"diario sul cibo per chi non crede che il cibo sia cultura ma nutrimento e garantirlo a tutti sarebbe già un bel passo avanti...esistono 'il pane e le rose'…assicuriamo il pane a tutti perché tutti possano avere anche le rose…"
martedì 5 marzo 2024
La Cina, l'AI e le auto elettriche
La Cina, è al centro del dibattito economico mondiale. Da sempre il suo sistema industriale e commerciale si basa sulle sovvenzioni statali che vogliono vedere il Paese diventare un campione globale. La stessa cosa non può dirsi per l’Unione europea dei 27, la cui economia è basata sui principi del liberismo. Ma di fronte alla prospettiva di un conflitto mondiale questa’ultima ha già messo in atto delle barriere su prodotti cinesi come alluminio, acciaio e pannelli solari. Automobili, treni e dispositivi medici godono invece ancora del libero scambio, per timore di ritorsioni da parte del gigante asiatico. E’ nato così il boom delle esportazioni cinesi di automobili. “Si deve pagare IVA e dazi su qualsiasi importazione dalla Cina e dai paesi extra UE, anche su spedizioni con valore inferiore a 22 Euro. L'unica esenzione prevista sarà per spedizioni sotto i 150 Euro di valore dichiarato, in questi casi si deve pagare solo l'IVA. La spedizione ha un costo compreso tra 5 e 12 dollari, è tracciabile e viene gestita da SDA (per conto di Poste Italiane) una volta arrivata in Italia. Tempi di consegna di circa 1 settimana” si legge su Verità e Affari, giornale online diretto da Maurizio Belpietro. Dal Giappone gli scambi commerciali sono più concentrati sui prodotti farmaceutici e sugli articoli di abbigliamento, compresi quelli in pelle che nel Paese inquinano molto per via delle concerie. Quanto all’alimentare, il Paese è noto per la carne di Kobe, una vera specialità, carne di manzo massaggiata lungamente a mano e tagliata con coltelli simili a scimitarre su un bancone di fronte ai clienti. Ma non se ne riscontrano importazioni massicce in Italia.
mercoledì 28 febbraio 2024
Abbiamo creato un sistema che minaccia il futuro dei nostri figli solo per nutrirli oggi
Non sono io che lo dico, anche se lo sottoscrivo, ma una famosa scrittrice canadese che se volete seguire dovete andare sul suo sito: naomiklein.org. A distanza di tempo dal suo best sellers NoLogo, in cui denunciava lo sfruttamento dei Paesi poveri nel creare capi di abbigliamento di marca che poi nella grande distribuzione venivano venduti a cento volte tanto quanto era costato il lavoro di bambini sfruttati del Terzo Mondo, pubblica oggi Doppleganger, Mondo Specchio. Una riflessione sul tema del sosia, caro a tanti scrittori, non ultimo Dostojieski che al proposito ha scritto un libro così intitolato, in cui il doppio di un povero piccolo impiegato diventa più famoso e più amato dell’originale stesso. La Klein in pratica ci avverte: “Passare a un'economia in equilibrio con i limiti della terra /quello che si cerca di fare seguendo i principi della responsabilità sociale di impresa ndt/, significa anche espandere i settori della nostra economia che sono già a basse emissioni di carbonio: l'assistenza medica, l'insegnamento, il lavoro sociale, le arti e i media di interesse pubblico. Seguendo l'esempio del Quebec, un programma nazionale di assistenza all'infanzia è atteso da tempo. Tutto questo lavoro, in gran parte svolto da donne, è il collante che costruisce comunità umane e resilienti – e avremo bisogno che le nostre comunità siano il più forti possibile di fronte al futuro difficile in cui ci siamo già bloccati.
Dal momento che gran parte del lavoro di cura – sia delle persone che del pianeta – non è attualmente retribuito, chiediamo un vigoroso dibattito sull'introduzione di un reddito annuale di base universale. Sperimentata per la prima volta in Manitoba negli anni '70, questa solida rete di sicurezza potrebbe aiutare a garantire che nessuno sia costretto ad accettare un lavoro che minacci il domani dei propri figli, solo per nutrirli oggi.
Dichiariamo che l' ‘austerità’ – che ha sistematicamente attaccato i settori a basse emissioni di carbonio come l'istruzione e la sanità, affamando il trasporto pubblico e costringendo a privatizzazioni energetiche sconsiderate /come accade adesso in Italia con il governo Meloni, ndt/ – è una forma di pensiero fossilizzata che è diventata una minaccia per la vita sulla terra.”
