Secondo la società di ricerca
Nielsen, il 2018 negli Usa è stato l’anno dei prodotti sostenibili: Ogm,
biologici, biodinamici, free from, nutraceutici. Ed entro il 2021 questo
mercato raggiungerà i 150 mld di dollari. Quasi la metà dei consumatori ha
risposto al questionario dicendo che cambierà le proprie abitudini di consumo
per ridurre il proprio impatto sull’ambiente. Qui da noi in Italia era stato
fatto un esperimento con un supermercato libero dalla plastica, inventato da
Andrea Segré, con la carta e i cartoncini dove imbustare i prodotti venduti
sfusi nel negozio, ma la tendenza a quanto pare non ha avuto molti
proseliti.
"diario sul cibo per chi non crede che il cibo sia cultura ma nutrimento e garantirlo a tutti sarebbe già un bel passo avanti...esistono 'il pane e le rose'…assicuriamo il pane a tutti perché tutti possano avere anche le rose…"
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mercoledì 15 maggio 2019
mercoledì 8 maggio 2019
Quanto è vicino il cibo locale?
Se lo chiede Nielsen, la società di ricerche di mercato che opera su quello degli Stati Uniti. Ed ha pubblicato un interessante articolo su quello che gli americani pensano sia locale quando acquistano un prodotto al supermercato. Meno di 5 miglia? O prodotto nella stessa città? Biologico o biodinamico? Qui da noi una volta si parlava di prodotti a km0. Comunque resta il fatto che l'interesse a preoccuparsi di questo argomento quando si acquista è alto, soprattutto tra i giovani, e la lettura delle etichette è essenziale. Avrete certo visto in televisione la nuova pubblicità di prodotti di genere alimentari o di largo consumo che si chiama "Oggi a lezione di etichetta", una nuova narrazione sul cibo che parte proprio dall'interesse di comprare cibi naturali e non troppo lontani perché la lontananza comporta più conservanti e perciò più additivi e aromi non naturali. Anche una pubblicità di biscotti si chiede cosa siano gli aromi e se ne conclude di farsene volentieri a meno, perché sono "tutto e niente".
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giovedì 25 aprile 2019
Ricette appetitose per i vostri amici pelosi
Il petfood è il cibo per gli
animali domestici. Nel mercato dei beni di consumo ci sono paradossalmente categorie
non destinate ai consumatori. La cura
dell’animale domestico è l’esempio perfetto. Così scrive la società di ricerca
Nielsen in un rapporto che mette in luce come la cura per gli animali domestici
impegni i consumatori nell’essere competenti ed esigenti nei loro acquisti.
Sono concentrati sulla salute e sul benessere dei loro amici quanto su se
stessi. Includere in questa lista della spesa, mentre si vaga per i corridoi
del cibo sia materiali sia virtuali (leggi: le spese su Amazon), ingredienti
più freschi e più naturali è in linea con le tendenze del cibo umano e le
vendite allo scaffale ne sono la prova. In Italia di spendono 2 mld di euro per
alimentare i nostri amici cani e gatti, anzi più gatti che cani. E si scelgono
i prodotti migliori, cioè quelli premium, a metà altezza sugli scaffali in
supermercati e addirittura ipermercati, più grandi dei primi, secondo esigenze
di naturalità, genuinità, capacità di tenere in salute l’animale. Secondo dati
Nielsen sul mercato statunitense i consumatori hanno speso nell’ultimo anno 33
mln di dollari in alimenti per il petfood scegliendo prodotti di qualità umana.
E pensavi che i mirtilli fossero solo per il tuo yogurt mattutino e le carote
solo per la tua insalata pomeridiana. In questi cibi per animali ci sono
primariamente carote, barbabietole, grani antichi, patate dolci, frutti di
bosco. Ma non esistono solo gli alimenti freschi. Buona parte di questo mercato
è formata da offerte premium come cibo congelato ed estratto con aria
essiccata/disidratata, le cui vendite sono più che raddoppiate negli ultimi tre
anni, passando da 23 mln di dollari nel 2015 a 53 nel 2018 (l’1% del totale
degli alimenti secchi). Questi vengono realizzati attraverso l’estrazione
dell’umidità vaporizzando il ghiaccio della carne congelata a temperature
inferiori allo zero o usando aria calda. Sono preferiti perché privi di
conservanti aggiunti e molti offrono maggiori benefici, come una migliore
digestione, un pelo più lucido, una pelle più liscia e un sistema immunitario
più forte. Il cibo liofilizzato puro costa al consumatore una media di 33
dollari per libbra (poco meno di 500 grammi). Quello essiccato all’aria o
disidratato circa 10-11 dollari per libbra. E vi è una crescente comunità di
consumatori disposti a pagare per le offerte premium mentre stanno spuntando
sugli scaffali prodotti croccanti regolari, sia come “cappotto” su una
crocchetta o miscelati nel cibo secco. Pertanto l’ultima sfida sarà educare e
istruire i consumatori affinché comprendano i vantaggi di tutte queste innovazioni nei prodotti premium
(ossia quelli che costano di più).
