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lunedì 16 novembre 2015

Ricotta di latte vaccino il gusto della Coppa d'oro del gelato a Longarone, al Sigep di Rimini gara di solidarietà


E’ la ricotta di latte vaccino, con soddisfazione degli allevatori, il gusto di gelato artigianale sul quale si dovranno misurare i partecipanti alla “Coppa d’Oro” 2015, l’Oscar mondiale del gelato artigianale che si tiene di Longarone Fiere, nell’ambito della MIG (Mostra internazionale del gelato) che si svolgerà d dicembre.

 Il Veneto, si sa, è la patria del gelato, anche se questo alimento fu inventato nel Rinascimento dal fiorentino Buontalenti. Istituito nel 1970, il concorso internazionale “Coppa d’Oro” che si tiene a Longarone, in provincia di Belluno, nel corso della Mig, Mostra internazionale del Gelato, che si svolgerà a dicembre, è considerato l’Oscar mondiale del gelato artigianale. E ogni anno dà la possibilità ai maestri gelatieri artigiani di tutto il mondo di mettere in evidenza le proprie capacità professionali. Nell’albo d’oro della manifestazione figurano gelatieri che hanno fatto la storia del gelato artigianale. Cioè di quel gelato che usa il latte e la frutta in pezzi, anziché gli aromi, come accade talvolta. Nell'ultima edizione, quella del 2014, il vincitore assoluto è risultato essere Mauro Crivellaro della Bottega del Gelato di Mirano (VE). Con il risultato di vedere il suo prodotto conquistare i turisti in vacanza e di ventare un must in Germania dove sono migrati tanti nostri talenti di quest’arte.   


Il gusto della edizione 2015 del Concorso è stato individuato dal Comitato tecnico e i gelatieri dovranno misurarsi con il miglior gelato alla Ricotta di latte vaccino.
Il Concorso avrà quale responsabile il Sig. Luigino Dal Farra e si avvarrà della collaborazione dell’Accademia della Gelateria Italiana, i quali s’impegneranno a curare lo svolgimento della gara che da quest’anno ha un nuovo regolamento che si trova in internet. Altro concorso è “Gelaterie in web 2015”, per il miglior sito internet delle gelaterie artigianali nel mondo, giunto alla sua 14° edizione. Anche in questo caso le modalità del concorso e la scheda di partecipazione si trovano in rete all’indirizzo della Fiera di Longarone.

Il gelato alla ricotta di latte vaccino è un bell’impegno e può rappresentare anche un aiuto agli allevatori in crisi per la scarsa remunerazione del loro prodotto che alla stalla si vende a meno del costo di produzione. Per questo gli allevatori si rivolgono alle agrigelaterie le gelaterie artigianali all’interno degli agriturismi quali nuovi mercati di sbocco del loro latte. Ma il gelato non è considerato prodotto agricolo e non rientra nel reddito agrario, mentre per esempio lo yogurt, anch’esso fatto con il latte, sì.

Il miglior gelato alla ricotta di latte vaccino farà rientrare in gioco i produttori di latte, dopo che da tanti anni i gusti de gelato erano diventati tra i più strani, non solo a base latte e base frutta (acqua), ma dei diversi e più fantasmagorici colori, come il gelato azzurro gusto puffo. Adesso il gelato sta tornando invece ad essere un alimento che dà nutrimento e può anche sostituire un pasto soprattutto se fatto con ingredienti naturali.

A questo proposito, i gelatieri della FIpe, riuniti in Cogel, hanno siglato attraverso il Ministero della Salute, un accordo per acquistare il latte direttamente dall’allevamento, pagandolo 65 cent al litro, e aumentando così la remunerazione degli allevatori, che alle Centrali lo vendono a 40 cent e queste lo rivendono a 1 euro, e confezionando il gelato con questo latte crudo che viene poi pastorizzato in laboratorio. Per Giancarlo Timballo, presidente Gogel, molto importante anche l’acqua che nel caso del gelato alla frutta, deve essere purissima. E il febbraio prossimo al Sigep di Rimini, Salone internazionale del gelato, della panificazione e della pasticceria, una parte del gelato prodotto verrà utilizzato per essere distribuito alle mense dei meno abbienti.  

 

 

 

venerdì 13 novembre 2015

Crisi del latte. Un aiuto dalle agrigelaterie?


Dopo la recente protesta degli allevatori a Lodi per la scarsa remunerazione del proprio prodotto e una vertenza che si è chiusa con un nulla di fatto, venerdì al Salone del Turismo Rurale di Verona Fiere, le “agrigelaterie” si sono proposte come valida alternativa per il mercato di sbocco del latte. Nate nel 2001, costituiscono una realtà in crescita, come ha confermato recentemente anche la Coldiretti all' Expo di Milano. Ma il gelato non è ancora un prodotto agricolo e non rientra nel reddito agrario, anche se è un alimento somministrato negli agriturismi che hanno gli animali. Ne stanno discutendo L.I.A.G. (Libero Istituto dell'Arte Gelatiera) di Bolzano e La Dolza, fattoria didattica e agrigelateria di Follina (Tv), sede dell’attività formativa dello stesso istituto. Un inquadramento generale della tematica è stato presentato dal presidente di L.I.A.G., Loris Molin Pradel. L'argomento è stato ulteriormente approfondito da Paolo Garna, già direttore della MIG di Longarone Fiere. Tutti concordando, come ha detto il maestro gelatiere Marco Gennuso, sul fatto che ogni prodotto che serva a produrre un gelato, anche quelli a base di acqua (frutta), possa essere espressione di un’azienda agricola, interessata a valorizzare i prodotti di nicchia e le biodiversità del proprio territorio in una coppa o cono. Dal canto loro, i gelatieri pubblici esercizi aderenti a Cogel Fipe avevano già chiuso un accordo, tramite il Ministero della Salute, per fare il gelato con il latte crudo comprato direttamente alla stalla a 65 centesimi (all'industria è pagato 40) e poi pastorizzato in laboratorio. E per il trofeo "Coppa d'Oro" della Fiera di gelato di Longarone Fiere (Belluno) si è scelto di misurarsi sul gusto alla ricotta di latte vaccino.