venerdì 12 febbraio 2016

A San Valentino si brinda con la birra


Piccante o dolce, dalla ‘Pils in Love’ alla ‘ZenzEros’, passando per la ‘Helles Diablo’,
quest’anno la festa degli innamorati si accende con la fantasia delle birre artigianali.
E se proprio non andrà come vorremo ci potremo scherzare su con l’amara ‘2 di Picche’
 
 Piccante o romantico non importa, quello che conta è passare San Valentino con la nostra dolce metà, degustando magari un’ottima birra. In attesa di BEER ATTRACTION (Rimini Fiera 20-23 febbraio 2016, in collaborazione con Unionbirrai), ecco una simpatica guida tra i birrifici artigianali che, anche un po’ per gioco, ad amore e passione hanno dedicato alcune delle loro etichette.
Partiamo naturalmente dall’aperitivo - guidati dai preziosi consigli di Fulvio Giublena, docente ai corsi di degustazione Unionbirrai - e dal colore della passione: il rosso della Cherry Lady, del birrificio Foglie d’erba, delicata e piacevolissima. Proseguiamo con la ‘Pils in Love’, una german pilsner di 5%, nata dalla irrefrenabile sete di amore del birrificio La Buttiga di Piacenza. Il luminoso colore giallo paglierino e la schiuma fitta incuriosiranno, mentre l'erbaceo deciso e il piacevole amaro sedurranno.
Per infuocare la notte di San Valentino ecco la ‘Helles Diablo’, birra al peperoncino, prodotta dai birrifici Croce di Malto e Amiata, con un sapore che passa da un attacco dolce a note affumicate di malto. La piccantezza la si apprezzerà fino in fondo però, solo dopo la prima pinta.
Per i più delicati piatti a base di pesce, è meglio stappare un’ottima ZenzEros del birrificio Kamun, birra di frumento ad alta fermentazione, aromatizzata con radice zenzero e scorza di limone.
Dulcis in fundo, per il dolce non si può rinunciare alla Chocolate Porter, di Birra Perugia. Di colore ovviamente scuro, con profumi ammalianti e deliziosi richiami di cacao, la Chocolate Porter interpreta uno stile britannico molto classico, esaltato dall’aggiunta di granella di cacao a fine fermentazione.
E se proprio non sarà un San Valentino indimenticabile…Ci potremo sempre scherzare su con una bella pinta di ‘2 di Picche’. Ovviamente una birra scura, tipo black IPA, prodotta dal birrificio Menaresta, amara ma anche molto profumata.
 

mercoledì 10 febbraio 2016

Colesterolo assolto e Dieta mediterranea promossa

Come cambiano i tempi e cambiano le nostre certezze. Il colesterolo per esempio è stato “assolto per mancanza di prove”. E’ quanto ho letto su Italia Oggi e riporto qui, un articolo dove James Hansen spiega che, dopo oltre quarant’anni, le raccomandazioni contro il colesterolo sono scomparse dalle Guide-lines americane perché non fondate su dati certi. E anche per David Allison, esperto in nutrizione dell’University of Alabama-Birmingham: “Le cose nutrizionali di cui siamo certi oltre ogni ragionevole dubbio sono molto poche (…) Ci sono nutrienti essenziali come vitamine e minerali che bisogna assolutamente assumere. (…) Al di là di ciò, la base della nostra reale conoscenza diventa sempre più striminzita”. La Dieta mediterranea invece continua a essere ampiamente promossa come tipo di alimentazione che allunga i telomeri responsabili della nostra longevità.

giovedì 4 febbraio 2016

I 10 anni di Rosaria, l'arancia rossa


L’80% dei consumatori  la sceglie per le sue proprietà salutistiche e il 41 per il sapore. E’ Rosaria, l’arancia rossa 100% siciliana, coltivata nella piana di Catania da Salvatore e Aurelio Pannitteri. Che hanno creato un marchio e saputo posizionarlo nell’alto di gamma. Filippo La Mantia, chiamato a festeggiarne il decimo compleanno questo gennaio a Milano, ne ha proposto alcune ricette. E una ricerca realizzata da Management Solutions e presentata dal professor Fabio Ancarani, direttore Executive master in Sales e Marketing della Bologna Business School, ci dice che “Rosaria è al 6° posto assoluto tra le marche citate dai consumatori di frutta.” Altre sono Melinda e Chiquita.

L’Etna con il suo microclima conferisce il colore rosso e brillante della polpa, specchio del vigore e della vitalità del vulcano siciliano; e il gusto intenso e le ottime caratteristiche nutrizionali, poiché si tratta di un prodotto povero di grassi e calorie, ma ricco in sali minerali e vitamine, per un’alimentazione all’insegna del benessere.

Lo chef ha proposto agli ospiti alcuni dei sapori che hanno decretato il successo del suo ristorante “Oste e cuoco”. Tra caciocavallo e finocchietto provenienti direttamente dalla Sicilia, cous cous e mandorle, il cuoco di fama internazionale ha mostrato gli usi dell’arancia rossa in cucina utilizzando gli ingredienti tipicamente regionali che caratterizzano la sua cucina in modo sano e leggero.

Ecco la ricetta del cous cous con pesto di agrumi.
 
