Ci doveva arrivare anche una ricerca dell’Università di Edimburgo: la dieta mediterranea fa bene al cervello. Pubblicata su Experimental Gerontology dice che mangiare frutta e verdure, legumi, pasta e poca carne aiuta gli anziani a mantenere il cervello più attivo e scattante. Lo studio effettuato su un campione di 500 persone di 79 anni corrisponde a quanto evidenziato già dai ricercatori italiani del CNR (Comitato Nazionale delle Ricerche) che erano giunti a conclusioni molto simili analizzando e confrontando i risultati di 45 ricerche su dieta e disturbi cognitivi. Già perché frutta, verdura, legumi, pasta - e io aggiungerei anche pesce, per il fosforo del cervello, e formaggio per la vitamina D che aiuta a mantenere forti le ossa -, apportano tutti i nutrienti necessari, come le vitamine, il glutine e il potassio. La carne, invece, soprattutto quella rossa, addensa troppo il sangue.
"diario sul cibo per chi non crede che il cibo sia cultura ma nutrimento e garantirlo a tutti sarebbe già un bel passo avanti...esistono 'il pane e le rose'…assicuriamo il pane a tutti perché tutti possano avere anche le rose…"
mercoledì 10 marzo 2021
martedì 9 marzo 2021
I dati Eurostat sulle imprese agricole
L’ Eurostat, l’istituto di statistica a livello europeo, fornisce ogni anno un quadro del valore della produzione delle attività agricole. Nel 2020, l’ annus horribilis del Covid, registra in Italia un -11,2% per valore della produzione delle attività agricole connesse (agriturismi e fattorie didattiche). Mentre la Germania si è fermata invece ad un -3,8%. Il nostro è stato anche il più basso valore aggiunto per ULA (Unità di Lavoro Annue) pari a 29,1 mila euro. In sostanza, il nostro Paese registra complessivamente il più alto valore aggiunto (differenza fra ricavi e costi), ma impiega, per ottenere tale risultato, un numero di ULA talmente alto (visto che le nostre imprese agricole sono tantissime, quindi piccole) da offrire a ciascuna un reddito lordo bassissimo. Dunque, i nostri agricoltori producono complessivamente molto, e soprattutto meglio (più favorevole è la differenza fra ricavi e costi), ma ricevono (imprese e relativi dipendenti) un compenso al proprio lavoro nettamente inferiore.
lunedì 8 marzo 2021
8 marzo, giornata della donna
Oggi è l'8 marzo, giornata internazionale della donna. Si dice fosse stata istituita durante la prima rivoluzione industriale, quella della macchine a vapore, per intenderci, quando in una fabbrica statunitense scoppiò un violento incendio in cui persero la vita parecchie donne. Da quell'epoca molto è passato, dalle donne in posizioni apicali, come la Thatcher in Inghilterra, la Merkel in Germania, e infine Ursula Von der Layen alla Commissione europea. In Italia non sono bastati 70 anni, anzi con questo appena iniziato 71, per vedere non più di 4 0 5 donne nelle posizioni che contano. Eppure il termine uguaglianza vuol dire parità di condizioni di partenza e di accesso al lavoro. Non le abbiamo raggiunte: le donne, a parità di condizioni di lavoro sono pagate di meno, e lavorano di più perché devono anche sbrigare le faccende di casa e stare dietro ai figli. Consoliamoci con una Torta Mimosa. La torta mimosa, come vi diranno molti altri blog di cucina, è composta da due strati di pan di Spagna, farciti di crema al limone e panna. Il pan di Spagna classico si fa sbattendo 5 uova con un baccello di vaniglia, 150 g di zucchero, 100 di farina di fecola e 50 di farina 00. Si cuoce in forno a 150°C per 45 minuti. Per quante si sentono orgogliose di se stesse anche con qualche chilo in più.
mercoledì 3 marzo 2021
End the Cage Age, un lettera all'Ue per la fine delle gabbie
L'abbandono dell'allevamento in gabbia porterebbe un cambiamento epocale nel nostro sistema alimentare e di allevamento a beneficio di centinaia di milioni di animali all'anno, dell’ambiente e della salute umana. Martedì 23 febbraio oltre 140 scienziati hanno inviato una lettera alla Commissione europea in cui dichiarano di sostenere pienamente la richiesta di 1,4 mln di persone che hanno firmato l'Iniziativa dei cittadini europei End the Cage Age che chiede di eliminare gradualmente l’uso di tutte le gabbie negli allevamenti dell’Unione europea. Tra i firmatari della lettera c'è l'etologa e ambientalista di fama mondiale Jane Goodall, PhD, DBE, Messaggera di pace delle Nazioni Unite e fondatrice del Jane Goodall Institute. Solo in Italia, il comunicato stampa della Coalizione End The Cage Age che ha dato la notizia è stato condiviso dalle più importanti testate giornalistiche, come il Corriere della Sera a Il Sole 24 ore. A chiedere un’Europa sostenibile e all’avanguardia non sono solo milioni di cittadini, 170 organizzazioni internazionali che si sono unite per la campagna End The Cage Age e membri del Parlamento europeo di diverse correnti politiche. A chiedere la fine dell’era delle gabbie è anche la scienza che basa la sua richiesta sulla arretratezza di questo sistema di allevamento attraverso indagini, studi e ricerche. Questa iniziativa dei cittadini europei è la prima iniziativa di successo per gli animali negli allevamenti ma per poter parlare davvero di successo è necessario che la Commissione europea adotti una legislazione che rifletta i bisogni e le richieste di un nuovo mondo che dobbiamo iniziare a costruire con urgenza non solo per il benessere di milioni di animali, ma anche di milioni di persone e del