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martedì 23 novembre 2021

La COP26 ignora l’urgenza della difesa degli animali

Qualche giorno fa si è conclusa a Glasgow la COP26, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che ha visto la partecipazione dei grandi della terra i quali, come purtroppo ci si aspettava, hanno ignorato l’urgenza di mettere in discussione l’attuale modello di produzione alimentare. Non è bastato ricordare loro che l'industria zootecnica è da sola responsabile del 14,5% di tutte le emissioni di gas serra a livello globale, che gli allevamenti intensivi sono la tra le maggiori cause dirette di perdita di biodiversità, deforestazione, estinzione di specie selvatiche, scarsità d'acqua, inquinamento e desertificazione. Non è bastato mostrare loro, ancora una volta, come la scienza confermi che questo modello è insostenibile per tutti gli esseri viventi che chiamano casa questo pianeta e che il tempo stringe, mentre il rischio aumenta, giorno dopo giorno. Ma la loro indifferenza non riuscirà ad avere su di noi l’effetto disarmante che sperano. Perché la nostra battaglia è giusta ed è veramente globale, perché è finalizzata a difendere tutti, nessuno escluso! Questa battaglia è tanto vitale quanto ambiziosa perché sfida poteri molto più grandi di noi. Per questo, per continuare a combatterla, abbiamo bisogno dell’ aiuto di tutti! E io mi faccio portavoce da queste pagine per sensibilizzare i miei lettori sull'argomento.

venerdì 19 novembre 2021

Intervista sul benessere animale ad Annamaria Pisapia di CIWF

Intervista ad Annamaria Pisapia, Direttrice di CIWF (Compassion in World Farming) Italia Onlus, che da anni si batte per la protezione degli animali allevati a fini alimentari. D)Scriveva in tempi non sospetti Michael Pollan ne Il dilemma dell’onnivoro: “la vita breve e infelice di un manzo ingrassato a furia di mais in un allevamento intensivo rappresenta il trionfo supremo della logica industriale rispetto a quella evolutiva.” E io vorrei aggiungere: lo Spillover, passaggio di una grave malattia infettiva da animale a uomo, rappresenta la fine della nostra evoluzione. R) E’ ormai noto che l’agricoltura e l’allevamento intensivi siano fra le cause dello Spillover. Quest’ultimo in realtà è solo una degli impatti devastanti dell’allevamento intensivo, che impoverisce il suolo, inquina l’acqua e l’aria e contribuisce alla perdita di biodiversità. Di fatto, ci stiamo mangiando la possibilità di produrre cibo per noi e per le prossime generazioni. Un cambio di rotta è urgente e necessario. D) Dal vostro punto di vista, abbiamo passato il segno? Tutto quello che avete fatto per mettere in guardia l’uomo di non trattare gli animali da “bestie” è stato fatto invano? O siete riuscite a mettere a segno qualche successo? R) E’ vero, quella che stiamo vivendo è una vera e propria emergenza, che richiede azioni urgenti. Eppure la sensibilità globale sugli argomenti che riguardano il benessere degli animali e la sostenibilità è in continuo aumento. Ne sono la testimonianza gli 1,4 milioni di firme di cittadini europei che hanno firmato la Iniziativa dei Cittadini Europei End The Cage. A seguito di questa nostra imponente campagna la Commissione Europea si è impegnata ad approvare una legge che vieti l’uso delle gabbie in Europa entro il 2027. D) Dopo il G20 tenutosi a Roma sotto la regia di Mario Draghi, la Cop26 ha riunito quasi tutti i Paesi del mondo per dire basta ai gas serra e alla deforestazione che fanno aumentare la temperatura del globo terracqueo con conseguenze disastrose, come l’innalzamento dei mari e l’infertilità di larghe plaghe del mondo non sviluppato. Ma anche di quello occidentale per il quale un 1,5 grado in più di temperatura scatenerebbe una catena infinita di eventi disastrosi. Non ultimo l’estrema virulenza del Sars Cov2 (siamo già alla quarta variante e alla necessità della vaccinazione permanente). R) Per questo si impone la riduzione del consumo di carne, soprattutto nei paesi ricchi del pianeta. E questa è una necessità dimostrata dalla scienza. Infatti sappiamo che se il consumo di prodotti di origine animale continuerà con gli aumenti attuali, le sole emissioni provenienti da questa produzione impediranno di mantenere il riscaldamento globale sotto 1,5 gradi. D) Cosa mi dite rispetto alla strategia Farm to Fork? R) La strategia Farm to Fork ha il potenziale di diventare uno strumento potente per avviare la transizione a sistemi alimentari più sostenibili. La sua conversione in legge è ancora in fieri. Noi stiamo monitorando le attività politiche facendo pressione attraverso le nostre campagne affinché i suoi obiettivi (dalla fattoria alla tavola) restino i più ambiziosi possibili.

martedì 19 ottobre 2021

Consumi energetici: basta sprechi

La prossima COP26 a Glasgow a fine ottobre dovrà fare il punto su come smettere di inquinare con la CO2 e di come promuovere la sostenibilità e la circolarità ambientale. Basta quindi con il carbone e sì a soluzioni energetiche alternative (anche il nucleare?). Qualcosa in Italia è stato fatto con il bonus 110% sulla ristrutturazione energetica degli edifici immobiliari, per portare, quelli più vecchi, a livelli migliori di qualificazione ambientale a spesa zero per il condomino (le spese se le accolla, parte a fondo perduto, parte a credito di imposta, la banca). Tra le proposte, quella di installare pannelli fotovoltaici sui tetti per riscaldare la casa con l’energia solare. E in molti l’hanno fatto o lo stanno facendo. Ma poi ho scoperto che questa forma di riscaldamento ha una scadenza, oltre la quale bisogna buttare i pannelli e sostituirli. E allora, dove vanno a finire i nostri risparmi e le nostre innovazioni? Nella spazzatura. Meglio sopportare un po’ di più il freddo e smettere di consumare (plastica, imballaggi di ogni genere, cibo che poi va a finire buttato – anche se noi italiani siamo le più formichine -, smartphone sempre più nuovi e nuovi vestiti, scarpe, borse) anche per venire incontro alle popolazioni più deboli del Sud del mondo che possano usufruire un po’ anche loro di ciò che non dovremmo più consumare noi. 

lunedì 2 agosto 2021

COP26 e la riduzione del consumo di carne, pesce e latticini

A novembre, in Scozia, si svolgerà COP26, la ventiseiesima Conferenza delle Parti sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite. Questo evento riunirà oltre 30.000 delegati, tra Capi di Stato, esperti di clima attivisti, al fine di concordare un piano d’azione coordinato che affronti il problema del cambiamento climatico, di cui il settore dell’allevamento è uno dei maggiori responsabili. CIWF, Compassion in Word Farming, ha quindi scritto una lettera indirizzata all’attuale Presidente del Consiglio Mario Draghi esortando a includere una sessione dedicata alla revisione degli attuali modelli di consumo alimentare all’interno di COP26 per passare a un'agricoltura rigenerativa e ridurre il consumo di carnepesce e latticini a livello globale.