martedì 22 marzo 2016

MondodelVino alla ri(s)cossa


Non è che www.visitfrenchwine.com ci debba spaventare. Ma insomma l'ultima trovata dei nostri cugini d'Oltralpe per vendere meglio e di più il proprio vino è un'idea che poteva venire anche a noi. Intanto ci accontentiamo di una realtà come MGM MondodelVino che a
Mundus Vini 2015, il premio internazionale del vino istituito nel 2001, ha conquistato il primo posto con ben 5 etichette, in particolare Ricossa e Cuvage, più numerosi nastri d’argento. Autoctoni e vitigni internazionali, questa la sua produzione esportata per ben il 94% con una presenza in oltre 55 paesi. Nel 2013 MGM entra nel gruppo Mondodelvino SpA. MGM Mondo del Vino produce circa 25 mln di bottiglie e 4,5 mln di BIB da 3l, che esporta in Stati Uniti, Russia, Giappone, Emirati Arabi, Cina e Australia. Le uve sono selezionate attraverso accordi diretti con cooperative di produttori e aziende private. Il gruppo fattura 96mln e 700mila euro, di cui 84mln e 400mila all’estero. Ad aggiudicarsi i premi gold: Ricossa Barolo 2012, Ricossa Barolo Riserva 2009 Ricossa Barbera d’Asti Superiore 2013, Costabricco Asti e Cuvage Rosé Nebbiolo d’Alba Doc. L’impresa è il “miglior produttore dell’anno 2015” secondo il concorso internazionale al 13 aprile.AWC di Vienna e sarà presente a Prowein di Dusserdolf e a Vinitaly di Verona dal 10 

Loison diversifica nei biscotti

Chi ha assaggiato le sue colombe aromatizzate in vari modi, arancia, limone, mandarino, sa di cosa parlo. Sono le colombe Loison contenute in piccole scatole da pasticceria ma vendute anche nei supermercati. Una bontà che non ha eguali, se si escludono ovviamente picchi di eccellenza come Cova, a Milano. Adesso Loison, forte di una tradizione nella pasticceria che lo ha reso un marchio famoso, ha deciso di puntare ai biscotti, al burro naturalmente. Non vediamo l'ora di assaggiarli.

lunedì 14 marzo 2016

Su Marte e ritorno


Il ritorno alla materia, alla sostanza, e il superamento della creatività, quando diventa pasticcio. E il volo sopra tutte queste cose (alimentari).

Ecco in una riga, il nuovo libro di Gualtiero Marchesi “I centotrentatre piatti”, né un ricettario né la spiegazione di tecniche di cucina, ma un appello all’immagine, alla composizione, all’idea e all’ispirazione ad esse legata. Per giovani cuochi e non. E con questo breve omaggio al veterano della cucina creativa in Italia mi congedo per un po’ dall’argomento cibo, per sondare quanto accade in cielo, nello spazio.

Il 19 luglio 1969 l‘uomo raggiungeva la luna con la missione Apollo 11. L’atterraggio sul nostro satellite fu opera della Nasa e i tre astronauti erano Neil Amstrong, XX e XX. Amstrong fu il protagonista dell’allunaggio. Gli altri erano Collins e Aldrin, che ne tornò sconvolto. Anni dopo raccontò di un’esperienza “mistica”. Ma in realtà i primi a tentare l’avventura erano stati i sovietici che mandarono nello spazio una navetta con la cagnolina Laika, che non sopravvisse al viaggio.  Adesso dalla luna si va e si torna e il prossimo obiettivo, già raggiunto, è Marte. Marte presenta un’infinità di vantaggi per i viaggi interstellari. Dopo la luna è il pianeta più vicino alla terra e già nella metà dell’Ottocento un astronomo ne disegnò i canali e i mari. La presenza dell’acqua sul pianeta rosso sembrava un fatto assodato. Così si cominciò a favoleggiare di presenza di vita intelligente, molto più avanzata di quella dell’uomo sulla terra. “Noi marziani” è il titolo di uno dei romanzi del più famoso scrittore di libri di fantascienza del Novecento, Philip. K. Dick. Noi e “loro”. Ma chi siamo noi e chi sono loro? Forse non lo sapremo mai. O forse sì. Il robottino che scenderà su Marte somiglia in parte a CP8 di Guerre Stellari. Ma guerra non sarà, speriamo, perché CP8 è dotato di una qualità molto umana, il senso dell’umorismo. Dotati oggi di ogni comodità, tra cui una grande varietà di cibo di cui abbiamo detto, gli astronauti potrebbero persino spingersi tra poco molto più lontano e dare vita all’era dei viaggi interstellari per comitive, di cui si stanno già occupando miliardari come Branson dell’etichetta Virgin che progetta viaggi nello spazio per multimilionari.

