Un’ oasi al posto dei
rifiuti. Il protocollo di Kyoto (-20% di sostanze inquinanti nel 20% dell’atmosfera
entro 20 anni) sta cominciando a dare i suoi frutti non solo nelle aree
“storiche” della deforestazione, come l’America Latina, dove il Costa Rica è diventato il Paese più green del mondo, ma
anche qui con la creazione delle oasi delle biodiversità nelle ex discariche. Il via ai lavori è stato
dato il 16 giugno scorso con la firma del Protocollo dei “Parchi per Kyoto in
Comune”, presente Piero Fassino, presidente dell’Anci. Ma
a Mole di Maiolati Spontini, nelle Marche, i lavori per
impiantare alberi, cespugli e arbusti in un’area precedentemente adibita a
discarica, “La Cornacchia”, sono già finiti. E’ così nata una delle
prime oasi italiane delle biodiversità per le quali a livello nazionale si cercano
sponsorizzazioni. I piccoli polmoni verdi ridanno vita ai
terreni e sono realizzati per sgombrare i cieli dalla pesante cappa grigia che
negli anni dell’industrializzazione ha pesato sulle città e sulla salute dei
suoi abitanti. Adesso che nelle fabbriche sono al lavoro i robot, si punta
all’energia pulita e c’è la crisi, un mondo più green è alle porte tra i tanti
grandi magazzini e capannoni dismessi di cui è disseminata la provincia del BelPaese.
"diario sul cibo per chi non crede che il cibo sia cultura ma nutrimento e garantirlo a tutti sarebbe già un bel passo avanti...esistono 'il pane e le rose'…assicuriamo il pane a tutti perché tutti possano avere anche le rose…"
lunedì 22 giugno 2015
giovedì 18 giugno 2015
Michelle Obama a Expo
Oggi è il giorno a Expo di Michelle Obama, con le sue figlie e la mamma, in visita al padiglione degli Stati Uniti. Prima donna a lanciare il tema della lotta contro l'obesità infantile, Michelle ha impiantato un orto nei giardini della Casa Bianca, imposto regole ferree all'alimentazione delle sue bambine e portato nelle scuole il programma "Let's Move". I bambini americani sono tra i più obesi al mondo. Ingurgitano patatine fritte nel tanto contestato olio di palma, per ricavare il quale si deforestano ampie zone dell'America Centrale mettendo a rischio il clima, e che farebbe male ma è presente in tanti prodotti industriali tra cui la Nutella, messa sul banco degli imputati da Segolène Royal. Michelle sarà accompagnata da Agnese Renzi, che però si è sentita in dovere di difendere la Nutella, prodotto nazionale tra i più conosciuti al mondo. Insomma giornata delle donne per le donne che insegnino ai loro figli come alimentarsi e come fare attività fisica. Anche se un certo tasso di obesità ad una certa età, quella prima dello sviluppo, può anche essere normale, dopo le cose vanno a posto e basta continuare a frequentare la palestra senza troppi sacrifici a tavola dato che l'alimentazione migliore è quella variata.
sabato 13 giugno 2015
5.000 contadini nel centro di Milano, mah ...
Cinquemila contadini del mondo, da 170 Paesi, che guadagnano 40 euro al mese e vengono a Milano, invitati da Slow Food in occasione di Expo per tre giorni dal 3 al 6 ottobre, a cucinare per i senzatetto della città che oggi vuol dire soprattutto tanti migranti che stazionano in Stazione Centrale e altre parti della città, perlopiù nei centri di raccordo, per raggiungere la Germania. Senza trascurare le mense per i clochard o i nuovi poveri che a quanto pare in città sono molto cresciuti negli ultimi anni.
