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lunedì 6 novembre 2023

Oltre 130 aziende mondiali contro i combustibili fossili

Dell’abbandono dei combustibili fossili, gas e petrolio, a favore di un ambiente più pulito e respirabile vi ho già parlato da queste pagine. Adesso apprendo dal Corrire della Sera e qui riporto un' ultima notizia in tema: nei giorni scorsi, molte multinazionali si sono mobilitate con una lettera per scaldare i motori su questo punto: più di 130, che insieme rappresentano quasi un trilione di dollari di fatturato annuo globale, tra cui Ikea, Volvo, eBay, Heineken, AstraZeneca, Nestlé, Unilever, Bayer, Vodafone, hanno esortato i leader mondiali a concordare una tempistica per abbandonare i combustibili fossili al vertice Onu. Mai in passato un gruppo così ampio di aziende aveva rivolto ai governi l’invito ad abbandonare i combustibili fossili. La motivazione è esplicita: anche loro “stanno avvertendo gli effetti e i costi dell’aumento degli eventi meteorologici estremi derivanti dal cambiamento climatico … bisogna gettare le basi per trasformare il sistema energetico globale per dimezzare le emissioni in questo decennio”. Quando cominciano a concentrarsi le forze, e ad andare verso una stessa direzione, la massa d’urto diventa ineludibile. Anche se le resistenze contrarie continueranno a crescere.

venerdì 24 maggio 2019

Carne senza carne

La carne sintetica conquisterà il mondo? In America sono già due le aziende, Impossible Foods e Beyond Meat a lanciarla attraverso Burger King per un totale di 7.000 ristoranti americani ed europei, e la seconda distribuendola anche nei supermercati. In Europa McDonald's ha da poco introdotto in Germania un hamburger vegano e Nestlé sta per lanciare in tutta Europa un hamburger senza carne. Per maggiori approfondimenti rimando a Il Venerdì di Repubblica di oggi che ha lanciato la notizia.

lunedì 10 ottobre 2016

Ma cosa mangiamo?


Incredibile l’importanza che si dà al cibo. Dalla provenienza del grano, se sia bio oppure no, alla xylella che ha colpito in Puglia gli ulivi, se sia una malattia o una speculazione edilizia, dall’origine in bottiglia dell’olio e del latte, dai vari format di ristorazione, alla cucina stellata.

Per poi scoprire, ma lo si sapeva già, che il mercato alimentare è in mano a 10 multinazionali, da Nestlè con un fatturato da 92,3 mld, Pepsico (63,1) e Unilever (59,1). I primi 10 colossi controllano il 70% dei cibi venduti al mondo, altro che Franciacorta in Bianco con i suoi formaggi Dop, la sagra del Tartufo dì Alba o quella della mostarda e del torrone di Cremona, per citare solo quelle che si stanno svolgendo adesso in autunno.

E con buona pace anche di Carlin Petrini con il suo progetto di orti nel mondo povero (l’unico orto che funziona e che continuerà a essere coltivato è quello di Michelle Obama alla Casa Bianca contro l’obesità onfantile) e di Oscar Farinetti con il suo Eataly che mi spiace doverlo dire si sta rivelando una delusione.

Domenica a Milano ci ho mangiato una pessima pizza, senza olio e senza origano, in pratica senza sapore, anche con il prosciutto o con la provola e i broccoletti  (broccoletti sulla pizza?) di quella vegetariana. L’unica passabile la margherita. Il tutto in un contesto di grandissima confusione, seduti su dei trespoli al banco. Impossibile poi fare un giro ragionato delle varie specialità alimentari esposte per via delle troppe file e impossibile acquistare causa i prezzi proibitivi per una famiglia media. Infatti il posto è frequentato soprattutto da stranieri danarosi.

Sono vent’anni che mi occupo di cibo e se il massimo è fare una torta come il boss delle torte (programma televisivo americano a eliminazione dei concorrenti)il paesaggio che mi si presenta è veramente deprimente. Viva Caprotti, da poco scomparso, che da vero signore, ha saputo mettere in piedi nel lontano 1957 e far vivere bene fino ad ora una catena di supermercati di tutto rispetto, con il meglio che si possa acquistare in ogni comparto.