Avvertenza di chi scrive: non confondete Naomi Klein con Naomi Wolf, il suo doppio che ha largamente attinto alle tesi dell'autrice per veicolare messaggi antiteci al suo pensiero, avvalorando teorie complottiste sulla medicina dei vaccini come se fossero responsabili di malattie contratte dopo averli assunti e sparando a zero su quell che lei chiama "big pharma", l'industria dei preparati farmaceutici. Un pò come fa adesso in Italia il generale Vannacci inducendoci a credere alle sue teorie sul genere (maschile/femminile) non avvalorate da nessunissimo scienziato.
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venerdì 23 febbraio 2024
Cibo di risulta, pappa con il pomodoro e zuppa di cipolle
Se avete accumulato del pane secco, non buttatelo. Potete ricavarne almeno due ottime ricette. La responsabilità verso il clima e l'ambiente inzia da qui. Nel conservare il cibo che si ha in casa.
Pappa con il pomodoro. Mettete in una ciotola il pane avanzato e lavoratelo con quanta acqua vi prende fino a diventare una pappa molle e salate a vostro gusto. In una casseruola di media grandezza fate soffriggere tre cucchiai di olio di oliva extravergine con uno scalogno tritato. A doratura raggiunta, versatevi una scatola di pomodori pelati, o mezza, a seconda di quanto pane avete. Io mi regolo sempre ad occhio. Aggiungetevi il pane e fate cuocere per un quarto d'ora. C'è chi lo fa anche con l'aglio, ma è meno digeribile.
Zuppa di cipolle. Versate tre cucchiai di olio in una una casseruola di media grandezza. E adagiatevi tre fette di pane. Tagliate a pezzi grossolani tre cipolle e adagiatele sul pane. Fate dorare per pochi minuti e poi versatevi sopra del brodo. Anche questo tutto ad occhio. A questo punto non vi resta che versarvi sopra una e due uova che si cuoceranno in camicia. La zuppa è pronta quando il brodo si è ristretto e la cipolla bella dorata.
martedì 20 febbraio 2024
Agricoltura, quanto ci nutri?
In Francia, agli agricoltori spettano agevolazioni. Come si legge sulla newsletter di Agrisole, si apprende infatti che in particolare al settore vitivinicolo verrà applicato il tasso massimo sui mutui del 2,5%, per allungare la durata della restituzione dei prestiti.Infatti sull'impresa agricola, come in ogni settore di attività, gravano alcuni oneri (assicurazioni, costo del noleggio o dell'acquisto dei trattori) sui quali pesano le strette del settore creditizio.Si pensi che anche in Italia, dove l'estensione degli ettari coltivati sono molti di meno, per la posizione morfologica della Penisola, stretta tra Alpi e Appennini dove non sono rari gli eventi sismici, e ora anche gli stratempi (alluvioni o siccità) causa cambio climatico, molti agricoltori si sono trovati nella condizione di tenere nelle stalle o in cantina, vini e formaggi. Nel quadro complessivo della stretta sul settore pesano i patti del Mercosour, liberi scambi commerciali con i Paesi dell'America Latina (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay), non ancora definiti dalla Commissione Europea. La spesa delle famiglie al supermercato, ipermercato, discount o mercato rionale è sempre più cara; in Italia 7 milioni di famiglie vivono sotto la soglia della povertà, e tra queste ci sono anche molti giovani. L'ortofrutta che mangiamo, oltre che arrivare spesso dall'estero (Francia, Spagna, Marocco), è sempre più spesso prodotto delle serre dove si attua l'agricoltura idroponica, cioè con le radici nell'acqua e non nella terra, di cui avevo già parlato in queste pagine in tempi non sospetti. Il biologico (assenza di pesticidi) è un lusso per pochi, ma non per questo non bisogna lavorarci per renderlo più alla portata di molti. Il fatto è che in questo caso bisogna affidarsi alla rotazione delle colture, con la conseguenza che molti terreni rimangono a riposo mentre si cerca di coltivarne altri. Last but not least (ultimo ma non meno importante) sappiamo davvero, tra additivi e coloranti chimici e merce proveniente dall'Estremo Oriente,cosa mettiamo nel piatto? Il pollo, ad esempio, da quanti "millenni" non è più ruspante ma cresciuto ad estrogeni? E gli antibiotici che gonfiano la bistecca? Gli NTG, Nuove tecniche genomiche di cui ho parlato di recente, sono davvero un modo nuovo e "pulito" di rendere l'ortofrutta più sana e più "curativa"? O dietro di loro non si nascondono piuttosto i vecchi ogm (organismi geneticamente modificati, cioè con l'introduzione di geni che non gli appartengono in natura) e le vecchie clonazioni (vedi la pecora Dolly?). Per tutti questi argomenti di discussione vi rimando alla trasmissione televisiva di fine febbraio della giornalista Sabrina Giannini che esplora da tempo queste tematiche con rigore scientifico.E con dietro uno staff che io non posseggo per approfondire.
