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mercoledì 11 gennaio 2023

Polli, conigli e quaglie: basta con le gabbie

E adesso tocca anche a conigli e quaglie ad essere liberati dalle gabbie. L'ultima battaglia di CIWF che sta per essere portata a termine. Molto dipende dalle decisioni di Bruxelles ma l'azione di lobbyes per liberare gli animali dalle costrizioni nelle quali sono trasportati stanno per arrivare in porto. E' proprio il caso di dirlo perché sono i porti italiani con i loro cargo ad essere i terminali del trasporto sui camion di esseri senzienti e sofferenti che dovrebbero vivere e morire all'aperto in grandi spiazzi opportunamente adibiti alla loro crescita e maturazione per arrivare poi solo alla fine al macello che è la naturale fine di animali che sono allevati per l'alimentazione umana. Oltre a firmare in internet gli appelli di CIFW, cosa che potete fare anche voi miei lettori,non fidatevi nemmeno del pollo biologico. Perché, come è stato smascherato da un'inchiesta di Report, anche quest'ultimo è ammassato in stie asfissianti, ingrassato ad antibiotici, poi gli si tira il collo e via, alto giro, altra corsa.

giovedì 1 aprile 2021

Pasqua, costolette di agnello e purè

Sì lo so, vi stareste chiedendo come possa andare di pari passo il mio impegno contro le condizioni inumane cui sono tenuti gli animali in gabbia, con le ricette a base di carne. Come le costolette di agnello che per questa Pasqua vi consiglio di fare impanate e cioè passate prima nella farina poi nel tuorlo d'uovo e infine nel pane grattugiato, e di friggerle in un buon olio di semi. Contorno ideale, un purè. Cuocete le patate con tutta la buccia in acqua bollente, scolatele non appena pronte, spellatele e passate nell'apposito schiacciapatate. Se non lo avete potete usare un passaverdure. Mescolate il composto così ottenuto in una casseruola con burro e latte.

Il fatto è che la filiera della carne è contestabile a monte, nel momento in cui gli animali vengono tenuti in cattività durante il trasporto e imbottiti di antibiotici per velocizzarne la crescita. Ma se a tutto questo si potesse ovviare con sistemi di allevamento e trasporto che non li facciano soffrire, la carne degli animali è assolutamente compatibile - quella rossa una volta alla settimana, quella bianca un po' di più e il pesce ancora un po' più sopra, secondo la piramide alimentare della dieta mediterranea - con il nostro nutrirci, apportando i benefici delle proteine.

Perciò vi invito ad aderire alle campagne di CIWF, Compassion in Word Farm, per sensibilizzare la filiera ad una maggior rispetto della vita dei nostri compagni su questa terra.   

  

venerdì 20 novembre 2020

Batteri e virus

In biologia, come (non) me l’hanno spiegata a scuola, la citogenetica è la scienza che collega lo studio della struttura visibile del cromosoma con la genetica. Il cromosoma è il corpo filamentoso del nucleo della cellula, che si può osservare al momento della divisione della cellula. I cromosomi portano i geni e con essi l’ereditarietà studiata da Mendel.

Agli inizi degli anni ’60 Barbara McClintock, nei suoi studi solitari sul mais (altri biologi li fanno sui moscerini della frutta e sulla Drosophila), non compresa e isolata, “insistette per anni che il gene era un puro frutto dell’immaginazione dei genetisti, che l’unità genetica era il cromosoma e che i caratteri genetici erano i riflessi dell’ordinamento in serie del cromosoma.”

Inoltre studiò i fenomeni della trasduzione (batteriofago che trasporta pezzi di materiale genetico da un cromosoma batterico ad un altro) e della traslocazione ( trasferimento di un segmento di cromosoma ad un altro, di solito non omologo).

Insignita poi del premio Nobel, agli inizi non fu capita e dovette lottare in un ambiente ostile. Ma le scoperte scientifiche fanno parte di una visione e la sua era l’interesse per la funzione e l’organizzazione. Le conseguenze dello sviluppo della trasposizione non hanno un ciclo nei batteri. Negli organismi superiori, sì.  

