L’italian sounding, cioè i nomi italianizzati attribuiti a prodotti stranieri, ci costa 44 mld di euro. Ed è un fenomeno che secondo le parole raccolte dal ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli da Italia Oggi: “Non si può istituzionalizzare”, ribadendo così il "no" del Governo alla registrazione della menzione Prosek croato tra i vini a denominazione tutelati dalla Ue. Queste parole sono state pronunciate a margine del tavolo del settore vitivinicolo che ha affrontato anche il rischio di esclusione dei nostri vini dai fondi di promozione previsti dalla nuova riforma Ue dei prodotti agricoli, il piano di promozione istituzionale del vino italiano nel mondo e lo standard value. Presente al tavolo anche il sottosegretario Gian Marco Centinaio che, sempre su Italia Oggi, è intervenuto anche su enoturismo e grano. “Metteremo fondi a disposizione - ha detto - Occorre partire dalle filiere più legate al turismo agroalimentare, il vino e l’olio. Poi andremo sul resto e se ci fossero i fondi interverremo anche sui distretti del cibo”. E a proposito di denominazione italiane scippateci dal governo croato c’è anche sul tavolo la questione aceto balsamico di Modena.
"diario sul cibo per chi non crede che il cibo sia cultura ma nutrimento e garantirlo a tutti sarebbe già un bel passo avanti...esistono 'il pane e le rose'…assicuriamo il pane a tutti perché tutti possano avere anche le rose…"
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mercoledì 6 ottobre 2021
mercoledì 22 aprile 2015
Il Fuori Salone di Expo 2015
Ci siamo fatti spiegare da Giampietro Comolli, esperto di spumanti, il progetto del fuori salone per Expo. Si chiama
UnPOperEXPO il “fuori salone” organizzato da Giampietro Comolli, direttore
OSVE, e Aikal, un’associazione no profit di italiani all’estero, per portare i visitatori
lungo le sponde del fiume Po. Dai vini agli ortaggi alla frutta, dai salumi ai
formaggi, dalle erbe alle paste ripiene, questi i prodotti delle nostre imprese
agricole da imparare a distinguere dall’ italian sounding.
I sondaggi di
Expo, secondo Comolli, dicono che almeno il 20-25% dei 20 mln di ospiti e
turisti attesi sarà interessato a girare il BelPaese fuori Expo, con ogni
mezzo. Il 37% si sposterà in treno da/per aeroporti verso mete diverse. A
maggio, oltre 50 percorsi turistici di UnPOxEXPO gli accompagneranno nelle Cantine
Aperte del Movimento Turismo Vino.
“Abbiamo ricevuto
la disponibilità della FISAR – Federazione Italiana Sommelier Albergatori
Ristoratori - associazione presente in modo capillare lungo tutte le province
del Po – dice Comolli – a invitare sul territorio produttivo i visitatori.” Curiosità
ed esperienza sono i motori della ricerca. Attratti dalla food valley perché
patria di eccellenze alimentari e vini di pregio.”
UnPOxEXPO2015 è un progetto che si spera resista
anche dopo Expo, come destinazione e meta per rilanciare il turismo in Italia,
scivolato in pochi anni dal quinto al sedicesimo posto nel mondo. “ I 71
percorsi tematico – culturali – conclude Comolli - raccontano 2000 anni di
storia, 96 prodotti certificati Dop - Igp e 950 ricette di piatti regionali”. Sempre che gli albergatori, a parte qualche
relais cinque stelle, diventino più internazionali, offrano il wi fi e altri servizi amati dai turisti dei paesi nordici e dagli americani. E che le sagre non debbano più "combattere" contro i ristoranti, diventando, come dice Comolli, rassegne. Per continuare a offrire opportunità di crescita,
bonifica dei terreni, sviluppo della navigabilità fluviale a agricoltura
“pulita”.
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