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martedì 23 novembre 2021

La COP26 ignora l’urgenza della difesa degli animali

Qualche giorno fa si è conclusa a Glasgow la COP26, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che ha visto la partecipazione dei grandi della terra i quali, come purtroppo ci si aspettava, hanno ignorato l’urgenza di mettere in discussione l’attuale modello di produzione alimentare. Non è bastato ricordare loro che l'industria zootecnica è da sola responsabile del 14,5% di tutte le emissioni di gas serra a livello globale, che gli allevamenti intensivi sono la tra le maggiori cause dirette di perdita di biodiversità, deforestazione, estinzione di specie selvatiche, scarsità d'acqua, inquinamento e desertificazione. Non è bastato mostrare loro, ancora una volta, come la scienza confermi che questo modello è insostenibile per tutti gli esseri viventi che chiamano casa questo pianeta e che il tempo stringe, mentre il rischio aumenta, giorno dopo giorno. Ma la loro indifferenza non riuscirà ad avere su di noi l’effetto disarmante che sperano. Perché la nostra battaglia è giusta ed è veramente globale, perché è finalizzata a difendere tutti, nessuno escluso! Questa battaglia è tanto vitale quanto ambiziosa perché sfida poteri molto più grandi di noi. Per questo, per continuare a combatterla, abbiamo bisogno dell’ aiuto di tutti! E io mi faccio portavoce da queste pagine per sensibilizzare i miei lettori sull'argomento.

martedì 19 ottobre 2021

Consumi energetici: basta sprechi

La prossima COP26 a Glasgow a fine ottobre dovrà fare il punto su come smettere di inquinare con la CO2 e di come promuovere la sostenibilità e la circolarità ambientale. Basta quindi con il carbone e sì a soluzioni energetiche alternative (anche il nucleare?). Qualcosa in Italia è stato fatto con il bonus 110% sulla ristrutturazione energetica degli edifici immobiliari, per portare, quelli più vecchi, a livelli migliori di qualificazione ambientale a spesa zero per il condomino (le spese se le accolla, parte a fondo perduto, parte a credito di imposta, la banca). Tra le proposte, quella di installare pannelli fotovoltaici sui tetti per riscaldare la casa con l’energia solare. E in molti l’hanno fatto o lo stanno facendo. Ma poi ho scoperto che questa forma di riscaldamento ha una scadenza, oltre la quale bisogna buttare i pannelli e sostituirli. E allora, dove vanno a finire i nostri risparmi e le nostre innovazioni? Nella spazzatura. Meglio sopportare un po’ di più il freddo e smettere di consumare (plastica, imballaggi di ogni genere, cibo che poi va a finire buttato – anche se noi italiani siamo le più formichine -, smartphone sempre più nuovi e nuovi vestiti, scarpe, borse) anche per venire incontro alle popolazioni più deboli del Sud del mondo che possano usufruire un po’ anche loro di ciò che non dovremmo più consumare noi.