Pasta artigianale e acque potenziate

Due nuovi trend in fatto di alimentazione sono sulle pagine dei giornali. La pasta artigianale di alta qualità, apprezzata e scelta dagli chef e le acque potenziate, benefiche per la salute. Cocco, carciofo, cetriolo, ma anche betulla e limone. L’ultima tendenza in fatto di benessere sono le acque potenziate, vere e proprie bibite che si apprestano a sostituire soda e succhi di frutta.  Ogni bevanda si ottiene per infusione a freddo dei frutti o degli ortaggi scelti per il proprio trattamento di bellezza; l’acqua che si ottiene contiene molti dei loro sali e delle vitamine, che andrebbero invece perse in cottura. Le migliori? Il carciofo, che agisce sulla colecisti velocizzando la disintossicazione, oppure il cetriolo, rinfrescante e rimineralizzante.

Cosa si mangia nello spazio

Volevo scrivere di nutrigenomica, adesso che è uscito un nuovo libro sulla dieta intelligente che enumera i vari smart food che fanno restare in forma e invecchiare intelligentemente. Invece, guardando Leonardo su Raitre ho trovato molto più interessante un'altra notizia. Quella del lancio di una sonda spaziale dalla Russia contenente nell'equipaggio degli ingegneri italiani che faranno atterrare su Marte una sonda capace di trivellare il terreno fino oltre a quanto si è andati trovando l'acqua. Il discorso è interessante per tre motivi: gli astronauti italiani, la probabilità di vita sul pianeta rosso (batteri, non di più) e il che cosa mangiano gli abitanti della navicella. Avevo già accennato al primo fiore nello spazio e alla possibilità di coltivarvi pomodori. Adesso sappiamo che bevono caffè italiano. Leggo e apprendo sul sito dell'Esa che gli astronauti, essendo molto lontani dai negozi (naturalmente!) devono poter contare su regolari approvvigionamenti di cibo. Periodicamente, una navicella automatizzata come il Veicolo di Trasferimento Automatizzato dell'ESA, o il Progress russo, raggiunge la Stazione carica di frutta fresca, acqua e pasti pronti.
I pasti nello spazio si sono molto evoluti dai tempi delle paste fredde in tubetti di alluminio e dei cibi a cubetti. Oggi i pasti nello spazio sono simili a quelli che consumiamo tutti i giorni sulla Terra: verdure surgelate e dessert, cibi refrigerati, frutta e latticini. Oggi il menù a bordo della Stazione Spaziale Internazionale comprende più di 100 piatti. Gli astronauti scelgono i propri menù giornalieri molto prima di volare nello spazio. Sono previsti tre pasti al giorno, oltre agli snack che possono essere consumati in qualsiasi momento della giornata. Vengono forniti condimenti come ketchup, senape e maionese. Sono disponibili anche sale e pepe, ma solo in forma liquida.
Il cibo per lo spazio può essere in scatola o avvolto in fogli di alluminio. Può inoltre essere liofilizzato, a basso contenuto di umidità, precotto o disidratato (privato del contenuto d'acqua). Se il cibo è disidratato, gli astronauti possono consumarlo solo dopo avervi aggiunto dell'acqua calda. A bordo sono disponibili dei forni per riscaldare i cibi alla giusta temperatura. Anche molte bevande sono in forma disidratata. Sulla Stazione viene prodotta una certa quantità d'acqua riciclata, ma le missioni di rifornimento devono portarne altra a bordo. Le bevande vanno da tè e caffè a succo d'arancia, cocktail alla frutta e limonata. Assumere sufficienti quantità di calorie, vitamine e minerali è importante per gli astronauti come per gli uomini che vivono sulla Terra. Il loro fabbisogno calorico giornaliero è di almeno 2000 calorie. Durante la missione, i membri dell'equipaggio devono compilare un questionario al computer indicando i cibi che consumano. Gli esperti a terra forniscono consigli su come migliorare la dieta se necessario.
 

