L’anno scorso scrivevo: cosa ci porterà la Befana? Secondo me un bel sacco di carbone per come ci stiamo comportando nei confronti del pianeta su cui viviamo e che fra poco, secondo alcuni catastrofisti, esaurirà le sue risorse. Dobbiamo davvero crederci? Il carbone serviva nell’Ottocento per far andare avanti la prima rivoluzione industriale (utile rileggere Karl Marx). Nel Novecento l’energia proveniva dal petrolio, l’oro nero come è stato chiamato per la sua preziosità e scarsità. Adesso siamo nell’epoca del recupero dell’agricoltura (primariamente transgenica - e pertanto secondo alcuni nociva - poiché sarebbe più produttiva) come modo per nutrirci e contemporaneamente tutelare l’ambiente. Non solo della ricca Europa, la cui riunione tra Ovest ed Est nell’89 è pesantemente gravata sulla Germania, ma anche e soprattutto dei Paesi del Sud del mondo i cui figli muoiono di fame e di stenti. Dare loro da mangiare sarebbe il minimo da parte dei Paesi ricchi, dove però si è infiltrato il malaffare con tutte le conseguenze del caso (Sciascia insegna). Queste parole a ben vedere furono profetiche. La Befana ci portò la pandemia, la Covid19. Adesso non c’è che da sperare che nella calza ci siano i vaccini, sperimentati e sicuri, ma per tutti, veramente per tutti.
"diario sul cibo per chi non crede che il cibo sia cultura ma nutrimento e garantirlo a tutti sarebbe già un bel passo avanti...esistono 'il pane e le rose'…assicuriamo il pane a tutti perché tutti possano avere anche le rose…"
Visualizzazione post con etichetta Karl Marx. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Karl Marx. Mostra tutti i post
domenica 3 gennaio 2021
sabato 25 aprile 2015
Non di solo pane, il Papa all'inaugurazione di Expo
Proprio oggi, nel giorno del 70° anniversario della Liberazione, l'annuncio di Papa Bergoglio di partecipare il 1 maggio, tra l'altro Festa dei Lavoratori, all'inaugurazione di Expo 2015 tramite un videomessaggio. Il padiglione del Vaticano, è pur sempre uno Stato, si intitola "Non di solo pane", insomma un po' come la mia testatina del blog che è tratta da un film di Ken Loach, l'inglese regista anarco -comunista degli anni Ottanta: "Il pane e le rose". E un po' come diceva anche quel materialista di Karl Marx che se uno non ha la pancia piena gli è difficile anche pensare. Insomma finalmente tutti d'accordo, anche se le opere di Expo a 5 giorni dall'inaugurazione non sono ultimate, si è passati dallo slogan "Nutrire il pianeta", che sa tanto di vecchio ambientalismo, al più sano e logico "Il pianeta che ci nutre". E che ci potrebbe nutrire meglio se le aree agricole fossero bonificate, se tante campagne non fossero state sottratte all'agricoltura dalla cementificazione selvaggia, se ogni paesaggio conservasse le proprie peculiarità e attrattive, paesaggistiche, storiche e agroalimentari. Anche senza andare tanto lontano. Perché i piccoli produttori del Sud del mondo hanno problemi ben più vasti che non partecipare a Expo, che a darci uno sguardo da lontano sembra un grande parco dei divertimenti, e se è per i bambini, ben venga. Per esempio perché nel tanto parlare che si fa di biodiversità e commercio equo e solidale, non sento quasi mai accennare al land grabbing, l'acquisto delle terre in Africa da parte di Paesi emergenti come la Cina che hanno tante bocche da sfamare e poca terra perché quasi tutta superinquinata? Pare logico, piuttosto che comprare cibo dai piccoli paesi produttori, accaparrarsi le loro terre?
Iscriviti a:
Post (Atom)