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lunedì 6 novembre 2023

Oltre 130 aziende mondiali contro i combustibili fossili

Dell’abbandono dei combustibili fossili, gas e petrolio, a favore di un ambiente più pulito e respirabile vi ho già parlato da queste pagine. Adesso apprendo dal Corrire della Sera e qui riporto un' ultima notizia in tema: nei giorni scorsi, molte multinazionali si sono mobilitate con una lettera per scaldare i motori su questo punto: più di 130, che insieme rappresentano quasi un trilione di dollari di fatturato annuo globale, tra cui Ikea, Volvo, eBay, Heineken, AstraZeneca, Nestlé, Unilever, Bayer, Vodafone, hanno esortato i leader mondiali a concordare una tempistica per abbandonare i combustibili fossili al vertice Onu. Mai in passato un gruppo così ampio di aziende aveva rivolto ai governi l’invito ad abbandonare i combustibili fossili. La motivazione è esplicita: anche loro “stanno avvertendo gli effetti e i costi dell’aumento degli eventi meteorologici estremi derivanti dal cambiamento climatico … bisogna gettare le basi per trasformare il sistema energetico globale per dimezzare le emissioni in questo decennio”. Quando cominciano a concentrarsi le forze, e ad andare verso una stessa direzione, la massa d’urto diventa ineludibile. Anche se le resistenze contrarie continueranno a crescere.

venerdì 29 gennaio 2016

Slow Food: il Salone del Gusto compie 20 anni

Slow Food Editore pubblica un libro sui cereali e la stessa associazione fondata da Petrini lancia un Salone 2016 intitolato Voler bene alla terra. Il tema, dal 22 al 26 settembre, sarà articolato tramite l’inno alla biodiversità dei 10.000 orti piantati in Africa, dello Slow Meat, il consumo moderato di carne, e Slow Beans il focus sui legumi. Quest’anno sono 30 anni dalla nascita di Slow Food e 20 del Salone del Gusto, che celebra il coproduttore, colui che sceglie con consapevolezza ciò che mangia. Forse quasi meglio fa solo Ikea che è attiva a favore dell’ambiente e della responsabilità su tutti i fronti: il risparmio di luce, con le lampadine a Led, di acqua, l’incoraggiamento a usare i mezzi pubblici e il car pooling, a consumare cibo biologico  e a rispettare i diritti civili dei lavoratori.