domenica 13 marzo 2016

Da chef a imprenditore

Paolo Marchi dal palco di Identità Golose di quest’anno, come ogni anno a febbraio, fa il punto sulla ristorazione italiana di qualità. E adesso informa che Paolo Gentiloni, ministro degli affari esteri, in collaborazione con Stefania Giannini, ministro dell’istruzione, e lo stesso Martina, ha dato vita a un incontro il prossimo 15 marzo alla Farnesina a Roma. Alle ore 11 infatti ci sarà la cerimonia di firma del Protocollo di collaborazione per la valorizzazione della cucina italiana all’estero, primo piano di azioni concrete scaturite dal Food Act, «il progetto, nato dalla proficua collaborazione con il Forum della Cucina Italiana, che coinvolge più Ministeri, il Coni e diverse Istituzioni, per la più ampia partecipazione di tutta la rete. Gli Chef, come sempre, i nostri ambasciatori». Gli chef, già, come sempre, e magari gli chef con una o due stelle. Ma quanto costano al cliente queste stelle? E soprattutto, per la prima volta, ci si interroga: quanto costano al locale? E’ sempre a firma Paolo Marchi questa considerazione. Vanno bene la qualità, l’estro, la creatività, la stagionalità e la biodiversità dei piatti. Ma poi bisogna fare i conti con l’affitto, le tasse, quanto costano i camerieri, la brigata di cucina ecc. Ad intuire l’aria che tira, da sempre protagonista di ogni tendenza, Davide Oldani, nel suo spot per il cloud della Tim, si fa chiamare non chef ma imprenditore. Ecco ci mancava proprio questo passaggio, quando in questi locali, più che mangiare si annusa l’odore. Con qualche lodevole eccezione, naturalmente.

Le cene di pesce sul Lago di Garda


Fish&Chef sul Lago di Garda è una grande manifestazione primaverile che coinvolge i ristoratori del luogo in show cooking gratuiti e cene a pagamento (70 euro). Una kermesse che non è proprio una sagra, quanto una valorizzazione tramite i ristoranti dei prodotti del luogo. Pesce di lago, in testa, come recita il titolo (fish). E in più è street food, street art e street music. Un’occasione, dal 21 al 27 aprile, per stare all’aria aperta in uno dei panorami più affascinanti d’Italia e anche del mondo intero, dati i vacanzieri, soprattutto tedeschi, che attira ogni anno. Il territorio del Lago di Garda. A fare da cornice panorami mozzafiato come Malcesine, Gardone Riviera, Garda, Bardolino e Costermano. 6 le cene gourmet. Tra i protagonisti alcuni dei più importanti chef internazionali come Luca Marchini (1 stella Michelin) dell’Erba del Re di Modena,  Peter Brunel (1 stella Michelin) del ristorante Borgo San Jacopo di Firenze, Andrea Berton (1 stella Michelin) del ristorante Berton di Milano, Andrea Aprea (1 stella Michelin) del ristorante Vun di Milano, Valentino Palmisano e Kido Toshimizu del Ritz-Carlton di Kyoto, in Giappone.  La conclusione dell’edizione 2016 sarà invece  affidata al Dream Team Lake Garda composto dai top chef del Garda che giocheranno in casa per interpretare i prodotti del loro territorio.