Questa complessità dell’organizzazione genetica da lei messa in luce, la trasposizione, non trovò agli inizi nessuno spazio. Ma successivamente la trasposizione divenne parte   integrante della teoria genetica e nel 1983 la McClintock ricevette il Premio Nobel.

Ogni scoperta scientifica inizia da una visione, che lo scienziato ha prima di vederne i risultati. Una visione mentale che parte dal conscio e dall’inconscio e che guida i passi successivi della scoperta. Open the mind and look.

Ora il batterio, su cui studiò Barbara McClintock, non è un virus. Il batterio è un microrganismo che si può trovare anche nel corpo umano, segnatamente nei suoi organi di comunicazione con l’esterno senza provocare danni, anzi la sua presenza è utile per alcune funzioni metaboliche e per le difese immunitarie. Questi insiemi di batteri sono chiamati commensali e il loro insieme è chiamato microbiota.

Altri tipi di batteri sono invece patogeni e possono danneggiare tessuti e organi. Ma le infezioni batteriche possono essere curate con gli antibiotici, esclusivamente prescritti dai medici.

Il virus, e precisamente questo virus pandemico con cui abbiamo a che fare oggi, è invece  un veleno, dal latino virus, appunto veleno, ed è un parassita obbligato che si trova in tutte le forme di vita, ma la sua origine (anche se in molti sospettano che sia di origine animale, causata cioè dagli allevamenti intensivi) non è chiara. Difatti abbiamo la pandemia e nessuno, ad oggi, sa come combatterla (per una sua descrizione  esaustiva, vedi wikipedia, consci però che questa fonte non va presa al posto dei consigli medici, che peraltro non ci sono ancora). Importante sarà la scoperta del vaccino e molti ci stanno già lavorando (Pfizer, Astrazeneca, Moderna, SputnikV, Biontech).

  

venerdì 22 maggio 2020

Perché preferire la carne vegetale


Si torna a parlare di carne vegetale che lo chef cinese Mister Lu, leggiamo sul Venerdì di Repubblica, nel Paese che consuma più carne al mondo, ha deciso di adottare, mettendola anche nei ravioli al vapore. Cambiamento climatico e resistenza agli antibiotici, aveva avvertito ai suoi tempi Bruce Friedrich sul blog di Beppe Grillo, porta la nostra produzione di carne a distruggere il pianeta. “Nel 2019, - scrive - l’umanità ha ricevuto un avvertimento: 30 scienziati di fama mondiale hanno diffuso i risultati di un imponente studio triennale sull’agricoltura globale. Hanno attestato che la produzione di carne sta mettendo a rischio la salute. Ma questo non è il primo avvertimento. Ho dedicato gli ultimi vent’anni a cercare di cambiare la produzione industriale di carne, ho visto questo genere di avvertimenti ripetersi per decenni. Nel 2016 fu la National Academy of Sciences, nel 2017 la “Bioscience Journal”, nel 2018 fu la rivista “Nature” e poi adesso nel 2019. Credevo che questo annuncio avrebbe fatto la differenza. Il punto centrale di questi studi è principalmente il cambiamento climatico. Ma la resistenza agli antibiotici è una minaccia altrettanto grande. Somministriamo enormi dosi di antibiotici agli animali da allevamento. Per 50 anni, ambientalisti, esperti di salute globale e animalisti hanno implorato la gente di mangiare meno carne. Ma solo l’anno scorso, il nordamericano medio ha mangiato più di 90 chili di carne.” Quello che dobbiamo fare è produrre la carne che piace alla gente, ma dobbiamo produrla in modo completamente nuovo. Puntare quindi sulla carne prodotta dalle piante. Invece di usarle per nutrire gli animali, che è un processo inefficiente, coltiviamo quelle piante e usiamole per simulare la carne. Oppure ricaviamola dalle cellule. Sul tema è sceso in campo  anche l’influente New York Times, che per voce di Noel White, presidente di Tyson Foods, una multinazionale americana che esporta la maggior parte di carne dagli Usa, spiega come le maggiori compagnie di produzione della carne debbano fare i conti con il riscaldamento globale e la necessità di investire sulle alternative: hot dog vegetali e hamburger di soia.