domenica 7 gennaio 2018

Qualche ricetta per mettersi a dieta



Finite le Feste di Natale e Capodanno, ci si può mettere a dieta per smaltire gli eventuali 3 -5 chili di troppo. Ma sempre con giudizio. La dieta fai da te può comportare dei rischi per la salute e anche gli eventuali tutorial seguiti sui social non sempre sono attendibili. Meglio quindi seguire i consigli, e le ricette, della nonna. Come avevo già scritto in un altro post, non comperare mai alimenti che vostra nonna non avrebbe acquistato. L’inverno è tempo di verdure tra le quali preferire le brassicacee (cavoli, cavolfiore, cavolo nero, cavolo verde), che però hanno la controindicazione di gonfiare l’intestino, carciofi e cardi. Se per le prime è sufficiente bollirle, anche in pentola a pressione, e condirle con sale e olio extravergine di oliva (in Italia ne abbiamo di diversi tipi, basta seguire l’indicazione made in Italy, anche se certe volte questa può essere ingannevole perché l’olio italiano può essere “tagliato” con quello spagnolo o greco senza bisogno che ce ne sia l’indicazione in etichetta). I carciofi invece, secondo una ricetta del Friuli Venezia Giulia, vanno deprivati delle foglie più esterne e del gambo e lasciati per un po’ di tempo in acqua e limone. Poi se ne allarga l’estremità superiore per riempirla con pangrattato mescolato a olio, sale, aglio e prezzemolo tritati. In una pentola alta e riempita per metà di acqua salata i carciofi vanno messi in “piedi” e lasciati cuocere per circa tre quarti d’ora, o venti minuti in pentola a pressione secondo lo stesso procedimento. Si mangiano poi sfogliandoli e scavando ogni foglia con il coltello. Il pangrattato e il cuore si mangiano interi.
Per i cardi ho invece una ricetta di mia nonna. I cardi, per chi non lo sapesse, sono dei gambi lunghi e robusti che vanno pelati uno a uno. Poi si lavano, si sbollentano in acqua calda per 15 minuti e si passano nella pastella (farina, uovo e acqua frizzante fredda). Dopo averli fritti nell’olio extravergine si mettono ad asciugare in una carta da cucina. A parte si prepara un sugo con olio aglio e pomodoro. Infine vi si immergono i cardi fritti e si serve caldo. A partire da una verdura di stagione sempre in tavola ed eliminando troppi condimenti, pane, biscotti (a colazione meglio le fette biscottate integrali), zucchero (da preferirgli il miele), pasta (da non eliminare completamente ma da mangiare solo due o tre volte la settimana) e carni grasse (meglio i petti di pollo o di tacchino o il pesce), si potrà riuscire ad eliminare senza troppi sforzi i chili messi su durante le feste. Senza dimenticare l’allenamento fisico: palestra o bicicletta, corsa o piscina, ma sempre con il permesso medico.

Il caro sacchetti



E’ noto a tutti il dibattito scatenato dall’obbligo del pagamento dei sacchetti di plastica per la frutta e verdura al mercato o al supermercato (che tra l’altro dovrebbero essere biodegradabili, ma lo sono solo al 40%). E anche le proteste per il rincaro di luce e gas. E’ passato invece sotto silenzio l’aumento dei pedaggi autostradali che riguardano quasi tutti gli automobilisti italiani che vi si recano al lavoro per più o meno o brevi tratti (e per le vacanze fanno viaggi ben più lunghi). I sacchetti non si possono portare da casa (non è igienico) e qualcuno ha avanzato l’ipotesi di apporre l’adesivo del prezzo direttamente su arance, limoni, mele, pere etc. Una soluzione evidentemente poco pratica. E tutto questo senza contare che prima i sacchetti erano già compresi nel prezzo, senza però che il consumatore potesse conteggiarne il peso (che si aggira oggi tra 1 e 3 centesimi al sacchetto a seconda della grandezza). Qualcuno ha già conteggiato l’importo annuale di tale carico che sarebbe di almeno 10 euro.  

giovedì 28 dicembre 2017

Capodanno leggero

"L'Apericena non esiste", è il titolo di un libro di Federico Francesco Ferrero, che condivido pienamente. Lo stesso accade per il Cenone di Capodanno definito come anacronistico, vecchio e pure dannoso. E, aggiungo io, anche costoso. Meglio ripiegare su una cena in famiglia con una minestrina leggera e poi due fette di cotechino con lenticchie come da tradizione, ma nient'altro, nemmeno i dolci tradizionali, già consumati a Natale. E poi, via, 30 minuti di passeggiata a ritmo sostenuto. Buon Anno Nuovo.

