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giovedì 20 febbraio 2020

A Carnevale ogni torta vale


Arriva il Carnevale ed ecco che il Consorzio Mortadella di Bologna Igp propone una ricetta davvero insolita. Dicendo che oltre a castagnole, frappe o chiacchiere, da oggi c’è un’alternativa gourmet per questa ricorrenza: la torta Arlecchino alla Mortadella Igp.  Si tratta di una gustosa Cheesecake salata dagli appetitosi rombi colorati, che rimanda alla maschera di Arlecchino. Bella da vedere e facile da preparare.

Ingredienti:

·         700 g di ricotta

·         300 g mortadella di Bologna affettata spessa

·         100 g mortadella di Bologna affettata sottile

·          2 uova

·         100 g Parmigiano Reggiano grattugiato 

·      una confezione di pasta sfoglia     

·         1 rapa rossa

·         1 peperone rosso

·         1 peperone verde

·         1 peperone giallo



Preparazione:  

Accendete il forno a 200 gradi.

Mescolate la ricotta con le uova ed il formaggio. Foderate uno stampo da torta, di circa 20 cm di diametro, con carta forno. Versateci uno strato di composto di ricotta, adagiatevi qualche fetta di mortadella e fate un altro strato di composto di ricotta, unite altra mortadella e concludete con la ricotta. Tagliate un disco di pasta sfoglia della dimensione dello stampo, sforacchiatelo con i rebbi di una forchetta e disponetelo sulla sommità della torta. Mettetela a cuocere per 40 minuti o fino  a quando la sfoglia risulterà cotta. Nel frattempo, affettate la rapa ed i peperoni. Ricavate dei rombi dalle fette di verdure e di mortadella. Lasciate raffreddare un po’ la torta e capovolgetela sul piatto da portata e decoratela con i rombi di verdure e di mortadella alternandoli a vostro piacere. Avvolgete infine la torta con fettine sottili di mortadella.


mercoledì 13 novembre 2019

L’energia dei salumi contro i primi freddi


Primi freddi autunnali: affrontiamoli con una buona scorta di calorie e proteine nobili. Come con le ricette suggerite da ISVI, Istituto valorizzazione salumi italiani che promuove la rispettiva filiera. Ce li ritroveremo così fumanti e invitanti sulle nostre tavole. Cominciando da quanto si cucina nel centro Italia, le paste della tradizione: amatriciana e carbonara; le zuppe tipiche del nord come quella di zucca o di funghi, i ragù, diversi in ogni regione, o la pasta con la ‘nduja tipica della Calabria. Attori non protagonisti, ma saporiti e nutrienti sono in questi casi la pancetta o il guanciale da tagliare a dadini e passare nel pomodoro per l’amatriciana e nell’uovo e formaggio sbattuti per la carbonara. Senza salumi ma un’ottima ricetta dell’autunno è il risotto con la zucca da preparare con un battuto di porro da far soffriggere nell’olio, per poi aggiungervi il riso, sfumare con il vino bianco, allungare con il brodo e a metà cottura porvi la zucca tagliata a pezzettini e già un po’ cotta in acqua bollente. Il risotto di funghi richiede invece un battuto di aglio e prezzemolo in cui cuocerli per poi aggiungere il riso e a poco a poco il brodo. I ragù, come si sa, sono carni macinate a cottura lenta nel pomodoro dopo averle passate in un soffritto di cipolle, carote e sedano.  I salumi erano in passato merce preziosa da utilizzare con parsimonia per insaporire un primo piatto. Oggi sono molto più diffusi ma certe ricette rimangono nelle nostre tradizioni.

“Con i salumi oltre alla componente sensoriale del gusto legata soprattutto ai grassi, c’è una componente nutrizionale importante legata a proteine, grassi, vitamine e minerali. Quando si aggiunge prosciutto crudo, Mortadella Bologna IGP, pancetta a un piatto lo arricchiamo di proteine di ottima qualità, perché complete dal punto di vista degli amminoacidi essenziali. Questi amminoacidi sono presenti in grandi quantità e nelle giuste proporzioni solo negli alimenti di origine animale e aggiungendone a un piatto di pasta o a una zuppa di ortaggi contribuiamo a coprire le necessità dell’organismo di questi importanti nutrienti, che con la sola pasta o con solo gli ortaggi o una zuppa non sarebbero garantiti. Quando il nostro organismo produce una proteina, e di natura proteica sono per esempio le fibre muscolari o gli ormoni o l’emoglobina che trasporta l’ossigeno nelle nostre cellule, deve avere a disposizione tutti gli aminoacidi. Alcuni è in grado di produrli autonomamente per altri, detti appunto essenziali deve ricorrere agli alimenti” come ha affermato Elisabetta Bernardi, Specialista in Scienza dell'Alimentazione, biologa e nutrizionista.