Sinistra unita, se ci sei batti un colpo
Piccola nota a margine dei miei soliti interventi su cibo e agricoltura. Stanno tornando gli anni di piombo? L'esponenente della Lega Gian Marco Centinaio sembra sia stato minacciato anche con l'invio di una busta sospetta nel suo ufficio. Intanto Rai Tre a margine della sua nota trasmissione Prima Pagina, la lettura dei giornali, a Pagina Tre, quella culturale, diffonde la voce di Groucho Marx, da non confondere con Karl Marx, che invita a essere contro: "I'm against it". Morto nel 1977, la raccolta di lettere in cui appare questa citazione apparve nel 1967, prodromo del '68. E ricorda un pò l'ideologia di Woody Allen. Ma poi venne il '77 e la lotta si fece cruenta.Certo ad un governo in crisi, con lo scivolone di Caivano, il barcone di migranti cui fu negato l'approdo pur essendo in acque italiane, fa gioco rinfocolare vecchi attriti, nella speranza di raccogliere più consenso possibile, o meglio non perdere quello che già ha. Voce unita della sinistra, di tutta la sinistra, non pervenuta.
mercoledì 14 febbraio 2024
Ricetta della pinza pasquale
Un dolce tipico pasquale della tradizione triestina è la pinza, un lievitato che si può fare in casa. Io vi do la ricetta del libro "La cucina triestina" di Maria Stelvio, uscito nel 1927 e che ebbe altre 14 edizioni.
Ingredienti: 1 bacchetta di vaniglia; 60 gr di lievito; 600 gr di farina; 400 gr di farina; 100 gr di zucchero; 60 gr di burro; 2 tuorli; 3 uova; cumino; 9 tuorli; 1 uovo per lucidare la superficie; 1 kg di farina; 360 gr di zucchero; 200 gr di burro; raschiatura della buccia di mezzo limone e mezza arancia.
Procedimento: setacciare la farina. Pestare in un mortaio la vaniglia sminuzzata assieme allo zucchero e setacciare. In un ampio recipiente frullare il lievito sminuzzato e sciolto con un pò di acqua tiepida, un cucchiaio di zucchero e 400 gr di farina formando una pasta molle come crema scorrevole; farla lievitare in un luogo caldo, ricoperta da una salvietta di cotone; raddoppiato che sia il volume, aggiungere a piccoli quantitativi, ora di un genere, ora di un altro, sempre mescolando: 600 gr di farina, 100 di zucchero; 60 di burro sciolto tiepido, 2 tuorli, 3 uova, limone arancio, cumino, 30 gr di sale e lasciar nuovamente lievitare. Raddoppiata che sia la massa versarla in un kg di farina a mmucchiata sulla tavola assieme a 360 gr di zucchero; aggiunegere 200 gr di burro sciolto tiepido e 9 tuorli. Lavorare l'impasto con le mani, che da prima vi si appiccicherà ma che man mano infarinando la tavola prenderà consistenza. La pasta deve essere facilmente maneggiabile in modo che affondadovi un dito la pasta si livelli subito, se questo non avviene va aggiunta dell'acqua tiepida. Lavorare un'ora sulla tavola, sempre infarinata. A lavorazione finita la pasta non deve attaccarsi né sulle mani, né sulla tavola. Come avrete capito con queste dosi si formano sette panetti, che si cuociono disponendoli su carta da forno burrata e facendoli prima lievitare al caldo del termosifone. Quando saranno quasi raddoppiati di volume, ungerli con l'uovo mescolato e con le forbci praticare dal basso verso l'alto tre tagli a stella, fondi circa 3 cm. Arrostire poi i panetti in forno tradizionale statico a 165 gradi per 35 minuti. Arrostendone uno per volta, il forno sarà pronto per il successivo. E avrete così 7 pinze, una volta in famiglia le donne stavano in casa e avevano il tempo di lavorare in grande. Adesso impastare a mano non si fa più; ci sono le moderne planetarie e i robot da cucina. Pertanto se ne avete uno potete sbizzarirvi a realizzare tutti questi impasti quando e come volete. Dividendo poi tutti questi ingredienti per sette avrete una pinza sola che può bastare per quattro, cinque, sei o anche sette persone.
martedì 13 febbraio 2024
Zabaione con caffé o marsala
Con la fine di febbraio sembra che il meteo cambi e verrà freddo anche al Nord per ora graziato dalle basse temperature. Prepariamoci dunque ad affrontarlo, oltre che con tisane calde, con il dolce più energetico di tutti: lo zabaione. Che si faccia sbattendo uno, due o più tuorli a seconda di in quanti si è, con lo zucchero fino a che diventino bianchi, lo sanno tutti. Ma io lo facevo anche aggiungendoci l'albume montato a neve, e il caffé o il marsala, una vera delizia.
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