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martedì 6 giugno 2023

La raccolta differenziata

Noi italiani, Italians, direbbe il giornalista Beppe Severgnini, siamo un popolo originale. E non solo perché racchiudiamo nel nostro piccolo Stivale la più grande quantità di opere d'arte e dell'ingegno al mondo. Ma perché sappiamo anche fare le cose bene quando serve.Un esempio, calzante in questo periodo di spreco e di sporcizia gneralizzata (vedi i cinghiali ale porte di Roma), è la raccolta differenziata dei rifiuti. Quanto alla carta ne sappiamo raccogliere tanto basta e anche di più a costruire i carri allegorici del Carnevale di Viareggio. Lattine e plastica finiscono nell'isola ecologica ( ma esiste anche una querelle sull'inceneritore: andava fatto o non piuttosto continuare a mandare i nostri rifiuti in Germania?). Per il vetro esiste adesso una campagna pubblcitaria martellante in tv che insegna a riciclarlo correttamente. Ultimo capitolo: olio esausto. Molti lo scaricano nel lavandino, cosa che non si fa perché così entra nel ciclo dell'acqua e va a finire nei fiumi e nel mare. Per gli oli esausti esiste un apposito contenitore di plastica dove raccoglierlo per poi lasciarlo all'isola ecologica. Molti italiani lo hanno capito e adesso la quantità dgli oli così trattati aumenta costantemente.

martedì 19 ottobre 2021

Consumi energetici: basta sprechi

La prossima COP26 a Glasgow a fine ottobre dovrà fare il punto su come smettere di inquinare con la CO2 e di come promuovere la sostenibilità e la circolarità ambientale. Basta quindi con il carbone e sì a soluzioni energetiche alternative (anche il nucleare?). Qualcosa in Italia è stato fatto con il bonus 110% sulla ristrutturazione energetica degli edifici immobiliari, per portare, quelli più vecchi, a livelli migliori di qualificazione ambientale a spesa zero per il condomino (le spese se le accolla, parte a fondo perduto, parte a credito di imposta, la banca). Tra le proposte, quella di installare pannelli fotovoltaici sui tetti per riscaldare la casa con l’energia solare. E in molti l’hanno fatto o lo stanno facendo. Ma poi ho scoperto che questa forma di riscaldamento ha una scadenza, oltre la quale bisogna buttare i pannelli e sostituirli. E allora, dove vanno a finire i nostri risparmi e le nostre innovazioni? Nella spazzatura. Meglio sopportare un po’ di più il freddo e smettere di consumare (plastica, imballaggi di ogni genere, cibo che poi va a finire buttato – anche se noi italiani siamo le più formichine -, smartphone sempre più nuovi e nuovi vestiti, scarpe, borse) anche per venire incontro alle popolazioni più deboli del Sud del mondo che possano usufruire un po’ anche loro di ciò che non dovremmo più consumare noi. 

venerdì 4 giugno 2021

Buone notizie sul fronte del riciclo

Dopo aver cercato, e trovato, la plastica nella pancia del pangolino, specie di pesce che da Darwin in poi nessuno conosceva, adesso arrivano buone notizie sul fronte dell’ecologia in Italia. Ce le offre in edizione speciale Il Corriere della Sera, secondo cui l’Italia è ai primi posti nel riciclo delle lattine di alluminio. E, se i datori di lavoro accettassero la settimana lavorativa di 4 giorni, il rilascio di anidride carbonica (CO2) nell’atmosfera si ridurrebbe consistentemente. D’altra parte adesso esistono i bonus per comperare biciclette e skateboard e la morsa delle auto in città dovrebbe allentare. 

giovedì 6 febbraio 2020

Spreco di cibo e dolci di carnevale


Cala in Italia lo spreco di cibo, come ci si può accorgere facilmente dai bidoni della raccolta dell’umido, sempre più vuoti. La sensibilizzazione ha colto nel segno e si fa ormai la spesa di quanto effettivamente manca in frigorifero, senza riempirlo fino all’orlo con la conseguenza poi di dover buttare ciò che nella settimana, l’intervallo medio di tempo tra una spesa e l’altra, non si è riusciti a mangiare o è scaduto. In compenso si buttano maggiormente, nell’ordine degli imballaggi: carta, cartone, plastica e alluminio. Ma, se la plastica dura nel tempo, la carta è facilmente riciclabile e se ne può fare anche cartapesta per i carri e le maschere dei famosi carnevali di Venezia e di Viareggio. E, visto che siamo in tema, segnalo che i grandi supermercati stanno già vendendo le chiacchiere o crostoli o in qualunque altra maniera si chiamino nelle varie nostre Regioni questi dolci da ricorrenza, appunto per il carnevale. Come si fanno in casa? Con  un monte di farina dove versarvi dentro un tuorlo, mezzo guscio di olio e mezzo guscio di vino e lavorare l’impasto facendolo poi riposare per mezzora sotto una tovaglia. Infine tagliare a striscioline e friggere nell’olio di semi di arachide. Spolverare con zucchero di semola o zucchero a velo. Un’altra ricetta impiega anche una cospicuo dose di burro da mettere intero nella fontana di farina e poi anche sciolto nella padella, in pratica una pasta frolla da ripiegare, dopo averla fatta riposare, per tre volte su se stessa. Tra le pieghe infilare la parte lunga di un mestolo in modo da ottenere da tre a tre striscioline da tagliare e gettare in abbondante olio per friggere.