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venerdì 16 settembre 2022

Il Corno d'Africa e la sua insicurezza alimentare

«Il Corno d’Africa sta vivendo la peggiore siccità degli ultimi 40 anni – ha chiosato il vicesegretario generale delle Nazioni Unite Amina Mohammed –capace di porre fino a 20 milioni di persone a rischio di grave insicurezza alimentare –. Almeno 7 milioni di capi di bestiame sono venuti a mancare, compromettendo il sostentamento contingente e futuro di milioni di esseri umani». Le risorse destinate all’adattamento climatico supereranno, entro il 2030, la soglia psicologica dei 300 miliardi di dollari; nonostante le campagne di sensibilizzazione ecologica, inoltre, l’impatto antropico sull’ambiente non accenna a diminuire. La guerra in Ucraina, che ha portato alle stelle i prezzi del cibo e dell’energia, ha reso più complesso trovare nuove soluzioni. Resta certo un fatto: vivere in Africa, nell’America Centrale o Latina, nell’Asia del Sud o in una piccola nazione isolana rende 15 volte più probabile morire a causa di un disastro climatico."

mercoledì 17 febbraio 2021

La Cina e viCina

Una volta si diceva "La Cina e viCina". E adesso lo è per davvero. Dopo aver fatto, il secolo scorso incetta, il cosiddetto landgrabbing  di terreni da coltivare in Africa per conquistare cibo a basso prezzo, adesso ci impianta pale eoliche per avere energia pulita anche da rivendere. Con la cimice asiatica aveva l'anno passato messo in ginocchio i nostri alveari per vendere il suo miele. Adesso ci stiamo rifacendo, anche con prodotti molto buoni come quello biologico.  

sabato 25 aprile 2015

Non di solo pane, il Papa all'inaugurazione di Expo

Proprio oggi, nel giorno del 70° anniversario della Liberazione, l'annuncio di Papa Bergoglio di partecipare il 1 maggio, tra l'altro Festa dei Lavoratori, all'inaugurazione di Expo 2015 tramite un videomessaggio. Il padiglione del Vaticano, è pur sempre uno Stato, si intitola "Non di solo pane", insomma un po' come la mia testatina del blog che è tratta da un film di Ken Loach, l'inglese regista anarco -comunista degli anni Ottanta: "Il pane e le rose". E un po' come diceva anche quel materialista di Karl Marx che se uno non ha la pancia piena gli è difficile anche pensare. Insomma finalmente tutti d'accordo, anche se le opere di Expo a 5 giorni dall'inaugurazione non sono ultimate, si è passati dallo slogan "Nutrire il pianeta", che sa tanto di vecchio ambientalismo, al più sano e logico "Il pianeta che ci nutre". E che ci potrebbe nutrire meglio se le aree agricole fossero bonificate, se tante campagne non fossero state sottratte all'agricoltura dalla cementificazione selvaggia, se ogni paesaggio conservasse le proprie peculiarità e attrattive, paesaggistiche, storiche e agroalimentari. Anche senza andare tanto lontano. Perché i piccoli produttori del Sud del mondo hanno problemi ben più vasti che non partecipare a Expo, che a darci uno sguardo da lontano sembra un grande parco dei divertimenti, e se è per i bambini, ben venga. Per esempio perché nel tanto parlare che si fa di biodiversità e commercio equo e solidale, non sento quasi mai accennare al land grabbing, l'acquisto delle terre in Africa da parte di Paesi emergenti come la Cina che hanno tante bocche da sfamare e poca terra perché quasi tutta superinquinata? Pare logico, piuttosto che comprare cibo dai piccoli paesi produttori, accaparrarsi le loro terre?