Questo quadretto idilliaco peccato sembri tanto uno spot pubblicitario per i Presìdi Slow Food, i cibi tipici e quelli salvati dall'estinzione, che si vendono a peso d'oro, e per i personaggi illustri che hanno già dato la loro disponibilità a ospitare qualcuno di questi contadini: i soliti noti. Eppoi tre giorni non sono troppo pochi? Per la logistica, dico. Far fare a questi contadini il viaggio dal loro Paese di origine, spesso molto lontano, per poi farli star qui 72 ore? E metterli nel centro di Milano, anziché ad Expo, per poi al ritorno da loro, fargli rimpiangere per non esserci potuti rimanere, perché Milano è molto bella soprattutto adesso con le vie d'acqua aperte e la Darsena. Insomma non so, ma io ho molti dubbi. Mi sembra tanto un'operazione di facciata che i giornali amplificano ampiamente, oggi c'era un articolo su Terra Madre Giovani, dopo che io ne avevo già scritto sul blog ieri, su quasi tutti i maggiori quotidiani, senza chiedersi nulla e senza chiedere nulla a Petrini (come farà per esempio a raccogliere questi fondi, sì d'accordo c'è il sito dove raccogliere donazioni e il supporto di Cariplo e San Paolo, però ... in Italia una raccolta fondi non si nega a nessuno, soprattutto a chi ce li ha).
Questo quadretto idilliaco peccato sembri tanto uno spot pubblicitario per i Presìdi Slow Food, i cibi tipici e quelli salvati dall'estinzione, che si vendono a peso d'oro, e per i personaggi illustri che hanno già dato la loro disponibilità a ospitare qualcuno di questi contadini: i soliti noti. Eppoi tre giorni non sono troppo pochi? Per la logistica, dico. Far fare a questi contadini il viaggio dal loro Paese di origine, spesso molto lontano, per poi farli star qui 72 ore? E metterli nel centro di Milano, anziché ad Expo, per poi al ritorno da loro, fargli rimpiangere per non esserci potuti rimanere, perché Milano è molto bella soprattutto adesso con le vie d'acqua aperte e la Darsena. Insomma non so, ma io ho molti dubbi. Mi sembra tanto un'operazione di facciata che i giornali amplificano ampiamente, oggi c'era un articolo su Terra Madre Giovani, dopo che io ne avevo già scritto sul blog ieri, su quasi tutti i maggiori quotidiani, senza chiedersi nulla e senza chiedere nulla a Petrini (come farà per esempio a raccogliere questi fondi, sì d'accordo c'è il sito dove raccogliere donazioni e il supporto di Cariplo e San Paolo, però ... in Italia una raccolta fondi non si nega a nessuno, soprattutto a chi ce li ha).
venerdì 12 giugno 2015
Terra Madre Giovani: l'agricoltura familiare a Milano
In questi giorni di Expo, continua l'impegno di Slow Food a mettere in campo iniziative per i giovani e dai giovani al fine di cambiare il paradigma dell'agricoltura dominante e dare una mano all'agricoltura familiare. Quella de piccoli contadini del Sud del mondo che coltivano la loro terra in modo disagiato, poco ne ricavano e sono sfruttati dalle multinazionali. Dal 3 al 6 ottobre ci sarà a Milano Terra Madre Giovani, organizzata da Slow Food per dare valore all'agricoltura familiare. Sono i piccoli contadini del mondo che sfamano il pianeta e a questi bisogna dare una possibilità. Petrini invita a contribuire su www.terramadre.it e invita anche alcune personalità di Milano a sostenere questa iniziativa durante la quale saranno i giovani che cucineranno con gli avanzi, con il cibo che non va sprecato, per chi non ha nulla. « L’agricoltura familiare è
quella che sfama la maggior parte dei viventi e per questo va sostenuta, non
può permettersi di abbandonare la saggezza dei vecchi, di estromettere le donne
o di non avere il futuro dei giovani. Che Milano si prepari a vedere la
generosità di questi ragazzi: durante l’evento saranno loro a cucinare per i
senzatetto della città utilizzando solamente gli scarti, i più poveri
insegneranno a noi a essere generosi». Terra Madre Giovani non si limiterà a Expo ma invaderà il centro di Milano. «Quando parliamo di
ospitalità, non indichiamo solo una location, ma parliamo di collaborazione, di
condivisione. E sono già molti gli amici che hanno dato la loro disponibilità:
da Claudia Mori e Adriano Celentano a Philippe
Daverio, Ermanno Olmi e Dario Fo.
