finanziare gli allevamenti intensivi, notoriamente crudeli per gli animali, inSOStenibili per l'ambiente e dannosi per la salute umana. Il Covid 19 è un segnale evidente dell'urgenza di invertire la rotta e rivedere radicalmente il nostro rapporto con gli animali e la natura. Eppure le istituzioni europee hanno ceduto di nuovo alle pressioni della grande industria, sostenendo un modello produttivo per larga parte responsabile di questo disastro globale. CIWF, Compassion in Word Farm, insieme ad altre ONG nazionali e internazionali, ha già scritto una lettera alla Presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen per chiedere che questa decisione venga immediatamente respinta. Altre azioni verranno poi intraprese per responsabilizzare autorità e opinione pubblica.
