"diario sul cibo per chi non crede che il cibo sia cultura ma nutrimento e garantirlo a tutti sarebbe già un bel passo avanti...esistono 'il pane e le rose'…assicuriamo il pane a tutti perché tutti possano avere anche le rose…"
Visualizzazione post con etichetta carta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta carta. Mostra tutti i post
martedì 6 giugno 2023
La raccolta differenziata
Noi italiani, Italians, direbbe il giornalista Beppe Severgnini, siamo un popolo originale. E non solo perché racchiudiamo nel nostro piccolo Stivale la più grande quantità di opere d'arte e dell'ingegno al mondo. Ma perché sappiamo anche fare le cose bene quando serve.Un esempio, calzante in questo periodo di spreco e di sporcizia gneralizzata (vedi i cinghiali ale porte di Roma), è la raccolta differenziata dei rifiuti. Quanto alla carta ne sappiamo raccogliere tanto basta e anche di più a costruire i carri allegorici del Carnevale di Viareggio. Lattine e plastica finiscono nell'isola ecologica ( ma esiste anche una querelle sull'inceneritore: andava fatto o non piuttosto continuare a mandare i nostri rifiuti in Germania?). Per il vetro esiste adesso una campagna pubblcitaria martellante in tv che insegna a riciclarlo correttamente. Ultimo capitolo: olio esausto. Molti lo scaricano nel lavandino, cosa che non si fa perché così entra nel ciclo dell'acqua e va a finire nei fiumi e nel mare. Per gli oli esausti esiste un apposito contenitore di plastica dove raccoglierlo per poi lasciarlo all'isola ecologica. Molti italiani lo hanno capito e adesso la quantità dgli oli così trattati aumenta costantemente.
Etichette:
carta,
lattine,
oli esausti,
plastica,
vetro
giovedì 6 febbraio 2020
Spreco di cibo e dolci di carnevale
Cala in Italia lo spreco di cibo,
come ci si può accorgere facilmente dai bidoni della raccolta dell’umido,
sempre più vuoti. La sensibilizzazione ha colto nel segno e si fa ormai la
spesa di quanto effettivamente manca in frigorifero, senza riempirlo fino all’orlo
con la conseguenza poi di dover buttare ciò che nella settimana, l’intervallo
medio di tempo tra una spesa e l’altra, non si è riusciti a mangiare o è
scaduto. In compenso si buttano maggiormente, nell’ordine degli imballaggi:
carta, cartone, plastica e alluminio. Ma, se la plastica dura nel tempo, la
carta è facilmente riciclabile e se ne può fare anche cartapesta per i carri e
le maschere dei famosi carnevali di Venezia e di Viareggio. E, visto che siamo
in tema, segnalo che i grandi supermercati stanno già vendendo le chiacchiere o
crostoli o in qualunque altra maniera si chiamino nelle varie nostre Regioni
questi dolci da ricorrenza, appunto per il carnevale. Come si fanno in casa?
Con un monte di farina dove versarvi
dentro un tuorlo, mezzo guscio di olio e mezzo guscio di vino e lavorare l’impasto
facendolo poi riposare per mezzora sotto una tovaglia. Infine tagliare a
striscioline e friggere nell’olio di semi di arachide. Spolverare con zucchero
di semola o zucchero a velo. Un’altra ricetta impiega anche una cospicuo dose
di burro da mettere intero nella fontana di farina e poi anche sciolto nella padella,
in pratica una pasta frolla da ripiegare, dopo averla fatta riposare, per tre
volte su se stessa. Tra le pieghe infilare la parte lunga di un mestolo in modo
da ottenere da tre a tre striscioline da tagliare e gettare in abbondante olio per friggere.
Iscriviti a:
Post (Atom)