Visualizzazione post con etichetta etichette. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta etichette. Mostra tutti i post

mercoledì 24 febbraio 2021

Nutriscore: pro e contro

Non so se conoscete la tabella Nutriscore. Si tratta di un sistema di etichettatura degli alimenti secondo un indice che ne indica il processamento. Ossia se sono o meno apportatori di calorie, grassi saturi e additivi. Il metodo parrebbe corretto: avvisare il consumatore di non acquistare un prodotto potenzialmente dannoso per la salute. Invece si sono levate alte le proteste di agricoltori and Company, e anche il ministro dell’Agricoltura Patuanelli è contrario, in quanto sarebbe un modo, escogitato nel Regno Unito, per segnalare come nocivi, prodotti che sì, contengono additivi ma necessari alla conservazione e non per questo davvero inutili o dannosi. In pratica, non se ne fa nulla. 

lunedì 1 giugno 2020

Etichette parlanti per la carne degli animali da allevamento


Uno dei modi per mettere fine alla sofferenza degli animali negli allevamenti intensivi è quello di ridurre significativamente il consumo dei prodotti di origine animale e di consumare solo quelli provenienti da sistemi più rispettosi del benessere degli animali, come quelli con accesso all'aperto. Ma come riconoscerli? La penultima puntata del programma televisivo di Rai3 Indovina chi viene a cena - a cui CIWF ha collaborato -parlava proprio di questo, della proliferazione di etichette “benessere animale” a cui troppo spesso non corrisponde un vero miglioramento delle condizioni di vita degli animali.
Per questo, dopo mesi di duro lavoro, la scorsa settimana abbiamo presentato insieme all'On. Rossella Muroni, ecologista, ambientalista ed eletta alla Camera nelle liste di Liberi e Eguali, che ne è la prima firmataria, la prima proposta di legge per un sistema di etichettatura volontario e finalmente trasparente secondo il metodo di allevamento. In queste etichette si dovrebbero indicare infatti, come già si fa per le uova e i prodotti avicoli da quando sono stati colpiti dal’influenza aviaria, la provenienza e il metodo di allevamento, con queste diciture: 0 al biologico, 1 all’aperto, 2 al semicoperto, 3 al coperto, 4 all’intensivo.  

mercoledì 8 maggio 2019

Quanto è vicino il cibo locale?

Se lo chiede Nielsen, la società di ricerche di mercato che opera su quello degli Stati Uniti. Ed ha pubblicato un interessante articolo su quello che gli americani pensano sia locale quando acquistano un prodotto al supermercato. Meno di 5 miglia? O prodotto nella stessa città? Biologico o biodinamico? Qui da noi una volta si parlava di prodotti a km0. Comunque resta il fatto che l'interesse a preoccuparsi di questo argomento quando si acquista è alto, soprattutto tra i giovani, e la lettura delle etichette è essenziale. Avrete certo visto in televisione la nuova pubblicità di prodotti di genere alimentari o di largo consumo che si chiama "Oggi a lezione di etichetta", una nuova narrazione sul cibo che parte proprio dall'interesse di comprare cibi naturali e non troppo lontani perché la lontananza comporta più conservanti e perciò più additivi e aromi non naturali. Anche una pubblicità di biscotti si chiede cosa siano gli aromi e se ne conclude di farsene volentieri a meno, perché sono "tutto e niente".