venerdì 29 aprile 2016

I nostri spumanti in Italia e nel mondo

E sempre in tema di spumanti, riceviamo e volentieri pubblichiamo due commenti di Giampietro Comolli, direttore Osve, Osservatorio vini spumanti.
1.      “Negli ultimi 5 anni l’Asti ha perso il 21% del mercato, mentre il Prosecco Doc è cresciuto mediamente del 21% annuo più che raddoppiando la quota, diventando il primo landbrand al mondo per le bollicine superando anche il generico Sekt. L’Italia quindi primo paese produttore con il 20,8% del totale (2,5 mld/bottiglie) e primo paese esportatore di vini effervescenti al mondo con una quota del 33% su 1,1 mld/bottiglie. Un settore che ha bisogno di una politica unitaria globale all’estero”.

2.      “Molti ancora gli spazi di crescita in volumi e in valore. L’Italia del vino è assente in Africa. La Francia è prima in tutti i paesi africani più ricchi, dove ha iniziato a investire da 10 anni. Seppur con burocrazia molto elevata, Nigeria, Kenya, Angola, Tanzania, Madagascar chiedono vini di fascia alta, compreso bollicine. Inoltre occorre una strategia diversificata per paese in base alle potenzialità e stile di vita: gli spumanti sono una tipologia abbinata alla festa nel mondo. Appannaggio di un mondo con buone disponibilità di spesa. Ma anche molte regioni europee e italiane reclamano bollicine. Ovse sollecita da anni una revisione dell’Ocm-Vino verso la promo-commercializzazione anche sui mercati interni non come aiuto di Stato, ma per favorire l’elasticità della domanda e per far crescere i consumi interni”

Nuova veste per Valdo, il prosecco Marca Oro

Il Prosecco Valdo Marca Oro Valdobbiadene ha l’obiettivo di raggiungere entro il 2020, venti milioni di bottiglie vendute nel mondo. Anche per questo ha proceduto ad un restyling di bottiglia ed etichetta attuata da Sga Corporate e packaging design. L’etichetta è stata rivista in chiave moderna con attenzione al legame tra la denominazione e il territorio, per una più completa individuazione sullo scaffale.

Dieta e "acque potenziate"

Due nuovi trend in fatto di alimentazione sono sulle pagine dei giornali. La pasta artigianale di alta qualità, apprezzata e scelta dagli chef, e le acque potenziate, benefiche per la salute. Cocco, carciofo, cetriolo, ma anche betulla e limone. L’ultima tendenza in fatto di benessere sono le acque potenziate, vere e proprie bibite che si apprestano a sostituire soda e succhi di frutta.  Ogni bevanda si ottiene per infusione a freddo dei frutti o degli ortaggi scelti per il proprio trattamento di bellezza; l’acqua che si ottiene contiene molti dei loro sali e delle vitamine, che andrebbero invece perse in cottura. Le migliori? Il carciofo, che agisce sulla colecisti velocizzando la disintossicazione, oppure il cetriolo, rinfrescante e rimineralizzante.

giovedì 28 aprile 2016

L'Italia sulle tavole straniere

Cosa si mangia di italiano nelle capitali europee? Per esempio a Londra, Berlino, Bruxelles, Budapest e da Bucarest a Lubiana? Se lo è chiesto la Coldiretti, formando con i Nas una task force incaricata di scovare le imitazioni dei nostri prodotti alimentari in giro per l’Europa. Al suo interno anche il ministro delle politiche agricole Martina e il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo insieme al ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti. Dal loro lavoro e dal lavoro di alcuni professori è scaturito il “Dossier sul Made in Italy sulle tavole straniere ad un anno da Expo”. Che non mancherà di riservarci sorprese.  

mercoledì 27 aprile 2016

L'Italia è ancora un posto al sole?

Ma noi in Italia, mangiamo bene o mangiamo male? Il nostro pomodoro in scatola, che poi va a finire sulla pizza e al ristorante, è italiano o cinese? Le arance sono al 100% siciliane o anche queste provengono dalla Cina? E l’olio extravergine proviene dalla Riviera Ligure e dal lago di Garda e dalla Puglia o dalla Tunisia e dalla Spagna? Il glifosato, pesante erbicida chimico usato ancora nelle campagne, è presente nel grano con cui si fa la pasta, che tra l’altro non è solo di produzione italiana, ma anch’esso importato (l’Aidepi, Associazione industrie pastarie e dolciarie si difende dicendo che non è vero, basta leggere le etichette). Giusto, le etichette, su quanti e quali prodotti sono obbligatorie (lo impone la Ue) e su quanti no? Il latte, dopo la soppressione delle quote, è ancora in produzione eccedente e se ne deve buttare, mentre una mozzarella su due non sarebbe italiana? Le nostre strutture ricettive sono ancora concorrenziali o soffriamo di carenti infrastrutture? Le OTA, on line travel agency, hanno fatto una concorrenza sleale alle strutture turistiche con la parity rate ( se una struttura turistica ha un suo sito non può vendere le camere a un prezzo inferiore a quello proposto su un sito di prenotazioni come booking o airbnb)? I nostri borghi, molti dei quali martoriati dal terremoto, sono rinati o versano ancora in cattive condizioni? Le coste più belle, sono appannaggio di figure dal dubbio conto con la giustizia in fatto di tasse, o possono venire visitate anche da chi troppi soldi non ne ha? In definitiva, se la qualità, anche quella in tavola, con gli chef a una, due o tre stelle, si paga, fin troppo, la classe media che chance ha di stare al passo?

I "cibi intelligenti" che allungano la vita


Per me è impossibile elencarli tutti ma una lista completa si trova in queste settimane sui femminili e sulle riviste di cucina. Sono tratti da un vademecum per la salute e sono gli “smart food” per una dieta intelligente che aiuta a vivere sani. Tra questi  la frutta fresca, la frutta in guscio, i legumi, i cereali, la verdura fresca, l’olio extravergine, l’uva e le prugne nere, l’aglio, le arance rosse, i frutti di bosco, il cioccolato fondente, i cavoli rossi e molti altri. Chi ha lavorato a questo volume edito da Rizzoli, mette in guardia anche da alimenti da assumere a dosi minime e la dieta ideale per proteggersi dalle malattie. Ringraziamo dunque Eliana Liotta, Pier Giuseppe Pelicci e Lucilla Titta, autori dei risultati sugli ultimi studi sulla relazione tra cibo e geni e le caratteristiche dei cibi per una vita più lunga e sana.

venerdì 22 aprile 2016

Ma la fame nel mondo è stata sconfitta?

La fame nel mondo, dal 1970 ad oggi, non sarebbe stata vinta. E' la tesi di Martìn Caparròs in un suo libro recensito oggi dal Venerdì di Repubblica. Bella scoperta, e le guerre in Africa, le migrazioni, che altro sarebbero se non la ricerca di un mondo dove non si muore di fame? Secondo l'autore la fame sconfitta sarebbe una bugia statistica, perché invece è cresciuta. Concordiamo pienamente.