giovedì 2 luglio 2015

Acquisti green: anche gli hotel possono fare la loro parte

Portabandiera del riciclo, riuso e risparmio energetico a ogni livello, la catena di arredamenti Ikea, si fa anche portavoce degli “acquisti verdi”. Le lampadine a risparmio energetico, il frangiflutti per il rubinetto che perde, l’installazione di vasche per l’accumulo di acqua piovana per usi sanitari ed igienici. I pannelli fotovoltaici per l’assorbimento di energia solare, l’acquisto di prodotti di legno a marchio FSC per la salvaguardia delle foreste. L’uso di carta per impieghi igienici e sanitari, o per l’ufficio, riciclata. Gli alberghi dovrebbero tenerne conto. Oltre ad un notevole risparmio di risorse a tutti i livelli, anche economico, sono oggi un veicolo di comunicazione di notevole importanza. Trivago non li sponsorizza ma pensiamo a tutti i prodotti cosmetici, i saponi, i bagno schiuma e le creme biologiche, le sostanze parafarmaceutiche naturali che si stanno imponendo a ogni livello, nei nuovi negozi e sul web. Pensiamo anche al biologico, al vegano e al gluten free nel food. Ai prodotti con la soia e con il tofu, a quelli senza lattosio tra i quali vari yogurt come Provamel, biologico, senza zucchero e con pezzi di frutta. Al crudismo e a tutte le varie diete a base delle vitamine di frutta e verdura (Leni’s è in prima fila in questo settore con le fette di mela dell'Alto Adige sbucciate e lavate in buste da 80 e 400 g, con la sola aggiunta di vitamina C antiossidante). Pensiamo al pomodoro e all’anguria, un frutto adesso di stagione, che contengono licopene, una sostanza che combatte l'invecchiamento. Tutte proposte che si possono fare per la prima colazione. Non saranno "la panacea di tutti i mali", ma certo aiutano un organismo che genera allergie per il troppo stress (ricordate la pubblicità del Cynar, liquore a base di carciofo, contro il logorìo della vita moderna?) a ritrovare il suo naturale equilibrio. “Let’s move” e gli orti verticali sono altre due novità, introdotte in America, per contrastare lo junk food, cibo spazzatura. E riportare l’equilibrio tra chi nel Nuovo Mondo è obeso, ma sono i più poveri, perché al Mc Donald’s si mangia con poco, anche se adesso ha introdotto le insalate e i prodotti come lo speck e il Parmigiano a marchio Igp, e chi mangia troppo poco. I contadini del Sud del mondo, costretti a lavorare per pochi spiccioli e sottoposti al fenomeno del land grabbing (l’affitto delle loro terre per sfamare altre nazioni come la sempre più popolata Cina). Prendendo spunto da tutto questo movimento di ritorno alle materie prime naturali, anche gli alberghi possono fare la loro parte con acquisti mirati e con l’invito ai loro ospiti per esempio di non cambiare gli asciugamani tutti i giorni. Certo ci sono hotel e hotel,  e un 5 stelle non potrà mai avanzare una proposta di questo genere, ma tutti i piccoli accorgimenti salva sprechi e i materiali naturali: sedili e panchine in legno naturale, un bel terrazzo con tante piante, se l'hotel non ha il giardino, illuminazione a led, sono ormai sempre più apprezzati da ogni viaggiatore internazionale, soprattutto da quello abituato a spostarsi su voli no frills. Le controindicazioni? Questi prodotti, soprattutto il bio nella cosmesi e nell'alimentazione, sono spesso molto più cari di analoghi prodotti convenzionali. E spesso si sospetta che per esempio le patate biologiche siano tuberi su cui hanno spolverato sopra un po' di terra. Come sempre, non è tutto oro quello che luccica. Ma l'impegno per salvaguardare l'ambiente, il recupero e il riciclo contro gli sprechi e la deforestazione meritano un po' di impegno. Che non è certo quello della cucina degli avanzi che ammanniscono in certe trasmissioni televisive  sponsorizzate adesso da Expo, ma quella delle nostre madri, noi figlie degli anni Cinquanta, che ci hanno insegnato a non buttare via nulla.  




venerdì 24 aprile 2015

La cucina (Ikea?) è la stanza più bella della casa


Ikea, 1.554 mln di fatturato, 21 pdv, è pronta per Expo 2015. 200 proposte food,anche bio, nuove cucine “ecologiche” e supertecnolgiche di domani, laboratori di show cooking interattivi e bistrot con le veggie polpettine, novità assoluta. Ecco cosa vedere, fare e assaggiare, nel suo primo temporary shop a Milano.



 
Ikea, 1.554 mln di fatturato nel 2014 (-0,2% nei negozi comparabili; +1,8% nei pdv non comparabili), 21 punti di vendita, 47,2 mln di visitatori; 6.244 co-worker internazionali, di cui il 54% donne, tra retail, property (che segue costruzione e ristrutturazione di nuovi negozi),trading e distribution; 6.390.077 soci Ikea Family e quasi 75 mln di visite al sito web (www.ikea.it), dal 12 aprile  al Fuori Salone del Mobile, che si è chiuso il 19, e  fino al 30 settembre parallelamente a Expo, ha aperto il suo primo temporary shop in Italia. Tutto in versione green, per l’ecobiobenessere della casa, della cucina e dell’ambiente, cui dedica l’efficienza delle risorse energetiche (94% dell’energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili e 92% dei rifiuti riciclati).

 

Ci sono anche molte novità nel food, 200 prodotti da acquistare, con i quali Ikea ha a poco a poco diffuso un nuovo gusto tra gli italiani, rimanendo sempre al passo con i tempi: nel 2004 fu la prima ad inserire prodotti biologici nel suo menu. Adesso tocca alle polpettine vegetariane, dal primo aprile nei ristoranti dei suoi 21 negozi in Italia, ma anche nel mondo. Visto che è una delle realtà più internazionali del retail, impegnata tra l’altro a donare fondi a onlus come Save the Children, Unhcr e Medici Senza Frontiere.