Questa è l’anima di Milano che comprende tutti voi: capirete davvero come
brillano i loro occhi quando parlano della loro terra. Questi giovani torneranno
a casa con il valore più importante, l’autostima, con cui davvero si cambia il
mondo». Ma Petrini non si ferma qui:
« E
vorrei concludere ringraziando i nostri compagni di viaggio, il Ministero
delle politiche agricole, alimentari e forestali, la Compagnia
di San Paolo, la Fondazione Cariplo e la Diocesi
di Milano».
Ma cosa succederà esattamente durante i tre giorni dell’evento? «Momenti di scambio, incontro, confronto e divertimento, Eat-In e Disco Soups, per far sì che questi ragazzi tornino a casa carichi di entusiasmo e nuove idee, che porteremo anche a Expo nella giornata conclusiva di Terra Madre Giovani», racconta Joris Lohman, rappresentante della Rete Giovani di Slow Food.
"E Milano merita di essere il centro di una nuova tradizione che nasce. Vorrei la nostra città diventasse un presepe laico, che celebra l’arrivo di qualcosa di nuovo che riguarda il cibo e la sostenibilità. Sono qui per chiedervi di aiutarli a viaggiare, così come viaggeranno i contadini verso Milano. Aiutateci a realizzare questo sogno».
Ma cosa succederà esattamente durante i tre giorni dell’evento? «Momenti di scambio, incontro, confronto e divertimento, Eat-In e Disco Soups, per far sì che questi ragazzi tornino a casa carichi di entusiasmo e nuove idee, che porteremo anche a Expo nella giornata conclusiva di Terra Madre Giovani», racconta Joris Lohman, rappresentante della Rete Giovani di Slow Food.
"E Milano merita di essere il centro di una nuova tradizione che nasce. Vorrei la nostra città diventasse un presepe laico, che celebra l’arrivo di qualcosa di nuovo che riguarda il cibo e la sostenibilità. Sono qui per chiedervi di aiutarli a viaggiare, così come viaggeranno i contadini verso Milano. Aiutateci a realizzare questo sogno».
martedì 9 giugno 2015
"Sfida (impossibile) Fame Zero"
Il Ministro Martina è instancabile. In questi giorni è a Expo per
proporre la “Sfida Fame Zero” insieme a 400 delegati internazionali provenienti
da tutti i Continenti per il Forum internazionale sull’Agricoltura che ha preso
il via il 4 giugno, giovedì scorso. Mi si permetta di essere scettica su queste
iniziative che vedono muoversi intere delegazioni con tutte le relative spese e
che concludono ben poco. A questo proposito vi invito a leggere la Carta di
Milano che è in rete per chi la volesse sottoscrivere e per rendervi conto di
quanto sia vuota di contenuti applicabili. Da quando esistono le organizzazioni
internazionali che certamente hanno avuto il ruolo di portare la pace in
Occidente, queste si autoalimentano raccogliendo fondi che in gran parte servono
a pagare le loro stesse spese. Infatti 1 mld di persone nel mondo muore ancora
di fame e per i migranti che fuggono dall’Isis non si trova soluzione. Ma è
davvero tanto difficile attivare soluzioni di microcredito, favorire la pace in
Oriente, se non ci fossero dietro gli interessi delle grandi multinazionali,
dei rivenditori di armi di tutti coloro che speculano a scapito del diritto del cittadino di non
essere solo un consumatore? “Sfida Fame Zero” sono belle parole adesso che
abbiamo una vetrina internazionale come quella di Expo che però per quanto
scenografica possa essere secondo me quando vi si saranno chiusi i riflettori lascerà
ben pochi segni. Dire che il cibo buono deve essere accessibile e non caro è
una banalità. Ma provate ad entrare in un negozio biologico …
sabato 6 giugno 2015
Exponiamoci: Food Tour verso Expo
Oltre ad UnPOperExpo, l’iniziativa di portare turisti lungo il
fiume Po ideata da Giampietro Comolli, un altro progetto, su più piccola scala,
è quello che ha partecipato al bando EXPONIAMOCI II della FCNM (Fondazione
Comunitaria Nord Milano). E che ha
permesso a una fondazione senza fini di lucro del territorio Nord Ovest Milano,
