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venerdì 25 novembre 2022

Ristoranti: prenotazioni con caparra

Leggo su Italia a Tavola e Libero che i ristoratori, che fanno pochi affari in tempi di magra e di pandemia, si dicono pronti a chiedere la caparra. Questo succede già a Roma, caput mundi, e a Milano; ma nel capoluogo meneghino solo per le tavolate. In pratica, all’atto della prenotazione si pretenderebbe che il cliente paghi una parte di ciò che spenderà per intero. Ristoratori sul piede di guerra anche su un altro fronte: chiedono 10 euro per il taglio della torta. Immancabili le proteste dei commensali e dei social.

martedì 16 novembre 2021

Bombe d’acqua al Sud e caldo fuori stagione al Nord

"In un solo giorno si sono abbattute sul sud della Sardegna otto bombe d'acqua con terreni sott'acqua, coltivazioni distrutte, interi raccolti di carciofi perduti, frane e smottamenti con strade rurali inagibili". È quanto emerge dal bilancio della Coldiretti sui dati dell'osservatorio meteo di questi giorni. Mentre a Milano le persone soffrono per il caldo fuori stagione e il virus che provocano malumori gravi anche a livello neurologico.

venerdì 17 settembre 2021

La COP26 per uno sviluppo sostenibile

Ognuna delle Conferenze delle parti dell'Onu coinvolte nella Convenzione sul cambiamento climatico del 30 settembre-2 ottobre prossimi a Milano, chiamato PreCop ha lo scopo di individuare un selezionato gruppo di Paesi riuniti in una discussione informale per scambi di vista su alcuni aspetti politici delle negoziazioni e offerte di governance politica per i susseguenti accordi. La Conferenza coinvolge dai 35 ai 40 Paesi del segretariato UNFCCC,  e un numero di stakeholders che giocano un ruolo chiave nella lotta al cambiamento climatico e una transizione ad uno sviluppo sostenibile. Gli agricoltori vi giocano un ruolo di prim' ordine. E, come ha detto Carlo Petrini di Slow Food al quotidiano Avvenire, "Si devono aiutare i piccoli produttori a rimanere in montagna, i negozi di vicinato ad ampliare la propria offerta e le famiglia e a organizzare i servizi di cui hanno bisogno. 

domenica 29 novembre 2015

Anche un giapponese tra i Re Panettoni a Milano

C’è tempo fino a stasera, domenica 29 novembre, per assaggiare Sua Maestà Re Panettone, il più tipico dei dolci natalizi, nella versione di alcuni pasticceri famosi. La kermesse di Milano,  e altre analoghe ce ne sono a Roma e Torino, è fatta di degustazioni del dolce nato sotto la Madonnina, ma ora non più suo solo appannaggio, e acquisto dello stesso  a prezzo politico (22 euro al chilo contro i 29 dei negozi). Nata da un’idea di Stanislao Porzio, si svolge già da alcuni anni ed è una manifestazione molto partecipata in cui ogni anno si decreta il panettone migliore. Il vero panettone è fatto con lievito madre,canditi e uvette, ma qui non aspettatevi panettoni molto tradizionali. Ce n’è con il cioccolato, lo zenzero, il limone, creme  varie  e molto altro ancora. E non è più un’esclusiva milanese, solo 4 le pasticcerie di Milano in gara e altre 5 o 6 lombarde. In compenso compare molto Sud e al Sud va la palma, per la seconda volta consecutiva,  del panettone migliore, al campano Sal De Riso. L’iniziativa si svolge alla Fabbrica del Vapore di via Procaccini; per degustare bisogna scaricare un’ app e prenotarsi. A questa ottava edizione partecipa poi, udite udite, un panettone giapponese dell’azienda La Donq che si può conoscere al padiglione Incontri.