Le cucine sono da sempre il mobile più apprezzato e più venduto di Ikea e sono le protagoniste dello shop.  Oltre a farsele disegnare e montare dagli addetti, si può farlo da soli. A partire dal progetto e scegliendo ogni componente. Da mobile “povero” per chi voleva risparmiare e, se non proprio montare (per fare le cose bene c’è bisogno di un idraulico e di un elettricista),  trasportare i vari pezzi con il proprio mezzo, oggi una cucina Ikea è frutto di un design avanzato, realizzato dai migliori progettisti, anche italiani, visto che l’Italia è la patria del design.

Così la cucina Metod, una delle tre presentate, insieme a fiori, piante, vasellame, lampade, elettrodomestici, sedie, divani, pentole, complementi d’arredo e 200 referenze per il food, è stata reinterpretata da Paola Navone, Studio Irvine & Thomas Sandell e Matali Crasset.



 
Mentre la piccola ed essenziale Hacka, riassume la filosofia positiva della riqualificazione dei processi industriali introducendo cicli di vita dei prodotti che non producano rifiuti, impiegando materiali e componenti riciclabili, gestendo il riuso e il risparmio delle fonti energetiche.

Se poi volete sapere cosa ci riserva il futuro, Ikea ha già progettato e messo in mostra la cucina del 2025, creata da Ideo e le università di Eindovhen e Lund, ipertecnologica e iperconnessa, con la lavapiatti più piccola del mondo e un tavolo molto grande. Sovrastato da una lampada - computer che fotografa ortaggi e altri cibi disposti sul tavolo fornendo dall’alto, per ognuno, i loro possibili impieghi, insieme o da soli. Basta spostarli sul tavolo, ed oplà, ecco la ricetta.

 

Passando alla materia prima di cui è costituito parte dell’arredo (l’altra è il legno), le capsule Sinnerling rappresentano un nuovo modo di trattare il sughero, ecologico e biodegradabile, per mobili di design dal sicuro effetto, che saranno in vendita dal prossimo agosto.

 

Nel laboratorio allestito al piano inferiore, gli interactive show cooking, in un grande spazio cucina dove lavoreranno i cuochi  ripresi e proiettati su un grande schermo ad un lato della tavola allestita per più di 20 partecipanti,saranno centrati sulle diverse culture del cibo in casa e sulle nuove tendenze della ristorazione elaborate in Nord Europa nell’ultimo decennio. Insomma, sì, Ikea è pronta per Expo.

 

E la sua curiosità non ha limiti. Anche nel cibo vegano (l’ 1,7% degli italiani è vegetariano e secondo Coldiretti un visitatore di Expo spenderà in media 675 euro, di cui più della metà per agroalimentare e cene).  Nel bistrot al piano superiore si possono assaggiare le veggie polpettine, una novità assoluta, ripiene di verdure tra cui spicca il sapore agrodolce dei peperoni, senza appesantire il gusto. Poi ci sono le polpettine di carne normali con sugo di mirtilli, il must di Ikea, pizza, patate e acque minerali aromatizzate alla frutta. Più i dolci dal tipico sapore nordico come la cheesecake alla ricotta.

 

 Peccato infine non esserci potuti sedere nel giardino antistante lo shop, allestito dentro una ex fabbrica, perché tutti i tavolini erano occupati. Si sarebbe potuti stare al fresco, in una giornata inondata di sole e piena di gente, circondati da grandi piante e alberi da frutto. Ikea spera che lo facciano molte persone in visita a Milano per Expo in una delle sue zone più belle (Via Vigevano è dietro i Navigli con i suoi mercatini di antiquariato e di fiori ogni domenica).


 


#IKEAtemporary

10 aprile – 30 settembre 2015

DOVE:

Via Vigevano 18 –MM2 Porta Genova

QUANDO:

Orari 10 – 19 aprile: lun –gio dalle 10 alle 22; ven – dom dalle 10 alle 24

15 aprile chiusura anticipata alle 14

20 aprile – 30 settembre: lun – gio dalle 12 alle 22; ven – dom dalle 12 alle 24