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martedì 2 agosto 2016

La stagione del gelato


Quarantamila le gelaterie in Italia, di cui il 65% usano basi preparate da mantecare sul posto e il 35% autenticamente artigianali, realizzati con materie Dop e Igp del territorio, per un fatturato complessivo di quanti mln di euro e kg di gelato consumato pro capite non si sa bene. Le cifre sono molto diverse a seconda delle rilevazioni. Manca quindi un importante dato di mercato per permettere di fare impresa. Questo è il risultato degli studi dell’Igi, Istituto italiano gelati, diretto da Paolo Garna. Sta di fatto comunque che, arrivata la stagione calda, il gelato, sia artigianale sia industriale venduto in coni o vaschette e coppette preconfezionate, è un piacere cui si indulge anche se si è a dieta. Anzi, dato il suo contenuto calorico, può sostituire un pasto senza appesantire. In questi ultimi anni poi, è scoppiata la moda del gelato vegano, alla soia, un proteina vegetale di origine orientale, oppure senza latte e senza uova. E quindi dietetico.

L’Igi, Istituto del gelato italiano, ha lanciato un’azione promozionale per il consumo di gelato industriale verso i più piccoli, ritenendolo un prodotto sicuro e nutriente. Esiste anche un’ appgelato appena riveduta da Cosmobile che aiuta a trovare sul cellulare le gelaterie migliori. 100 di queste premiate da un concorso del Gastronauta Davide Paolini. Prima classificata la gelateria Capolinea di Reggio Emilia, di Simone De Feo. Ricorre poi a luglio di qualche anno fa, la decisione di istituire una Giornata europea del gelato artigianale, da celebrarsi il 24 marzo, per contribuire alla promozione di questo prodotto e allo sviluppo della tradizione gastronomica del settore.

venerdì 13 novembre 2015

Crisi del latte. Un aiuto dalle agrigelaterie?


Dopo la recente protesta degli allevatori a Lodi per la scarsa remunerazione del proprio prodotto e una vertenza che si è chiusa con un nulla di fatto, venerdì al Salone del Turismo Rurale di Verona Fiere, le “agrigelaterie” si sono proposte come valida alternativa per il mercato di sbocco del latte. Nate nel 2001, costituiscono una realtà in crescita, come ha confermato recentemente anche la Coldiretti all' Expo di Milano. Ma il gelato non è ancora un prodotto agricolo e non rientra nel reddito agrario, anche se è un alimento somministrato negli agriturismi che hanno gli animali. Ne stanno discutendo L.I.A.G. (Libero Istituto dell'Arte Gelatiera) di Bolzano e La Dolza, fattoria didattica e agrigelateria di Follina (Tv), sede dell’attività formativa dello stesso istituto. Un inquadramento generale della tematica è stato presentato dal presidente di L.I.A.G., Loris Molin Pradel. L'argomento è stato ulteriormente approfondito da Paolo Garna, già direttore della MIG di Longarone Fiere. Tutti concordando, come ha detto il maestro gelatiere Marco Gennuso, sul fatto che ogni prodotto che serva a produrre un gelato, anche quelli a base di acqua (frutta), possa essere espressione di un’azienda agricola, interessata a valorizzare i prodotti di nicchia e le biodiversità del proprio territorio in una coppa o cono. Dal canto loro, i gelatieri pubblici esercizi aderenti a Cogel Fipe avevano già chiuso un accordo, tramite il Ministero della Salute, per fare il gelato con il latte crudo comprato direttamente alla stalla a 65 centesimi (all'industria è pagato 40) e poi pastorizzato in laboratorio. E per il trofeo "Coppa d'Oro" della Fiera di gelato di Longarone Fiere (Belluno) si è scelto di misurarsi sul gusto alla ricotta di latte vaccino.