Bacilieri – Marchirolo (Va)

Cafè du Soir – Agnone (Is)

Casa Locatelli – Bonate Sopra (Bg)

Clivati – Milano

Comi – Missaglia (Lc)

Cucchi – Milano

Da Ernesto – Fizzonasco (Mi)

Dall’Olmo – Verona

De Riso – Tramonti (Sa)

De Vivo – Pompei (Na)

Di Biase – Eboli (Sa)

Di Masso – Scanno (Aq)

Dolcearte - Mornago (Va)

Dolciarte – Avellino

Gloria – Milano

Guerrino – Fano (Pu)

Il Forno delle Bontà – Palazzago (bg)

La Boutique del Dolce – Concorezzo (MB)

Lorenzetti – S. Giovanni Lupatoto (Vr)

Macellaro – Piaggine (Sa)

Mamma Grazie – Nocera Superiore (Sa)

Marrà – Cantù (Co)

Martesana – Milano

Mazzali – Governolo (Mn)

Merlo – Pioltello (Mi)

Mimosa – Tolentino (Mc)

Morandin – Saint Vincent (Ao)

Natale – San Cesario Le)

Nuovo Mondo – Prato

Pepe – S. Egidio del Monte Albino (Sa)

Picchio – Loreto (An)

Posillipo Dolce Officina – Gabicce Monte (Pu)

Pregiata Forneria Lenti – Grottaglie (Ta)

Quagliotti – Fornovo di Taro (Pr)

Sartori – Erba (Co)

Servi – Roma

Tabiano – Tabiano Terme (Pr)

Tiri – Acerenza (Pz)

Vianello Cavallino – Treporti (Ve)

Vignola – Solofra (Av)

    

sabato 13 giugno 2015

5.000 contadini nel centro di Milano, mah ...

Cinquemila contadini del mondo, da 170 Paesi, che guadagnano 40 euro al mese e vengono a Milano, invitati da Slow Food in occasione di Expo per tre giorni dal 3 al 6 ottobre, a cucinare per i senzatetto della città che oggi vuol dire soprattutto tanti migranti che stazionano in Stazione Centrale e altre parti della città, perlopiù nei centri di raccordo, per raggiungere la Germania. Senza trascurare le mense per i clochard o i nuovi poveri che a quanto pare in città sono molto cresciuti negli ultimi anni.
Questo quadretto idilliaco peccato sembri tanto uno spot pubblicitario per i Presìdi Slow Food, i cibi tipici e quelli salvati dall'estinzione, che si vendono a peso d'oro, e per i personaggi illustri che hanno già dato la loro disponibilità a ospitare qualcuno di questi contadini: i soliti noti. Eppoi tre giorni non sono troppo pochi? Per la logistica, dico. Far fare a questi contadini il viaggio dal loro Paese di origine, spesso molto lontano, per poi farli star qui 72 ore? E metterli nel centro di Milano, anziché ad Expo, per poi al ritorno da loro, fargli rimpiangere per non esserci potuti rimanere, perché Milano è molto bella soprattutto adesso con le vie d'acqua aperte e la Darsena. Insomma non so, ma io ho molti dubbi. Mi sembra tanto un'operazione di facciata che i giornali amplificano ampiamente, oggi c'era un articolo su Terra Madre Giovani, dopo che io ne avevo già scritto sul blog ieri, su quasi tutti i maggiori quotidiani, senza chiedersi nulla e senza chiedere nulla a Petrini (come farà per esempio a raccogliere questi fondi, sì d'accordo c'è il sito dove raccogliere donazioni e il supporto di Cariplo e San Paolo, però ... in Italia una raccolta fondi non si nega a nessuno, soprattutto a chi ce li ha).

mercoledì 29 aprile 2015

Expo: quanto ci costa e quanto ci perdiamo

Ventidue i ristoranti di Eataly, 57 quelli di Cir Food, più bar e snack bar per ognuno dei 62 padiglioni. Cento ristoranti a Milano già attrezzati con menu speciali per accogliere i visitatori. Fino alle 23 ci sarà la possibilità di mangiare dentro i padiglioni e a Milano. Quanto ne resterà per visitare l'Italia, come era nelle intenzioni degli organizzatori e dei tour operator? Mettiamoci poi che con gli annunci che i lavori non sono ancora finiti, ai giornalisti è vietato entrare, quante prenotazioni si stanno perdendo e quanto afflusso si concentrerà nel mese di settembre? Almeno 250mila visitatori al giorno dicono i ben informati. Insomma di costruire i padiglioni si poteva fare già dal 2008, come da disposizioni de Bie (Bureau International des Exposition) ma poi non se ne è più parlato per anni. Come al solito in Italia e adesso c'è chi dice che i lavori ci stanno costando 53 mln in più, 93 in tutto. Con questi prerequisiti difficilmente penso che spenderò 32 euro (tanto costa il biglietto aperto) per una visita.