pianeta. Gli scienziati hanno descritto, punto per punto, i sistemi da eliminare in favore di metodi di allevamento maggiormente sostenibili, descrivendo con precisione la drammaticità e le problematiche di una vita in gabbia: il bisogno delle galline di appollaiarsi, razzolare e fare bagni di polvere non può essere adeguatamente soddisfatto nelle gabbie arricchite; le scrofe non possono nemmeno girarsi su se stesse e sono private della possibilità di costruire il nido per i piccoli, come farebbero seguendo l’istinto se potessero esprimere i loro comportamenti naturali. La regolamentazione dell'Ue sulle gabbie di gestazione permette ancora di usarle per le prime quattro settimane di gravidanza. Ciò deriva dalle preoccupazioni che la vicinanza tra scrofe all'inizio della gestazione possa danneggiare il processo di gravidanza. Tuttavia, diversi studi non hanno riscontrato effetti negativi della convivenza sulle prestazioni riproduttive; pollastre (giovani galline prima che inizino a deporre le uova) e galline ovaiole riproduttrici e polli da carne riproduttori - Attualmente non c'è alcuna restrizione per gli allevamenti che tengono questi uccelli in gabbie di batteria o arricchite. L'uso di entrambi i tipi di gabbie dovrebbe essere gradualmente eliminato; gabbie per conigli - Quasi tutti i conigli nell'UE sono rinchiusi in gabbie sterili e sovraffollate senza poter fare praticamente nessun esercizio fisico o essere liberi di esprimere importanti comportamenti naturali come scavare, nascondersi e andare in cerca di cibo. Questo può portare a un immenso stress e a comportamenti anormali; gabbie per quaglie, anatre e oche - Almeno 143 milioni di quaglie vengono allevate ogni anno nell'UE in sistemi in gabbia, quando invece sono possibili alternative come sistemi in stalla e a pascolo libero. Il Consiglio europeo si è già espresso negativamente sull'uso delle gabbie ma le anatre e le oche allevate per il foie gras continuano a essere tenute in piccole gabbie per le ultime due settimane di vita, mentre vengono alimentate a forza; recinti individuali per i vitelli - Alcuni allevatori rinchiudono i vitelli in recinti individuali credendo che questo riduca il rischio di malattie, ma la ricerca indica che bassi livelli di malattia possono essere raggiunti nei vitelli tenuti in piccoli gruppi stabili con buone pratiche di gestione, compresi metodi appropriati di alimentazione con il latte (colostro) e una buona igiene, ventilazione, dieta e monitoraggio sanitario.
martedì 2 marzo 2021
Cardi fritti, la ricetta
Il cardo è una pianta invernale molto buona in cucina. Il suo sapore si avvicina a quello del carciofo. Si mantiene bene in frigorifero in una busta di plastica bucherellata ma non compratelo se ha le foglie verdastre perché potrebbe non essere di qualità. Io lo cucino come faceva mia nonna. Prima di tutto bisogna pulirlo, operazione non molto facile in quanto bisogna raschiare via la parte esterna delle foglie senza mondarli tutti. Poi si mettono in acqua e limone. A parte si prepara una pastella con uova e farina e sale. Asciutti e intinti nella pastella si friggono, meglio nell'olio di semi di arachide o in quello extravergine di oliva. E infine si passano in un sugo di pomodoro. Portare in tavola caldi e servire.
lunedì 1 marzo 2021
La "guerra" dell'olio
Non c'è niente da fare, nell'olio Grecia e Spagna ci surclassano sempre. Calano infatti a loro favore le produzioni di Sicilia, Calabria e Puglia, anche se aumentano un po' le esportazioni.
Quindi se volete aiutare le produzioni autoctone osservate sempre in etichetta l'indicazione di origine. Niente di male se per risparmiare comprate un olio straniero, ma almeno saperlo.
Gli oli extravergini italiani sono tutti spremuti a freddo ed hanno per questo una qualità indiscussa. E lo si capisce quando si condiscono insalate e pomodori.
venerdì 26 febbraio 2021
Poche birre e molti croissant. E il mito del virus secondo Baricco
Con la pandemia crolla il mercato della birra, il cui fatturato, nei pub e, a monte, nelle aziende birrarie, è calato nel 2020 di circa il 12%. Chiaro, con le restrizioni imposte dal governo causa Covid 19 alle uscite serali non ci sono più i ragazzi che escono la sera per farsi una birretta. Lo possono fare a mezzogiorno, direte voi, ma non è la stessa cosa. Intanto i bar vengono presi d'assalto dai vecchietti all'ora della prima colazione: sembra proprio che fare a meno di cappuccino e brioche non sia possibile. Neanche in nome di meno contagi, meno tamponi, meno positivi e finalmente una boccata d'ossigeno per le corsie degli ospedali impegnati nella lotta al virus. Il virus, si legge "In quel che stavamo aspettando", un libricino uscito adesso di Alessandro Baricco, è una creazione mitologica, come sapeva bene l'intellighenzia omerica: con una lotta, mettiamo: la guerra di Troia, si crea un mito e con un'altra lotta, il ritorno a casa di Ulisse, lo si distrugge. In tutto questo, vietatissimo superare le colonne d'Ercole, come fece una volta sola in vita sua per una crociera l'astronoma Margherita Hack, toscana di nascita ma triestina d'adozione. Una Trieste culla di culture, dove impiantò un Osservatorio astronomico rinomato ancora oggi in tutto il mondo e dove operò anche il fisico Carlo Rubbia. Anche l'amore, conclude Baricco nell'ultimo dei 33 frammenti sulle creazioni mitologiche, è una creatura mitica, e chi ha molto amato, passato il virus, saprà.