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venerdì 15 gennaio 2021

La ricetta della Sacher

Con uova tuorli montati con lo zucchero e albumi a neve, farina, burro, lasciato sciogliere un quarto d'ora prima, cacao, cioccolato fondente lasciato sciogliere a bagnomaria, lievito, marmellata di albicocche e panna si prepara un'ottima torta Sacher veloce e gustosa. La Sacher è anche il nome della casa di produzione dei film di Nanni Moretti. Ed è il simbolo dolce della Vienna della Felix Austriae dei primo del secolo scorso, quelli, per dire, di un certo Sigmund Freud.

Allora sbattete 6 tuorli con 150 g di zucchero fino ad ottenere uno zabaione. Con la frusta, a mano o elettrica, montate i relativi albumi fino a che siano completamente sodi. Sciogliete 75 g di cioccolato fondente a bagnomaria, in una ciotola a sua volta messa in una ciotola d'acqua, e quest'ultima sul fuoco. Incorporate nello zabaione 75 g di cacao in polvere e il cioccolato sciolto. Poi la farina (75 g), il burro (50 g) e il lievito (una bustina per dolci). Infine incorporate gli albumi montati a neve e fate cuocere l'impasto nel forno in una teglia di 24 cm di circonferenza imburrata e infarinata, per 40 minuti a 200°C. Togliete dal forno, fate raffreddare e tagliate a metà per la larghezza. Spennellate i due dischi ottenuti con marmellata di albicocche e rimetteteli uno sopra l'altro. Ottimo è aggiungervi, accanto ad ogni fetta che servirete in tavola, un po' di panna montata.    

lunedì 10 agosto 2015

La cli-fiction di Expo

Tre sere all'Expo, al costo del biglietto di 5 euro ciascuna, ci stanno. Con questo caldo di più però non ce la si fa. Non invidio chi ci passa la giornata intera, almeno fino a fine settembre-ottobre. Eppure il flusso è continuo, la coda lunghissima, i tornelli come all'aeroporto, con il cestello dove mettere la borsa e il passaggio sotto i raggi ics. Poi c'è da mettere il biglietto sotto un apparecchio che lo legge e finalmente ci siamo, accolti dalla scritta "Divinus halitus terrae" che poi alla fine oltre alla traduzione letterale (Divino alito della terra) non so neanche cosa voglia dire, ma mi hanno detto che dentro ci sono cassetti chiusi con dentro le sementi e la riproduzione della Pangea, quando tutti i continenti  erano uniti. Ma in genere questo passaggio si salta perché si viene attratti dalle statue a sinistra, quelle che portano al Decumano e che nella loro imponenza si fanno notare per forza finché non si capisce che hanno la testa da crapuloni tipo Gargantua e Pantagruel della saga francese dei mangioni e che rappresentano ciascuno con la sua raffigurazione sul volto, la pasta, il vino, il pomodoro, la frutta, il pesce, la carne. Insomma proprio brutte, da Medioevo quello tosto, quando queste cose c'erano già, ma i poveri non le potevano mangiavano, e i feudatari comandavano la terra.
Con questo bel viatico si accede al Decumano e ai padiglioni che la sera dalle 7 alle 9 sono aperti e poi fino alle 11 fanno festa, Albero della Vita con luci e suoni compreso. Non avendo ben compreso i cluster (caffè, cacao, riso, biomediterraneo, spezie e legumi, terre aride) del quale è ben esperta mia nipote che si fa mettere sul suo "passaporto" di Expo (sì esiste anche questo) tutti i timbri possibili (e dire che in tutto i Paesi ospitati sono 145), i padiglioni migliori secondo me sono quelli dell'Arabia, del Quatar, quello con il cesto che si vede dall'autostrada, di Israele, il padiglione Italia, l'Austria, la Slovacchia e altri dei Paesi ex satelliti dell' ex Unione Sovietica, ma anche quello della Russia ha il suo bel perché. Il Padiglione Italia è Amazing, ashtoning, e non ve lo descrivo per non togliervi la sorpresa, di più non potevamo davvero fare, ma quaranta minuti di coda sotto il sole bollente prima di entrare non te lo fa apprezzare molto. Dentro c'è anche Peck e un negozio che sembra quello degli aeroporti, con souvenir a prezzi impraticabili. Anche Israele vende, il sale del Mar Morto, e te lo fa provare con uno scrub sulle mani. Dopo, un po' di cremina, e la pelle è liscia come non mai. Ma anche qui taccio sul prezzo per non sembrare tirchia o incapiente, come si dice oggi. Ogni padiglione, visti un po' da fuori quelli di Germania e Giappone perché alle 9 chiudono, fa festa con musica e anche ballo e karaoke. Nei pressi di Belgio e Olanda si beve birra e si mangiano le fries, patatine fritte, e c'è anche una piscina. Nei corsi d'acqua tra Cascina Triulza e un'altra cascina che non ho ben capito come si chiama ci sono anatroccoli e qualche pesce d'acqua dolce. Per mangiare si va da Eataly, dai 12 ai 15 euro un piatto senza bevanda, ma tanto ci sono le case dell'acqua dove fare rifornimento gratis, e noi abbiamo puntato sulle regioni del Sud, tagliatelle al tartufo delle Marche e un'altra volta pasta alle vongole della Campania. Tutto ottimo, compreso il chinotto e il caffè, che però è migliore da illy. Per il resto si può anche mangiare gelato a volontà, oppure concedersi una cena da chef stellati, 3 portate con bevande e caffè 75 euro o due a 35, nel padiglione di Identità Golose, la cucina d'autore ideata da Paolo Marchi. Poi fattasi sera più tarda, si balla o si canta al karaoke. Oltre ai  giovani che vengono dai dintorni per passare la serata, ci sono coppie in vacanza che si concedono la cena di lusso o credono davvero che siamo lì per "nutrire il pianeta", e famiglie con passeggino passepartout, nel senso che si infili un bimbo nella carrozzella hai il passaggio agevolato garantito.
L'impressione generale? E anche particolare? Una grande Disneyland, e difatti "foody" la mascotte di Expo è stata disegnata dall'équipe della Disney, il tutto è sponsorizzato da Coca Cola e McDonalds e i padiglioni sembrano uffici turistici di viaggio. Tutti ti aspettano da loro la prossima vacanza, o la prossima Expo. E tutti vengono anestetizzati dal mondo delle merci, delle commodity, quali sono diventati i cibi di ogni nazione e a qualsiasi cultura appartengano, perché tutto è stato appiattito più che sul diritto a non morire di fame, sulla ricerca dell'acqua, della quale con questi inverni ed estati siccitose siamo sempre più carenti, ma in un'ottica più da cli-fiction, la climate fiction che ha sostituito la science fiction, fantascienza, che da un reale senso di solidarietà. D'altra parte anche questa Expo, che si poteva benissimo fare in internet, come suggeriva Beppe Grillo, senza asfaltare terra da destinare piuttosto a coltivazioni, è tutta basata sull'immagine, in senso stretto e in senso lato. Video, filmati e ologrammi. Con qualche orto e pianta a fare da contorno. Sembra che solo Slow Food e il Barhein abbiano impostato la loro presenza su piante che davvero in questi sei mesi daranno i loro frutti e si potranno raccogliere, facendone gelato o altro in presenza del pubblico.



