Ci sono le api da salvare, altrimenti mangeremo solo miele cinese. Ma anche rane e rospi hanno la loro parte in questo ciclo perché tengono lontani gli insetti nocivi agli alveari, come la cimice asiatica, che per l'appunto, arriva dalla Cina. Tutta una catena alimentare che va salvaguardata pena la perdita dell'ecosistema della biodiversità. E che ci impedisce di vedere intorno a noi il bello che ha da darci la natura, e non soltanto da mangiare, ma anche da sentire profumare. Come succede al Candide di Voltaire, uno dei creatori dell'Encyclopedie, che dopo tutta una serie di traversie e di sconvolgimenti nella sua vita, decide di tornare ad un campo da coltivare, e non solo cibo ma anche fiori. Tutta una filosofia di vita che è stata poi ripresa anche dal cinema con la serie della Pantera Rosa di quel mago che è stato Peter Sellers, che dopo ogni lotta con il cattivone di turno, in questo caso un giapponese impegnato nel karate, torna al suo giardino.
"diario sul cibo per chi non crede che il cibo sia cultura ma nutrimento e garantirlo a tutti sarebbe già un bel passo avanti...esistono 'il pane e le rose'…assicuriamo il pane a tutti perché tutti possano avere anche le rose…"
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lunedì 8 febbraio 2021
Salviamo le api
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mercoledì 1 aprile 2020
La distruzione della natura e il suo legame con le pandemie
Mentre il Coronavirus mette in ginocchio anche le filiere
alimentari, abbiamo certo letto tutti gli articoli pubblicati sul legame tra pandemia, animali e natura.
Anche CWIF, Compassion in World Farming Italia, la prima associazione, con base
a Bologna, a lanciare già da diversi anni l’allarme sulle condizioni di
cattività in gabbie in cui vivono molti animali destinati alla nostra
alimentazione, denuncia l’estinzione delle biodiversità responsabili forse dei
virus che si sono sviluppati negli ultimi anni (aviaria, Sars, Mers e adesso
Covid-19). “La distruzione degli habitat naturali di molte specie, la perdita
di biodiversità, i cambiamenti climatici di cui l’attività umana è la sola
responsabile, ci impongono oggi una seria riflessione.”
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Le gabbie non sono solo sinonimo di crudeltà.
Sono anche una delle cause principali della devastazione ambientale di cui siamo tutti oggi testimoni. CIWF
lavora per fare sì
che le aziende alimentari smettano di utilizzare uova in gabbia, ma, una volta
che si sono impegnate a farlo, sono gli unici che controllano ogni anno i
loro progressi verso una filiera senza gabbie. Lo strumento utilizzato è
il Report EggTrack,
ovvero il rapporto che monitora
e traccia il
progresso delle aziende alimentari che si sono impegnate pubblicamente ad
abbandonare le uova provenienti da allevamenti in gabbia nelle loro
filiere. La seconda edizione, con risultati confortanti, è stata recentemente
pubblicata online.
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