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lunedì 18 aprile 2016

Smart food e ortoressia

Ricercatori, dottori, scienziati dell' alimentazione, nutrizionisti. Sono tutti alla ricerca del modo migliore di mangiare. E i consigli si sprecano, in libri che hanno un grande successo editoriale visto che la cucina è il must del momento. Le raccomandazioni sono tra le più svariate, dal consumare frutta e verdura dei cinque colori (esistono anche patate e carote viola, prugne blu, nere e rosse), al preferire quelli senza glutine e lattosio (per gli allergici). Arance, ciliegie e fragole sono ricche di antocianine che attivano il metabolismo, cavoli e cipolle proteggono dal cancro, la curcuma riduce lo stato infiammatorio dei tessuti. Tra le mele da preferire le Granny Smith, più nutrienti rispetto alle Gold, e tra i pomodori i ciliegini. Attenzione particolare devono poi essere messe in pratica nel modo con cui conservare e cucinare gli alimenti perché non perdano le loro proprietà nutritive (le verdure dovrebbero essere consumate subito e cotte poco). Importante poi non rinunciare alla carne che  fornisce un apporto nutritivo importante soprattutto in tenera età. E consumare ogni tanto il cioccolato che favorisce il sonno e abbassa la pressione. Tutti questi sarebbero "smart food", cibo intelligente, ed è stato pubblicato un libro che si intitola proprio così. Ma si mette anche in guardia contro l'ortoressia che sarebbe l'ossessione per i cibi sani, una vera e propria mania contro i cibi che sarebbero nocivi. Ma in natura non ce ne sono. Esistono piuttosto le allergie provocate dalla chimica, dalla quale si deve stare in guardia.     

lunedì 14 marzo 2016

Cosa si mangia nello spazio

Volevo scrivere di nutrigenomica, adesso che è uscito un nuovo libro sulla dieta intelligente che enumera i vari smart food che fanno restare in forma e invecchiare intelligentemente. Invece, guardando Leonardo su Raitre ho trovato molto più interessante un'altra notizia. Quella del lancio di una sonda spaziale dalla Russia contenente nell'equipaggio degli ingegneri italiani che faranno atterrare su Marte una sonda capace di trivellare il terreno fino oltre a quanto si è andati trovando l'acqua. Il discorso è interessante per tre motivi: gli astronauti italiani, la probabilità di vita sul pianeta rosso (batteri, non di più) e il che cosa mangiano gli abitanti della navicella. Avevo già accennato al primo fiore nello spazio e alla possibilità di coltivarvi pomodori. Adesso sappiamo che bevono caffè italiano. Leggo e apprendo sul sito dell'Esa che gli astronauti, essendo molto lontani dai negozi (naturalmente!) devono poter contare su regolari approvvigionamenti di cibo. Periodicamente, una navicella automatizzata come il Veicolo di Trasferimento Automatizzato dell'ESA, o il Progress russo, raggiunge la Stazione carica di frutta fresca, acqua e pasti pronti.
I pasti nello spazio si sono molto evoluti dai tempi delle paste fredde in tubetti di alluminio e dei cibi a cubetti. Oggi i pasti nello spazio sono simili a quelli che consumiamo tutti i giorni sulla Terra: verdure surgelate e dessert, cibi refrigerati, frutta e latticini. Oggi il menù a bordo della Stazione Spaziale Internazionale comprende più di 100 piatti. Gli astronauti scelgono i propri menù giornalieri molto prima di volare nello spazio. Sono previsti tre pasti al giorno, oltre agli snack che possono essere consumati in qualsiasi momento della giornata. Vengono forniti condimenti come ketchup, senape e maionese. Sono disponibili anche sale e pepe, ma solo in forma liquida.
Il cibo per lo spazio può essere in scatola o avvolto in fogli di alluminio. Può inoltre essere liofilizzato, a basso contenuto di umidità, precotto o disidratato (privato del contenuto d'acqua). Se il cibo è disidratato, gli astronauti possono consumarlo solo dopo avervi aggiunto dell'acqua calda. A bordo sono disponibili dei forni per riscaldare i cibi alla giusta temperatura. Anche molte bevande sono in forma disidratata. Sulla Stazione viene prodotta una certa quantità d'acqua riciclata, ma le missioni di rifornimento devono portarne altra a bordo. Le bevande vanno da tè e caffè a succo d'arancia, cocktail alla frutta e limonata. Assumere sufficienti quantità di calorie, vitamine e minerali è importante per gli astronauti come per gli uomini che vivono sulla Terra. Il loro fabbisogno calorico giornaliero è di almeno 2000 calorie. Durante la missione, i membri dell'equipaggio devono compilare un questionario al computer indicando i cibi che consumano. Gli esperti a terra forniscono consigli su come migliorare la dieta se necessario.