sabato 27 giugno 2015

Expo per i giovani

Se siete giovani e andate all'Expo sappiate che all'entrata non vi danno una mappa, il Decumano è piuttosto lungo e ricco di padiglioni, ma c'è un'app per capire cosa visitare fatta molto bene. Vi consigliamo poi di andarci, magari con i mezzi, di sera: il biglietto costa solo 5 euro, si entra alle 19 e i padiglioni chiudono alle 21 ma la visita continua perché ci sono i posti dove andare a mangiare: Terrazza Martini, Sapòrem, Identità Golose, i ristoranti regionali di Eataly, il padiglione di Slow Food. Certo in questi ristoranti per i giovani è tutto molto caro, ma in alcuni casi come il padiglione dell'Austria qualcosa si può spiluzzicare a poco prezzo. Sapòrem è l'angolo de nostri prodotti Dop e Igp, grana padano, mortadella di Bologna, Prosciutto di San Daniele del Friuli e Prosecco di Conegliano Valdobbiadene, in Veneto. E' meno di una cena, ma più di un aperitivo, insomma un apericena, non sappiamo quanto costa ma ci sentiamo in grado di segnalarvelo. Al padiglione della Germania dopo le 21 suonano. Non perdetevi il Padiglione Italia e poi alle 22 fate un salto all'Albero della Vita, 15 minuti di luci e suoni veramente emozionanti. La sera poi non ci sono le scolaresche, c'è meno gente, fa più fresco ed è tutto più godibile. Ci sono anche degli angoli piscina con le sedie e la possibilità di mettere i piedi a mollo. La sera il sole non c'è più, ma munitevi di crema solare per il periodo dalle 19 alle 20.
Poi per quanto riguarda le critiche l'hanno già detto alla televisione. I lavori sono costati molto ma causa ritardi i "soliti noti" si rifaranno anche presso la Cassa Depositi e Prestiti che è delle Poste e quindi sono soldi nostri, in pratica lo paghiamo due volte. Le solite cose fatte all'italiana. Poi c'è il problema delle sponsorizzazioni che sono delle grandi multinazionali che certo non possono andare d'accordo con chi combatte il land grabbing, le deforestazioni, le grandi monocolture e l'allevamento intensivo di animali che depauperano il sistema ambientale a grave danno di uomini e specie animali. Ma questo ha deciso il Bie tanti anni fa, governo Prodi, e questo doveva essere "Nutrire il pianeta, energia per la vita", mentre noi lo roviniamo e i poveri del Sud del mondo lottano per una vita decente.    

giovedì 7 maggio 2015

Ultime da Expo

  1. Una delle eredità che ci lascerà l' Expo è la Carta di Milano, sul diritto di ogni uomo al cibo. Dal Laos alla Cambogia, i Paesi più poveri che si riuniscono sotto il cluster del riso, l'alimento più coltivato al mondo, ai cluster di frutta cereali e legumi, nel quale si riuniscono vari Paesi dell'Africa, il tema portante è un alimentazione sana per tutti. 145 i Paesi partecipanti e 20 milioni (8 dall' estero), i visitatori attesi, tra cui sicuramente coloro che passano di solito le vacanze in riva ai vari Laghi lombardi, e che l'organizzazione di UnPoxExpo pensa di poter portare anche lungo le sponde del Po. Il Bie (Bureau d'Exposition) si è fatto carico dell'organizzazione, ma è tutta l'Italia che adesso si mette in gioco. Per ora sembra che i padiglioni non siano completamente finiti, ma per esempio quello della Svizzera è un bell'esempio di risparmio con dispenser dai quali servirsi di zucchero, cacao, caffè ecc. gratuitamente, ma con l'avvertenza che chi viene per primo deve pensare a chi verrà dopo. Il padiglione dell'Austria è invece dedicato all'ossigeno, l'aria è il primo alimento, con la creazione di una serra verde in cui si ripropone il microclima delle montagne. In questi giorni poi l'apertura di Expo è dedicata ai bambini, con vari spettacoli come l'Albero della Vita che si colora.