giovedì 31 gennaio 2019
I progetti antispreco di Ortofruit Italia
Forse non sempre salutare per
me, salutare per il pianeta è possibile. Secondo l’ultimo rapporto Nielsen, l’80%
dei consumatori negli Usa si sono convertiti ai prodotti nutraceutici, o
superfood, come li si vuol chiamare, che siano essi vegani, vegetariani o anche
semplicemente con meno grassi, meno lattosio, meno aromi chimici, e praticano
la raccolta differenziata. Ma non sanno che vetro, plastica e persino carta
hanno una vita molto lunga e non sono sempre facilmente convertibili in oggetti
di riuso. Così finiscono in discarica e bruciati, inquinando l’ambiente
circostante. In Italia il Comieco, Consorzio per il recupero, ha fatto la sua
parte in tema di sensibilizzazione ambientale, ma non sempre con successo. Sempre
secondo il rapporto Nielsen, i consumatori producono 4 chili di rifiuti a testa
al giorno e questo evidentemente non è un bene per l’ambiente. In Italia, per l’intervento
di Andrea Segrè, si è attuata una raccolta solidale dei cibi prossimi alla
scadenza, anch’essi secondo un cattivo costume buttati nella spazzatura dalla
maggior parte degli italiani, per donarli a persone in difficoltà economiche. Intanto
in Italia ci si sta preparando per la Giornata nazionale di prevenzione allo
spreco alimentare prevista per il 5 febbraio. In particolare Ortofruit Italia
ha elaborato un progetto antispreco finanziato dall’Università di Torino e in collaborazione
con il Mipaaf per i piccoli frutti. Un risultato che sarà raggiunto utilizzando un sistema ad Atmosfera Modificata
Passiva (MAP) realizzato
con pallet-bag costituiti da film a permeabilità controllata. Nessun intervento
diretto sulla frutta, ma un lavoro sul packaging, con una consistente riduzione degli scarti in magazzino che sarà
individuata in un 1% massimo sul prodotto conferito. Inoltre, il sistema di
conservazione in pallet-bag potrà anche essere “utilizzato in caso di trasporto
del prodotto su lunghe distanze (es. Scandinavia e Regno Unito) mantenendo
invariata la qualità del prodotto con scarti parti a zero”. L'iniziativa
costituisce una tappa fondamentale nel percorso “green” di Ortofruit Italia che
- già lo scorso anno, con il suo mirtillo
“a zero emissioni” - è diventata una case history internazionale sul
tema della
sostenibilità per il modello di integrazione virtuosa tra
la produzione, la trasformazione, la distribuzione e il consumo sano e
consapevole.
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lunedì 29 giugno 2015
Piace il padiglione della Corea
L'avevo già sentito, anche se non so il perché dato che non l' ho visto, ma pare piaccia molto il padiglione della Corea. Forse per i cibi insoliti che presenta. E anche quello del Giappone, ma questo non stupisce perché la cultura giapponese, e il cibo, sushi e sashimi, sono molto amati qui da noi. Per il resto, notano tutti i commentatori, c'è molta attenzione e stupore per il Padiglione Italia, dove si cammina su un pavimento di vetro, e l'Albero della Vita, definito Amazing, stupefacente.
Per il resto adesso danno due biglietti omaggio a chi parcheggia subito fuori, ma il parcheggio è costosissimo. Quindi si preferiscono i mezzi pubblici.
Intanto, secondo una ricerca Nielsen, crescono gli investimenti pubblicitari delle aziende presenti, soprattutto in tv, giornali, web e radio. Ma non si sa ad ora quanti incontri d'affari si siano conclusi, pur con tutto il nostro sforzo per pubblicizzare e diffondere nei Paesi emergenti, il famoso Bric, Brasile, India e Cina, il made in Italy.
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