domenica 24 dicembre 2017

Spaghetti alle vongole

Oggi è vigilia e si mangia di magro. Vi suggerisco gli spaghetti alle vongole.
Ingredienti per 4 persone:
500 g di vongole piccole o veraci
500 g di spaghettini
olio
aglio
prezzemolo
sale qb
vino per sfumare
pangrattato
Preparazione:
Far aprire le vongole in una padella molto larga con un po' d'acqua dopo averle lavate. Gettare via quelle che non si aprono. Preparare un battuto di aglio e prezzemolo e farlo tostare nell'olio. Aggiungervi le vongole e sfumare con un pò di vino bianco. A cottura quasi ultimata mettervi del pangrattato per amalgamare il sugo. Fare cucocere gli spaghetti fini in una grande pentola d'acqua e sale grosso e, dopo averli scolati, condirli in un tegame ancora sul fuoco e servire nei piatti caldi con una parte di vongole sgusciate e le altre lasciate nel guscio.

L'etica vegana presuppone una filiera non sostenibile



Da quando negli ultimi anni la parola etica è diventata universale e significa soprattutto non uccidere gli animali, intere filiere agroalimentari sono cambiate. Nei Paesi poveri è diventato più conveniente mangiare hamburger ed esportare i propri prodotti vegetali e perciò “etici”. Per molte persone definirsi persone con etica significa mangiare vegano e hanno pure creato un Parma Etica Festival, tre giorni di talk, workshop e seminari sull’etica vegan e vegetariana. Altro esempio di questa tendenza è la bibbia della comunità vegana italiana “La cucina etica”, con lo scopo di fornire ricette legate allo sviluppo sostenibile. A proposito del quale sarà utile ricordare come molti vegetali quali anacardi, mandorle, avocado, quinoa e prodotti come soia e tofu richiedono enorme impiego di acqua per essere coltivati e il sacrificio dei contadini del Sud del mondo. Oltre alla scomparsa di riserve idriche e campi grandi quanto Germania e Italia. Quello che dai vegani viene chiamato cruelty free è anche la raccolta degli anacardi nel Sud Vietnam a prezzi di immensi sacrifici dei contadini pagati pochissimo. Gli anacardi vengono poi processati in India con metodi di produzione più disumani di quelli della Apple. C’è poi tutto il capitolo della deforestazione a causa delle colture intensive come quelle della soia. E anche se questa serve perlopiù da mangime per gli animali, “sostituire carne e latte con analoghi alimenti raffinati come il tofu potrebbe aumentare la quantità di terreno arato necessario per il fabbisogno alimentare”. Una vasta quantità di alimenti consumati dai vegani richiede una lunga filiera di lavorazione poco remunerata. Una cucina interamente vegana, come quella a km 0, praticamente non esistono.

venerdì 22 dicembre 2017

La prima colazione salata

La prima colazione, secondo i nutrizionisti, dovrebbe essere il pasto più importante della giornata. Ve ne suggersico alcune salate e molto golose.
Caffellatte con la focaccia, quella semplice, non al formaggio, ricetta ligure.
The con uovo sodo e pane tostato, ricetta austriaca.
Uova fritte con il bacon, salsiccia e pane tostato, succo d'arancia, la tipica colazione all'inglese.
Uovo alla coque con una piccola noce di burro, 2 foglie di peperoncino, un pò di olio tartufato e pane secco. Ricetta francese.

mercoledì 20 dicembre 2017

Crema al mascarpone

Ho letto da qualche parte il decalogo per non appesantirsi a Natale. Eliminare gli antipasti, non mettere il pane in tavola, dire alla nonna di cucinare un solo primo, mettere in tavola almeno una verdura cruda, non esagerare con gli alcolici e preferire il vino naturale, rimandare il formaggio al giorno dopo e poi fare una passeggiata di 30 minuti a ritmo sostenuto. Mi pare un'ottima idea, anche se mi è stata già richiesta la crema al mascarpone da mettere sopra il pandoro o il panettone.
Crema al mascarpone
Sbattere i rossi d'uovo con lo zucchero
montare  gli albumi
incorporarli alle uova
incorporare infine il mascarpone. 
E così addio ai buoni propositi.