Pandora di Rho, di ottenere un finanziamento di 9.750 euro che saranno erogati
dopo essere stati spesi. Ma il fund raising, pur sostenuto anche da Ail e F.T.v.E. (Food Tour verso Expo),
altre due associazioni senza scopo di lucro, non ha dato per ora i successi
sperati. Con questi soldi si volevano portare i visitatori di Expo nelle città
di Arese, Baranzate, Bollate, Cesate, Cornaredo, Garbagnate Milanese,
Lainate, Novate Milanese, Pero, Pogliano Milanese, Pregnana Milanese, Rho,
Senago, Settimo Milanese, Solaro e Vanzago. Per pensare non solo al prima e durante ma
anche al dopo Expo. Promosso dall'Associazione Imprenditori Lombardi, il progetto, portato avanti dal suo ideatore e portavoce Giovanangelo Buccelloni, si propone di tutelate il territorio in oggetto attraverso una serie di percorsi turistici tra le sue bellezze artistiche tra cui la Villa a Lainate e varie Chiese; e paesaggistiche, dalle visite alle ville di delizia, cascine, fornaci, e a tutti i luoghi artistici, museali, monumentali ed ambientali che caratterizzano questa parte della provincia di Milano. Con un’attenzione particolare alla mobilità sostenibile e all’accoglienza allargata alle fasce di popolazione più svantaggiate: un turismo etico rivolto a tutti. Ma soprattutto ai giovani che adesso con così tanta disoccupazione si facciano interpreti degli antichi mestieri e, attraverso la rivalutazione e l'attenzione data da Expo 2015 all'alimentazione, possano conoscere la tradizione gastronomica lombarda con l'assaggio e la riproposizione dei suoi piatti tipici.
venerdì 5 giugno 2015
Una visita a Expo
Tra tutte le notizie che
circolano nelle newsletter e nei comunicati stampa, sembra che a Expo domini
Slow Food con i suoi orti di Terra Madre. E certamente sarà il progetto più
importante quanto a dare cibo per il prossimo futuro in Africa con il suo programma
di coltivarne le terre con 10.000 orti per i contadini che le abitano, terre riprodotte anche
nello stand, ma per arrivarci, deve essere in fondo al Decumano, lungo 1,5 km,
si è obbligati a camminare molto e intanto si incontrano molti altri padiglioni
interessanti. Come quello degli Emirati Arabi Uniti costruito a forma di grande
duna del deserto dai Cinesi e che attende dentro i visitatori con uno
spettacolo in sourround davvero stupefacente. Tra l’altro il prossimo Expo del
2020 sarà ospitato proprio da questo Paese. Per il resto la visita si snoda tra
padiglioni di sicuro valore architettonico all’esterno, ma spesso deludenti
all’interno. Fa eccezione il padiglione Italia che è costato 93 milioni e che
oltre ad essere di grande impatto anche da fuori, fa una grande scena al secondo
piano dove, camminando su un piano di vetro, si vedono scorrere le montagne, i
mari e i laghi del paesaggio italiano. Bello anche lo stand di Israele che le
sue pareti rivestite di orti e quello austriaco, una foresta irrorata da
spruzzi d’acqua. I ristoranti oltre ad alcuni punti ristoro piuttosto anonimi,
sono quelli di Identità Golose, con gli chef stellati che offrono 3 piatti a 76
euro, quelli regionali di Eataly, lo Spazio Bollicine Ferrari, la Terrazza
Martini, Sapòrem con Mortadella Igp, Grana Padano, Prosciutto San Daniele e
Prosecco Conegliano Valdobbiadene da assaggiare a mò di aperitivo. Da qualche
parte mi pare di aver capito che si possano assaporare anche piatti esotici di
culture molto lontane dalle nostre come le alghe e gli insetti fritti, ma non
abbiamo visto dove. Adesso con il caldo meglio andarci di sera, costo del
biglietto 5 euro (il biglietto giornaliero varia dai 34 ai 36 euro); si entra
alle 19 e alle 21 i padiglioni chiudono ma si aspetta fino alle 22 che venga
scuro per godersi lo spettacolo di luci e suoni dell’Albero della Vita, con la
sommità che assomiglia a quella che Michelangelo disegnò per il Campidoglio.
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