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venerdì 16 settembre 2022

Il Corno d'Africa e la sua insicurezza alimentare

«Il Corno d’Africa sta vivendo la peggiore siccità degli ultimi 40 anni – ha chiosato il vicesegretario generale delle Nazioni Unite Amina Mohammed –capace di porre fino a 20 milioni di persone a rischio di grave insicurezza alimentare –. Almeno 7 milioni di capi di bestiame sono venuti a mancare, compromettendo il sostentamento contingente e futuro di milioni di esseri umani». Le risorse destinate all’adattamento climatico supereranno, entro il 2030, la soglia psicologica dei 300 miliardi di dollari; nonostante le campagne di sensibilizzazione ecologica, inoltre, l’impatto antropico sull’ambiente non accenna a diminuire. La guerra in Ucraina, che ha portato alle stelle i prezzi del cibo e dell’energia, ha reso più complesso trovare nuove soluzioni. Resta certo un fatto: vivere in Africa, nell’America Centrale o Latina, nell’Asia del Sud o in una piccola nazione isolana rende 15 volte più probabile morire a causa di un disastro climatico."

martedì 23 novembre 2021

La COP26 ignora l’urgenza della difesa degli animali

Qualche giorno fa si è conclusa a Glasgow la COP26, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che ha visto la partecipazione dei grandi della terra i quali, come purtroppo ci si aspettava, hanno ignorato l’urgenza di mettere in discussione l’attuale modello di produzione alimentare. Non è bastato ricordare loro che l'industria zootecnica è da sola responsabile del 14,5% di tutte le emissioni di gas serra a livello globale, che gli allevamenti intensivi sono la tra le maggiori cause dirette di perdita di biodiversità, deforestazione, estinzione di specie selvatiche, scarsità d'acqua, inquinamento e desertificazione. Non è bastato mostrare loro, ancora una volta, come la scienza confermi che questo modello è insostenibile per tutti gli esseri viventi che chiamano casa questo pianeta e che il tempo stringe, mentre il rischio aumenta, giorno dopo giorno. Ma la loro indifferenza non riuscirà ad avere su di noi l’effetto disarmante che sperano. Perché la nostra battaglia è giusta ed è veramente globale, perché è finalizzata a difendere tutti, nessuno escluso! Questa battaglia è tanto vitale quanto ambiziosa perché sfida poteri molto più grandi di noi. Per questo, per continuare a combatterla, abbiamo bisogno dell’ aiuto di tutti! E io mi faccio portavoce da queste pagine per sensibilizzare i miei lettori sull'argomento.

lunedì 2 agosto 2021

COP26 e la riduzione del consumo di carne, pesce e latticini

A novembre, in Scozia, si svolgerà COP26, la ventiseiesima Conferenza delle Parti sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite. Questo evento riunirà oltre 30.000 delegati, tra Capi di Stato, esperti di clima attivisti, al fine di concordare un piano d’azione coordinato che affronti il problema del cambiamento climatico, di cui il settore dell’allevamento è uno dei maggiori responsabili. CIWF, Compassion in Word Farming, ha quindi scritto una lettera indirizzata all’attuale Presidente del Consiglio Mario Draghi esortando a includere una sessione dedicata alla revisione degli attuali modelli di consumo alimentare all’interno di COP26 per passare a un'agricoltura rigenerativa e ridurre il consumo di carnepesce e latticini a livello globale.