 
Cous cous con pesto di agrumi e sarde fritte
 
 
 

Ingredienti per 4 persone:

250 g di cous cous precotto

8 sarde fresche

Pangrattato

50 g di pinoli tostati

Olio extravergine di oliva

Sale

Per il pesto di agrumi:

2 arance

10 fogli di menta

100 g di mandorle pelate

100 g di capperi sotto sale

1 pomodoro verde

Un mazzetto di basilico

Origano

Olio extravergine di oliva

Procedimento:

Nel frullatore mettete le arance precedentemente sbucciate, le foglie lavate di basilico e menta, le mandorle, il pomodoro verde lavato, un pizzico di origano, i capperi privati del sale di conservazione, e due cucchiai di olio. Frullate grossolanamente in modo da ottenere un pesto abbastanza grezzo. Contemporaneamente scaldate in un pentolino dell’acqua e , quando avrà raggiunto l’ebollizione, spegnete il fuoco aggiungendo una presa di sale. Sistemate il cous cous precotto in un contenitore, quindi aggiungete con un mestolino l’acqua bollente fino a coprire la semola. Coprite e lasciate riposare per due minuti. Quando sarà gonfia con una forchetta separatamente delicatamente i grani del cous cous. A questo punto amalgamate il pesto agli agrumi alla semola e lasciate riposare per qualche minuto. Intanto scaldate una padella con del’olio, private le sarde della lisca e, aperte a libro, passatele prima in una pastella di acqua e farina e poi nel pangrattato. Friggetele fino a quando avranno raggiunto un bel colore dorato. A quel punto estraetele e mettetele a perdere unto su un piatto foderato con carta assorbente da cucina. In ogni piatto sistemate il cous cous e adagiatevi due sarde con qualche pinolo tostato e alcune foglioline di menta. A piacere potete aggiungere del succo di limone sulle sarde.

 

 



venerdì 29 gennaio 2016

Slow Food: il Salone del Gusto compie 20 anni

Slow Food Editore pubblica un libro sui cereali e la stessa associazione fondata da Petrini lancia un Salone 2016 intitolato Voler bene alla terra. Il tema, dal 22 al 26 settembre, sarà articolato tramite l’inno alla biodiversità dei 10.000 orti piantati in Africa, dello Slow Meat, il consumo moderato di carne, e Slow Beans il focus sui legumi. Quest’anno sono 30 anni dalla nascita di Slow Food e 20 del Salone del Gusto, che celebra il coproduttore, colui che sceglie con consapevolezza ciò che mangia. Forse quasi meglio fa solo Ikea che è attiva a favore dell’ambiente e della responsabilità su tutti i fronti: il risparmio di luce, con le lampadine a Led, di acqua, l’incoraggiamento a usare i mezzi pubblici e il car pooling, a consumare cibo biologico  e a rispettare i diritti civili dei lavoratori.

venerdì 22 gennaio 2016

Consumi: ortofrutta batte la carne

Se vi chiedete quale è il senso di tutti questi campi coltivati a biologico e biodinamico anche a pochi passi da casa, sappiate che le tecnologie in agricoltura hanno fatto passi da gigante, e che il Ministero per le politiche agricole e forestali ha appena stanziato 21 milioni per lo sviluppo, che verranno impiegati da centri di ricerca specializzati appena rinnovati come il Crea. Di pari passo vanno i consumi delle famiglie che per la prima volta privilegiano gli acquisti di frutta e verdura rispetto a quelli di carne, dando priorità alla propria salute e all’ambiente la possibilità di rinnovarsi e di trovare un maggiore equilibrio. L’Italia è il maggiore produttore comunitario di ortofrutta, biologica, biodinamica e non, e questo non fa che avvantaggiare la tendenza a nutrirsi meglio. In più ci sono cooperative che, come quelle dei piccoli produttori di miele, il Conapi, raggruppano produttori da Nord a Sud e si appoggiano al lavoro di volontari con il supporto di Banca Etica. Insomma, l’agricoltura è a una svolta epocale, anche perché si avvarrà delle nanotecnologie e degli esperimenti attuati nello spazio, di cui vi abbiamo già accennato.

martedì 19 gennaio 2016

Fiori, e frutti, dallo spazio

E’ il Cosmo la nostra prossima frontiera, come preconizza anche lo scrittore francese Michel Onfray, autore di un libro con questo titolo che sto leggendo in questi giorni. Gli ambiti tecnologici da esplorare da una navicella spaziale sono tanti. Noi dal nostro punto di vista di un blog di una cucina vi anticipiamo una chicca: il primo fiore sbocciato nello spazio, una zinnia, all’interno della stazione spaziale internazionale. L’astronauta Kelly l’ha fotografata rivolta verso il sole e twittata su internet. Prima di questo fiore, sulla Stazione spaziale era stata raccolta lattuga romana. Ma quello che è ancora più interessante è che la prossima tappa riguarderà la coltivazione di pomodori: i semi arriveranno nel 2017. “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior” cantava De André. Chissà come crescono questi nello spazio. Appena lo sapremo meglio, ve lo diremo.
Fuori dalla Tavola

A Sigep un David di cioccolato

Una statua del rinascimentale del David di Michelangelo troneggerà quest'anno, dal 23 al 27 gennaio, a Sigep, il Salone della pasticceria, panificazione e gelateria artigianale, il maggiore al mondo nel suo settore. Una statua di cioccolato, alta 3,5 metri che pesa 1.800 chili ed è realizzata con 1.180 chili di cioccolato, proveniente da scarti di altri lavorazioni non riutilizzabili. A Sigep furono fatte con lo stesso metodo anche una statua di Papa Francesco e una della Statua della Libertà. L'opera è di un team di allievi dell'Accademia dei cioccolatieri italiani guidati da Mirco Della Vecchia e Giuseppe Punteri. Il lavoro ha richiesto 26 giorni.